IV N. 34 . OTTOBRE SPED- AB8. POST. ORI
LoZ-80
Le memorie
Il Data Base
Parla più Forth
sugli MSX
OTTOBRE 1984 NUMERO 34 LIRE 4000
Interfaccia parallela Cardco
per Commodore 64
Pascal Hisoft per Spectrum
ra:r
.vi “
V jl;: creiamo gli sprite
Appiy UtfbRj iiiL»Juld!e
ommodore 64: soread-sheet
Spectnim; Macchina del tempo
& Biorit mi
Setfcosha,AlphacQin,Sinclair.
Tl-99: Scarabeo & Sprite
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DEI SISTEMI PERSONALI
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18 News
26 MSX: il punto della situazione
Maurizio Bergami
30 PCW Show - Londra
Maurizio Bergami
35 Libri
40 MC giochi
52 Casio FP-6000
Corrado Giuslozzi
60 Le stampanti per lo Spectrum:
ZX Printer, Alphacom 32.
Seikosha GP-50S
Maurizio Bergami
68 Cardco: interfaccia Centronics
per Vie e 64
Leo Sorge
72 Hisoft Pascal per Spectrum
Maurizio Bergami
78 Grafica - Francesco Peironi
84 L'Assembler dello Z80
Pierluigi Panunzi
88 Parla più FORTH
Raffaello De Masi
93 MCmicrofacile • Le memorie
Tommaso Paniuso
99 Le basi del Data Base
Andrea de Prisco
103 TuttoSpecirum - Maurizio Bergami
109 Vie da zero - L’RS 232 del Vie 20
Tommaso Paniuso
115 Commodore 64 - 16K di ROM
Andrea de Prisco
120 Elenco del software disponibile
su cassetta o minifloppy
121 Software Apple - Vaher Di Dio
125 Software Vie 20 • Tommaso Paniuso
131 Software Commodore 64
Leo Sorge
138 Software Spectrum
Maurizia Bergami
147 Software Texas TI-99/4A
Fabio Schiallarella
154 Software Sharp PC-1500
Fabio Marzocco
157 Software SOA - Pierluigi Panunzi
160 I trucchi del CP/M
Pierluigi Panunzi
165 Guidacompuler
185 Micromarket-micromeeting
190 Microtrade
193 Campagna abbonamenti
Servizio arretrati
Indice degli inserzionisti
Didattica e computer - Paolo Nuli
Posta
Settembre, cadono le mostre
Marco Marinacci
Cardco
per Vie e 64
Casio
FP-6000
Le stampanti
per Io Spectrum
MCmIcrocomputer n. 34 - ottobre 1984
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
OOVBiCl
IH UH FLOPPY DISK DIÀSPROH
LE QUALITÀ' SUPERFICIALI
SONO LE PIU' PROFOKDL
E' dalla superficie che si giudica un
floppy disk, ma solo un'analisi ap-
profondita permette di apprezzar-
ne le qualità.
Trattamento "Coating Extra"; ri-
vestimento di ossido magnetico,
addittivato con lubrificante ad al
ta protezione anti-usura, che as
sicura lunga durata al floppy disk
DIaspron.
tappatura "Super Finish": finitu ^
ra superficiale realizzata combi-'
nando in modo ottimale I parame-
tri pressione, velocità e tempo: la
superficie così ottenuta ha carat-
teristiche tali da assicurare il mi-
glior contatto con le testine ma-
gnetiche e la massima protezione
contro l'usura del disco e delle te-
stine stesse.
Fabbricazione automatica in
"camera bianca": processo pro-
duttivo esclusivo, automatizzato
mediante robot ed effettuato in
ambiente a livello di polverosità ri-
gorosamente controllato; ciò ga-
rantisce il floppy disk Diaspron
esente da particelle contaminanti
di qualsiasi tipo, causa principale
del "Soft Error'.
AMICO DEI VOSTRI DATI E DEL VOSTRO DRIVE.
Dispositivo tergidisco. la partico-
lare fibrosità del liner assicura la
costante pulizia del disco, garan-
tendo contemporaneamente un
attrito compatibile con le esigenze
del drive.
certificazione “Error Free ^ 00 %":
la certificazione è REALMENTE l'ul-
tima operazione del processo pro-
duttivo: per questo i floppy disks
Diaspron sono davvero ERROR
FREE 100% e superano gli stan-
dards qualitativi più severi delle
principali Case costruttrici di hard-
ware.
ECCO perché il floppy disk
Diaspron vince in superficie!
Diaspron: microfioppy da 3,5' flop-
py disk da 5,25' e da 8' singola e
doppia faccia.singola e doppia den-
sità (da 80 Kbytes a 1 Mbyte), com-
patibili con tutti i principali sistemi
ÉDP, Word Processors e Personal
Computers esistenti sul mercato.
Didattica e computer
"Ma insomma, POKE 33256, 127", mi suggeriva qualche giorno fa con tono di
rimprovero il figlio (9 anni) di un collega. E, rientralo in possesso della sua
tastiera, partiva a scrivere con la stessa sicurezza e velocità con cui maneggia il
joystick. Per i più giovani il computer non è più un problema, anzi forse non io
è mai stato: posto che abbiano a disposizione una macchina per quanto semplice
e primitiva, si info-alfabetizzano quasi istantaneamente ed ora, invece di
figurine, si scambiano cassette di programmi.
Il fenomeno è di massa: non poche migliaia, ma (in Italia) qualche centinaio di
migliaia di fortunati; i più giovani spesso non leggono neanche più i manuali: le
nozioni fondamentali di programmazione ed impiego del computer si
tramandano direttamente per via orale. E il bello è che questi piccoli mostri del
peek and poke stanno mettendo in crisi le istituzioni.
Preso un gruppo di ragazzi (una classe di una scuola romana) cui impartire le
prime nozioni di tecnica della programmazione ed un secondo gruppo di
controllo, una qualificala equipe di pedagogisti, psicologi e neuropsichiatri
infantili ha applicato ad entrambi i gruppi, "prima e dopo la cura", classici lesi
psicometrici. Il risultalo è stato paradossale: mentre i ricercatori impegnati in
questo progetto hanno individualmente raggiunto la convinzione soggettiva che i
programmatori in erba fossero effettivamente più svegli, i test non hanno messo
in evidenza significative differenze nello sviluppo delle capacità logico-
matematiche dei due gruppi. E qui i casi sono due: o gli sperimentatori si sono
fatti suggestionare, o i classici test psicomelrici somministrali in questo
esperimento non sono sufficientemente sensibili. Inutile dire che l’attuale ipotesi
di lavoro è la seconda.
Di fronte all'invasione della microinformatica, la scuola ha reagito aprendosi ai
computer con insolita celerità. I nuovi programmi prevedono l'introduzione del
computer nelle scuole di ogni grado; ma, a parte corsi specifici in alcuni settori
della scuola superiore, il principio informativo generale è quello di utilizzare la
macchina come una specie di sofisticato sussidio audiovisivo per la
somministrazione di nozioni e test. Nulla di nuovo, del resto, dal momento che
anche negli Stati Uniti ci si sta orientando decisamente in questa direzione.
Sarò più preciso: negli Stali Uniti si sta orientando in questa direzione
l'industria del software che. dopo la crisi causala dalle copie pirata dei
videogiochi, sta cercando un settore a bassa pirateria: ve lo immaginate il
preside di un scuola che scambia copie sottobanco con un suo collega? A!
contrario nella scuola e nei campeggi estivi statunitensi (è stata pubblicata
anche una apposita guida dei campeggi USA con corsi di computer) il computer
viene utilizzalo per quello che è: il perfetto sussidio per imparare ad usare il
computer in applicazioni utili, per esempio far di conto.
Se comprendo t'imbarazzo di un maestro o di un insegnante di scuola media nel
parlare di computer ad una scolaresca che in parte lo conosce meglio di lui, non
posso però giustificare qualsiasi tentativo di ridurre il computer da strumento
nelle mani dei ragazzi a strumento repressivo al servizio dell'isiituzione.
Paolo Nuti
Anno 4 • numero 34
ottobre 1984
mensile - L. 4.000
Direnore:
Paolo Nuti
Condirettore:
Marco Marìnacci
Ricerca e sviluppo;
Bo Amklii
Collaboratori:
Maurizio Bergami. RafTacilo
De Masi. Andrea de Prisco.
Valter Di Dio. Paolo
Galasseiti. Corrado
Giustozzi. Fabio Marzocca.
Albeno Morando. Tommaso
Paniuso. Pierluigi Panunzi.
Francesco Petroni. Gina
Prìncipi. Fabio Schiailarella.
Leo Sorge. Pietro Tasso
Segreterìa di redazione:
Paola Pujia (responsabile).
Giovanna Molinarì
Roberto Rubino
Grafica e impaginaziooe;
Roberto Saltarelli
Grafica copertina:
Studio Azeta - Roma
Fotografia: Dario Tassa
Amministrazione:
Maurizio Ramaglia
(responsabile).
Anna Rita Fratini.
Pina Salvatore
Abbonamenti ed arretrati:
Giancarlo Alzorì
Pubblicità:
Techni media.
Via Valsolda 135.
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Wafer, dove sei?
Cercherò di essere breve. Decido di sogni-
stare il Texas 0040 dopo aver lettola vostre
antusiastloa prova e dopo averne constatar
to, oltre agli unanimi conoenai della stampa
spenlalirsata, le ottime pBrfbrmaDoeinaajn-
po scientiBco e adaftei aWatillziazlone alla
quale sarebbe andato incontro (per la cro-
naca sono al tei^ anno di ingegneria e uno
dei primi possessori di TIB9 e ZgBO/Bl ).
Dopo aver atteso invano quasi un anno
l 'uscita sul mercato ctalle periferiche del sud-
detto 0040. peraltro senza soprattutto l 'uni-
tà a nastri Waièr-Tàpe D 0040 serve a ben
poco, mi sono deciso a tele&inare alla Texas
stessa, la quale, dopo aver cestinato due delle
mie precedenti raccomandate, mi & rispon-
dere tramite una sua "signorina" dalla voce
angelica ohe le suddette peiifericbe non sa-
ranno mai messe In vendita
Ora mentre il mio 0040 ha ^ UDO strato
di due millimetri di muBa, mi rivolgo a voi,
ultima spiaggia.. Siete in grado di darmi un
indirizzo di utia qualsiasi parte dat globo
dove sia possibile reperire un esemplare di
WaSsr-Tape? Dovrà ben esisterne un esem-
plare almeno negli OSAI
I soliti auguri e oomplimanti (ruSanl )
p^ la rivista
Luigi Bellini - Cupramarittlma (AP)
Pat, pat, pat.. (battute di mano sulla spai-
la). Crédo Che là Texas abbia il record del
prodotti annunciati e non
o... più o meno prematuramente scomparsi
Un esemplare esisterà pure ma, supponia-
mo. nel laboratori delia Texas e quindi non
in commercio; non speri quindi di poterlo
acquistare, n suggerimento purtroppo può
essere solo quello di togliere la mufia dal suo
CG40, che rimane tuia macchina daile pre-
stazioni Interessanti, ed accontentarsi del
registratore a cassette, del resto U tipo più
fiiffliBTi di memoria di massa per la categoria
del prodotti In questione.
Papà vuole sapere a die serve...
Sona un appassionato lettore di MC e vor-
rei comperarmi il eompiflar. Ho però proble-
mi finanziar i e il mio papà Si é diahìarato
disposto a comprarmelo a patto che io gli
spiegassi acosaserve se nonpergiocareoon
giochi che ha Io glielo ho spiegato ma lui mi
ha detto che non capisce, direte voi darmi
una spiegazione semplice?
Francesco Fabbri, IS anni - Torino
Caro Francesco, rispondere aita tua bellis-
sima lettera è &olle e dlfflcUe insieme. Prova
non serve nella vita di tutti 1 giorni ma che è
comunque importante averlo studiato per-
ché gli ha dato una formazione mentale che
Invece serve. Ecco. Imparare ad usare un
computer è un po’ la stessa cosa Contrariar
mante a quanto avviene in ufOoio, in casa
non c'é niente che non possa essere fbtto
senza un computer, perciò si può anche dire
che il computer In casa non serve. Pero ave-
re un computer ed Imparare ad usarlo, non
giocandoci passivamente ma cercando di fa-
re del programmi per conto proprio, è utile,
allena a ragionare In modo logico ed Inoltre
abitua ad avere féjidliantà con macchine
che saranno sempre più presenti nel nostro
futuro. Io 1 computer li adopero per lavoro e
talvolta per svago, e so cosa posso chiedere
loro e soprattutto cosa non posso chiedere.
Anche min padre adopera un computer in
ufflclo, ma 11 suo rapporto con lui è molto
più antipatico: molti, come mio padre si sen-
tono come analfabeti in un mondo di lattera-
ti, pedoni In un mondo di automobilisti Ave-
re un computer non vuol dire diventare un
genio o uno scienziato delia NASA: più sem-
plicemente permette di impostare corretta-
mente 11 rapporto con uno strumento del
quale l'uomo probabilmente non potrà più
fare a meno.
CO.
MZ-700: Tecnomec aggiunge
Egregio doti. Manneeoi
In riferimento alia prova personal Sharp
MZ-700 apparsa sul n.3S della sua nvista
gradiremmo sottoporre alla sua attenzione
alcune nostre note di commento.
In particolare, vorremmo fissare l’atten-
zione sul paragrafo 'Documentazione e pro-
grammi"; in qualità dì rivendlton di prodot-
ti Sharp, la Informiamo che attualmente di-
sponiamo di un listino comprendente circa
7S titoli di programmi perl'MZ-700 (sia su
cassetta che su disco) che vanno dal giochi
a gli appliaattvl, dalle Utilities ai data base.
Siamo per^ttamente a conoscenza dei tem-
pi di redazione nabiestl peri 'impaginazione
di ima rivista specializzata come la vostra,
ma nonni sembra commercialmente corret-
to scrivere sul numero di lugUo/agosto '64
"ai momento sttuaie la Melohtonl Compu-
tertlme non pubblicizza alcun software par-
ticolare ' ' (peg. 61 ), quando il listino sopraol-
tsio é a disposizione degli utenti perlomeno
dal primi di giugno.
Molto probabilmente la prova sarà stata
PHaiizzata molto tempo prima della pubbli-
cazione, per cui è spiegata l 'incidente; ci per-
mettiamo comunque di suggerirle, per il fu-
turo, di segnalare sulla rivista la data delia
prova, onde evitare df creare; Involontaiia-
mente, danni commerciali adoperatoti del
settore.
Dal punto di vista tecnico, inoltre, ci sem-
bra ohe non sia stato dedicato troppo tempo
alla prova da parte del Big. Sorga in quanto
spesso dall 'articolo trapela una scarsa cono-
scenza della reali capacità operative delia
COMMODORE 64 commÌtoresooo
SHARP MZ-700
IL PIU’ GRANDE ASSOFmMENTO Dt GIOCHI, GESTIONALI, Unirr A'
Programma SINTE 1 iSATORE VOCALE oer (ar parlare il 64. i
Programmi TURBO NASTTtO «TURBO DISCO per aumentare la
velocità e la capienza del registratore e del disco. |
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10
MCmicrocompuler n, 34 - ottobre 1984
■■■■r
Kicordi presenta Electron» «
GH comincia per gioco,
Ecco Electron: è il nuovo per-
sonal computer della Acom, di-
stribuito oggi in Italia da Ricordi.
Appena lanciato sull’esigentissimo
mercato inglese, è volato ai primi
posti nelle classifiche di vendita.
Utilizza il famoso BBC BASIC,
così versatile ed efficace da essere
stato adottato nelle scuole britan-
niche per l’insegnamento dell’in-
formatica.
Ha 32 Kbytes di ROM e 32 Kby-
tes di R,-\M, ed una grafica sofisti-
catissima: 7 modi fino a 640x256
punti, 80 colonne x 32 righe di te-
sto, 8 colori fissi e lampeggianti,
gestione video a finestre indipen-
denti: tutto accessibile da BASIC,
e facilitato da molto software de-
dicato e da una tavoletta grafica.
11 suono è emesso da un alto-
parlante incorporato: il B.ASIC
BBC permette di gestire in modo
semplice la sintetizzazione dei
suoni su 4 canali indipendenti.
Oltre al manuale d’uso, Elec-
tron è corredato di un libro, “Co-
mincia a programmare con Elec-
tron”, che insegna in modo chiaro
e molto stimolante come redigere
programmi in BBC BASIC, sc-
usato anche dai programmatori
professionisti.
Sarete così messi in grado di
portare a termine anche program-
mi complessi.
Electron ha una vera tastiera ||
fornita di 56 tasti tutti dotati di au- m
toripctizione, maiuscole e minu- hb
scole, 10 funzioni programmabili 9!
e 29 parole-chiave per program- Il
mare in fretta e senza errori. ||
La biblioteca software di Elee- ■■
n.\Tl TKCMCI;
\litT()protcs«>re 6502 a 2.5 MHz
Memoria 52K ROM 52K R.\M
Testo; H0x52 colonne
Grafica: 7 mcxli, fino a 640x256 punti
Colori: S, fissi c lampeggianti
T.istiera: QWRRTY 56 tasti 10 nciefmi-
bili - 29 tasti/fun/ione B.-\SIC
Suono: altoparlante pilotato da 4 canali
software gestibili in B.\S1C
Linguaggio: BBC B.-\SIC
Collegamenti: T\ colon UHI' canale 56
- Monitor RGB - registratore a cassette
(controllo movimento) • porta espansione
Dimensioni: 540x65x160 mm.
■■■I
n software è a cura di Ricordi
e Paravia
Distnbu7Ìone generale: C. Ricordi & C. SpA.
Divisione Computer, vi,: Salonumc'l. Mila ncv
lei- 02/5082 (10 lince). Per la stuoia media
inferiore c superiore: Paravia. Corso Ratto-
nig: 16. riirino, tei. 011/779166.
poi continua sul serio»
condo un approccio strutturato
tron, curata da Ricordi e Paravia, |
vi offre programmi educativi per |
lo studio • dalle elementari alle su- i
periori - e applicativi per il lavoro,
esemplari per funzionalità e sem- I
plicità d’uso. 1 videogames sono |
tanti ed eccellenti.
Electron nasce da una nuova
concezione del personal compu- I
ter per uso privato, ed è molto più |
versatile di un home computer, i
molto più economico di un com-
puter professionale.
Il
.\corn e Ricordi, presentando
Pllectron, vogliono offrirvi una
macchina costruita per durare,
per divertirvi e per esservi utile.
Una macchina che vi accompa-
marni )i
macchina. Non viene intatti minizaaimnte
citato Stmpiego daIlHZ-700 con i Ooppy
disk, 1 quali, peraltro, rendono ststema
molto versatile. Sempre rimanendo in tema
di aooessori peri&rid, la iéelchloni Gompu-
tertimediatraxiiaaeinoltreuB "cavosottwa-
re” per l’inter&oaamenlo dell 1dZ-?00 con
una stampante parallela e sono inoltre an-
nunciati i nuovi Ùoppy drive che permette-
ranno alia macchina di lavorare oonlleiBte-
ma operativo CP/M.
Al contrario di quanto riporta il stg. Solfe
nell'artiooìo in questione, il Basic caricato
da ^lt^Nlrlf^v^ a.fra tf/^ f}annBUa^i-lr^alla
pressione del tasto Beset- una volta entrati
nel monitor di sistema à s uffici ente impo-
stare il simbolo t per litomare entt^ì u con-
trollo del Basic Linterprete Basic, inoltre,
viene caricato nelJa mscahina insieme ad
un suo monitor completa mentre viene di-
sehilitatol'indirissamento della BOJd conte-
nente il monitor di sistema' tale aaratteristi-
ca non è di per sé una novità ma sem’altro
non è comune su sistemi dal prezzo conte-
nuto come è lliZ-700. Oltre ad unìOema
tecnica come da voi segnalato, lHZ-700 si
rivolge anche ad UQ impiago minl-geetiona-
le: alcuni iiZ-700 sono ai±>iaimente In hm-
zione in supporto a commercialisti, ammi -
nistratori ài condominio e professionisti,
supportati da quel programmi di cui proprio
voi denunciavate l 'assenza
VI preghiamo di intendere queste trevi
note nel senso la cui sono state acriae: una
semplice retUSca a qualche Impreaaione
sulJ'artioolo.ahepotevadarluogoamallnte-
al sulle capacità della macchina
Siamo certi ohe ella vorrà tener conto di
dò sulle pagine della sua rivista Ringra-
zlando per l'attenzione prestata cogUamo
l'oocaaione per porgere distinti salutL
Oeetano TulcXta
Bespoosabile Dtviaione Computer
dalla Tecnomec - Roma
Blspamde Leo Sorge
Egregio Big. Tulotta
la sua missiva può esser divisa Iji due par-
ti: ad una &se iniziale di critica alia prova fa
seguito un breve denoo di aggiunte — non le
chlamBrgl conezloal. a parte quella del re-
cupero del Basic — ; tutta la lettera è condot-
ta con un pigilo piacevolmente burbero, cbe
peraltro non altera alletto U senso delie sue
afférmazioni.
Vediamo la prima parte, n fétto ohe voi
rivenditori, al SO agosto, disponiate di im
listino di circa 7^ programmi, farà senz'al-
Do placare al poeseesori del computer. 1 qua-
li non hanno potuto leggere quésta notizia
sulle pagine della rivista, peri^ al momen-
to In cui cl fli consegnata la macchina — le
parlo, più o meno, del 10 giugno — cl fu
fornito solo l'seaurientisslmo manuale prA-
tamente hardtvare la cui completezza risal-
ta dall'articolo, e i programmi di giochi, an-
cb'essi citati Pensando però che la mancan-
za di programmi fosse solo unfiuj /1 transito-
rio, abbiamo scritto la frase da lei riportata,
per cui "al momento attuale la Melchionl
Coroputertime non pubbllcbza alcun soft-
ware particolare", U che corrispondeva a
verità aU'uscita del numero di Iti^io/agosto.
e lo fa ancor oggi senza lasciar spazio ad
interpretazioni; Il tattn esista un catalo-
go, e che questo aiaa disposizione dagli uten-
ti non implica né che questo d^)ba esser
puhbUdzzato. né che sia dato dato a noi
ÌT^gìflTnO ftìlft TT1ft/*C>llT1ft
Veniamo alla seconda parte. La documen-
tazione In nostro possesso (che peraltro, ài
termine della prova è stata richiamata In
tutta fretta dal distributore, owiamante In-
sieme al computer) non mancava solamen-
te del catalogo software, ma ancha di qual-
siasi riferimento al modo di attlvaje l'unità
a diacbn o al metodo di richiamare U bmìp
dopo il Reset. Per queste precisazioni da lei
su^erltecl slamo spiacenti di non aver po-
tuto raggiungere U numero 33 (settembre),
che avrebbe segnalato ptù prontamente que-
ste informazioni ed altre, che non ci è stato
possibile verificare a causa della frettolosa
richiesta di resUtuzlone dell'esemplare in
prova. Le ulteriori notizie da lei introdotte
aerano utili ai possessori deU'MZ-700, e rite-
niamo che sarebbe stato compito della Mel-
chionl informare noi, ma sopraOutto gli
iitimt.i, Qon solo dalla voce del rivenditori
ma anche attraverso del comunicati stampa
da pubblicare tra le notizie ovvero con delle
opportune informazioni pubblicitarie. Non
sempre, Infatti, si ba la fortuna di poter ar-
ricchire le solite prove con delle informazio-
ni ptùo meno personali, come queste che lei
ci ha fornito. Grazie. MC
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! glìo di ogni altro schiude il mondo del-
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I che possibilità.
I n personal computer BBC è proget-
j tato e costruito per durare; modularità
I ed espandibilità totale gli consentono
I di seguire l’utente in ogni sua esigen-
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I ncnti lo mettono in grado di superare
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I te il sistema operativo MOS. ROM da
! 16K contenente l'interprete BBC BA-
I SIC e l’assemblatore per il micropro-
I cessore 6502. Altre 4 ROM possono
I essere inserite contemporaneamente
j per disporre, con accesso per pagina,
I di Pascal, Word Processor, software
I per la progettazione assistita, software
I per gestire connessioni in rete o tele-
! trasmissioni (Telelext, Prestel, Video-
tel). RAM da 16K(model A)oda 52K
(model B). Espansione di 64K con mi-
I croprocessore 6502 dedicato: è dispo-
nibile anche con microprocessore Z80
e sistema operativo CP/M.
I Interfacce - Disc drive da lOOK, op-
I pure da 800K. Registratore a cassetta
standard, inclusa gestione dei movi-
menti nastro. RS423 (compatibile
I RS232C) con scambio dati in modali-
I tà “handshaking" e velocità regolabile
I fra 75 e 19200 baud. Porta “Centro-
[ Periferiche disponibili • Unità drive
I singola faccia da lOOK, unità drive
I doppia faccia doppia densità da 800K;
I stampanti 80 colonne a matrice di
punti, stampanti a margherita: unità
I di c-ontroDo per teletrasmissioni; inter-
I faccia IEEE 488.
I Sistema operativo MOS • Timer a
interruzione, utilizzabile via software;
1 convertitore analogico/digitale a 4 ca-
[ nali; lettura memorizzata della tastie-
ra; generatore musicale memorizzato;
j interfaccia seriale; struttura in-
I put/output e buffer: porta parallela,
I Tastiera: 73 tasti tutti auto-ripeten-
j ti, inclusi i tasti cursore e 10 tasti ride-
I finibili. Standard internazionale
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I Grafica - 8 modi operativi, dallo
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be” e "acknowledge’’. Video RGB,
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SETTEMBRE, CADONO
LE MOSTRE...
di Marco Marioacci
Settembre è un mese tragico per chi ha a che fare con le mostre di
computer.
Comincia il SIM-HLH-IVES dal 6 al 10: va bene, si tratta
musica ma d sono pur sempre anche i computer e la Technimedia per
tradizione partecipa con molta energia (Scuola di computer e Com-
puter Help per quanto riguarda MCmicrocomputer. varie iniziative
hi-fi per AUDIOkeview). Nove giorni di pausa e si apre Io SMAU. il
19. insieme al Sicob di Parigi e al Personal Computer World Show di
Londra. II PCWShowchiudeil 24, insieme alto SMAU e finalmente il
28 il coriaceo Sicob, che però riposa la domenica 23. Finalmente, il 26
a Tokyo comincia il Data Show, che chiude i tettemi il 29. Il pomo
dopo, finisce anche il mese di settembre. Stiamo ancora chiedendoci
come abbia fatto, questo numero che state leggendo, ad uscire, e
neppure in ritardo!!!
SMAU
Dal 19 al 24 settembre si è tenuta l'edizione annuale dello SMAU.
la più importante mostra di infonnaiicain Italia. Anche quest'ann
successo è stalo ottimo, sia dal punto di vista deiraflluenza del
pubblicofdrca 1 50.000 visitatori) sia del numero di espositori, laleda
offrire un panorama praticamente completo dei prodotti attualmente
disponibili in Italia.
Una considerazione che vogliamo fare riguarda l'inopportunità
della scelta di una data contemporanea al Skob di Parigi: l'Italia e di
conseguenza (o SMAU stanno assumendo un'importanza sempre
maggiore neU'ambito europeo, di conseguenza d sarebbe sembrato
quanto mai opportunochc gli organizzatori della mostra pariginae di
quella milanese si fossero accordati in modo da evitare lo scomodo
accavallamento. SMAU e Sicob hanno aperto i battenti insieme, c
solo la maggior durata del Sicob può aver consentito la visita di
entrambe le rassegne: ma. ahimè, dal 26 al 29 c'era anche il Data Show
di Tokyo, ammesso poi che non si voglia tenere in considerazianc
l'interessante PCW Show dì Londra (contemporaneo a sua volta allo
SMAU). Come intreccio non c'è male: sembra un libro giallo.
SICOB
L'edizione autunnale del Kcob si è svolta a Parigi dal 19 al 28
settembre. Purtroppo, soprattutto a causa delle sovrapposizioni dì
cui riferì to sopra, cui si aggiunge la presentazione Data General (One)
avvenuta appunto nella capitale francese, la nostra visita al Sicob è
stata quest'anno particolannente breve, un pomerìggio scarso. L'im-
pressione che abbiamo riportato è per la verità che l'importante
rassegna abbia un po' rìseniiio dell'edizione primaverile, svoltasi per
la prima volta quest'anno in maggio e di cui vi abbiamo riferito nel
numero di giugno. Ci è sembrato di notare un'afTluenza di pubblico
minore di quella cui eravamo abituati, ma è probabilmente una
nostra impressione dovuta al fatto cheli 20. giorno della nostra visita,
era una delle tre pomate riservale agli addetti ai lavori: gli organizza-
tori. d'altra parte, ci hanno dichiarato che il successo è stato buono
come di consueto. Rinnoviamo quanto già espresso parlando delio
SMAU, a proposito dell'inof^riuna contemporaneità delle due
rassegne, entrambe di elevalo interesse a livello europeo.
DATA SHOW
La visita di una mostra in Giappone non è un viaggio, è un'avven-
tura almeno per chi non conosce il giapponese. Nel prossimo numero,
comunque, lutto sulla più importante mostra di computer di Tokyo.
O. almeno, tutto dò cIk è staio possi bile capi re fra un ideogramma e
un katakanu.
SIM-HI.Fl-IVES
Tanta gente, tanto successo per la mostra e... per noi. Ve ne parla
Corrado Ciuslozzi a pagina 24.
Tre papnedi Maurizio Bergami luileper quella che probabilmente
è la più importante mostra inglese, organizzata da quella che è
probabilmente la |nù importante rivista inglese. A partire da pagiita
MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984
17
Bit Computers: più tre
Continua l'espansione della Bit Computers:
quello che si può ormai considerarci! più grande
computer shop d'Italia sì è arricchito a Roma di
altri tre punti di vendila.
Giovanni Coviello, direttore marketing, spie-
ga che la dislocazione è stata scelta in modo che
nelle varie zone della città ci siano dei "negozi di
quartiere", quindi una struttura agile e dinami-
ca facilmente accessibile airutenie. con un cen-
tro di servizi distaccalo (Mostacciano. poco
fuori del Grande Raccordo Anulare) per l'assi-
stenza e il software.
Presso i punti vendita Bit Computers. che a
questo punto sono 5 a Roma e 3 nel Lazio, sono
disponibili i prodotti Apple. HP. IBM (PC).
Apricot e Victor, per l'utenza hobbystica e pro-
fessionale. I tre nuovi negozi sono in ViaTusco-
lana 3SO,'350a. Via Nemorense 14/16, Viale fo-
rno 333/335.
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Data General One
Con una delle piùcoreogranchc presenta-
zioni di tutti i tempi (Tour Eiffel. Laser,
Muliivision. nebbia artificiale e moquette
gigante) la E)ata General ha fatto ingresso
nel mondo dei micro con questo stupendo
portable: MS-DOS. 64 K di ROM. da 128 a
512 K di RAM e. soprattutto, un display
LCD da 25 x 80 colonne (ovviamente grafi-
co) e uno o due microfloppy incorporati da
720 K ciascuno. Poco meno di sei milioni e
mezzo con batterìa rìcarìcabile c un micro-
(loppy, poco più di otto e mezzo con due
microfloppy. Non èsupereconomico. ma bi-
sogna tener conto della classe e del tipo di
prodotto.
PC line:
una linea di prodotti per il PC IBM
LaTelcom ha acquisitola distribuzione esclu-
siva per l'Italia della gamma di prodotti per il
PC IBM della IDE Associates.
La linea completa della IDE, denominata ap-
punto PC line, comprende:
— memorie di massa rotanti, costituite da una
serie di dischi rigidi da 5. 10. 20 e 40 Mbyte,
eventualmente combinati con un disco rìmuovi-
bileda 5 M che può fungere da unità di back-up:
— schede per la costituzione di reti locali;
— schede per comunicazioni in grado di emula-
re il terminale 3278;
— schede multifunzione. richiedibili in varie
configurazioni, con funzioni di l./O, di CLOCK
e per l’espansione della memoria fino a 384
Kbyte;
— schede grafiche, che consentono di ottenere
una risoluzione massima di I024x I024conuna
tavolozza di 4096 colori.
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Datatronic compra Victor
Per porre fine a tutte le voci che negli ultimi
tempi erano circolate riguardo alle sortì della
Victor, la Harden, che distribuisce j prodotti
Victor in Italia, in occasione dello SMAU ha
invitato la stampa specializzala ad un incontro
con Mais Gabrìelson. presidente della Daiairo-
nics. la società svedese che di recente ha acquisi-
to la maggioranza delle azioni Victor.
Dopo aver tracciato un breve profilo della
Daiatronics, Gabrìelson ha affermato che la sua
società è profondamente convinta che i compu-
ter Victor siano in grado di occupare con pieno
merito una posizione leader nel loro settore, e
che è intenzione della Datatronics supportarli
con una politica energica e aggressiva.
Gabrìelson ha poi annuncialo che il progres-
so all'interno della Victor non si è mai arrestato
e che Chuck Peddle (progettista del Victor e del
microprocessore 6502) e Bobby Taylor sono già
da tempo entrambi impegnali a sviluppare la
nuova generazione dì prodotti.
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S.V.P.T.: hard e soft per il PC IBM
La S.V.P.T. di Roma annuncia l'ampliamen-
to della propria dilla: airinlerno di una struttu-
ra ormai collaudata si è sviluppato il nuovo
settore soflware-hardware. la cui principale ca-
ratteristica è la concentrazione dì pacchetti soft-
ware e moduli hardware tra i più interessanti sul
mercato intemazionale.
I programmi, questa é la novilà..sono diretti
ad un mercato verticale, cioè a ben precise cate-
gorìe dì professionisti: ingegneri, architetti, bio-
logi. ma anche a università, centri di ricerca ed
enti governativi. Notevole successo è facilmente
pronosticabile anche per le vane interfacce e
moduli hardware, selezionati tra quelli dalle ap-
plicazioni più originali ed interessanti.
Per garantire sempre il servizio migliore la
ditta romana sì avvale di un'equipe di esperti
soflware-hardware in grado di risolvere ogni
dubbio dell'utente riguardante l'uso del soft-
ware applicativo o l'installazione dell'hardware
Sviluppo Vendile Prodnili Tecnalogia
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Ericsson Personal Computer
La grossa società svedese, forse poco nota
al pubblico dei micro. ha presentato nella
splendida cornice di San Remo (a Villa No-
bel, in omaggio all'illustre connazionale) il
Personal Computer.
Nell'ottica della casa, leader nel settore
del compatibile IBM, il nuovo nato è com-
pletamente compatibile con il PC della casa
americana, rispetto al quale presenta alcune
caratteristiche più evolute; ad esempio la
grafica gestisce anche la doppia risoluzione
(320 X 640); i prezzi dovrebbero essere di cir-
ca un 5% inferiori all'IBM. a parità di confi-
gurazione.
18
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
Grande memoria
64K RAM 32K ROM
Basic
il più veloce e completo, senza
confronto a questi livelli di prezzo.
Un assaggio? AFTER e EVERY per
la gestione degli interrupt. WINDOW
per aprire fino ad 8 finestre su schermo
Suono
3 voci estese su 7 ottave e, soprattutto,
comandi come SOUND, SO, ENV,
ENT, invece di ostiche PEEK e POKE
Schermo
20, 40, 80 colonne a scelta
Colore
tavolozza di 27 colori utilizzabili
Alta risoluzione
640 X 200 punti singolarmente
indirizzabili
Software
basta un catalogo che si arricchisce al
ritmo di due titoli per settimana e che
già comprende decine di giochi, word
processor, spreadsheet, PASCAL,
linguaggio C. ecc.,.?
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Stereomania con la scuola di computer
A Bologna, dall'1 al 4 novembre, appunia-
nvenlo con l'ormai tradizionale Slercomania-
Videosuono. mostra di hi-fi, videoregisinizionc.
Tv color e personal computer. Fra le iniziative
panicolarmenle interessanti di quest'anno tro-
viamo una scuola di videoregìstraaone. un
grande concorsoa premi, la proiezione non-slop
di video musicali, una rassegna dell'alta fedeltà
esoterica, una esposizione di hi-fi car diretta-
mente su auto e una gara di videogioctii, oltre,
naturalmente, alla scuola di computer in due ore
di MC. La mostra bolognese mira a superare
quest'anno il record delle 1 50.000 presenze sta-
bilito nell'85. grazie al notevole numero di mani-
feslazioni di indubbio richiamo.
Data base italiano per MIO
A cura dello studio del dr. Gino Polsclli, é
stato messo a punto e viene commercializzato
da qualche tempo il Geslarc. un data base ad
indici per Olivetti M20. Il package, opportuna-
mente proietto e personalizzalo per l'utente on-
de evitare copie non autorizzale, consente di
creare c manulenere uno o più archivi su disco
tramite semplici comandi impartiti da menu in
lingua italiana. Fra le opzioni disponibili la ta-
bulatone selezionala ed ordinala, la stampa di
lettere intestate, la eslrazione/fusione di record
di più archivi. II prodotto è quindi adatto alla
gestione di archivi anagrafici, agende elettroni-
che. schedari, lesti in genere. È previsto il rila-
sao in futuro di altri pacchetti gestionali com-
patibili. in modo da creare un insieme di pack-
age dalla struttura omogenea.
Ftr „ll,rhn mformaziimi
Crsiarc - Dr Cim, Politili - Km CoiiUna ■ Arce /Pft I
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LEMON Intelligeat PC-EXT,
un nuovo IBM compalibik
Un nuovo modello entra a far pane della
vasta gamma della Belion Electronics, si tratta
dei LEMON Intelli^t PC-EXT. completa-
mente compatibile, sia a livello hardware che
software, col PC IBM. Il PC-EXT i dolalo di
microprocessore 8088 a 4.77 MHz. 128 di me-
moria centrale, 64K di ROM e due lloppy disk
da 3Ù0K ciascuno. Tra le numerose espansioni
disponibili vi segnaliamo un disco rigido da 10
Mbyte con controller.
La Belion ha inoltre ottenuto l'esclusiva della
distribuzione per l'Italia dell'Otrona 2001. un
portatile da meno di 9 Kg. anche lui 100°,, IBM
compatibile.
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Novità BASF
La BASF ha prerscniato allo SMAU il suo
nuovo drive a disco fisso, il 6188.
Si tratta di un modello slim line, in lecnoigia
Winchester, con una capacità formattata di 12
Mbyte. La sezione elettronica, dolala di un mi-
croprocessore con interfaccia (ST-412 ST-506),
è in grado di assicurare tempi di accesso partico-
larmente veloci.
Sempre allo SMAU la BASF ha annunciato
l'arrivo sul mercato italiano del suo Flexy Disk
da 3.5". micTofloppy di elevate prestazioni uti-
lizzabili su tutti i drive Sony.
20
Attualmentcèdisponibile solo la versione sin-
gola faccia High densily. della capacità di O.S
Mbyte; verso la fine di quest'anno tuttavia sarà
disponibile anche la versione doppia faccia con
capacità di 1 Mbyte.
Ultima novità i cleaning disk, dischetti pulen-
ti in grado! rimuovere te impurità che si deposi-
tano sulla testina del drive, disponitàli in versio-
ne da 8" e da 5.25’'.
Data Baie
V.!e Legioni Romane. ! ■ X!47 Milano
Primo festival
degli autori di software per il gioco
Si è concluso, con l'assegnazione di tre premi, il
primo concorso per autori di video-game non
competitivi, organizzalo dalla coop. Ma^ Bus
e svoltosi nell'ambito della Festa Nazionale del-
rUnilà di Roma. L'iniziativa, tesa a raccogliere
e promuovere la creazione di software per ^ochi
su personal computer prodotto da autori non
professionisti e al di fuori della politica consu-
mistica del mercato dei video-game, ha visto la
panecipazione di oltre cento concorrenti quasi
lutti mollo giovani. I giochi, sviluppali su varie
macchine, sono stali esposti al pubblico per cir-
ca una settimana; i visitatori hanno cosi potuto
provare i vari programmi e per ciascuno compi-
lare una scheda con un voto e alcuni elementi di
giudizio.
Si èquindi selezionata una rosa di dieci giochi
finalisti che è stata sottoposta al giudizio di una
giuria presieduta dali'On. Giovanni Berlinguer,
presidente del comitato organizzatore della Fe-
sta. e da direttori e redattori delle più diffuse
riviste italiane del settore; MC è stata rappresen-
tala da Valter Di Dio.
La giuria ha deciso di valutare principalmente
l'originalità del gioco e la capacità di questo di
stimolare creativamente il giocatore, tralascian-
do l'eventuale mancanza di una grafica rifinita o
la scarsa varietà di schemi. Dalla votazione,
ovviamente segreta, è risultato vincitore il gioco
SISTEC di Luca Brenlaro di Verona realizzalo
su T199/4A. Il gioco di Luca consiste nel racco-
gliere delle noci su una strada cosparsa di buche,
naturalmente all'inizio del gioco buche e noci
scompaiono dallo schermo sicché il giocatore
deve ricordare a memoria le relative posizioni.
La giovane età dell'autore, quattordici anni,
non ha impedito di curare sia la grafica che il
suono, cose che se non Indispensabili, cerio aiu-
tano molto a rendere il gioco particolarmente
piacevole.
Oltre al premio della giuria, consistente m un
ciclomotore, sono stati assegnali due premi, in
libri e dischi, ai giochi più votati dal pubblico,
separalo in pubblico giovanissimo (meno di 14
anni) e adulto. I giovanissimi hanno volato il
gioco “La torre incantata" di Enrico De Cillia.
Udine, in cui un omino deve scalare una torre
mentre dalfallo di questa piovono! più dispara-
ti oggetti, che gira su Commodore 64.
Gli adulti hanno invece preferito il più rìOessi-
vo "Bionlmi" di Maurizio Panelli. Roma, svi-
luppato con molta cura su TI99/4A con Ext.
Basic. Non certo originate come idea, comun-
Dopo la proclamazione dei vincitori ri è svol-
to un dibattito con i giovanissimi presenti sul
rapporto gioco-apprendimenlo-lavoro: il com-
puter prima nella casa poi nella scuola e inllne
come strumento di lavoro.
Compater MSX al SIM
Ben cinque i computer MSX visti al SIM:
una situatone completamente opposta a
quella che si sta verificando io Inghilterra do-
ve, stranamente, il software c'é già, ma delle
macchine neanche l'ombra.
Spectravideo, Sony. Philips. Toshiba e Pio-
neer sono stali dunque! primi a pungere nella
nostra penisola; a loro ri è aggiunto quasi
subito il Canon, che, assente al SIM. era inve-
ce l’unico MSX allo SMAU.
Come saprete sia la struttura software che
quella hardware dei computer MSX sono
.SprTiraviJeii i'K 72S' Ila una R.A.M ih HU
Khyte. una laniera mollo esleia completa di
laaliermo numerico ed im'mierfaccia Centro-
nics incorporala. Usuo disk driver usa floppy da
s n4~.
I conti in tasca ai grandi
Daiamaiion. la famosa rivista statuniten-
se. ha pubblicalo come ogni anno la classifi-
ca delle prime 100 aziende di informaiica
americane in base al fatturato *83 nel merca-
to EDP. Al comando delta classifica l'intra-
montabile casa di Armonk. che con i suoi
35.600 milioni di dollari (si. proprio 35 mi-
liardi dì dollari ...) nel settore informalico.
corrispondenti all'88.6% del fatturato glo-
bale. mantiene la leadership assoluta. Se-
guono. assai distanziuie. DEC. Burroughs,
CDCeNCR. Riportiamo a titolo di cronaca
I primi venti nomi dell'elenco; rispetto ai
dati dell'anno precedente sono da notare il
"sorpasso" di Wang su Honeywell. il balzo
in avanti di Apple e Commodore ed il "ton-
fo" di Texas Instruments.
1983 1962 Azienda lati EDP '63
(milioni d<$)
1 1 IBM 35603
2 2 Digital Equipmant 4.827
3 3 Burrovgha 4.000
4 4 Control Data 3.500
5 5 NCR 3.333
6 6 Sperry 2 799
7 7 Hewlan-Packerd 2 496
8 9 Wang 1 792
g 8 Honaywell 1 666
tO 10 Xerox 1200
11 19 Apple Computar 1084
12 14 TRW 1.015
13 16 Tandy 945
14 29 Commodora SZ6
15 11 Storage Teclinology 888
16 15 Data Ganaral 867
17 12 Texas Inairumanis 850
18 13 Oaneral Eiaciric 820
19 17 Automatic Data Proc. 816
20 — A.T 8 T 807
MCmicfOComputer n. 34 - ollobre 1984
identiche: dove i vari modelli si diversiflcaDO
é, invece, olire che nell'estetica negli accessori
ed in alcune particolari possibilità di interfac-
ciamento. Il Pioneer, ad esempio, al SIM dava
spettacolo in unione con un laser disc. creando
un fantastico laser game alla “guerre stellari".
L'arrivo nei negozi dovrebbe avvenire pri-
ma di Natale per la maggioranza delle macchi-
ne. Qualche casa ha invece già deciso di aspet-
tare un po' prima dì lanciarsi nella mischia; tra
queste quasi sicuramente la l^oneer; secondo
quanto ci è stato detto la commercializzazione
avverrà sicuramente ma la data non è ancora
stata fissata.
Phihp!: t'C Htm. Ì2K é RAM. e.fpcmJibili
fino a 128K. laniera in gomma e due slot per
cartucce ROM. Per i floppy disk usa il formato
da 3 112".
Sony Hit Bit 5SP
<■ 75 P: è disponibile
in due modelli, che
si differenziano per
moria disponibile,
rispellivamenle di
32 e SO Khyie. Ol-
ire al Ba.sic hanno
incorporato un pro-
gramma ru ROM
denominalo Data
Bank personale,
una .sorta di piccolo
database.
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ne. 40 cps a margherita, utilizzabile anche con
carta da bollo, a 3 milioni 250 mila lire. Ricor-
diamo che tutti 1 prezzi sono IVA esclusa.
201192 Cùiistlh Bahan
Commodore:
allo SMAU i prezzi dei nuovi
Come annuncialo in occasione dello scorso
SIM-IVES, la Commodore Italiana ha presen-
tato il nuovo listino, comprendente sia i nuovi
che i vecchi prodotti. Tra i nuovi il posto d'ono-
re spetta al CI 6 e al PLUS 4 (anteprima su MC
33. pg. 24/25), che costeranno rispettivamenie
245-000 e 975.000 lire, ovviamente IVA 18",
Tra le periferiche per gli home non sonoanco-
ra stati annunciali né il floppy veloce 4SI. né
quello dedicalo 1542. mentre compare aU'oriz-
zontc il daiassette per i nuovi: si chiama 1531 e
costa quanto il 1530. cioè 120.000 lire.
Per finire le stampanti. La MCS — attenzio-
ne. non MPS! — 801 è a 7 colori. 80 colonne, 38
caratteri per secondo, e costa 995.000 lire; la
DPS 1 101 è a margherita da 17 cps e viene solo
695.000 lire. Per le serie 6-700 ed 8000 ecco la C
KID a 10 Mega
Presentata dalla SIPREL la nuova linea di
Personal KID. denominata 6400. che espande
verso l'alto le prestazioni dei modelli precedenti
pur mantenendo una totale compatibilità con
essi. Tutti i modelli prevedono monitore tastie-
ra separali, tastiera a basso profilo con tastieri-
no numerico e memoria di massa contenuta nel-
l'unità centrale. La novità maggiore comunque
riguarda proprio la memoria di massa, che può
essere costituita da uno o due minifioppy 5" da
140 Kb o da un Winchester da IO Mb con mini-
fioppy da I Mb per il backup. Fra le altre carat-
teristiche della serie; microprocessore 6502, 64
Kb di RAM. slot di espansione, uscita per moni-
tor BjN 0 a colori (RGB), sistemi operativi
DOS. PRODOSoCP/M. Un servizio di upgra-
dingfomito dalla stessa SIPREL permette all'u-
tente di crescere con gradualità, passando da un
sistema a quello superiore senza traumi.
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Lina sinfonia dalla Lotus
É stato presentato ufficialmente anche in Ita-
lia il Symphony, forse il più atteso programma
di questi ultimi mesi. Prodotto dalla Lotus
(quella dell'1-2-3, per intenderci), Symphony è
una sofisticatissima multi-applicazione che
comprende un word processor, uno spreadsheet
e un data base, integrati con un communication
link e un visualizzatore di grafici. Ogni sezione
del pacchetto é legala alle altre, nel senso che
ogni entità definita in una di esse può anche
essere vista dalle altre: una stessa tabella di dati
può cioè essere condivìsa dal data base, dallo
spreadsheet e dal word processor. È quindi pos-
sibile ad esempio trasferire dati da un host cari-
candoli nel data base, elaborarli con lo spread-
sheet e piazzare i risultali in un testo editalo col
word processor; ogni iniervcnioefreiluaiosu un
ambiente modifica dì conseguenza ed istantane-
amente i dati degli altri ambienti. WP compreso.
Inoltre ogni insieme di dati può essere rappre-
sentato istantaneamente in forma grafica, tra-
mite diagrammi a barre, a torta e a segmenti,
con moltissime opzioni. Sì possono inoltre apri-
re più finestre ìndipendenti sul video, ognuna su
di un ambiente diverso, così da poter tenere
lutto sotto controllo e poter intervenire isianta-
ncamenie ad ogni livello. La filosofia di base è la
stessa dell'i-2-3, dal quale Symphony chiara-
mente discende: il nome fa ovviamente riferi-
mento all'Insieme organico di parti che compon-
gono questo fantastico pacchetto. Ad ogni mo-
do 1-2-3 sarà ancora supportato da Lotus, pro-
ponendosi come alternativa economica del
Symphony. del quale condivide la potenza ela-
boraiiva dello spreadsheet e di un piccolo data
Symphony gira sotto MS-DOS; per ora é di-
sponibile solo per il PC IBM. ma è previsto il
rilascio a breve lerminedella versione per l'ACT
Aprico! e quindi per il DEC Rainbow. seguiran-
no mano mano rilasci per le altre macchine.
Sono richiesti almeno 380 Kb dì RAM e due
floppy o un floppy cd un Winchester; inoltre
sono interamente sfruttale le eventuali possibili-
tà di uscite video a colori nel disegno dei grafici.
La sezione Communications, dotata dì aulodial.
aulologon e auioanswer. nonché della possibili-
tà di emulare ì più diffusi terminali sul mercato,
è attualmente tagliala su misura per i più diffusi
modem americani, ma sarà presto adattala agli
standard europei. La distribuzione del pacchet-
to sul territorio italiano éalfidala a due organiz-
zazioni: la Sirio Informatica dì Milano per il
nord, e la NICA di Roma perii centro ed il sud.
y.le Certosa. N8 ■ 20IS6 Milano
NICA Diffusione Informalwa s.r.l.
y.le Parioll. 40 ■ 00197 Roma
Handic: software per il Plus 4
Bruciando lutti sul tempo, la casa svedese nel
suo catalogo dell'autunno '84 annuncia ben 4
programmi per il nuovo Commodore Plus 4. Si
tratta principalmente di giochi d'avventura; The
Muiant Spiders (ragni mutanti). The Shìp (la
nave) e The Fourth Sarcophagus (il quarto sar-
cofago). definiti 'gli stimolacervello' (brain sii-
mulalor). oltre a SSP-Save. Search & Prinl. che
funziona come un blocco d'appunti. Sul catalo-
go sono presenti anche 3 nuovi programmi per il
64, due giochi — ProGolf e Pive Slud Poker,
oltre ad Imaginaiion. che permette dì creare
immagini o di sfruttare quelle preprogrammale.
MCmicrocomputer n, 34 - ottobre 1984
DATA BASE S.p.A. una delle mag-
giori organizzazioni per la distribu
zione di prodotti per rinformatica offre
non solo affidabiùtà tecnica e la sicu-
rezza dei prodotti distribuiti ma garan-
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continua ed immediata assistenza in
grado di risolvere sempre con alta pro-
fessionalità ogni particolare problema.
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5921136-5911010 • TORINO. Tel 011/747112-745356 • NAPOLI, Tel. 081/659566.
MCmìcrocomputer al SIM
COMMODORE
Notevole il successo riscosso dalla maniresiaTione milanese; secon-
do l'organizzazione, che cita fonti SIAE, il SIM è stato visitato da
1 52.000 persone, mentre erano presenti 407 espositori con 4500 ad-
detti agli stand, oltre 25.000 operatori e 450 giornalisti in rappresen-
tanza di 227 testate.
LaTechnimedia. presente in forze, era rappresentata da due sund.
uno nel padiglione deil'alta fedeltà e l'altro in quello dei computer.
Nel primo lo stalT di AUDIOuview presentava i nuovi kit e le
tradizionali iniziative quali b taratura dei registratori a cassette dei
visitatori. Nel secondo la redazione di MCmicrocomputer al gran
completo dava vita a due iniziative dal largo successo: la ormai
tradizionale scuola di computer in due ore c il nuovo esperimento
denominato “Computer Help”.
Nello stand di MC per i cinque giorni della manifestazione gli
esperti della redazione sono rimasti a disposizione dei visitatori per
discutere con loro di questioni o problemi sia generali che riguardanti
macchine speciliche. Tre “postazioni” ricavateairintemo delio stand
permettevano ai visitatori di conversare con la persona desiderata,
direttamente o su appuntamento. Al “Computer Help" hanno parte-
cipato Maurizio Bergami, Tommaso Paniuso. Fabio Schiatiarclla e
Leo Sorge, ognuno in quanto esperto di un particolare computer; ma
allo stand sono stati quasi sempre presenti anche Corrado Giuslozzi c
Marco Marinacct. Benché l'iniziativa fosse poco pubblicizzata il
successo é stalo notevole, tanto che nei giorni di punta si creavano
piccole code di fronte al bancone.
Il successo maggiore è comunque andato alla ormai famosisHma
scuola di computer, sempre gremita sia di partecipanti attivi che di
semplici uditori. Le lezioni, due al giorno, sono state tenute da
Corrado Giustoad, mentre l'assistenza a^i allievi è stata assicurala
dagli altri collaboratori che si alternavano in coppia. Gli allievi
avevano a disposizione una trentina di computer Apple Ile, coi quali
potevano seguire ed eseguire ciò che il,., professore (7) spiegava
illustrandolo su di una lavagna. La scuola ha sempre registrato il
lutto esaurito, e più di una volta l'aula, pur capiente, si è riempita di
persone che ascoltavano la lezione anche senza avere una macchina a
disposizione. Particolare interessante; fra l'ovvia alTluenza di giova-
nissimi abbiamo notalo anche la presenza di diversi adulti, segno che
l'interesse per il computer e la voglia di saperne di più non sono
esclusivi delle generazioni più giovani. Le macchine, come il professo-
re, rimanevano a disposizione del pubblico anche al di fuori degli
orari di lezione, per permettere agli allievi di applicare liberamente i
concetti appena appresi; airorario di chiusura i più perseveranti
dovevano praticamente essere cacciati dall'aula... Cogliamo a questo
punto l'occasione per ringraziare la direzione del SIM e la Apple
Italia, i quali hanno collaborato con noi mettendo a disposizione,
rispettivamente, l'aula e i computer.
24
64,CX)ME RU SE NON CE UHM?
listini d'affari
. grafici a colori ... una scrivania ... un archivio
elettronica professionale
... giocare al ... avere i dati
calcio spettacolo per decidere?
Commodore 64 è il computer più
venduto nel mondo perché fa tutto,
e lo fa bene.
Lo usi con facilità e creatività per
mille e mille applicazioni; dispone di
una libreria favolosa di programmi
pronti, subito utilizzabili e già collaudati.
Commodore 64 ti aiata nella vita,
nel lavoro, nello studio. E un amico che
cresce insieme a te. Ed è totalmente
affidabile, perché prodotto in milioni
di esemplari. Con Commodore 64 entri
nel futuro, tasto dopo tasto.
Ha una grandissima memoria,
un sintetizzatore sonoro realmente
professionale, e produce effetti
tridimensionali in alta risoluzione
grafica. È anche un entusiasmante
videogioco, con un catalogo games
ogni giorno più ricco.
Commodore 64 oggi è ancora più
facile... perché mai un grande personal
è costato così poco.
Vai a prenderlo subito.
Z. Commodore
■ COMPUTER
il punto dello situazione
di Maurizio Bergami
L incompatibilità tra i vari
computer presenti sul merca-
to è sempre stata considerata
uno dei principali problemi
de! mondo della microinfor-
maiica.
Per cercare di trovare una
soluzione, la Microsoft ha da-
to il via. all'inizio del 1983. al
progetto M SX. definendo una
standard che permettesse la
completa compatibilità, sia
hardware che software, di tut-
te le macchine costruite se-
cando le sue specifiche.
Lo standard MSX
Lo standard proposto dal-
la Microsoft è rivolto alla fa-
scia bassa del mercato, quel-
la in cui attualmente predo-
minano la Commodore con
il 64 e la Sinclair con lo Spec-
AI momento di stabilire gli
elementi chiave dell'hard-
ware la scelta della Microsoft
è caduta sugli otto bit. Nes-
suna soluzione tecnologica
di avanguardia, quindi, ma
la sicurezza del collaudato e
diffuso Z 80, in unione ai mi-
gliori chip di supporto: il
processore grafìco TMS
99 ISA, che permette una ri-
soluzione video di 256 x 192,
16 colorì e le sprìte, ed il ge-
neratore sonoro AY-3-8910,
con tre voci daH'estensione
di 8 ottave.
Come linguaggio è stalo
adottato un Basic esteso, svi-
luppato naturalmente dalla
stessa Microsoft, in grado di
sfruttare completamente tut-
te le caratteristiche delPhard-
Anche il connettore per le
cartucce ROM ed il formato
e la velocità deH'interfaccia
cassette sono stati pienamen-
te specificati, per raggiunge-
re la compatibilità ricercata.
Lo standard è stato com-
pletatoquest'anno con l'arri-
vo dell'MSX DOS. un siste-
ma operativo per dischi ba-
sato sull'MS-DOS ed in gra-
do di dare al sistema MSX la
compatibilità sia con i pro-
grammi CP/M che con i file
dati MS-DOS.
Una volta che questi punti
chiave siano stati rispettati
rimangono a scelta del co-
struttore espansione ed even-
tuali migliorie, a patto però
che non ostacolino in alcun
modo l'utilizzo dei normali
programmi MSX.
Lo standard MSX ha subi-
to ottenuto un notevole suc-
cesso in Giappone dove, a
detta degli esperti, era pro-
prio la mancanza di uno
standard, soprattutto nel
software, ad impedire al mer-
cato degli home computer di
decollare.
fi basso numero di pezzi
venduti rendeva infatti im-
produttivo per le software
house locali scrìvere pro-
grammi per i computer giap-
ponesi. e questo provocava
una notevole carenza di soft-
ware. che, a sua volta, non
favoriva di certo le vendite.
L'annuncio del progetto
della Microsoft ha immedia-
tamente smosso le acque e la
maggioranza dei grandi no-
mi deU'industria nipponica
ha aderito allo standard: a
tuU'oggi i licenziatari giap-
ponesi dell'MSX sono diven-
tati quindici, ai quali si ag-
giungono due coreani, l'a-
mcricana Spectravideo e
l'europea Philips.
Il mercato giapponese
La prima apparizione sul
mercato delle macchine
MSXèdunque avvenuta nel-
la terra del sol levante, dove,
tra la scorsa estate ed il mese
di marzo, sono state vendute
circa 100.000 unità.
Una cifra rispettabile, an-
che se inferiore a quella pro-
nosticata di 300.000 pezzi, e
che comunque rappresenta
circa ril% dei computer
prodotti in Giappone nello
stesso periodo.
Andando a vedere chi ven-
de di più troviamo i nomi di
Sony e di Panasonic, seguiti
da quelli di Hitachi, Sanyo e
Toshiba.
Caratteristica fondamen-
tale degli MSX giapponesi è
il largo uso che tutti hanno
fatto della possibilità dì ag-
giungere qualcosa alle speci-
fiche comuni; ogni casa ha
sfruttato la sua specializza-
zione in altri settori per dota-
re i propri modelli di una
marcia in più.
Ad esempio il JVC. capace
di interfaccianì con un video-
registratore, è abbastanza
diffuso a livello amatoriale
come titolatore e generatore
di effetti grafici dagli appas-
sionati di video: allo stesso
modo Io Yamaha è collega-
bile alle tastiere elettroniche
prodotte dalla stessa casa ed
il Pioneer può essere collega-
to ad un giradischi laser.
Esaminando i computer
BLBICO DBI COSTRUTTOKI CHE HAHHO ADERITO
ALLO STABDARD NSX
Giappone Aster Internationsl
Canon
Fujitsu
General (Teleton)
Hitachi
JVC
Kyocera (Yashica)
Xatsuehlta (Panasonic)
Xltaublshl
BBC
Blpx>on Geikkl (Yamaha)
Pioneer
Sanyo
Sony
Toshiba
USA
Europa
Corea
Spectravideo
Philips
Daewoo Electronics
Goldstar Co.
26
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
MSX.
MSX solfo questo aspetto si
può addirittura prevedere
per alcune di queste macchi-
ne un avvenire come sofisti-
catissimi accessori di altri ap-
parecchi domestici, dove la
programmabilità sarà un ele-
mento aggiuntivo gradito,
ma non determinante per
l'acquisto.
Per quello che riguarda il
software, i titoli in circola-
zione in Giappone sono già
più di cinquecento, segno che
almeno uno degli scopi per i
quali lo standard è nato, cioè
quello di permettere all'uten-
te di avere a disposizione una
vasta libreria dì programmi,
é stato raggiunto.
Per il momento sì tratta
quasi esclusivamente di soft-
ware ludico, il che limitereb-
be gli MSX aU’uso come sofi-
sticate game machine; tutta-
via anche il software serio
sembra essere in arrivo, in-
parte direttamente dalla Mi-
crosoft, adesso che è stalo
sviluppato il sistema a dischi.
Le previsioni per il futuro
fatte da tutte le case MSX
giapponesi sono estrema-
mente rosee per quello che
riguarda il mercato interno e
ci si aspetta un vero e proprio
boom delle vendite a breve
scadenza, che porterà l'MSX
a dominare la fascia di mer-
cato dei sistemi economici.
Riguardo alla distribuzio-
ne all'estero le opinioni sono
invece abbastanza contra-
stanti.
Come abbiamo già detto, i
costruttori MSX al dì fuori
del Giappone per ora sono
molto pochi, quindi l’even-
tuale successo in America ed
in Europa sarà strettamente
legato ajrarrivo dei modelli
nipponici.
L'attenzione dei manager
giapponesi per adesso è ri-
volta quasi esclusivamente
verso l'Europa. Il mercato
americano viene considerato
troppo rischioso, dato che,
allo stato attuale, negli Sta-
tes i computer MSX si rivele-
rebbero poco competitivi in
termini di prezzo. E nella no-
stra vecchia Europa, come
andranno le cose?
Gli MSX in Europa
In Europa, fino ad ora. dì
MSX si è parlato parecchio,
ma le macchine in pratica
non si sono viste.
Lo Spectravideo 328, pro-
vato sul numero di aprile,
non è un vero MSX, anche se
quasi tutte le sue caratteristi-
che sono uguali a quelle ri-
chieste dallo standard.
Nonostante la Spectravi-
deo Io propagandasse, in una
famosa pagina pubblicitaria
per la quale aveva posato
nientemeno che Roger Moo-
rc, come il primo degli MSX,
lo Spectravideo 328 (e, quin-
di. anche il fratellino minore
3 1 8) ha la velocità di trasmis-
sione deU'interfaccìa cassette
leggermente superiore, lo
slot per cartucce ROM più
piccolo ed un Basic con qual-
che diversità nell'uso degli
statement grafici.
Pur rimanendo un ottimo
computer il 328 viene quindi
a perdere quella compatibili-
tà diretta che è la base stessa
dello standard, compatibilità
che invece possiede il nuovo
modello della Spectravideo,
il 728.
La calata degli MSX giap-
ponesi, ai quali si affianche-
ranno Spectravideo e Phi-
lips. avverrà nel perìodo di
novembre-dicembre, giusto
in tempo per gli acquisti na-
talizi. in alcuni mercati che
faranno da cavia, primo fra
tutti quello inglese.
Naturalmente tutti i co-
struttori si dicono sicuri che
gli MSX riusciranno in breve
tempo a conquistare un'am-
pia fetta del mercato; di ben
diversa opinione è invece la
concorrenza, che non vede
alcun futuro per questo stan-
dard e afterma di non essere
minimamente preoccupata
dal suo arrivo. Si tratta, in
entrambi ì casi, dì prese di
posizione scontate, tuttavia ì
dubbi espressi riguardo alla
riuscita o meno dello stan-
dard non appaiono privi di
fondamento.
Quello principale riguarda
la difficoltà dì riuscìrea sfon-
dare in un mercato già molto
evoluto, specialmente quello
inglese, che vede posizioni
fortissime (al solito Commo-
dore e Sinclair, ma anche
Acom) difficilmente attacca-
bili.
Anche lo scarso contenuto
tecnolo^co desta delle per-
plessità. specialmente in un
periodo nel quale ì 16 bit so-
no quasi d'obbligo e già si
inizia a sussurrare di 32 bit;
d'altro canto i costruttori
ammettono apertamente che
i loro prodotti sono destinati
soprattutto a chi sì accosta
per la prima volta, o si è ac-
costato da poco, alla mi-
croinformatica, un pubblico,
cioè, difficilmente in grado di
apprezzare macchine all'a-
vanguardia.
Un segnale abbastanza
chiaro sulla presa che po-
tranno avere gli MSX pro-
viene comunque dalle soft-
ware house europee, che
sembrano già avere le idee
ben chiare: praticamente non
ce n'é una che non abbia già
in catalogo qualche pro-
gramma MSX!
Qualche riflessione
Già tra qualche mese si sa-
prà se l'MSX avrà vìnto la
sua scommessa europea.
La nostra opinione è che
ha tutte le carte in regola per
farlo, a parte, forse, il prezzo
non eccezionalmente con-
correnziale. Se i prezzi delle
macchine caleranno in tempi
brevi (e se verrà realizzato il
progetto di riunire su di un
unico chip ì tre componenti
base dell'hardware — Z 80.
TMS 99 1 8 A e AY-3-89 1 0 —
ciò potrebbe avvenire in mo-
do drastico) la piena riuscita
non dovrebbe mancare.
Non dimentichiamoci, in
fondo, la garanzia data dai
nomi dei costruttori: i giap-
ponesi sono indiscussi mae-
stri nell'inondare (con suc-
cesso!) il mondo con i loro
prodotti, e quel colosso del-
l'elettronica consumer che è
la Philips non è certo da me-
SPECIFICHE USX
CPU
Z80
Xenoria
ROX 32K, contenenti l'XSX Basic della
Microsoft
RAM nlnino 8K
Processore Video
TMS 9918A
Scherno
Pomato: 32X24
Grafica: 256X192
Colori : 16
Generatore Sonoro
AY-8910
Suono
3 voci da 8 ottave
Chip di I/O
Intel 8255
Interf. cassette
f ornato PSK, velocita’ di trasmissione
1200/2490 baud
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
27
MODULAR ELECTRONICS
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Elisabetta M. Orlandini Micklcwrìght
Londra, 19-24 settembre '84
Per la seiiima volta conjecH-
liva Londra ha ospitato, dal 19
al 24 settembre, il Personal
Computer World Shotv. defini-
to dagli organizzatori, con un
pizzico di presunzione. "The
greatesi micro show on earth".
Nuova la sede: abbandonato
l'ormai troppo piccolo Barbi-
can Centre. quest'anno la mo-
stra ha avuto luogo alTO-
lympia, non lontano dall'altra
tradizionale zona fieristica di
Earì's Court.
Numerosissimi ovviamente
gli espositori: c'erano pratica-
mente tutti, grandi e piccoli.
Nel mucchio spiccavano però le
assenze di Imagine e Dragon,
prime vittime illustri della crisi
che. negli ultimi tempi, si è fatta
sentire in maniera pesante.
Parecchie le novità nel setto-
re hardware, con in testa l'atte-
sissimo Enterprise (alias Eta-
ne). l'Amstradedil Memotech.
Malta l'attesa per i computer
aderenti allo standard MSX,
che stranamente non si son fatti
vedere. Anche se le macchine
sono latitanti (pare che l'arrivo
in massa sia programmato per il
periodo delle vacanze natali-
zie). di software ce n'è già in
abbondanza: praticamente non
c 'è software house che non ab-
bia in catalogo uno o più pro-
grammi MSX! Si tratta indub-
biamente di un caso più unico
che raro, che comunque la dice
lunga de! successo che tutti, a
parte la diretta concorrenza.
prono.sticano per que.sto stan-
Nel settore professionale un
grande interesse ha invece su-
scitato il nuovissimo portatile
della Apricot, dotato di ricono-
scilore della parola.
Fiocco azzurro anche in casa
Acorn. che ha presentato una
gamma di business computer
molto promettente.
Parecchie co.se buone anche
per quello che riguarda il soft-
ware, con particolare menzione
per il Dhase III. versione ag-
giornata e migliorata de! noto
programma di archiviazione
Dhase II. e per il Symphony,
un'evoluzione del già potentissi-
mo Lotus 1-2-3.
Tantissimi i giochi nuovi, con
una certa prevalenza degli ad-
venture game rispetta agli arca-
de.
Da citare la serie di avventu-
re della Level 9 e l'incredibile
Lords of Midnight della Be-
yond. un 'avventura grafica con
migliaia di scene in alla risolu-
zione. ottenute combinando
astutamente una .serie di ele-
menti scenografici di base.
Infine, ma non ci .sarebbe
nemmeno bisogno di dirlo, ac-
ce.ssori di tutti I tipi a profusio-
ne: modem, joystick, monitor,
.schermi antiriflesso e chi più ne
ha più ne metta!
Enterprise
Dopo un ritardo duralo più di un anne
sembra che questa sia la volta buona: alla
Enterprise giurano tutti che il loro compu-
ter sarà nei negozi per Natale, ad un coste
di 249 sterline.
Acorn ABC
Dopo aver ottenuto ottimi risultali con i
suoi due home computer, il BBC e l'Elec-
tron, la Acorn ha deciso di lanciarsi nel
settore professionale con un'intera gamma
di macchine, unite dalla sigla comune ABC
(che originali; é Tacronismo di Acorn Bu-
sinnes Computer!).
Il più economico è l'ABC 100, una mac-
china Z 80 che impiega il classico CP/M; il
modello di punta, l'ABC 300, ha invece
come processore centrale il potente, anche
se poco conosciuto. 80286 costruito dalla
Intel. Il 300 sarà il primo computer dotato
del sistema operativo concorrente scritto
dalla Digitai Research per l'80286; secon-
do quanto dichiaralo sarà in grado di uti-
lizzare programmi applicativi scritti sia per
l'MSDOS che per il CP/M 86.
PratìCorp per C 64
La PratiCorp esponeva numeroso soft-
ware di alta qualità per il Commodore 64,
sia serio che giocoso.
Tra le novità più interessanti citiamo il
Programmable Spreadsheet, un sofisticato
tabellone elettronico che può essere perso-
nalizzato daU'utenle e 64 docior, un pro-
gramma che permette di diagnosticare
eventuali guasti hardware del C 64.
30
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
KW Show
Kempston
fa concorrenza alla Sinclair
La Kempston produce una vastissima
gamma di interfacce per il collegamento
allo Spectrum di joystick e stampanti, oltre
che un buon numero di joystick veri e pro-
pri. L'ultima nata è la Pro Joystick, che
adotta contemporaneamente lo standard
Kempston. quello Sinclair ed infine quello
basato sui tasti del cursore; inoltre permet-
te di utilizzare le cartucce ROM della Sin-
clair.
Una pericolosissima concorrente, quin-
di, per l'Interface II dello zio Clive, meno
versatile ed addirittura più costosa.
Fiuto
Fiuto è il nome del sistema grafico co-
struito dalla ditta inglese Research Com-
puter Graphics, basato su di una scheda
dotata del microprocessore 8088.
La versione base costa 550 sterline e per-
mette di ottenere una risoluzione di 640 «
576 punti con una scelta di 8 colori. La
scheda è dotata di un potente software
grafico di base, contenuto in ROM, che
permette di disegnare con facilità grafici,
diagrammi e figure anche complesse.
Il numero di colorì disponibili può esse-
re aumentato fino alla bellezza di 1 7 milio-
ni con le apposite Palette boards. il cui
costo varia da 299 a 1400 sterline; anche la
risoluzione può essere aumentata fino a
1024 « 768 pixel, al costo di 1400 sterline.
Fiuto può essere interfaccia to a numero-
si computer, dall'Apple aH'Aprìcot; per il
Victor e riBM ne esiste anche una versione
da inserire direttamente in uno degli slot
interni.
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Sinclair
In arrivo il primo programma com-
merciale per il QL. naturalmente dalla
PSION: un sofisticato programma di
scacchi dalla grafica eccezionale.
Contrariamente al solito, infatti la
scacchiera non viene visualizzata in pian-
ta. bensi in tre dimensioni.
Allo stand era in funzione un demo; il
programma verrà commercializzato ver-
so la fine di ottobre e costerà meno dì 1 5
sterline.
La novità più grossa per lo Spectrum
era costituita dal LOGO, un linguaggio
molto usato in campo educazionale, in
vendita al prezzo non proprio economi-
cissimo di 34 sterline.
Con esso la Sinclair spera di migliorare
la sua penetrazione nella scuola, finora
dominio quasi esclusivo della Acom con
il BBC.
Metti un tigre
nel computer...
Dalla fotografia è diffìcile capirlo, ma
dentro a questa gabbia, che sì trovava allo
stand della Microvitec, c'erano tre cuccioli
di tigre ed una graziosa e. succintamente
vestita domatrice: indubbiamente la trova-
ta più spettacolare di tutta la mostra.
La Microvitec costruisce monitor di ot-
tima qualità; l'ultimo della serie è stato
espressamente pensato per il QL ed è in
grado, a differenza di numerosi altri moni-
tor. di visualizzare tutte le 85 colonnedi cui
il nuovo Sinclair è capace.
Creative Sparks
Questa software house dal ricchissimo
catalogo altro non è che la famosa Thom
EMI. che ha deciso di commercializzare i
suoi prodotti sotto una nuova etichetta.
Tra ì tanti tìtoli c'è anche Star Wars, tratto
dall'omonimo film. Purtroppo è disponibi-
le solo per il Vie 20; in teoria ci sarebbe
anche la versione per Atari, che però in
pratica è introvabile. Il gioco costa 6 stcrli-
Un economico modem
dalla Protek
Dalla Protek ecco un modem sufficien-
temente versatile ma dal costo contenuto:
31
60 sterline. Permette due modi di operazio-
ne: 1200/1200 baud per comunicazioni da
computer a computer e 1200/75 per acce-
dere a data base, bullettin boards e via
dicendo.
Il modem va collegato al computer tra-
mite un'interfaccia RS 232; l’opportuno
software di gestione sarà disponibile per
Spectrum. Oric. BBC. C 64 ed Electron.
Psion
Grosse novità allo stand della Psion.
.software house impostasi grazie ai suoi
eccellenti programmi per i computer Sin-
clair. La prima é la presentazione per
numerose macchine. dall'IBM all'Apri-
cot. dei quattro programmi che la stessa
Psion aveva sviluppato per il QL o. per
essere più precisi, della loro evoluzione.
Si tratta di un word processor, un data
base, un tabellone elettronico ed un pro-
gramma di grafica, acquistabili separata-
mente per 175 sterline l’uno (escluso il
data base il cui prezzo è di 250 sterline).
La sorpresa più grossa però non è soft
ma, incredibilmente, hard: si chiama Or-
ganizer ed è una specie di computer da
tasca, con un display alfanumerico da 1 6
caratteri, una tastiera che ricorda quella
di una calcolatrice ed un'interfaccia RS
232 incorporata.
Può utilizzare cartucce ROM da So 16
Kbyte contenente dati e programmi, ed è
programmabile in uno speciale linguag-
gio chiamato POPL. Dispone di 2K di
RAM interna ed infine può scrivere dati
in apposite cartucce EPROM.
Più che un computer portatile, nel sen-
so che attualmente si dà a questo termi-
ne. rOrganizer va consideralo come una
grossa evoluzione delle vecchie calcola-
trici programmabili tipoHP41C; indub-
biamente si tratta di un'aggeggio utile e,
tutto sommato, abbastanza economico
(meno di 100 sterline), che può essere
utile in molte occasioni.
Apricot
Bellissimo il nuovo Apricot portatile,
dotato di schermo ad 80 colonne, tastiera
estesissima, mouse, uscita a colorì per
monitor esterno, ma soprattutto di un
incredibile ricognitore di parlato con un
vocabolario di 4096 parole.
II signore della fotografia ne stava ap-
punto dando una dimostrazione, muo-
vendo il cursore e piazzando cifre all'in-
terno di un tabellone elettronico in tutta
tranquillità grazie ad un microfonino che
assomigliava, semmai, al bastoncino di
un ghiacciolo.
Nonostante il forte rumore di fondo
non c'è mai stato il benché minimo errore
di riconoscimento da parte del computer.
Melbourne House
È arrivato Sherlock Holmes! Stiamo
parlando della nuova avventura della
Melbourne, presentala al pubblico pro-
prio in occasione della mostra, che sem-
bra già destinata a ripetere i fasti del-
l'Hobbit. un vero e proprio cultgame per
i possessori di uno Spectrum.
Per Sherlock il programmatore Philip
Mitchell ha potenziato le già notevoli
possibilità dell'Inglish. ed ora il collo-
quio con il computer avviene in linguag-
gio ancora più simile a quello naturale.
Divertentissimo anche Mugsy. am-
bientato netrAmerica anni '30. dotalo di
una grafica veramente strepitosa: pecca-
to che l'inglese usalo dal programma sia
slang puro, cosa che sicuramente lo ren-
derà di difficile comprensione al di fuori
della Gran Bretagna.
La Melbourne ha poi annunciato nu-
merosi nuovi libri, non solo per i solili
Commodore e Spectrum ma anche per i
computer MSX.
Amstrad CPC 64
Ecco l'Amstrad. del quale vi abbiamo
già parlato nelle news del mese scorso.
Tutti lo considerano un sicuro vincente,
sia per le eccellenti caratteristiche, che
per la grande quantità di software già
disponibile. Per lui c’è già anche una rivi-
sta specializzata; si chiama CPC 464
User e costa I sterlina.
32
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
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Milano - Edizione 1984
Prezzo: lire 14.000
La Editsi lancia sul mercato una scric di testi
di autori francesi che trattano argomenti riguar-
danti i principali computer diffusi nell'ambito
domesiicoe piccolo gestionale (64. Apple. Spec-
trum). Di questa serie fa parte il libro in questio-
ne dovuto ad un autore di tutto rispetto noto in
Francia per numerose pubblicazioni: Daniei-
Jean David, direttore della Commode, rivista
trimestrale che si occupa di computer Commo-
dore (e non solo), professore di informatica ge-
stionale all'università di Parigi e di microproces-
sori all'ENSAM. specialista del microprocesso-
re 6502.
Da tutte queste premesse e da un'esperienza
accumulata nel corso degli anni nasce un libro
valido sia sul piano tecnico che didattico. Esso è
il seguito de “La scoperta del C 64" c tratta
buona pane dei problemi legati alle periferiche
del 64 e dalla gestione dei file di cui vengono
illustrati i comandi di gestione ed i metodi più
efficaci che permettono lo scambio ottimale di
dati tra calcolatore ed unità a cassette, stampan-
te. unità a dischi ed altre periferiche- L'esperien-
za accademica è sfociata in questo testo nell'in-
troduzione di numerosi esercizi sparpagliati tra
le pagine tramile i quali é possibile effettuare di
volta in volta un'efficace verifica di apprendi-
mento confrontando le risposte riportate in un'
apposita appendice. Non mancano cenni sulle
strutture di dati e sull'hardware per la trasmis-
sione RS 232. per il collegamento di potenzio-
metri e joystick alla porta giochi e perla trasmis-
sione dì dati tra più 64 in maniera asincrona
utilizzando le tecniche di handshake permesse
dal chip d'ingresso uscita 6526 contenuto nel C
64.
É forse il caso di sollevare qualche appunto
sul modo in cui nell'opera sono stali tradotti
alcuni termini tecnici. 1 francesi infatti non con-
servano immutati i termini importati dalle lette-
rature tecniche americane ed inglesi (almeno in
molti casi) ma li convertono nella propria lingua
madre. Troveremo cosi "bufTer" che in francese
è convertito in "tampon". tradotto in italiano
con “lampone”. "Paddle” con "racchetta".
"Joystick" con "bastoncino", “pin" con "perno"
ecc. Per fortuna byte e calcolatore rimangono
invariati e non sì trasformano, alla francese, in
"ottetto" ed "ordinatore"!
Tomma.io Panluso
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
35
Programs
for thè TI home computer
di Steve Davis
Eilimre Prenlice-Hult
ISBN (I-I3-729534-0
Prezzo S Ì9.45
Edizione gennaio I9H4
Sfogliando il libro la prima riHessIone è stala
la sua evidente destinazione al mercato degli
utenti americani del TI 99/4A. Banale, direte
voi. basta vedere che è scritto in inglese: la que-
stione però é più sottile e risiede nella dovizia di
accessori richiesti per far "girare" una huona
metà dei programmi contenuti nel volume. Dei
circa cinquanta programmi raccolti nel testo,
più di un terzo richiede l'uso del modulo Exlen-
ded Basic, sei prevedono l'uso della stampante,
cinque l'uso del sistema a dischi. Talvolta ven-
gono anche richieste espansione di memoria.
RS232. Mini Memory, emulatore di terminale c
sintetizzatore vocale. Questi programmi sem-
brano stali scritti apposta per un mercato in cui
tali espansioni del TI 99/4A sono piuttosto dif-
fuse. come deve essere appunto il mercato ame-
ricano. Se possedete qualcuna delle espansioni
sopra citate troverete nel libro programmi inte-
ressanti e anche di non facile reperibilità: tutta-
via chi possiede il computer non espanso si vede
preclusa la possibilità di usare una buona metà
dei programmi contenuti nel testo.
L'impressione di un libro non espressamente
destinato al nostro mercato è rafTorzuta anche
da alcuni degli argomenti: troviamo, per esem-
pio. programmi inerenti la comunicazione con
banche di dati o con reti locali o nazionali di
computer, oppure per gestire la propria posta
elettronica: tutte cose che da noi fanno parte
ancora della fantascienza. Troviamo anche un
programma nato apposta per catalogare le cas-
sette per il videoregistratore casalingo (chissà
perché proprio le videocassette c non le più po-
vere. ma da noi più diffuse, cassette audio oppu-
re i dischi?).
I programmi sono divisi nella misura di un
terzo giochi (quasi tulli in TI Basic) e due terzi
programmi di utilità. Per questi ultimi ci sembra
che la traccia seguila dall'auiore sia: come l'ho-
me computer può rendersi utile e risultare co-
modo in casa nella vita quotidiana. Per esempio
sono molto frequenti i programmi di catalogo:
oltre al succitato archivio di videocassette ne
troviamo altri cinque. Tipico il programma di
controllo del conto in banca. Non mancano le
routine di uiiliià come i solili convcriiluri deci-
mali-csadecimali e viceversa; fra lutti brilla una
routine in linguaggio macchina per la grafica in
alla risoluzione (necessaria quantomeno la Mini
Memory). Per quanto riguarda i guKhi sono
assenti gli "arcade", l'autore preferisce invece i
giochi tradizionali come indovinelli, sciarade,
tarocchi, eccetera. Alcuni dei giochi, ptichi. ci
sono sembrati francamente banali. I programmi
non sono molto documentali. Il breve cappello
iniziale si limila quasi sempre a illustrare le mo-
dalità di utilizzo del programma e nei listati le
REM sono assai rare. % assente ogni cenno
riguardo alle scelte di programmazione, come
dire un libro di programmi sfornali pronti per
essere usati. Non si fa cenno ad una eventuale
cassetta con i programmi preregistrali.
Fabio Schioliarella
Programmare in Pascal,
descrizione formale
e uso pratico
di Peter Grogono
Franco Muzzio & c. Editore
425 pagine. L. 25.000
Seconda traduzione daH'omonimo lesto in-
glese. questo libro si presta mollo bene sia per
l'apprendimenlo come autodidatta che per uno
sludioapprofondilodel Pascal anche finalizzalo
ad un eventuale esame universitario.
Il libro si dimostra subito particolarmente
accessibile anche a chi non conosca alcun altro
linguaggio di programmazione, gli esempi (tutti
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
:» atri ■
in iliiliano i: parlicolarmentc curali) sono scrìtti
in Pascal puroe non nei soliti dialetti consenten-
do quindi una sicura eseguibilità su tulle le mac-
chine dotale di Pascal standard.
I vari capitoli. daH'ìniroduzione alla pro-
grammazione, all'uso della ricorsivilà (introdot-
ta già al quarto capitolo), alle strutture dinami-
che di dall, procedono sempre per gradi c con
moltissimi esempi; fino a portare il lettore in
condizione di capire agevolmente anche usi
complicali come la gestione delle variabili di
tipo Pointer. Degno della miglior scuola dì Pa-
scal il Tatto che Tistruzionc GO TO venga pre-
sentata nell'ultimo capitolo (dal titolo appro-
fondimenti): infatti va ricordato che il Pascal di
N. Wirth non possedeva neppure questa istru-
zione tanto che molli compilatori Pascal la se-
gnalano ancora come errore se non ne viene
dichiarato espressamente l'uso.
Ricchissime infine le appendici con ì diagram-
mi di sintassi di tutte le istruzioni del Pascal, una
implementazione di Pascal (seppure su CDC
6000) e una serie dì altre letture consigliale.
11 prezzodi copertina apparentemente elevato
è ampiamente giustificalo sìa dal contenuto che
dal numero di pagine, sopraiiuiio se si conside-
ra la cura che è stala posta sia nella Iraduzìone
che nei listati dei programmi.
ValUT Di Dio
Le periferiche Commodore
EVM Computers
Edizioni EVM. Via Marconi 9a, 52025
Monievarclii lAR)
426 pagine di cnt 15x21 circa
Prezzo: lire 25.000
Dopo alcuni manuali sircuamente tecnici
(Guida al VIC-20; il SO del Commodore 64)
dedicati agli home computer della Commodore,
peraltro abbondantemente basati su letteratura
straniera, la EVM si ripresenia con un'opera di
maggiori dimensioni. Moltissimi gli argomenti
trattali: dal dalassctic C2N ai floppy disk di
lutti i tipi (dal vecchio 2031 peri Pelai 1540 per
il Vie. al 1541 eall'8250). alle stampanti (ISIS.
1525. MPS 801. 802 quelle dei Pel...) per finire
con le interfacce IEEE 488ed RS-232. come sì sa
implementate dalla Commodore in modo ano-
L'impressione c che gli autori abbiano voluto
realizzare una summa delle loro conoscenze, più
di riferimento per i tecnici sprovvisti dei vecchi
manuali che non per l'hobbista: non si spieghe-
rebbe. altrimenti, l'attenzione concessa alle
istruzioni delle unità a disco, e neanche le molle
Il computer VG8000 Philips,
reolizzolo secondo il concetto
MSX, offre ampie possibilità di
collegamento con periferiche ed
espansioni di memorio Rom, '
grazie all architetturo di tipo
aperto del sistema.
Do una configurazione bose con
32 K Rom e 32 K Ram, il sistemo
si può estendere fino a
1000 K Ram .
libri
IL PERSONAL COMPUTER
SHARP MZ 700 si trova a:
Alnundria OLtVlERl QOVEANA SDF • Via S Maria di
informazioni relative a prodotti ormai fuori
mercato. La veste grafica. rispetto alle passate
edizioni, vede un miglioramento estetico sia nel-
la realizzazione del libro, a fascicoli cucili, che
nella presentazione delle pagine, non troppo
dense di sentii e disegni. Il testo è rcdaiiu in
modo tecnico, con qualche onerosa licenza in
caso di spiegazioni più approfondite, e può
quindi risultare faticoso al principiante.
In conclusione confermiamo la nostra prima
impressione: questo volume racchiude i manuali
di molte unità diverse, c fa quindi comodo in un
laboratorio, sia perché elimina il grande numero
di opuscoli, sia perché é in italiano, a differenza
della maggior parte delle istruzioni incircolazio-
Leo Sorge
A Z80 Workshop Manual
di E. A. Parr
Edizioni Bernard Babani
The Grampianx
Sliepberds Bush Road
London W6 7NF
184 pagine II x 17,5 cm
2, 75 sterline
Sia la casa editrice che l'autore sono già noti ai
lettori di MC, che ne conoscono le ultime opere,
il 'Manuale di Lavoro' dello Z80 è stato realiz-
zato nel luglio 1983. e rappresenta una guida di
riferimento per colui che. già possedendo le no-
zioni di base della programmazione e dell'inter-
facciamento di un qualsiasi microprocessore,
voglia estendere le proprie conoscenze anche
allo Z80.
Le prime 1 6 pagine richiamano alla mente la
struttura di un microcomputerc i principali ter-
mini in uso nel linguaggio assembler. Il capitolo
2 dà una scarsa all'architettura del processore,
analizzala con il consueto modello software, ma
interpretala anche dal punto di vista hardware,
tramite la descrizione di funzioni e sincronizza-
zioni relative alla struttura hardware.
Le circa 30 pagine del terzo capitolo espongo-
no la programmazione con particolare ed effica-
cissimo risalto dato agii indirizzamenti: il capi-
tolo 4 riporla la guida ai codici e mnemonici,
riportata nell'usuale forma tabulare, mentre il
quinto descrive usi e funzioni di un programma
assemblatore, onde facilitarne l'uso agli inesper-
ti.
E veniamo alla sezione hardware. Dopo una
breve divagazione sugli argomenti di base del-
l'interfacciamento (seriale-parallelo. indirizza-
mento e interruzioni) si considera la connessio-
ne pratica del pPcon due chip periferici della sua
famiglia, il PIO e il CTC, mentre la comunica-
zione seriale tra Io Z80 e l'esterno é affidata
airUSART 6402 e non al 510 della stessa fami-
glia: la spiegazione é da cercarsi nell'alto costo
del SIO, che offre possibilità spesso inutilizzate
nei comuni sistemi, che non ne giustificano l'a-
dozione.
Le conclusioni sono estremamente positive; il
volumetto, ad un prezzo modico, mette moltissi-
me informazioni a disposizione dell'uienie che
abbia un'infarinatura di un qualsiasi assembler
relativo a microprocessori. Il maggior pregio
rimane l'estremo grado di omogeneità raggiun-
to tra hard e Soft, altrove trattali come se fossero
tra loro incompatibili.
Leo Sorge
A Guide to Playìng thè Hobbìt
di David Elkan
Edizioni Melbourne House
Church Yard. Tring
Herl/ordshire HP2Ì 5LU
80 pagine 21 x 14 cm
Uno dei giochi più famosi al mondo é l'Hob-
bit, forse la migliore avventura mai prodotta.
Unico problema è la difTicolii, che rende neces-
sario un lungo perìodo di allenamento prima di
raggiungere la (ine. Vista la situazione, la Mel-
bourne ha realizzato un opuscolo che aiuti la
ricerca. 1 tre capitoli sono dedicali ad informa-
zioni generali e alle opzioni di HELP nelle 7
regioni dell'ambiente, ma soprattutto all'analisi
di ben cinquanta situazioni di gioco.
Delia prima parte abbiamo apprezzalo so-
prattutto la metodologia descritta per mappare
convenientemente zone piuttosto dense di avve-
nimenti ed incontri. La seconda spiega il sempli-
ce codice dei consigli forniti in forma crìttogra-
faia: ogni lettera va cambiata con quella di due
posizioni precedenti, ad esempio la A diventa C.
Ben 54 pagine sono poi dedicate al gioco vero
e proprio: le varie situazioni vengono analizzate
una per una. con le alternative possibili. Quando
è il caso viene mostrala anche la schermala rela-
tiva. c in un paio di occasioni il contrasto é
scarso. Di questo volumetto, a parer nostro,
vanno sottolineate almeno due cose. La prima è
che non viene fornita nessuna soluzione: piutto-
sto si mette il giocatore in grado di parare le
insidie che gli si prospettano senza alcun preav-
viso. La seconda é che finalmente risalta l'incre-
dibile livello di godibilità del gioco, che può
essere risolto in un numero elevatissimo di ma-
niere, econ punteggi a partire dal 50°.o (in questi
giochi si va a percentuale); sta poi al giocatore
far più giri, a risultato più o meno acquisito,
onde raggiungere un punteggio più elevato.
Abbiamo notato che la stampa del libro è
avvenuta ad Hong Kong, come è solito delia
Melbourne, evidentemente per convenienza
Leo Sorge
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Atic Aiac appartiene alla schiera, or-
mai nutrita, delle avventure animate, ov-
vero dei giochi a metà strada tra arcade e
adventure. ma emerge con prepotenza
dalla massa per la sua entusiasmante
qualità.
La trama, a dire il vero, non ha molto
di originale: si tratta di controllare il soli-
to omino che vaga nel solilo castello alla
ricerca dei soliti tesori cercando di non
fare una brutta fine per via dei solili mo-
stri-
Deito cosi sembra ben poca cosa, ma
la Ultimale è stata capace di utilizzare un
Le chiavi colorate (che sono soltanto
una per colore) non servono soltanto per
aprire le porte sbarrate, ma sono anche
necessarie per riuscire a concludere l’av-
ventura quando ci si è stancali di racco-
gliere tesori, ammesso che si riesca a so-
pravvivere cosi a lungo. Solo portandole
tutte e tre davanti alla porla principale si
può riuscire ad attraversarla e tornare in
salvo nel mondo esterno.
Nel castello, ovviamente, si trova un
po’ di lutto; non solo tesori, chiavi e mo-
stri di tutti i tipi, ma anche una notevole
quantità di cibo. Il cibo é necessario per-
rare ad orientarsi nel castello il meglio
possibile. Una volta acquisita fumiliarilà
con i luoghi, la tattica migliore a nostro
avviso è quella di cercare di aprire il più
velocemente possibile tutte le pone sbar-
rate. ammesso naturalmente di riuscire a
trovarne le chiavi, per poter poi circolare
.senza problemi.
soggetto apparentemente banale per cre-
are uno dei più bei giochi apparsi per lo
Specirum negli ultimi tempi.
L'azione si svolge in una specie di va-
stissimo castello, composto da cinque
piani, ognuno dei quali dotato di un con-
siderevole numero di stanze. Piani e stan-
ze sono connessi fra loro in maniera intri-
catissima da porte, scale, botole ed addi-
rittura passaggi segreti. Le porte sono di
due tipi, quelle normali, che si aprono e
chiudono in maniera casuale, e quelle
sbarrate. Queste possono essere aperte
soltanto con la chiave corrispondente al
loro colore, e una volta aperte non si
chiudono più. Anche ì passaggi segreti
sono dì più tipi ed é possibile utilizzare
soltanto quelli corrispondenti al caratte-
re che si è scelto di controllare; gli orologi
a muro per i cavalieri, le librerìe per i
maghi e le bolli di vino per i servi.
che si può facilmente morire di fame
mentre si vaga per le tante stanze.
Come si vede nelle schermate l'azione
viene mostrata dall'alto; la parte destra
del video viene sfruttata per fornire le
informazioni essenziali: tempo, punteg-
gio. gli oggetti raccolti, le vile rimaste e.
soprattutto un indicatore dì energìa,
spassosamente rappresentalo da un pol-
lo che sì scarnifica man mano che le forze
vengono meno. Se queste arrivano a zero
si perde una vita e compare subito una
lapide a marcare il luogo di una cosi pre-
matura e tragica fine.
A dilTerenza dei classici arcade Atic
Atac non richiede solo velocità e riflessi
pronti, ma anche una buona dose dì stra-
tegia. Durante le prime partite è impen-
sabile riuscire a concludere qualcosa;
conviene invece cercare di sfruttare al
massimo le vite a disposizione per impa-
A proposito di chiavi, quella gialla c in
una posizione alquanto infelice, dui mo-
mento che si trova in una stanza dotata
esclusivamente di porle gialle. Sembre-
rebbe quindi inaccessibile, in realtà ci si
può arrivare letteralmente piombandoci
sopra, grazie ad una botola al piano su-
periore.
Abbiamo già detto fin troppo; a voi
scoprire le altre caratteristiche del castel-
lo e dei suoi contenuti. Una cosa però
possiamo sicuramente anticiparvela; gio-
cando ad Atic Atac vi divertirete mollis-
M.B.
Produllore;
VUimate Piar Ihe Carne
Thr Green. À-iUir de la Zouch
U'Ieesurikire l.i'fi SJV iCBl
40
MCmicrocompjter n. 34 - ottobre 1984
Su questo gioco la Iniagine è riuscita in
pratica a costruire il suo impero, impero
che. come forse saprete, é recentemente
crollalo in maniera rovinosa, dimostran-
do che il mercato dei giochi in fondo non
è poi quella cornucopia che permette an-
che ai fessi di fare quattrini. Cosi adesso
la maggioranza delle software house in-
glesi ha una paura matta di seguire la
vecchia concorrente nella fossa.
Lasciamo però stare le vicissitudini del
mercato inglese per considerare Arcadia
più da vicino.
Se si considera che è uno dei primissimi
giochi per lo Spectrum. bisogna ricono-
scere che la sua fama è meritala. In so-
stanza si (ratta di uno shoot'cm up bidi-
mensionale, niente di eccezionale, quin-
di, da un punto di vista tecnico. Quello
che gli conferisce una marcia in più è però
la perfetta gradazione della difTtcoItà:
Arcadia è sempre abbastanza impegnati-
vo da far desiderare sempre la classica
"partita in più", giusto per vedere se si
riesce a migliorare il punteggio, e nel con-
tempo mai cosi difficile da far venire la
voglia di passare ad un altro gioco.
Un gioco da provare, se non altro per
ragioni "sioriche".
MB.
Produttore:
ImaairK Sofn arr
Marons BuUtimgi.
Exchange Sireel Easi
Lhvrpoof L2 3 PN
Un gioco decisamente originale e di-
vertente questo Jumpin’ Jack. Pur non
brillando né per gli elTetti grafici né per
quelli sonori risulta estremamente piace-
vole da giocare, dimostrando in pieno
che non sono solo grafica e musica a
costituire la bontà di un programma: ci
vogliono anche le idee buone.
La trama é molto semplice. Lo scher-
mo é diviso un una serie di piani, inter-
rotti da buchi in continuo movimento.
Questi buchi partono dal piano più alto,
lo percorrono da sinistra a destra e poi
scendono allo stesso modo di piano in
piano; una volta arrivati al piano inferio-
re cambiano direzione ed iniziano a viag-
giare verso l’alto.
Più in basso di tutti sta però Jack il
saltatore, il quale, approfittando dei bu-
chi che passano sopra la sua testa, deve
cercare di salire un piano dopo l'altro per
arrivare in cima. ^ calcola male le di-
stanze e invece di centrare il buco sbatte
la testa perde una vita; lo stesso accade
anche se dentro ai buchi ci cade.
Se riesce a passare di schermo la vita
gli si complica ulteriormente, perché non
solo deve stare attento a saltare bene ed a
non cascare mai. ma si ritrova improvvi-
samente inseguito da strani figuri, il cui
letale contado va evitalo a ludi i costi.
M.B.
Prodi! tiare:
Marons Buildings.
Exchange Street Eas
Unrpaol L2 3 PN
Un gioco in quadro dimensioni: così la
Melbourne definisce questo nastro per lo
Spectrum 48K. La quarta dimensione è
ovviamente il tempo. Anche se fa pensare
a qualcosa di molto interessante, questo
gioco si è rivelato non certo eccezionale.
L'introduzione é forse la cosa più bril-
lante del programma: come annunciano
le scritte sul video vi trovate comoda-
mente seduti su di un aereo di linea: sullo
schermo potete osservare il panorama
fuori dal finestrino: nuvole che passano
veloci, qualche montagna...
Improvvisamente il velivolo perde
quota. Un guasto irreparabile costringe
il pilota ad un atterraggio di emergenza
in una zona sperduta, infestala dai terri-
bili Terror Daktils.
Con una pistola trovata vicino al relit-
to iniziate a difendervi dall'attacco, pur
sapendo che non avete molte speranze:
solo dopo sei giorni e sei notti (ecco la
pretesa di quadridimensionaiità del gio-
co) un aereo verrà in vostro soccorso.
Il tutto purtroppo assomiglia ad un
lento space invaders tridimensionale,
ravvivalo solo nei momenti in cui uno
degli uccellaccì sì avvicina, permettendo
ancora una volta di apprezzare la splen-
dida grafica dei programmi della Mel-
bourne.
MB.
Produttore:
Melhourne House
HerifordShùc HP 23 SLV
V.K.
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
41
Ultimo nato della serie Sargon, questo
programma di Dan e Kathe Spracklen ha
raggiunto una qualità e una velocità di
gioco realmente eccezionali- Basti pensa-
re che a livello 8 (1‘ultimo livello in parti-
ta) impiega in media 10 minuti per mossa
con un tempo limite di 6 ore e 40 minuti
per elTetluare 40 mosse (vedi tabella sot-
tostante).
Livello
Shift-1
Shifl-2
Shitt-3
Shilt-4
Shitt-5
Shitt-e
Shifl-7
Shitt-8
Shm-9
Tempo medio Tempo massimo
1 mossa
Notevoli cambiamenti sono stati ap-
portati a questo programma dalla ormai
mitica versione I. per esempio il Sargon
possiede ora una biblioteca di aperture
particolarmente estesa: 52 aperture con
un totale di 68.000 posizioni. Una tale
biblioteca non poteva ovviamente risie-
dere in memoria e trova perciò posto
sullo stesso disco del programma: non si
deve quindi togliere il disco dal drive fino
a che non si decide di smettere. Su disco
può pure essere salvata (e ovviamente
ripresa) la partita attuale, ma da’’- che il
disco del programma è "pieno lome un
uovo" il Sargon stesso cniede che venga
sostituito con un altro. Un secondo di-
sco, che si trova già nella conTezione del
Sargon, contiene 102 'larlite complete.
1 5 problemi di matto (da tre a sei mosse).
5 problemi di apertura. 10 problemi tatti-
ci (salvarsi da una situazione pericolosa)
e 10 strategici (migliorare la propria posi-
zione); infine 5 finali di partita (tra cui il
classico 3 pedoni contro 3 pedoni).
Il gioco
Il Sargon inizia sempre con il nero e a
livello I . Il prompt è costituito dai due-
punti e la scacchiera non è visibile. La
pressione del tasto ESC permette di pas-
sare dalla pagina di testo a quella in aita
risoluzione dove si trova la scacchiera
(disegni di Dmitry Tsimberg), ma cosi
facendo non si vede più quello che si sta
scrivendo, una ulteriore pressione del ta-
sto ESC ci riporta in modo testo. La
presenza di un messaggio da parte del
Sargon viene pure segnalata nello scher-
mo in HGRdallacomparsadiuna picco-
la clessidra a destra delta scacchiera. A
proposito di questa bisogna dire che le
immagini dei pezzi sono leggermente più
brutte di quelle delle versioni precedenti
ma finalmente si possono leggere le coor-
dinate direttamente sul bordo della scac-
chiera.
Appena scrivete la vostra prima mossa
(se giocate col bianco) il disco si mette in
movimento e il Sargon 111 sceglie una
delle possibili risposte nella sua bibliote-
ca delle aperture; effettuata la mossa un
piccolo asterisco comincia a lampeggiare
in alto a destra dello schermo. E questa la
maggiore novità del Sargon III; l'asteri-
sco infatti ci comunica che il Sargon ha
cominciato già a pensare alia sua prossi-
ma mossa e continuerà per tutto il tempo
che voi impiegate ad effettuare la vostra
scelta. Questo sfruttamento del tempo
avversario, sebbene normale tra giocato-
ri umani è del lutto nuovo tra i program-
mi per personal computer, e dà alla mac-
china una riserva di tempo enorme. Se
infatti giocate a livello 1 il Sargon deve
rispondere alle vostre mosse in media do-
po S secondi, ma se tra una vostra mossa
e la successiva avete pensato per 3 minu-
ti, avete concesso al Sargon 3 minuti di
tempo macchina ed è come se giocaste
quasi a livello 5 anziché 1.
Per evitare di dover prendere ripetizio-
ni prima di comprare il programma gli
autori hanno previsto la possibilità di
disabilitare questa opzione con il CTRL-
E (Easy mode) che blocca Sargon per il
tempo da voi usato per la mossa; questo
porta in pratica a sedici i livello di gioco:
otto in Easy più otto in normal. Una
ulteriore possibilità di blocco del Sargon
é il CTRL-T (terminate search) che co-
stringe la macchina ad eseguire la mossa
migliore trovata fino a quel punto; il
CTRL-T permette quindi al Sargon di
giocare anche partite in contemporanea.
Si può impostare sul Sargon anche il
livello 9 (infinito), che non è un livello di
gioco, ma dice al Sargon di continuare a
cercare una mossa fino a che non si verifi-
ca una delle seguenti condizioni:
1 ) la posizione si trova nella biblioteca
di apertura;
2) la mossa é obbligata:
3) Sargon ha trovato un mallo per
uno dei due giocatori;
4) é stato premuto il CTRL-T.
Con il livello 9 si può effettuare lo
studio di particolari posizioni o il gioco
per corrispondenza (non è però troppo
onesto).
Tra le altre solite opzioni il CTRL-B
(indietro), il CTRL-O (suggerimento) e II
CTRL-S (scambio) si fanno notare la
CTRL-V (verify) che permette a Sargon
di controllare il gioco di due avversari
“umani” e di suggerire, se richiesta, la
mossa migliore; la CTRL-P (stampa del-
la partita), la CTRL-D (offerta di patta),
la CTRL-J che permette di vedere quello
che Sargon sta pensando e la CTRL-Y
che disabilita la biblioteca di apertura.
Per lo studio delle partite Sargon ili
dispone del comando CTRL-A per en-
trare in modo analisi e immettere i pezzi
sulla scacchiera in qualsiasi posizione, i
pezzi si dispongono al solito posizionan-
do il cursore (frecce 4- e -•) e battendo
l'iniziale (inglese) del pezzo, il colore di
default è il bianco che si cambia battendo
C. La seconda opzione è il CTRL-R (re-
42
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
l
play) che permette dì rivedere una partila
dairìnizio.
II CTRL-Q permette l'uscita del Sar-
gon III elTetluando il Bool del disco che '
si trova nel drive I . se questo è il Sargon
ovviamente si riparte daccapo. Il CTRL- ^
N (new) serve invece per iniziare una
nuova partita.
y.D.D. .
Una partila contro Sargon
Bianco: V.D.D. - Nero: Sargon a livello
3. Difesa Est-Indiana. I) d4d6; 2)c4 g6;
3) CD Ag7; 4) Cc3 Cd7; 5) c4 e5: 6) Ae2
Ce7 (di solito Cf6); 7) 0-0 0-0: 8) Ae3 h6; •
9) Dd2 Rh7; IO) Cel. (S. ha esaurito la
biblioteca di apertura e inizia a pensare)
exd4; 11) Axd4 AxA (peccato. Talfiere
era la forza deH’arroccol); 12) DxA Cb6;
13) Tdl Ad7; 14) c5 Cc6! (questi due
cavalli sono una fortezza); 1 5) De3 dxc5;
16) Dxc5 Dh4? (a che serve?); 17) CD
De7; 18) Dc3 Cb4? (ancora mosse regala-
te!); 19) a3 Cc6: 20) CbS (il pedone c7 è
detwie), Ae6; 21) Df4 (ancora su c7).
Ab3! (interessante): 22) Td2 (ad evitare
Ac2). Cc4; 23) Td3 Aa4; 24) Cxc7 (il B.
non può difendere cavallo c piedone in
b2). Cxb2 25) Td2 Ta8, c8; 26) Tal
DxCc7; 27) DxD TxD: 28) TxCb2 TeS;
(ancora pari) 29) Cd2 Cd4 (S. ha tre pezzi
sulla casuc2): 30) Adi AxA: 31)TxA f5;
32) D fxe4; 33) Cxe4 Td8; 34) RD (deve
evitare Ce2-t- con perdita della torre).
Rg7l! (altrimenti: 35) Tb2. d2 Tc7. c4; 36)
Re3 Cc2 + ; 37) TxC TxC-t-; 38) RxT
TxTdl;39)Tc7-i- e il nero perde un pedo-
ne.); 35) Re3 Cf5-f; 36) Re2 TxTdl; 37)
RxTCe3-i-: 38) Rei Cc2^■: 39) RD Rf8
(a Cxa3 seguirebbe Ta2 con recupero del
pedone. Rf8 impedisce Cd6,b6;Ce8-)- e
pierdila della torre); 40) Cd6 Cxa3; 41)
Ta2 Re7; 42) Cxb7 Cc4 (inchioda il Cb7);
43) Tc2 TxC; 44) TxC Tb2 -t- ; 45) Rg3 a5
(questo piedone é piericoloso); 46) h4 Rd7
(evita Tc7-t- e la perdita del pedone a);
47) Rh3 Tb4; 48) Tc3 a4; 49) Tc5 a3; 50)
Ta5 (questo ferma il piedone a), Tb2?l
(con 'ni3 le torri restano bloccate e il B.
ha un piedone in più sulla destra, il Re
nero non può attraversare la traversa 5
pier aiutare ì suoi pedoni mentre il Re
Bianco è libero di muoversi. S. decide I
allora di abbandonare il piedone A in |
cambio di una maggiore libertà e quindi |
di una passibile patta!); 5 1 )Txa3 c si va in |
finale: il nero dovrà perdere la torre per I
eliminare il piedone in "e" che arriva in U
ottava e resta con il Re contro Re e Tor- T
Productore:
HarJen Suflvurr - 600 Su/folk Sirerl,
ImhtII. MAOIkSl. USA
DtsirllMitore per l'Ililia:
Audio, Via Cmirihorai. 2 - 20136 Milumi
Sector Alpha é una battaglia spaziale
abbastanza classica come idea, tuttavia è
resa molto attraente dalla tridimensiona-
lità.
La zona di gioco è divisa in tre settori,
sottoposti ad un attacco in massa da par-
te di astronavi aliene. In ogni settore vi è
una posizione di difesa fissa, dotata dì un
numero non illimitato di missili. Il gioca-
tore deve .sedersi al posto di sparo delle
postazioni e cercare di abbattere le onda-
tedi alienìche via via si presentano. Visto
che non è possibile occupare tre posti
contemporaneamente, è piossibile attiva-
re, nelle due zone sguarnite, un sistema di
autodifesa che provvede automatica-
mente a fare fuoco.
Sullo schermo viene presentata .soltan-
to una parte ristretta del settore interes-
sato. tuttavia in alto sono presenti tre
radar, che consentono dì tenere sotto
controllo sìa la zona attualmente presi-
diata che le altre due. in modo da pmter
decidere temjiestivamentc il momento di
, cambiare zona. Il passaggio da un settore
.all'altro avviene semplicemente spostan-
do il mirino con il joystick.
Riuscire a colpire le astronavi aliene
non è troppo dilìicile, dato che un siste-
ma di aggancio automatico picrdona
eventuali errori di mira; ben più difficile c
invece riuscire ad inquadrare gli invasori
nel mirino, a causa della loro elevata ve-
locità e mobilità.
Sector Alpha offre quattro livelli di
dimcollà: è possibile selezionare il livello
in partenza, e durante il corso del gioco i
nuovi passaggi avvengono non appena
sono state distrutte tutte le ondale di
astronavi nemiche.
A proposito di queste ultime, non è che
stiano li buone buone a fare da bersaglio;
al contrario sparano terrificanti missili
che è mollo meglio cercare di evitare
piuttosto che tentare di abbattere.
È possibile giocare sia con la tastiera
che con il Joystick; naturalmente il secon-
do è molto raccomandabile, perché i tasti
da usare in alternativa sono molto sco-
modi.
La grafica é molto bella e curata, inte-
ressante ma francamente un po' (voluta-
mente?) fastiodioso l'accompagnamento
sonoro.
M.B.
Produnorc:
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Distributore per
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43
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Omega Race é un classico gioco spa-
ziale in cui una navicella deve difendersi
dalTattacco di fastidiosi nemici guada-
gnando punii distruggendoli con le pro-
prie armi ‘foloniche’.
Il gioco è fornito dalla Commodore su
cartridge la quale va inserita in macchi-
na. come al solito, quando essa é spenta.
Con la cartuccia inserita, acceso il com-
puter. compare la scritta di apertura con
il titolo del gioco e da quel momento in
poi si susseguono alcune schermate espli-
cative. La prima illustra le funzioni svol-
le dai tasti FI. F3. F5 ed F7: i primi due
servono a predisporre rispettivamente la
macchina ad accettare i comandi da joy-
stick o da paddle mentre gli altri selezio-
nano il colore dello sfondo e delle navi da
guerra. Anche se non esplicitamente indi-
cato nella schermata suddetta, svolgono
delle precise funzioni anche i tasti F2. F4
ed F8; il primo predispone il gioco a 5
navi (invece delle normali tre), il secondo
cambia il colore dei caratteri ed il terzo
serve ad eliminare i disturbi (fluttuazioni
del quadro) su alcuni televisori.
Ma veniamo al gioco. Il modo in cui
esso si svolge è introdotto dalla seconda
schermala, che richiama un po' l'intro-
duzione del film Guerre Stellari, la quale
racconta come gii abitanti di Omega di-
ventarono potenti e temuti dai loro nemi-
ci sviluppando una elTicace tecnica di se-
lezione dei propri guerrieri. Essi vengono
mandati fuori dalle mura della città a
combattere contro dei robot, sempre di
Omega, che pilotano delle navicelle da
combattimento con le quali sparano e
spargono mine qua e là per lo spazio allo
scopo di annientare il pilota che si sta
esercitando. È ovvio a questo punto che
solo i migliori sopravvivono.
Distruggendo le navi droidi si guada-
gnano naturalmente dei punti ed il com-
penso per ogni nave distrutta è indicato
dalla terza schermata: si guadagnano
inoltre: una nave a 40000 punti e SODO
punti per ogni (lottadroide distrutta. Lo
scenario del gioco non è di grande effetto
essendo molto semplice e può essere spo-
stalo sullo schermo nella posizione volu-
ta per mezzo dei cursori verticale ed oriz-
zontale presenti sulla tastiera. Nonostan-
te tutto però cominciando a giocare ci
troviamo attratti dalla velocità del fuoco
e dagli effetti sonori che possono tenerci
incollati alla sedia per parecchio tempo
compensandoci largamente della cifra
spesa per l'acquisto della cartuccia.
TP.
Questa volta la Commodore è di scena
con un gioco mollo diffuso nelle sale da
gioco, la 'Slot Machìne'.
Fornito su cartridge. esso é molto gra-
devole con grafica di elevata qualità; ab-
bondano i colori. Lo svolgimento del
gioco è facilmente intuibile: inserita la
cartuccia, per prima cosa, se vogliamo,
possiamo centrare il disegno che appare
agendo come al solito sui cursori oriz-
zontale e verticale dopo di che se premia-
mo il Casto funzione fi viene avviata la
partila. Se notiamo fluttuazioni del qua-
dro possiamo provare ad eliminarle pre-
mendo il tasto 17. Come dicevamo, pre-
mendo fi lo schermo del nostro televiso-
re si trasforma in una slot machine con
funzioni comandate da tastiera: premen-
do il tasto ‘C (coin) abbiamo modo di
caricare la macchina con il numero di
monete desiderato (fino a cinque) mentre
la leva che avvia la rotazione dei rulli è
sostituita dal tasto ‘P' (pulì). Un ulteriore
tasto. ‘V (view), riporta sullo schermo il
riassunto delle combinazioni vincenti: si
possono vincere da 2 a 3000 monete in un
solo colpo. Sulla destra del quadro com-
pare disegnato un omino che mima le
operazioni che noi compiremmo se fossi-
mo al 'cospetto' di una vera slot machine
e cioè l'inserimento delle monete e l'azio-
namento della leva.
La grafica è molto suggestiva e non ha
nulla da invidiare a quella delle slot ma-
chine computerizzate che si incontrano
oggi in molte sale da gioco. Non manca-
no naturalmente le solite allietanti musi-
chette.
TP.
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
LA FAMIGLIA DEI PERSONAL COMPUTER OLIVETTI
FRIENDLY&COMPATIBLE
Questa famiglia di personal compatibili tra loro
f e con i più diffusi standard intemazionali, non ha rivali
'§ per espandibilità e flessibilità. Prestazioni che su albi
diventano opzionali, sui personal computer Olivetti
I sono di serie. Per esempio M24 offre uno schermo ad
S alta definizione grafica, ricco di 16 toni
I 0 di 16 colori e con una risoluzione di 600x400 pixel;
,f menb-e la sua unità base dispone di 7 slots di
s espansione, fatto questo che gli consente di accettare
.= schede di espansione standard anche se utilizza un
% microprocessore a 16 bit reali (INTEL 8086).
5 Ma ricchi vantaggi offrono anche tutti gii altri modelli.
Basti pensare che tutte le unità base includono sia
l’interfacda seriale che quella parallela. Oppure
basti pensare all’ampia gamma di supporti magnetici:
floppy da 360 a 720 KB o un’unità hard disk
(incorporata o esterna) da 10 MB. y
La loro compatibilità, inoltre, fa sì che si possa far
uso di una grande varietà di software disponibile /
sul mercato. Come, ad esempio, la libreria / ^
PCOS utilizzabile anche su M24. Come le
librerie MS-DOS*. CP/M-86*e / .'V
UCSD-P System®, utilizzabili sia ^
da M20 che da M21 e M24.
Olivetti
Il piacere del computer, la prima collana in lingua italiana specificatamente dedicala ai personal computer, si sta arricchendo
di nuovi libri sulla grafica, sui linguaggi di programmazione diversi dal Basic, sui dettagli maggiormente interessanti dei computer
in commercio Per conoscere questi nuovi libri, o per acquistare quelli già pubblicali, potete rivolgervi alle librerie o ai computer shop.
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cognome
città
... Posseggouncomputer ..
UZZIO
MCmicrocomputer ha sempre dato
parecchio risalto al gioco deirOthetlo. o
Reversi o Reversai che vogliale chiamar-
lo: nel numero 7 pubblicammo un inte-
ressante artìcolo teorico di Andrea de
Prisco e Silvio Cavalcanti che proponeva
alcuni algoritmi utili per la realizzazione
di un programma che gioca ad Othello —
completo di semplici listati per Apple I! e
TI 59 — mentre nel più recente numero
29 sempre Andrea de Prisco, eletto com-
modorìano a vita dopo le ripetute prove
superate durante svariati Sicob parigini,
presentai listati per Vie e 64 di un super-
programma Basic che fa sfracelli.
In questa sede, invece, vi presentiamo
un programma commerciale realizzato
da Dan e Kathe Sprackien e adattato al
Commodore 64 da Alex Ford, per conto
della americana Hayden e distribuito sul
territorio nazionale dalla Audist di Mila-
no. Supponiamo vi siano note le regole,
per cui passiamo alle peculiarità di que-
sto programma. Le varie richieste iniziali
partono con la domanda:
nuova partita, cambio disposizione o
controllo?
che in inglese è
new game, change board, or monitor?
per sapere se si gioca contro il computer e
dalla tradizionale posizione di partenza,
oppure se si inserisce una vecchia partita,
o infine se si hanno due giocatori, possi-
bilità questa che dovrebbe sempre esiste-
re sui programmi di qualità.
A disposizione ci sono tre strategie di
risposta, per principianti (beginner).
buoni giocatori (intermediate) o esperti
(advanced), e per ognuna sono disponi-
bili nove livelli: il manuale avverte che i
livelli sono interallacciati, per cui il 5“ per
principianti vale quanto il 1° dei buoni
giocatori, e cosi via. per un totale di 18
livelli effettivi, e non 27 (ma beginner e
advanced sono completamente scorrela-
li). In tutti i casi, dal livello 2 ai livello 9 il
computer fornisce un suggerimento, det-
to Kibitz. I
il manuale d'istruzioni è chiaro, anche j
se in inglese: citiamo qualcuna delle pos- li
sibiliti del programma. In qualsiasi mo- [
mento è possibile cambiare livello, pre- '
mendo SHIFT -f il numero dei nuovo!
livello, che viene mostrato sulla linea di li
stato, l'ultima in fondo alla pagina video
(che può essere scambiata con le ascisse /
della scacchiera, in lettere, tramite la |
pressione di FS); è anche possibile inizia- i
re una nuova partita, ma questo tasto è j
un po' maledetto, poiché si tratta di F7 i
che sta tanto vicino ad FS, per cui spesso !
per disattenzione abbiamo azzerato la j
partita. ^
Un'altra cosa fondamentale è la possi- [
bilità di cancellare le mosse, sìa le proprie
che quelle del computer, con Fllj
{=SHIFTh-FI), il che permette un’ec-^
celiente verìfica del proprio livello. Per
finire citiamo la possibilità di osservare
tutte le mosse della partita, sia le proprie
che quelle deH'avversarìo, sotto forma di
coordinate.
Un’opzione simpatica, ma che è co-
munque possibile cancellare, è che le va-
rie pedine sorridono se si sta vincendo e si
rabbuiano nel caso contrario; alcune mu-
sichette di stampo classico allietano alcu-
ni istanti del caricamento.
Ricordiamo il concorso Pergioco ab- ,
binato al Reversai della Hayden: si tratta
di vincere una partita a schema imposto,
secondo te modalità e le regole mostrate
dalle pagine pubblicitarie della Audist.
pubblicate anche su MC (n. 33, pagg. 1 6-
17).
L.S.
Pnidunon: J
Hai'den Softwart ■ 600 Sufolk Street.
Loo-ell. MA0IS53. USA
DistpInlon per riltSe: i
1
MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984
47
Il riletto, o tris o tic*iac-toe che dir si
voglia, in alcune regioni d'Italia è lo sport
prererito dagli scolari di ogni età. Lo si
preferisce alla battaglia navale, della
quale è molto meno visibile... aH'inse-
gnante. ma anche al quadratino, strike
and ball e giochini simili. Tempo fa un
ragazzo italiano. Stefano Polidori, aveva
realizzato una versione tridimensionale
del filetto, su scacchiera a 4 piani quadra-
ti sempre 4 x 4, e la aveva dotata del pro-
gramma per far giocare un Apple II. Ora
ne abbiamo la versione per CBM 64. uni-
tamente ad alcuni altri programmi.
La Federaz.ione Italiana di Giochi per
Computer ha annunciato la promozione
ed il patrocinio di tornei individuali e a
squadre basali sul TRITTT per CBM 64.
Sono già aperte le iscrizioni al primo di
questi tornei: per partecipare basta man-
dare alla sede della Federazione, in Lar-
go dell'Olgiata IS. Isola 68.00123 Roma
Olgiaia. una cartolina postale con le ge-
neralità ed il recapito telefonico del can-
didato. Nel torneo 30 persone sfideranno
contemporaneamente un solo TRITTT;
mediante eliminatorie a difficoltà cre-
scente verrà eletto il vincitore, che riceve-
rà in premio un programma per il Com-
modore 64 e un abbonamento annuale a
MCmicrocomputer.
Dal punto di vista deirutente non c'è
nessun problema. Unitamente alla scac-
chiera tridimensionale vi viene consegna-
lo un dischetto, contenente il gioco (nelle
versioni per uno o più giocatori, che pos-
-sono essere anche 30!). un programma
48
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
dimostrativo più uno di Cambio Dati,
dd quale parleremo più avanti neH'arti-
colo. Il supporto contiene anche alcuni
file di dati che vengono chiamati auto-
maticamente dai programmi principali.
Si consiglia di caricare dapprima il pro-
gramma dimostrativo, per familiarizzar-
si con l'uscita grafica; poi bisogna ri-
spondere ad alcune domande che servo-
no ad inizializzare il programma (uno o
più giocatori? difTicoità — da 1 a 8 — ?)
ma la più interessante é senza dubbio
quella che chiede se l'avversario è un uo-
mo o un computer. I due casi sono total-
mente diversi; nel primo caso TRITTT
gioca seguendo dei semplici criteri gene-
rali, mentre nel secondo analizza in mo-
do esaustivo l’albero della partita, per
trovare la strategia più potente, e per
rispondere può impiegare anche un'ora.
Una caratteristica interessantissima
del programma è che si adegua al gioco
dell'avversario, memorizzando i dati del-
le ultime partite (max 30) nelle locazioni
esadecimali da 3000 a 3EFF. per cui dan-
do STOP/RESTORE e memorizzando
in un file i dati di quella zona di memoria
si può dare al programma un'esperienza
passata (tipo i replicanti di Biade Run-
ner).
^ durante una partita si vogliono
cambiare i dati iniziali lo sì può fare pre-
mendo STOP/RESTORE e caricando il
citato programma Cambio Dati.
Come al solito riportiamo le nostre
esperienze di gioco, raccolte nei pochi
giorni precedenti la prova. Partendo da
zero, con un paio di giorni dì applicazio-
ne siamo riusciti a battere il quarto livel-
lo. ma l'autore del programma — nonché
inventore della scacchiera — ha detto che
non era un gran risultato. Noi ne siamo
molto soddisfatti, ma siamo consci del
fatto che il nostro non è un exploit inter-
nazionale... L.S.
Nei reportage dalle varie mostre ed
esposizioni che si tengono oltreoceano vi
avevamo già parlato della attuale ten-
denza del mercato americano, che vede le
più grosse case costruttrici dì consolle
per videogiochi produrre software non
solo per i propri modelli, ma anche per
quelli della concorrenza.
Il tutto con notevole vantaggio dell'u-
tente. che si trova cosi a disposizione un
Niente paura però, perché c'é anche
l'Eroe, impersonato da tale Mario (cosa
non farebbero gli italiani per una donna),
di professione muratore, che, incurante
del perìcolo, abbranca un pesante mar-
tello e sì lancia su per le scale del palazzo
al salvataggio della sua bella.
Arrivare fino in cima però é rischioso,
perché il quadrumane, tutt'altro che inti-
morito. inizia a lanciare in testa a Mario
numero molto più vasto di titoli, tra l'al-
tro di qualità molto elevata.
Di questa situazione iniziano a sentirsi
gli effetti anche qui in Italia, tanto che
siamo in grado di presentare ai fortunati
possessori del TI 99/4A (magari loro non
condividono tanto la scelta dell'aggetti-
vo...) nientedimeno che Donkey Dong!
Badale bene signori, è prorpìo lui, non
una delle tante copie ma proprio l'origi-
nale. il fantastico, il divertentissimo arca-
de che mamma Atari ha pensato di tra-
sferire dalle sale giochi direttamente a
casa nostra.
Per chi non conoscesse ancora Donkey
Dong (sacrilegio!) vale la pena di presen-
tare brevemente la trama.
ogni sorta di cose: dai barili ai proiettili
infuocati; ce la farà il nostro prode a
salvare la fanciulla?
Beh. la risposta naturalmente risiede
nella vostra abilità col joystick.
Il Donkey Dong del TI 99/4A regge
molto bene il confronto con l'originale
da sala. La grafica è eccellente e sfrutta a
fondo l'ottimo processore video del com-
puter Texas; mollo buono c anche l'ac-
compagnamento musicale.
Stranamente il gioco funziona esclusi-
vamente con i joystick: naturalmente il
supporto di memorizzazione é la cartuc-
cia ROM.
MB.
Produnore:
Dunque, c e la fanciulla in pencolo
(aiuto!!!) perché il mostro, nel nostro ca-
Produllore:
so un grosso e peloso scimmione, l'ha
P.O. ho.x 6l6f? Surmvvale. CA
Sracchiera più programma: L. W.OOO + lt'A
rapita e la tiene prigioniera in cima ad un
DislributDrc per l'Italia:
palazzo.
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
AM500PC
A conosceria c'è
IBMCompatib
Vediamo perchè c'è da guadagnarci.
AM-500 è il nuovissimo PC
Workstation IBM compatibile (ma ad
un prezzo che gli altri non possono
permettersi).
Opera in MSIDOS utilizzando tutti i
programmi da scrivania: dal LOTUS
1-2-3 al WORDSTAR, dal SUPERCALC
al VISICALC. dal PFS FILE ai Data
Base, all OPEN ACCESS...
Utilizza la maggior parte delle opzioni
standard: grazie agli slot disponibili ci
si può servire delle schede IBM PC e
compatibili per potenziare la memoria,
comunicare con I mainframe,
aggiungere grafica ad alta risoluzione
ed altro ancora.
AM-500 PC Workstation intelligente
diventa anche terminale di un sistema
multiutente quando è necessario
collegare da 2 a 40 utenti... e non è
tutto. Vuoi saperne di più, come
rivenditore, o come utilizzatore?
Telefonaci o scrivici.
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5
I
Casio FP-6000
di Corrado Giuslozzi
Forse vi rìcorikrele la prova del CASIO
FP-IIOO apparsa sul numero 30 di MC.
della scorso maggio. Bene, nell'aperiura de-
Finivamo quella macchina "modello di pun-
ta" delia linea di personal Casio. Non aveva-
mo però fallo i comi con i giapponesi, i quali
cento ne pensano e... ulireitante ne fanno: e
quindi eccoci, dopo solo cinque mesi, a par-
lare nuovamente di Ca.sio con una macchina
che ha hen diritta di spodestare l'FP-lìOO
dal trono... almeno fino all'uscita della pros-
sima novità. Scherzi a parte, in effetti non
crediamo che l'FP-6000. questo è il. suo nrt-
me. si renda presto obsoleto: è anzi una
macchina assai attuale, allineala alla recen-
te linea "16 hit + MS-DOS" f ricordia-
mo che l’FP-IIIIO aveva una .struttura
"Z80 + CPÌM"). De! modello precedente
con.serva. migliorale, diverse cose: le note-
voli capacità grafiche, la modularità, l'otti-
mo Basic. Si tratta quindi di una macchina
a.s.sai inieres.sanie. le cui caraneristiche
principali possono essere cosi sintetizzate:
CPUH086con clock a 8 MHz ecoprocesso-
re matematico 8087 opzionale: 256fC di
R.4M espandibili fno a 768 K: grafea a
600 X 400 pixel singolarmente indirizzahili
in 8 colori: Basic con screen-editor. rappre-
sentazione dei numeri in BCD. gestione di-
retta della grafica e deirinierfaccia RS-232:
disponibilità di unità a dischi da 5.25"
(320K>. da 8" H200A': o ifinchesier
I lOM i: interfacce RS-232 e IEEE-488. A
costo di svelare subito le conclusioni della
prova diciamo subito che questo nuovo Ca-
sio ci è piaciuto mollo: fra l'altra lutti quei
difettucci che avevamo annoialo nella pur
positiva prova dell'FP-l 100 sono completa-
mente scomparsi. Ma non diciamo altro, per
non togliervi il gusto di leggere la prova di
una fra le più interessanti macchine di questi
ultimi tempi.
Descrizione esterna
L'FP-6000. comel’F'P-l 100. ha una strut-
tura modulare: ma mentre i moduli che
costituivano l'FP-liOO erano orizzontali,
quelli dell'FP-6000 sono verticali, una so-
luzione un po' inconsueta ma non per que-
sto priva di una sua validità estetica.
Ogni box è un parallelepipedo di circa
12x30x38 cm (Ihp), con carrozzeria di
metallo plastificato color crema: il frontale
reca nella pane superiore una maschera di
plastica grìgia e. in basso a destra, l'inter-
ruttore di accensione realizzato con un
grosso pulsante quadrato di colore giallo.
Fessure di aerazione sono presenti tutt'in-
tomo alla base e sulla faccia superiore del
mobile. Ogni modulo viene ovviamente
personalizzato a seconda della funzione:
l'unità centrale dispone sul frontale del
connettore per la tastiera, mentre le unità
floppy presentano gli slot di inserimento
dei dischi: tutte le connessioni avvengono
sul retro.
Il numero di moduli presenti in un'in-
stallazione dipende, ovviamente, dal grado
di espansione del sistema: nel caso più co-
mune saranno due. l'unità centrale ed una
unità a dischi, ma a questi si potrebbero
affiancare in seguito un Winchester e una
expansion box. dì cui parleremo meglio in
seguito. Ovviamente serve un monitor, che
si può scegliere monocromatico o a colori.
62
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Diciamo a queslo punto che il sistema in
prova comprende l'unità centrale FP-
6000. il doppio drive da 5,25" FP-6021 edii
monitor a colori FP-6002. e passiamo ad
esaminarlo più da vicino.
L'unità centrale, dal peso approssimati-
vo di 8,5 kg. presenta sul frontale solo la
presa micro-DIN per la tastiera e l'inter-
rutlore di accensione che si illumina a mac-
china accesa. Sul retro troviamo tutti i con-
trolli e le ulteriori connessioni; due dip-
switch di configurazione, le uscite per la
stampante (parallela Centronics) e per i
monitor (B/'N e colore), un potenziometro
di regolazionedel volume dell'altoparlante
interno, tre slot di espansione e la presa a
vaschetta lEC per il cordone di rete. Sul
primo dip-switch si deve impostare la
quantità di RAM presente nel sistema,
mentre il secondo serve a configurare l’u-
scita video in funzione delle caratteristiche
del monitor in uso. Nei tre slot si possono
inserire altrettante schede, da scegliersi fra:
RAM addizionali (256K per scheda), in-
terfacce RS-232. lEEE-488 o Centronics,
controller per floppy e per Winchester e
addirittura una breadboard, sulla quale gli
"smanettomani" incalliti potranno as.sem-
blare circuiti custom. Notiamo che una
interfaccia Centronics è già incorporata
nel sistema e quindi non è necessario com-
prare la relativa scheda. Uno dei tre slot
viene comunque occupato da una scheda
controller per i floppy, che viene fornita di
presente un dip-switch che informa il siste-
ma sul tipo di unità collegata, dato che la
stessa scheda gestisce sia i drive da 5,25"
che quelli da 8". singoli o doppi. La RAM
può essere espansa di uno o due passi da
256K; con due RAM-board inserite, però,
tutti gli slot sono occupati, e quindi per
inserire ulteriori schede si deve ricorrere
all'expansion box. Il fissaggio della scheda
nella propria sede è assicuralo da una cop-
pia dì vili che garantiscono una connessio-
ne sicura senza perìcolo di falsi contatti o
movimenti pericolosi.
La tastiera è veramene molto bella: er-
gonomica a basso profilo, leggera e poco
ingombrante, con cavo spiralato e piedini
posteriori retrattili per inclinarla. Dotazio-
ne e disposizione dei tasti seguono quello
che è ormai lo standard per le macchine in
MS-DOS: dodici tasti funzione, tasti di
movimento cursore, tastierino numerico
separato. In più troviamo due tasti (Alt e
Graph) che permettono rispettivamente di
attivare il modo alternativo di impostazio-
ne dei caratteri (ne parleremo più tardi) e
di accedere al set di caratteri semigrafici,
due tasti di inserimento/cancellazione ca-
rattere. l'Enter ed il segno meno duplicati
sul tastierino numerico. Altre cose che bal-
zano agli occhi sono la distinzione funzio-
nale dei tasti mediante i colori e le grandi
dimensioni del tasto Return. Sul retro tro-
viamo un piccolo tasto di reset, opportu-
namente eollocato in modo da evitare
pressioni accidentali. Il cavo, molto fiessi-
bìle, raggiunge alla massima estensione cir-
ca due metri di lunghezza.
L'unità a minifloppy. dal peso di 8 kg.
supporta uno o due drive da 5,25" doppia
faccia doppia densità. I dischetti sono for-
mattali secondo lo standard MS-DOS (9
settori per traccia, 512 byte per settore) ed
hanno quindi una capacità di 320K l'uno.
Su! frontale del contenitore sono presenti i
drive (slim-line)con relativi led. mentre sul
retro si trovano solo il cavo di connessione,
fisso, e la presa lEC per il cordone di rete
staccabile.
Il monitor è da 12” con schermo antiri-
fiesso: pesa circa IO kg e viene fornito as-
sieme ad un pratico supporto orientabile
dalle ampie possibilità di movimento: ‘JO
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
53
gradi nel piano orizzontale e 25 in quello
verticale. Sotto la cornice frontale, legger-
mente spostali verso destra, sono presenti
due potenziometri di regolazione di lumi-
nosità e contrasto, mentre sulla cornice
stessa è ben visibile il "solito" interruttore
dì accensione quadralo giallo. Su] retro si
trovano il connettore d'ingresso del segna-
le video, la presa lECdi rete ed il controllo
del sincronismo vcriicalc: alcuni fori per-
mettono di accedere con un cacciavite ai
irimmer di taratura di uso meno frequente.
(I cavo fornito ha una lunghezza dì ci rea un
metro e mezzo, e quindi non pone alcun
problema di installazione.
Passando alle unità che non fanno parte
del sistema in prova, spieghiamo innanzi-
tutto la funzione del box di espansione.
Abbiamo detto che l'unità centrale possie-
de tre slot per l'inserimento di schede addi-
zionali. che però si riducono in partenza a
due in quanto l'interfaccia per i (loppy de-
ve sempre essere presente. L'expansìon
box serve per l'appunio ad aumentare il
numero degli slot disponibili per ulteriori
espansioni. Ècostituitoda un cabinei iden-
tico alla CPU sul retro del quale si trovano
5 slot: il collegamento con l'unità centrale
però occupa uno dei tre slot di quesl'ulti-
ma. per cui il guadagno netto che si ottiene
è di 4 slot. In pratica con l'expansion box
inserita si ottiene un sistema dotato di ben
6 slot disponibili, senza coniare quello oc-
cupato dairìnterfaccìa per i floppy: anche
installando due schede RAM e un'inter-
faccia per il Winchester rimangono ancora
larghe possibilità di espansione, conside-
rando che un'uscita stampante è già incor-
porata nel sistema e non ha bisogno di
essere installata a parte.
L'unità a floppy da 8” comprende due
drive doppia faccia doppia densità; ogni
disco ha una capacità di 1.2 Mbyte. Può
essere collegala aU'interfaccia dischi forni-
ta con l'unità centrale previa configurazio-
ne della scheda tramite l'apposito dip-
switch visto in precedenza. Il Winchester,
infine, ha una capacità di IO Mbyte, e va
acquistalo assieme alla relativa interfaccia:
è possibile però installare un secondo drive
coflegandoio in daisy-chain al primo, e
quindi senza comprare una seconda inter-
faccia (ma va elTetiuato un semplice inter-
vento hardware sul primo drive).
Casio FP-ómi
L’interno
Quattro viti a croce bloccano la lamiera
ad LJ che funge da coperchio e da pareli ai
vari cabinet, l'apertura dei quali è pertanto
assai semplice. All'interno dell'unità cen-
trale troviamo una costruzione molto ordi-
nata e razionale. La parte inferiore è occu-
pata dall'alimentatore e da una ventola per
la circolazione forzata dell'aria (accorgi-
mento che ci lascia sempre soddisfatti); la
parte superiore è invece dedicata all'elet-
tronica suddivisa in sezioni verticali, con
due mother-board da un lato e gli slot di
espansione dall'altro. La costruzione è as-
sai solida e compatta. Sulla scheda princi-
pale dell'unità in nostro possesso si nolano
10 zoccolo libero per l'8087 ed. invece,
quelli tutti occupati della RAM video; il
sistema viene fornito con 32K espandibili
(è il nostro caso) a 96K.
Anche la costruzione dell'unità a mini-
floppy è basata su due piani: in basso l'ali-
men latore con relativa ventola ed in alto la
scheda di interfaccia ed i due drive. Qui lo
spazio libero é parecchio, ed il contenitore,
destinato a contenere dispositivi più in-
gombranti, sembra piuttosto vuoto. La co-
struzione é pertanto assai pulita: i due dri-
ve Mitsubishi, di ottima fattura, sono fis-
sati l'uno all'altro, racchiusi da una griglia
metallica di protezione e saldamente avvi-
tati allo chassis. Lo smontaggio é assai
facile, grazie alla razionalità deH'ussem-
blaggio e all'uso di connettori rapidi.
11 .sistema operativo
Il sistema operativo deH'FP-6000 è
l'MS-DOS release 2.1 1 con qualcosina in
più: Casio infatti ha rimaneggiato alcuni
dei comandi esterni dell'MS-DOS per
adattarli al suo hardware o comunque mi-
gliorarli. Ad esempio sono stati riscrilli i
programmi di copia di un disco (Dl-
SKCOPY), di comparazione fra due dischi
(DISKCOMP).di inizializzazionedi un di-
sco (FORMAT per i floppy, HDINIT per
il Winchester). Oltre a ciò. sono stati anche
creati nuovi comandi per scopi particolari;
ad esempio il comando MODE che confi-
gura gli attributi del monitor e delle porte
RS-232. o Tulility FDCONV che permette
la conversione a formato MS-DOS di di-
schetti registrati suU'FP-l 100 o su altri si-
stemi Casio (utile per permettere migrazio-
ni indolori verso l’FP-6000).
Fra le altre cose interessanti troviamo il
file FONT.SYS, che contiene e carica al-
l'atlodel boot il font di caratteri del video e
della .stampante (appositi file contengono
tavole addizionali, ad esempio FON-
TASC.SYS contiene la tavola dei caratteri
ASCII); i device driver OPTLIST.SYS
(per la stampante opzionale) e OP-
TAUX.SYS (per la RS-232), da caricarsi
tramite il CONFIG.SYS se necessario: e
LOADCG.COM, che trasferisce alla
stampante (purché Casio) un set di caratte-
ri alternativo.
Altre utility, queste opzionali, compren-
54
MCmicrocomputer n. 34 - ollobre 1984
iaUra è una RAM da 2Só'%bylt. ^ p pa pv g pa pa i/ I I PP ■
dono un convertitore di file in formato
IBM-PC (FEKTONVIl). un sorl/merge di
uso generale (SORT86), un emulatore
IBM 3780-3741 per comunicazioni BSC
(RJE86). cd un emulatore di terminale
IBM 3270 (CICS86). Insomma. il buon
vecchio (?) MS-DOS è stato abbastanza
rimaneggiato, tanto che la casa lo chiama
addirittura CASIO MS-DOS- Il lavoro mi-
gliore è però stalo fatto col Basic, come
vedremo nel prossimo paragrafo.
Terminiamo notando che il dischetto di
sistema fornito con la macchina compren-
de, oltre all'MS-DOS completo di tutti i
comandi esterni sia standard che Casio,
anche i prodotti! Microsoft MASM (ma-
cro assembler per 8086/7/8). LINK (lin-
ker), LIB (gestione di librerie di moduli
oggetto), CREF (generatore di cross-refc-
renceper moduli assemblati con MASM)e
DEBUG (debugger per moduli oggetto),
ossia lutto quanto serve per programmare
in Assembler e per gestirsi seriamente i
moduli oggetto generati da MASM o da
qualunque compilatore di linguaggi ad al-
lo livello: indubbiamente una cosa mollo
interessante.
Il Basic C-86
Il Basic fornito con l'FP-6(X)0 si chiama
C-86 e non è il “solito" Microsoft ma mol-
lo. mollo di più. Chi ha presente la prova
dell'FP-l 100 si ricorderà che anche quella
macchina possedeva un Basic non Micro-
soft. denominato C-82. dalle caratteristi-
che veramente fuori dal comune; bene, il
C-86 é ancora meglio! In pratica è il vec-
chio C-82 al quale sono stati aggiunti pa-
recchi comandi in più e dal quale sono stati
eliminati tutti quei difettucci che avevamo
annotalo in occasione della prova dell'FP-
1100. Il risultato è un interprete eccezio-
nalmente versatile e polente, oltreché pia-
cevole da usare. Descrìverlo in dettaglio è
assolutamente impossibile (il Reference
Manual consta di circa 370 pagine...), ma
cercheremo di dare un'idea delle sue carat-
teristiche e dell'incredibile dotazione di co-
mandi di cui dispone.
Certamente la caratteristica più curiosa
del C-86 Basic è quella di poter mantenere
in memoria più programmi contempora-
neamente: fino a dodici, per la precisione.
L'utilità di questa funzione, presente in
tutti i sistemi Casio, non è ben chiara, però
visto che c'è, ogni tanto la si adopera. Sono
possibili un gran numero di operazioni fra
i vari programmi, quali spostamenti da
un'area all'altra, passaggi dì controllo in-
crociati e così via; Tistruzione PROLIST
elenca la situazione delle aree lìbere ed oc-
cupale da programmi, con relative occupa-
zioni in byte. Ogni area di programma può
essere protetta con una password; in que-
sto caso il programma protetto non può
essere listato, modificato o rìnumerato.
non può essere spostato da un'area all'al-
tra. non può essere salvato su dischetto in
formalo ASCII e mantiene la protezione se
viene salvalo in formalo binario. Si può
anche assegnare una "master password" a
tutte le aree contemporaneamente, anche
assieme a password “locali": in questo ca-
so si inibiscono anche l'istruzione PRO-
LIST, il funzionamento in modo Trace, il
salvataggio su dischetto e il passaggio al
Monitor. T ulte le variabili definite nei vari
programmi sono mantenute in un'area co-
mune, ed in tal modo ogni programma può
accedere alle variabili degli altri. L'istru-
zione VARLIST fa stampare l'elenco delle
variabili presenti in quest'area (e quindi
usate almeno una volta da uno dei pro-
grammi) indicandone nome e tipo.
Le quantità numeriche vengono rappre-
sentate in formalo BCD, il che significa
maggior precisione nei calcoli; e se le nove
cifre significative delle variabili in sìngola
precisione vi sembrano poche sappiale che
sono disponibili anche variabili in doppia e
addirittura quadrupla precisione; ben 29
cifre significative, con esponente da -99 a
-t-99. Anche la dotazione di funzioni mate-
matiche é di tutto rispetto: d sono le fun-
zioni trigonometriche dirette ed inverse,
nonché quelle iperboliche anch'esse dirette
ed inverse; i logaritmi decimali e naturali;
l'esponenziale e la radice quadrala; le fun-
zioni di troncamento, arrotondamento, se-
gno. valore assoluto; c tutte sono applica-
bili a variabili di qualunque precisione,
fornendo il risultato in accordo con il tipo
dell'operando. Sono inoltre disponibili le
conversioni dì tipo, il generatore casuale e
addirittura la costante predefìnila PI (pi
greco), anch'essa in singola, doppia o qua-
drupla precisione. Si può scegliere se lavo-
rare con angoli espressi in radianti, in gradi
sessadecìmalì o in gradi centesimali e sono
disponibili le conversioni numeriche fra le
basì decimale, ottale ed esadecimale. Esiste
poi una partedeU'inlerpreteche. ricevendo
in ingresso coppie di numeri, provvede a
mantenere automaticamente aggiornate
alcune variabili predefinite con i valori del-
la somma, delta somma dei quadrali e della
somma dei prodotti incrociali dei valori
passali; perché? ma per poter calcolare,
sempre automaticamente, le statistiche di
base per dati bidimensionali: media, va-
rianza. deviazione standard nonché coeffi-
cienti della regressione lineare e cocfTicien-
te di correlazione. Insomma. ci sembra che
ci sìa pure più di quanto serve per un uso
normale.'..
Altro punto di forza del C-86 è la grafi-
ca: l'interprete mette a disposizione ben 2 1
comandi grafici, ognuno ricchissimo di op-
zioni e parametri. Citiamo a caso le possi-
bilità di definire le dimensioni dello scher-
mo. suddividerlo in più pagine o piani,
impostare sistemi dì riferimento qualun-
que ottenendo scalature automatiche in
coordinate vìdeo: tracciare punti, linee,
rettangoli pieni e vuoti, cerchi pieni e vuoti,
campire aree chiuse con colore pieno o con
pattern di pixel definibili a piacere. I colori
disponìbili contemporaneamente sono ot-
to scelti fra quindici (in realtà sono otto in
versione alla/bassa luminosità), e possono
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
55
aw f P-6lXHI
essere assegnali sia al (esco che alla grafica
le pagine di lesto possono essere presentate
separalamenle o assieme, e si possono defi-
nire finestre neU'una o neirallra. Si può
anche far scrollare il testo airinlerno della
finestra lasciando immutato quello fuori, e
si può scrivere in qualunque locazione del-
lo schermo, con qualsiasi colore, in positi-
vo o in negativo. Alcuni modi di gestione
della grafica sono possibili solo alla massi-
ma espansione della RAM video, ma an-
che con ì soli 32K di base le possibilità sono
ancora moltissime. Notiamo che oltre alle
immagini il C-86 può produrre anche suo-
ni; si può infatti comandare il generatore
ddl'FP-òOtK) con un semplice sotiolin-
guaggio musicale che permette di imposta-
re non solo le note ma anche lo stile di
esecuzione, il tempo, la tonalità... e un sac-
co di altre cose.
Altra caratteristica del C-86 è la gestione
degli interrupt; si può definire il comporta-
mento del programma (con istruzioni ON
...GOSUB) in caso di interrupt generati
dalla pressione di un tasto funzione, dal-
l'arrivo di dati sulla linea di comunicazione
e perfino da un allarme impostato sul timer
interno.
Fra le altre caratteristiche inusuali citia-
mo alla rinfusa la pre.sen/a di una funzione
che informa sull'occupazione del disco e di
istruzioni che consentono l'I O fisico su
disco a livello di settore: delle istruzioni di
gestione degli errori, della WHILE-
WEND e della sostituzione al centro di
una stringa: ed infine di funzioni come
VARPTR che ritorna l'indirizzo di memo-
na al quale comincia la variabile passata
come parametro. DEFCHRSclie permette
di definire nuovi caratteri e FILECOPY
che esegue automaticamente la copia di un
file. E non abbiamo citato la completa ge-
stione della RS-232. l'uso dei tasti definibi-
li. il funzionamento in modo terminale...
Comunque non possiamo non notare
che il C-86 è dolalo di un potente screcn
editor che semplifica enormemente impo-
stazione e correzione dei programmi. Per
modificare una linea basta portarvi sopra
il cursore con gli appositi tasti, apportare
le correzioni necessarie anche per mezzo
dei tasti di in.serìmento e cancellazione, e
premere Return.
Insomma, il C-86 è uno degli interpreti
più completi che abbiamo mai visto: non
per niente occupa circa un centinaio di
Kbyledi RAM!
L tilizza/ionc
incominciamo queste note di utilizza-
zione con una questione puramente esteti-
ca: secondo noi la soluzione dei moduli
vcrlicaii é gradevole, anche se forse può
creare dei problemi di installazione in
quanto il sistema risultante è fortemente
asimmetrico. Crediamo che con quattro
moduli (CPU. floppy. Winchester e I O
bo.K) la cosa migliore sia dedicare al siste-
ma un tavolo a parte; con due soli si riesce,
con un po' di buona volontà, a fare abba-
stanza posto sulla propria scrivania "gene-
rai purpose".... Consigliamo comunque di
affiancare i nunjuli su di uno stesso lato del
monitor, tipicamente il destro, perché di-
stribuendoli simmeiricanienle dalle due
parli si finisce immancahilmenlc per creare
una configurazione ‘‘ad altare" a nostro
parere decisamente bruttina. Il trasporto,
nonostante gli ingombri certamente non
trascurabili delle varie parli, é abbastanza
agevole, e l'installazione del sistema è assai
semplice. 1 connettori dei cavi di cui sono
dotati le unità sono di ottima qualità, ro-
busti e dotati di viti per assicurare contatti
sicuri: peccalo .solo che non siano stan-
dard. il che obbliga ad acquistare quelli
(costosi) della Casio; il problema non sor-
ge coi dischi o fexpansion box. dato che
ogni unità é dotata del suo cavo non stac-
cabile. ma con le uscite delie varie interfac-
ce. Centronics di sistema compresa. Alme-
no in questo caso ci sarebbe piaciuto un
connettore standard, forse meno affidabile
ma più comodo. All'accensione il sistema
esegue per prima cosa un completo self-
chcck della durata di circa trentacinque
secondi. Vengono testate la RAM di siste-
ma e quella aggiuntiva (a passi di 64K per
volta) la RAM video e la tastiera; per ogni
controllo superalo viene stampato un pic-
colo rombo sul video.
Se al termine lutto é andato bene si pas-
sa ad eseguire il boolslrap deil'MS-DOS.
altrimenti vengono emessi degli opportuni
messaggi di errore. Questa procedura vie-
ne e.seguila anche in seguilo ad un hard-
resct impartito con l'apposito tastino: si
può comunque effettuare un più semplice
soft-resei premendo i tasti CTRL -t- Del. e
reffctlo è solo quello di rilanciare il boot-
Durante l'uso abbiamo apprezzato mol-
to il supporto del monitor che grazie alle
ampie possibilità di orientazione fa perdo-
nare il notevole ingombro dei video. La
tastiera è di ottima qualità: precisa e silen-
ziosa permette una digitazione veloce assai
comoda. In particolare ci è piaciuto il gros-
so tasto di Return, raggiungibile con sicu-
rezza dal mignolo in ogni situazione. Il
tasto Graph non ci sembra cosi utile, men-
tre il tasto .All è decisamente simpatico:
serve a generare il carattere ASCII corri-
spondente al numero che si imposta men-
tre lo si tiene premuto. Un po' come la
funzione CH R$ del Basic, solo che funzio-
na sempre (anche in ambiente MS-DOS) e
non si limita a "rappresentare" il carattere
ASCII ma lo emette fisicamente come se si
fosse impostato sulla tastiera. Per evitare
errori, inoltre, funziona solo usando il la-
stierino numerico, e non con le cifre poste
sulla tastiera normale. Un'ulteriore fun-
zione viene invece svolta da questo tasto in
C-86 Basic, dove ad ogni lettera della ta-
stiera è associata un'istruzione dei linguag-
gio: premere la lettera assieme al tasto Alt
equivale appunto allo scrivere quell'istru-
zione. Ad esempio premendo Alt + E com-
pare la scritta ELSE, premendo Alt-l-G
56
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Casio FP-6<HHI
Due l'simpi Mie postiHliràg'a/itlieM Casio FP-6(miraiiiJaidemoJnrniiiasswnK
viene fuori GOTO c cosi via; indubbia-
mente una funzione molto utile per rispar-
miare battute, visto che oltretutto ogni as-
segnazione può essere modificata per adat-
tarla alle proprie esigenze.
E visto che siamo in tema, continuiamo
a parlare del C-86; vogliamo in particolare
notare come siano state superate tutte
quelle piccole mancanze delfinterprete C-
82 che annotammo nella prova deUTP-
1 100. Ad esempio le variabili (finalmente)
vengono cancellate dal NEW e dal RUN,
continuando però a mantenere i valori du-
rante l'editing del programma. Non vi è
più bisogno di installare" il dischetto con
l'istruzione MOUNT. in quanto la OPEN
provvede a farlo automaticamente prima
di allocare il file richiesto. L'interprete non
dà più errore eseguendo O'O ma risponde
correttamente il valore 1 . ed inoltre é possi-
bile rispondere con il solo Return ad una
INPUT, e non viene segnalalo errore ma
viene assunto Oo la stringa nulla a seconda
dei casi. Infine sp>ecincando un'istruzione
CIRCLEnon viene eseguila un'ellisse (co-
me accadeva in certi casi a seconda delle
scalaiurc del video) ma il sistema provvede
a compensare automaticamente la dispari-
tà di densità fra gli assi ottenendo sempre
un cerchio. Oltre a ciò non possiamo non
notare il miglioramento sostanziale di pra-
ticamente tutte le istruzioni, ognuna delle
quali prevede almeno un paio di opzioni.
Tanto per fare un esempio, la semplice
ERE esiste in ben 6 versioni, in base all'ar-
gomento; FRE(O) ritorna la dimensione
totale dell'arca variabili. FRE(I) quella
dell'area di testo. FRE(2) quella dello
stack di sistema. FRE(3) il valore totale dei
primi tre. FRE(4) quella della sola area di
variabili numeriche e FRE(" ") quella del-
la sola area di variabili stringa. La metico-
losità con cui è stato progettato questo
interprete ci lascia insomma ammirati. Ad
onta della sua complessità dobbiamo dire
che è anche abbastanza veloce: il ciclo vuo-
to da I a 10000 viene eseguito in cinque
secondi con indice intero ed in otto con
indice reale (variabili in doppia e quadru-
pla precisione non possono essere usate
come indice di un FÒR). mentre il nostro
mini-benchmark di riferimento gira in 27
secondi, allineandosi sulla media delle
macchine di questa classe. Per finire il di-
scorso sul Ba.sic dobbiamo citare l'enorme
utilità dello screen editor e lodare l'ampia
disponibilità di funzioni matematiche e
statistiche. La quadrupla precisione merita
invece un piccolo commento: non serve
quasi mai. perché oltretutto rallenta molto
i calcoli e aumenta l'occupazione di memo-
ria, ma.— sapere che c'è è molto rassicu-
rante; è come avere un salvagente da ado-
perare in caso di necessità. Una nota anco-
ra: il C-86 è purtroppo incompatibile con
l'8087. per cui bisogna scegliere funo o
l'altro all'atto dell'acquisto; sarebbe stato
bello avere entrambi, ma d'altronde non si
può avere tutto nella vita...
Per quanto riguarda la grafica, riman-
diamo alle immagini deil'anicolo: 600 x
400 punti sono veramente tanti, ed i colo-
ri disponibili sono molto belli, grazie al-
l'ottima qualità del monitor. Fra ì demo in
dotazione ve n'è qualcuno veramente ap-
passionante. per la ricchezza delle immagi-
ni. la complessità dei movimenti delle figu-
re e la rapidità della presentazione, che
avviene oltretutto con musica di sottofon-
do; per realizzare funzioni cosi sofisticale,
però, il programma in Basic fa un grande
uso di sottoprogrammi in linguaggio mac-
china.
Per il resto, problemi durante l'uso non
ce ne sono stati anche nel funzionamento
per diverse ore consecutive (ringraziamo le
ventole poste nelle varie unità, oltretuito
molto silenziose). Fra i programmi appli-
cativi abbiamo avuto modo di vedere solo i
classici Wordstar (release 3.30) e Super-
cale. ma l'importatore ci ha assicuralo del-
la prossima disponibilità di altri pacchetti
fra cui qualcuno originale. I manuali forni-
ti sono molti e assai completi: quelli del-
l'MS-DOS sono gli originali Microsoft in-
tegrati da un manualetto di note Casio,
mentre quelli di sistema e del Basic sono
interamente Casio. Ci sembrano fatti ab-
bastanza bene, anche se in alcune pani (es.
descrizione delfenvironment grafico) sono
forse un po' sfuggenti: sono comunque in
traduzione a cura dell'importatore italiano
(noi abbiamo avuto le versioni inglesi), per
cui ipotizziamo che con l'occasione venga-
no resi più chiari laddove serve.
Conclusioni
Bene, al termine della lunga chiacchiera-
la tiriamo giù qualche conclusione. Indub-
biamente questo Casio si situa mollo mol-
to più avanti del suo predecessore FP-
1 100: interprete C-86 a parte (anche il C-82
era molto potente), è la struttura stessa
della macchina ad essere più aggiornata;
8086 e MS-DOS oramai sono uno stan-
dard accettato e, sotto molti aspetti, insu-
perato. Oltre a ciò la macchina ci è sembra-
ta ben pensata e ben fatta, solida e affidabi-
le.
E veniamo ai prezzi. Un sistema con
2S6K di RAM di sistema (il minimo). 96K
di RAM video, monitor a colori e un dop-
pio minifioppy viene a costare poco meno
di sette milioni e mezzo. IVA esclusa: un
altro milione e mezzo è richiesto per am-
pliare al massimo la RAM di sistema. Pos-
sono forse sembrare un po' alti, ma consi-
derando le prestazioni offerte in cambio ci
sembra che il sistema li valga senz'altro.
Certo, non ha senso comprarsi l'FP-6000
per fare solo la contabilità: ma utenti del
settore tecnico-scientifico dovrebbero con-
siderare l'FP-óOOO fra i candidati di una
scelta. Non dimentichiamo che può gestire
RS-232 e IEEE -488. e funzionare come
terminale per collegamento con host o
banche dati. E. infine, che è compatibile
con il PC IBM, del quale è parecchio più
potente. Insomma. ci sembra proprio una
macchina degna di considerazione. MC
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
57
ZX MICRODRIVE
ZX MICRODRIVE PER SPECTRUM
Lo ZXMicroitrìve amplia la possibilità dello ZXSpectium io quei
settori, come quello della didattica e delle piccole ap-
plicazioni gestionali, dove i necessaria una veloce ri-
cerca del le iDrormaziofti memorizzate su un
supporto magnetico.
Ogni cartuccia per Microdrive può contenere da un n
nimo di 8Sk byte a lOOk byte. Il caricamento di un pt
gramma da 48k byte avviene in circa S secondi.
Altre caratteristiche sono i comandi di "LO AD, SAVE e VERI-
FY" per la memorizzazione, il caricamenlo, e la verilìca dei pro-
grammi. Il comando "FORMAT" per l'inizializzazione delle car-
tucce. Il comando "CAT" per ottenre sul video la Usta dei Ules
contenuti nella cartuccia, con l'indicazione delio spazio Ubero di-
sponibile. Comando di "AUTO-RUN" per il caricamento.
N.B
Per collegare gli ZX Microdrive allo ZX Speelrum è necessario
utilizzare l'interfaccia I.
L'interfaccia può gestire contemporaneamente linoa 8 ZX Micro-
drive per un totale di 640 k byte.
CARTUCCE M/D SUPPORTI MAGNETICI
PER ZX MICRODRIVE
Confezione da 2 e 4 pezzi.
CARTUCCE M/D
SINCLAIR ZX SPECTRUM
SINCLAIR ZX SPECTRUM
Lo ZX Spectrum, abbatte definitivamente la barriera fra Home e per-
sonal computer, e riunisce le due tipologie del computer e dei video-
game. Infatti ad una memoria e ad un sistema operativo da Personal
Computer affianca i colori, l'animazione, e il software ricreativo
ed educativo tipico dei videogame e degli Home computer più evoluti.
Il tutto, naturalmente, ad un prezzo significativamente inferiore a
quello di una semplice consolle per videogiochi.
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5x8. 35 caralterì/sccondo, 32 colonne, incorpora una inlerfaccia diretta per
Sinclair ZX81 e SPECTRUM, densità caratteri 12 CPL grefica. alimentazione
carta a frizione, completa di alimentatore esterno.
Stampa un originale ed una copia.
Set di 96 caratteri ASCII.
Dimensionr
INVr.ùFACE 4
ZX
INTERFACE I
in 'i /•-•fr-.’ i! "moìf/o '
"n'fnìr r unHmprssa impèptoìWa: per
osili og' 2 '‘^fo illustrato verrebbe voglia di
scrivete colonne colonne (l'ì /t;- '
cath'i e applicativi, tante sono le possibi-
lità offert-t dal sistema.
Bisogna rinunciare, invece, e attenersi al-
le caratteristiche fondamentali, alle spe-
c^ichK itrciiiche,
È giusto che sia cosi, anche se “16k, li . .>■
lori, 44 tasti” non dice affatto quanto sia
entusiasmante e coinvo^ente avere in ca-
sa un Sinclair/
MONITOR A COLORI 10”
“TUTTO ITALIANO”
Un display ad alla risoluzione professionale dal de-
sign molto curato nelle linee e finiture, particolar-
mente indicato per l'utilizzo con gli home e personal
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Incorpora una interfaccia RS 232 e unsistema di collegamento in rete locale; si connette alla porte po-
steriore dello ZX Speelrum permettendo comunque il collegamento di altre espansioni periferiche
dello ZX Spectrum. La interfaccia seriale RS 232, standard industriale universalmente adottalo, per-
mette il collegamento fra lo ZX Speelrum cuna amplagammadi periferiche edi altri computer dolali
della medesima interfaccia. Grazie altaRS 232 è anche possibile trasmettere dati sulla linea telefoni-
ca utilizzando un modem. Tutte le immagini contenute in uno schermo video possono essere trasferi-
te in circa 3 secondi e il protocollo di collegarunto permette a ogni stazione della rete di specincare
quali sono le suzioni Irasmiuenti e riceventi. È inoltre possibile ditTondere un messaggioa ogni ZX
Speelrum collegato alla rete realizzando un interessante sistema di broadcasting. Ogni Sinclair ZX
Speelrum può agire come unità di servizio per altri ZX Spectrum della rete pilotando una stampante
ZXoqualsiasi altra periferica collegala tramile la interfacciaRS232. Ogni ZXSpectrum può inviare e
ricevere files dagli altri computer della rete sfruttando al massimole possibilità olTerte dallo ZX Mi-
crodrive. La rete può essere costituita da 2 a 64 Spectrum.
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Stampanti per Spectrum
ZX Printer
Alphocom 32
Seikosho GP*50S
di Maurizio Bergami
Nnnosianie lo Spectrum mn disponga, in
versione base, di un 'interfaccia Centronics o
RS 232. non ci sono grossi problemi per
utUi::are una stampante in unione a! piccalo
computer Sinclair, vista che il mercato ab-
bonda di interfacce esterne che permettono
di ovviare a questa lacuna. U problema, sem-
mai. é di natura economica, dal momento
clic qualsiasi stampante da HO colonne costa
assai più dello stesso computer e che. quindi,
ben pochi hobbisti possono permettersene
La comodità di avere su carta listati e
risultati di elaboracioni appare tuttavia pra-
ticamente irrinunciabile e. data la popolari-
tà dello Spectrum. era qua.si impossibile che
nessuno escogitasse qualche soluzione paco
costo.sa al problema della stampante. Im-
possibile. appunto, tant’è vero che attual-
mente sono disponibili ben tre stampantine.
una delle quali costruita dalla stessa Sin-
clair, collegabili direttamente al connettore
posteriore dello Spectrum ed accomunate
dal basso costo, di molto inferiore a! mezzo
milione.
Uno sguardo generaie
Come abbiamo detto le stampantine (il
diminutivo é dovuto più che alle caratteri-
stiche tecniche, alle piccole dimensioni) so-
no tre.
Quella Sinclair, chiamata ZX Printer,
non solo é la più vecchia, ma anche la più
piccola e la più economica. Proprio di re-
cente la ditta dì Cambridge ha deciso di
cessarne la produzione, nonostante ciò ab-
biamo scelto di inserirla in questa prova
perché, dato l'elevato numero di unità in
circolazione, è rintracciabile con facilità
sul mercato dell 'usato per cifre intorno alle
centomila lire. Oltretutto non ci sono pro-
blemi di reperibilità sia per tutte le parti di
ricambio che per la speciale carta metalliz-
zata che impiega, Il rischio di doverla but-
tare presto per un guasto o. peggio, per
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
mancanza di carta, è quindi inesistente.
La seconda stampante per Spectrum a
fare la sua comparsa è stata l'Alphacom
32, nata negli States per soddisfare le esi-
genze di un mercato che, pur apprezzando
i computer Sinclair, proprio non ne voleva
sapere della precaria e rumorosa ZX Prin-
ter. Dopo aver ottenuto un buon successo
oltreoceano ha fatto il percorso inverso a
quello dello Spectrum approdando in Eu-
ropa, dove è diventata ancora più popolare
della ZX Printer,
L’ultima stampante del gruppo é quella
che porta il nome più illustre: Seikosha.
Delle tre è la più costosa ma anche la più
simile ad una stampante grande, dal mo-
mento che é ad impatto e lavora con carta
comune.
Come é facile capire dal prezzo, nessuna
di queste tre stampanti può entrare in com-
petizione con un modello classico, non so-
lo per le prestazioni ma anche per il forma-
to ridotto della carta; in compenso, prima
di iniziare ad esaminarle in dettaglio, vor-
remmo citare subito la loro caratteristica
più importante, tale da farle preferire in
alcuni casi a molte stampanti ben più gros-
se e costose. Ci stiamo riferendo al fatto
che queste mini-stampanti permettono dì
riprodurre direttamente tutto il set di ca-
ratteri dello Spectrum. compresi quelli ri-
definibili. e di ottenere l'hard copy del vi-
deo attraverso il comando Basic COPY.
T utte cose che sarebbero si ottenibili anche
con una normale stampante grafica, ma
soltanto attraverso apposite e. tutto som-
mato. abbastanza complicate routine in
linguaggio macchina.
ZX Printer
La caratteristica che colpisce di più della
ZX Printer è senza alcun dubbio l'ingom-
bro contenutissimo: è tanto piccola da far
dubitare che possa mai funzionare sul se-
Esteticamente non sapremmo come de-
finirla: indubbiamente ha una linea perso-
nalissima. magari non bella ma sicuramen-
te .simpatica. Esternamente presenta un
unico comando, un pulsantino che aziona
il motore, permettendo l'avanzamento del-
la carta.
Il collegamento al computer avviene tra-
mite un connettore da 21 -1-21 poti, che va
inserito sul bus posteriore dello Spectrum.
In realtà il numero di contatti dì quest'ulti-
mo è leggermente superiore (28 + 28). ma
va ricordato che la ZX Printer può funzio-
nare anche con il predecessore dello Spec-
trum. lo ZX 8 1 . il cui connettore posteriore
era appunto dotato dì un numero inferiore
dì contatti.
Anche se un'apposita tacca impedisce
posizionamenti errati, la cosa rimane ab-
bastanza fastidiosa perché obbliga a ri-
muovere la stampante nel caso si vogliano
adoperare altre interfacce esterne dotate
del connettore classico a 28 + 28 poli.
Il cavo di collegamento è molto corto,
inferiore ai dieci centimetri. Una lunghez-
za superiore purtroppo compromettereb-
be il funzionamento della stampante, dato
che le linee che portano i segnali sono
sprovviste di buffer e quindi soggette a
captare disturbi di tutti i tipi.
Sul retro della stampante trova posto il
rullo di carta, che va inserito su un oppor-
tuno supporto plastico. Rimuovendo que-
sto supporto è possibile osservare II cap-
stan che trascina il (mini)modulo contì-
nuo. Anche con un'occhiata superficiale è
facile rilevare che la carta è di un tipo tutto
particolare: sì tratta infatti di carta metal-
lizzata. dall'inconsueto colore argenteo.
Ad una carta cosi strana corrisponde
poi una tecnologìa dì stampa altrettanto
singolare. I caratteri vengono formati da
una scric dì puntini neri, come accade con
le stampanti ad aghi, solo che. in questo
caso, l'ago è uno solo ed il .segno sulla carta
viene ottenuto grazie allo scoccare di una
scintilla che fa evaporare lo strato metalli-
co superficiale, facendo apparire quello
sottostante, di colore nero.
Per evitare di far tornare indietro l'ago
una volta arrivato alla fine della carta, la
Sinclairè ricorsa allo stratagemma di mon-
tare due aghi equidistanti su di una cin-
ghietta mossa sempre nello stesso verso, in
Foio : - Ih
MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984
61
modo che. finita una linea, lo siilo successi-
vo sia subito pronto ad iniziare la seguente.
Il metodo è molto ingegnoso, ma pre-
senta due grossi difelCì. Il primo è costitui-
to dalla notevole quantità di polvere nera
prodotta dalla bruciatura della carta, che
in breve tempo imbratta tutta la stampante
e provoca un di.screto scadimento nella
qualità di stampa.
Il secondo problema deriva dalla grande
sensibilità di tutto il sistema ad eventuali
imperfezioni del meccanismo di trascina-
mento. Dal momento che questo meccani-
smo é tutt'altro che perfetto, dato che la
ZX Printer è stata progettata in base a
criteri di rigidissima economia, già dopo
qualche ora di funzionamento è facile che
la stampa inizi a diventare un po' tremo-
Un rimedio tuttavia esiste, ed è quello di
procedere con frequenza alla pulizia di tut-
te le parti accessibili della stampante, con
una speciale cura per il capstan sopra men-
zionato.
Già che ci siamo vogliamo anche pro-
porvi una piccola ma utile modifica al si-
stema di supporto del rotolo di carta. Nor-
malmente questo è sostenuto solamente da
due tappetti di plastica; unendoli con un
tubetto ricavato da una vecchia penna a
sfera, come si vede in foto 3, il lutto assume
una stabilità decisamente superiore.
Una cosa che invece ci sentiamo di scon-
sigliarvi vivamente è quella di aprire la ZX
Printer per procedere ad una pulizia del-
riniemo oppure semplicemente per curio-
sare. Vi conviene contentarvi delle foto 4 e
5 dove potete vedere sia reletlronica. basa-
ta sulla solita ULA Ferranti, che l'inge-
gnoso sistema di stampa.
L'avvertimento è basato soprattutto
sull'esperienza, poiché il modello in nostro
possesso, dopo essere stato smontato per il
servizio fotografico di questa prova, si è
Slumpanri per Speclrum
messo da solo in pensione rifiutandosi di
funzionare oltre.
Probabilmente è stata la classica goccia
che fa traboccare il vaso, dal momento che
in più di un'anno di onoralo servizio la
nostra povera ZX Printer era stata sotto-
posta ad ogni sorta di sevizie, ma. in ogni
caso, rimontarne una è un lavoro abba-
stanza delicato.
La tragica conseguenza è che siamo in
grado di mostrarvi degli esempi di stampa
solamente per l'Alphacom e la Seikosha;
col capo cosparso di cenere (cenere di carta
metallizzata, naturalmente!) siamo co-
stretti a rimandarvi ai listati dei primi nu-
meri della rubrica del software Spectrum.
che venivano eseguiti appunto con la ZX
Printer.
In ogni caso se la stampante è pulita a
dovere, la qualità di stampa è più che sulTì-
cìenle. La carta argentala peggiora un po'
la leggibilità rispetto alla normale carta
bianca; in compenso in fotocopia risulta
più chiara dell'originale.
La rumorosità é inversamente propor-
zionale alle dimensioni, cioè elevatissima.
Come faccia, piccola cosi, a fare tutto quel
baccano, è un vero mistero!
Alphacom 32
Da una stampante fracassona ad una
decisamente più discreta. L'Alphacom 32 è
infatti una stampante termica e. come tale,
piuttosto silenziosa. Rispetto a quella me-
tallizzata della ZX Printer, la carta termica
presenta numerosi vantaggi: innanzitutto è
bianca, quindi la stampa è più leggibile, e
poi é molto più economica, costando quasi
la metà dell'altra. Anche se la Alphacom
raccomanda, com'é ovvio, di impiegare
soltanto carta termica di propria produ-
zione, in pratica va benissimo qualsiasi ro-
tolo adatto per stampanti termiche da qua-
ranta colonne, reperìbile in quasi tutti i
computer shop.
L'aspetto dell'Alphacom 32 è molto pia-
cevole. e l'accostamento con lo Spectrum
perfettamente riuscito. Pur trattandosi di
un prodotto economico, non sembra co-
struito pensando esclusivamente al rispar-
mio, e dà un'impressione di robustezza e
funzionalità.
Il coperchio di plastica trasparente ha
solo il compito di tenere in posizione il
rullo di carta, che non è fissato a nessuna
parte della stampante. I due pulsanti sulla
destra permettono di far avanzare la carta
e di selezionare le condizioni di ON e OFF
LINE. Se si mette la stampante on line
tenendo contemporaneamente premuto il
pulsante di avanzamento si attiva un auto-
test. che consiste nella stampa alternala di
righe di 8 e di I.
L'alimentazione non è più prelevata dal
computer, bensì affidata ad un trasforma-
tore esterno, piuttosto pesante. Questo è
(come sbagliarsi?) sprovvisto di interrutto-
re di accensione; ciononostante bisogna
evitare di lasciarlo permanentemente colle-
gato alla rete.
62
MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984
II cavo di collegamento è di poco più
lungo di quello della ZX Printer, obbligan-
do in pratica l'utente a disporre la stam-
pante immediatamente alla destra del
computer. Viste le dimensioni dell'Alpha-
com. più ingombranti, anche se sempre
contenute, rispetto alla stampantina Sin-
clair, un cavo di maggiore lunghezza
avrebbe fatto decisamente comodo. Il tra-
sformatore. almeno, non dà problemi di
collocazione, perché sia il cavo di rete che
quello diretto alla stampante sono più che
adeguati.
Il connettore di collegamento al compu-
ter è di ottima qualità, con una serie di
molle che garantiscono un contatto sicuro;
purtroppo anche lui é a 22-1-22 poli invece
che a 28 + 28,
AH'intemo la Alphacom rivela una puli-
zia notevole; l'elettronica, peraltro molto
ridotta, è sistemata su un circuito stampa-
to grande quanto tutta la stampante. I
componenti sembrano tutti dimensionati
con generosità, il che fa ben sperare per
quello che riguarda raffidabilità dell'ap-
parecchìo. La meccanica costituisce un'u-
nità a sé stante, che si rimuove con estrema
facilità dopo aver sfilato i due conduttori
flessibili chiaramente visibili nelle fotogra-
fìe.
In sostanza si tratta di una costruzione
mollo curata, inusuale per un prodotto
così economico.
Dal punto di vista operativo non c'è in
pratica nulla da osservare; una volta colle-
gata ralimentazione e premuto il tasto di
on line l'Alphacom è pronta a stampare
senza la necessità di alcun intervento di
manutenzione, a parte ovviamente la sosti-
tuzione della carta all'esaurimento del ro-
tolo.
Della qualità di stampa potete farvi un'i-
dea osservando il listato 1. che contiene
anche un cerchio ottenuto tramite l'hard
copy del video.
Un momento: più che un cerchio sembra
un ellisse! Infatti questa strana distorsione
deH'immagine, che viene "stirata" in senso
verticale, è una caratteristica tipica dell' Al-
phacom e non un'imperfezione dell'esem-
plare utilizzato per la prova. Lo stesso di-
fetto Io presenta, stranamente, anche la
Seikosha. mentre la ZX Printer ne è immu-
ne. Francamente non ci sembra una cosa
troppo grave, per delle stampanti destinale
ad un uso hobbistico.
Ben più fastidiose è il fatto che la carta
termica invecchiando sbiadisca (ci voglio-
no dei mesi, beninteso) ma di questo l'Al-
phacom non ha decisamente colpa.
Seikosha GP SOS
Delle tre stampanti in prova la Seikosha
GP SOS é quella che più assomiglia ad un
modello "vero", vuoi perchè la tecnologia
di stampa è quella classica a matrice di
punti, vuoi perché scrive su carta normale,
vuoi, anche, prché le dimensioni, nono-
stante siano ancora lontane da quelje di
una stampante ad 80 colonne, fanno pen-
sare un po' di meno ad un giocattolo.
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Esteticamente è molto riuscita se la si
considera da sola; leggermente meno
quando la si affianca allo Spectrum, sia per
il colore, che. secondo noi, stacca troppo,
che per l'aspetto un po' massiccio che con-
trasta con il ridottissimo ingombro del
computer.
Come abbiamo appena detto si tratta di
una stampante ad impatto, che scrive su
carta comune (indifferentemente modulo
continuo, ovviamente non perforato, o fo-
glio singolo) e che. quindi, dispone del suo
bravo nastro inchiostrato.
Questo è chiaramente visibile sollevan-
do lo sportellino dì plexiglass che protegge
l'interno dalla polvere. Rimuovendo il na-
stro si può poi passare ad esaminare la
testina e parte della meccanica. Effettiva-
mente sì tratta di una vera e propria stam-
pante tradizionale, anche se rimpicciolita
nelle dimensioni, costruita con abbondan-
za di robuste parti meccaniche.
Continuando l'esame esterno si nota la
manopola di avanzamento della carta,
operazione che nella Seikosha è manuale e.
sul retro, l'interruttore di accensione e la
presa per l'alimentazione, proveniente an-
che in questo caso da un alimentatore
esterno. Subito a fianco esce il cavo, al
solito cortissimo che termina nel connetto-
1» per Spii irum
re di collegamento al computer, questa
volta del tipo 28 + 28 poli.
Airintemo del contenitore spicca la se-
zione elettronica, nella quale risaltano al
centro la Eprom che contiene il generatore
di caratteri, e .sul lato, un curioso circuito
ibrido.
In generale l'impressione che si ottiene
esaminando la GP SOS è quella di avere
davanti una stampante progettata e co-
struita con gli stessi criteri adottati p>er i
modelli più grandi, e che costa di meno
semplicemente perché è più piccola e non
perché sia nata all'insegna del risparmio.
La qualità di stampa è molto buona,
certamente la migliore dei tre modelli in
prova; ne potete avere un esempio grazie al
listato 2. nel quale si riscontra lo stesso
difetto già menzionato per l'Alphacom. La
rumorosità é però molto elevala, superiore
anche a quella della ZX Printer, ma c'era
da aspettarselo per una stampante ad im-
patto.
Conclusioni
È molto semplice; sono tutte e tre stam-
panti caratterizzate da un ottimo rapporto
prezzo/prestazioni, e rappresentano un'ot-
tima risposta alle richieste di tutti quei
compuleromani squattrinati che non pos-
sono permettersi una stampante ad 80 co-
lonne.
Eh no. — dice - così é troppo facile,
non hai detto niente... insomma, io quale
mi compro?
Ahi. ahi. il discorso sì complica un po',
comunque cercheremo di dare qualche
consiglio. Innanzitutto bisogna osservare
che. pur essendo tutte stampanti economi-
che, il divario di prezzo tra la ZX Printer e
le altre due è abbastanza sensibile.
La slampanlina Sinclair é dunque una
scelta obbligala per chi dì soldi proprio
non ne ha. ma é anche fortemente racco-
mandabile a chi la stampamela usa poco e.
quindi, vuole investire il meno possibile
per acquistarne una.
Chi invece ha necessità di usarla spesso
farebbe probabilmente bene ad orientarsi
verso l'Alphacom. che presenta il grande
vantaggio di essere silenziosa e abbastanza
rapida (70 caratteri al secondo contro i 30
di Seikosha e ZX Printer).
La GP SOS di poco più costosa di que-
st'ultima. va benissimo invece per chi non
si limita ad utilizzare la stampante per li-
stali o risultati di elaborazioni; la stampa
su carta comune le conferisce una versatili-
tà notevole (pensate, ad esempio, alla pos-
sibilità di stampare etichette autoadesive
utilizzando l'apposito modulo contìnuo),
che però si paga in termini di rumorosità e
lentezza. MC
64
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
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municuhilitù con i lormaii vlamluril. In que-
st'nttka, dopo aver smosso le acque negli
ultimi numeri i XIC J2. routine in LM per
uscita parallela compatibile con In standard
Centronics: MC 33. caro Centronics per
fìasy Script - ma anche per .sfruttare la
routine citata), torniamo .sull'argomento
descrivendovi un'inierfacceiia americana,
vista e cut turata allo scorso CES di Chicago
(reportage su MC 32. pag. 33). La ea.sa
produttrice è la Cardco. che produce diverse
.schede (in inglese card, appunto) per l'ICe
64.
Direte voi: ecco il. solilo programmino con
cavo che ci viene millantalo come il non plus
ultra della tecnica. Einveceno. signori, per-
chè la Cardcosi inserisce sid bus Commodo-
re. quello con lo .spinotto DIN pentapolare,
ed esce compatibile Centronics!
Per pnire precisiamo che la Cardco co-
struisce due interfacce di questo tipo: la no-
.sira, che è il modello B.più iinagrajìca I con
lutti e 512 i caratteri Commodore), il mo-
dello A. Dato che i nostri problemi risiedono
proprio nell'illeggibiliiù dei famosi caratteri
.speciali, è evidente che ci siamo iniere.ssati a!
modello B.
Cardco
Interfaccia Centronics per VIC e 64
di Leo Sorge
Cosa fa
Innanzitutto precisiamo i termini in gio-
co. Dal bus Commodore escono tre segna-
li: l'atlention (ATN), il clock (CLK) c la
linea seriale dei dati (DATA). La trasmis-
sione dei bit, che potrebbe anche prescin-
dere dall’ATN. viene regolala nel tempo
da diversi segnali di clock; un primo avver-
te che stanno per arrivare i dati: un sccon-
_ _
-
- TUTTI
I CODICI DI CONTROLLO —
CAR. CODICE
FREMERE FUNZIONE
ECCO I
COLORI CBM
L
(HM>
19
HOME
HOME
tB
(SO
147
SH+ HOME
CLR
II
(CR>
29
CUR. 1
CUR , DES
CAR. CODICE
PREMERE
^UNZIONE
U
<CL>
157
SH+CUR. 1
CUR. SIN
c
(CD>
17
CUR. 2
CUR, GIU'
■
(BK)
SH+1
NERO
»
(CU>
145
SH+CUR. 2
CUR. SU
a
(UH)
5
5H+2
BIANCO
'■t
(RD>
2B
SH+3
RnSSO 1
(CY)
159
SH+4
CYAN'
- ALTRE
COSE UTILI —
M
(PU>
15&
SH+5
PORPORA
ii
<QN}
30
SH+6
VERDE
CAR. CODICE
PREMERE FUN
ZIOME
3
(BL>
31
SH+7
BLU
ni
(YL>
158
SH+B
giallo
R
(FI)
133
FI
FI
in
(OR)
129
CBM+i
ARANCIO
(F2>
137
SH+Fl
F2
R
<BR}
149
CBM+2
MARRONE
■
(F3)
134
F3
F3
&
(LR>
150
CBM+3
ROSSO 2
II
<F4>
13B
SH+F3
F4
(GU
151
C8M+4
GRIGIO 1
R
(F5>
135
F5
F5
ri
(Q2>
152
CBM+5
GRIGIO 2
II
(F6)
139
SH+F5
FS
II
<LQ>
153
CBM+6
VERDE 2
g
(F7)
136
F7
F7
(L8>
154
CBM+7
BLU 2
(FB>
140
SH+F7
FB
(Q3)
155
CBM+e
GRIGIO 3'
■
(RV>
16
CTL+ 9
RV SI
■
(R0>
146
CTL+ 0
RV NO
Figura I - Esco la rappresenlazhne dei rodici di cimirollo seconda la Cardco. La cosa è mollo utile, ma preseala alcuni inconvenienli: ad esempio le linee di slampa .si allangami
sntLSuralamenle. se ad ogm earaiiere grapco ne sosliiuiamo ben 41 Come riferimento usate la tabella analoga pubblicata su MC 33. nelVatticolo "Corttc digitare j programmi
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
do ne scandisce la successione. La necessa-
ria alimentazione è ovviamente fornita
dall'Interno, per cui sul connettore non so-
no presenti i soliti 5V nominali.
Un circuito che renda paralleli i dati si
chiama registro a scorrimento, e prende il
nome dal fatto che l'ultimo bit entrato spo-
sta il precedente, facendolo cosi scorrere:
l’arrivo deirultima informazione automa-
Produnore:
Cardco Ine.
m Malhewson. Wiehila. Ks. 67214 VSÀ
ticamente porta alla trasmissione contem-
poranea di tutti i dati, su un opportuno
numero di conduttori tra loro paralleli. Per
far funzionare il nostro circuito avremo
dunque bisogno di un temporizzatore
(CLK). di una linea di ingresso (DATA) e
ovviamente deil'alimentazione, che viene
prelevata dal connettore per il registratore
a cassette senza occuparne le linee.
I caratteri speciali
Con riferimento alta figura 1, ecco il
1000
1001
1002
1003
1004
1003
1090
1100
1200
1210
1220
1230
1240
1230
1260
1270
1280
1290
1300
1310
1320
1330
1340
1330
1360
1370
1400
1403
1410
1420
1430
1440
1430
1300
1310
1320
1330
1330
1380
1390
1593
1600
1603
1606
1607
1610
1630
1640
1630
REM tmnnfuutur**********
REM *** 330A.TOOL PER C64 ***
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REM **» DI CONTROLLO ***
REM r»%ntt*t**«u***tt*t*t*t
PRINTCHR0M47)
OPEN 3,4
PRINT'fCDICOSA VUOI
PRINT"(CDHCD) <C>»CARRIAQE RETURN
PRINT" <L>«LINE FEED
PRINT“ <F>«F0RM FEED
PRINT' <G>«INIZI0 CAR. GRANDI
PRINT' <U>*FINE CAR. GRANDI
PRINT- <N>»CAR. PICA STANDARD
PRINT- <E>»CAR. ELITE STANDARD
PRINT- <C>»CAR. CONDENSATI
PRINT- <H>»CAR. PICA CORRISP,
PRINT- <Q>«CAR. ELITE CORRISP.
PRINT- <8>»CAR, CORSIVI
PRINT- <P>«CAR. PROPORZIONALI
PRINT- <U>-SOPRASCRITTE
PRINT- <D>«SDTTOSCRITTE
PRINT- <X>»INIZI0 SOTTOLINEATO
PRINT- <Y>-FINE SOTTOLINEATO
PRINT- (CD>-PER STAMPARE PREMERE S-
GET AftIFAf«"“THEN1400
IF A$«-S-THEN GOTO 1380
IFAf»“C-THENA»13iQOTD1320
1 FA$b-L-THENA«10!GOTO1520
IFA*b“F“THENA« 12:QOTO1320
IFA**-G-THENA"14lQOTO1920
IFAf--U-THENA«20!GOTD1520
REM
A-ASC (A*> ! PRINT#3, CHRi (27) CHRf ( A) i QOTO1330
REM
PRINT#3,CHR$(A)
GOTO 1200
PRINT CMRf(I47)
PRINT- (CDHCDHCOXCDHCDHCDHCDXCDHCD) (CD) -
PRINT-(CDHCD){CD}(COHCDHCO>(CDHCDHCD)<CO>'
PRINT-<UN TASTO PER RIPARTIRE>
PRINT CHRf( 19)
PRINT- (CDXCDXCD)(CDXCDXCDXCDXCDXCDXCD> -
PRINT-(CDXCDXCOXCDXCDXCDXCDXCDXCDXCD>'
PR1NT-<SHIFT PER IL MENU >
IFPEEK(633)«1THEN1200
IFPEEK(197)»64THEN1630
INPUT- (HM)CHE LINEA- jL*
PRINT#3,Lt
PRINTCHR*(147) IGOTO1600
modo in cui vengono rappresentali i codici
di controllo: il listato usato è lo stesso ap-
parso nello scorso MC33in “Come digita-
re i programmi Commodore", ma stavol-
ta. in luogo degli astrusi simboli grafici su
sfondo nero, produce delle scritte tra pa-
rentesi graffe. Vediamoli categoria per ca-
tegoria. Dei I6co!ori. IO vengono indicati
con delle lettere significative (BK «black.
nero: CY =cyan. ciano: YL = yellow. gial-
lo. e cosi via), mentre gli altri 6 sono o toni
più pallidi di colorì già esistenti (valga per
tutti LR = light red, rosso pallido) oppure
le tre tonalità dì grigio, indicale con Gl.
G2 e G3. Per il controllo dello schermo si
ha che
HM = home. in alto a .sinistra:
se = screen clear. pulizia schermo:
e .seguono i controlli del cursore.
Delle altre cose segnaliamo che RV sta
per reverse, e RO per reverse off.
Conclusioni
L’interfaccia in nostro possesso è di im-
mediato uso, dato che non necessita di nul-
la. né hard né soff. È ovviamente compati-
bile con l'Easy Script e con qualsiasi pro-
gramma che prevede un’uscita su carta
non grafica. Al prezzo americano (qualche
decina di dollari) si tratta di un indubbio
affare per tutti coloro che vogliano utiliz-
zare periferiche standard. MC
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
THIN]
CASO F
Il super capace bu
In fatto di business computers, la capacità di
memoria non basterebbe mai.
È essenziale quindi poter disporre già di una
notevole capacità dì base assieme ad una
grande cspandibilità, per poter essere
sempre al passo con le esigenze crescenti
deH'azicnda. Casio vi invita u 'pensare in
grande' e vi propone il modello top della
gamma Personal Computers, il nuovo
FP-6000 S. dotato di un'unità centrale con
microprocessore a 16 btl/8 MHz,
compatibile 8086.
La capacità di memoria centrale è di
256 Kbytes standard, espandibile fino u 768.
E, anche in questo caso, rFP-6000 S è senza
concorrenti.
La combinazione processore a 16 bit e R.\M
da 2S6 a 768 Kb consente l'elaborazione
veloce di una massa davvero imponente dì
dati o testi. Ma non è tutto. Anche la gralka
dell'FP-6000 S è eccezionale: su monilor da
640v400 pixel à possibile lavorare con 16
colori in- 120 combinazioni con funzione
mulli-screen (fino a 12) e una RAM video di
32 Kb standard espandibili a 96 Kb.
Veloci e sofisticale analisi e presentazioni di
idee complesse vengono cosi rese possibili
in rappresentazione gralìca anche in
sovrapposizione con la normale elaborazione
test). Le applicazioni scicntilichc, cosi come
quelle siaiisiiche o di supporto alle decisioni
manageriali vengono esaltate
datrimmediaiezza della pagina grafica.
Con rinserimenio del co-processore
aritmetico 8087 è in grado di fornire ad
altissima velocità elevate prestazioni nel
campo matematico, tecnico e scientifico.
Negli stessi settori è poi di utilità unica
l'eccezionale accuratezza di calcolo
aritmetico decimale (fino a 24 cifre in
display) con precisione estesa a risultali di
ben 29 cifre (± 9.9999....X 10 ^ 99).
Le prestazioni senza confronti
dell'FP-6000 S sono poi ottimizzate
daU'enorme flessibilità del sistema che offre
applicazioni virtualmente illimitate:
il potente C86-Ba$ic in dotazione
(compatibile con il C82-Basic degli FP
!0(X)/Il00. gli altri modelli della gamma
Casio) è solo uno dei linguaggi d'alto livello
(Basic, Fortran, Cobol. Pascal. Lattice •‘C,
ecc.) disponibili con il sistema operativo
standard MS-DOS.
Il sistema operativo viene rornilo completo
di Utilities quali FB CONV. (convertitore
CP/M - MS/DOS e viceversa) copia logica,
copia nsica. ed altre routìnes per la comodità
della gestione del sistema.
Completano questa gamma l'FP SORT 86
(Sorl/Merge), l'FP RJE 86A (emulatore
IBM 3780 c 3741 per applicazioni di Remote
Job Entry) l'FP CICS 86A (emulatore
Specifiche tecniche
CPU 8086 compalibilc (SM Hz).
IPL ROM 8 Kb
Memoria RAM 2S6 Kb. espandibile fino a
768 Kb (in C86-BASIC si hanno .
disposizione da I IO -635 Kbi
(Video: RAM 33 Kb. espandibile
lino a % Kb)
Tastiera Professionale a 94 tasti
Monitor. l2"monocfomalieo)640x4(Xlpixcls|/
12" eoion (640 s4(X) pixels)
Inlerfii'cia Parallelo Ceturomes I. grafieu
slunpinle 2. caraticre
LniU A disco nsso. Il) MB e 2(1 MB
Hird-DKI. per unita (mas-.imn 2 unita)
liniU 320 Kbxl (S"'A) 320 Kbx3 (5"'0
Flopp.v Disk 1.2 MBx2 (8~) 1.2 MHs2
RS-232C .Asincrono 150-9.600bns/
interfaccia Sincrono 1200 - 19200 bps
seriale
Dimensioni CPU l20(Llx375 lP)x303(Ai
e pesi mm/8 5Kg
Tastiera 452(Llx2(KllP)s38lAi
mm/2.0 Kg
Mominr 3IU(L|x.W9(P)x30X(A)
mm/7.UKg
IBM 3270 per OfTìce Automation. con
utilizzo del sistema FP-6000 S come
terminale intelligente on-line).
Per guanto riguarda il software applicativo
sono disponibili, oltre a lutui la produzione
esclusiva sviluppata sui modelli FP-1000/
1100, nuovi pacchetti gestionali, didattici e
grafici che fanno deH'FP-6000 S un versatile
sirumenlu d'avanguardia di sicuro interesse
per i più svariali settori.
Packages scientifici sono già sviluppati dalle
più importanti università italiane, olire ad
applicazioni specialistiche nel campo medico
chirurgico-
Infine la compatibilità e la possibilità di
KBIG.
P-6000S
sìness computer.
ai6-ut
operare con sistemi operativi tra i più diffusi
permette di poter usufruire di un'altra vasta
gamma di softwares già operanti su altri
sistemi.
Una gamma elevata di periferiche (davvero
unica nella sua classe) consente poi di
rendere il più possibile aderente alle
esigenze dell'utente la configurazione del
computer:
- 2 configurazioni di monitor, a fosfori verdi
- 4 unità floppy-disk; da un drive singolo
(320 Kbyte. 5"'/.) a 2 drive da 320 Kbyte,
2 drive da 1.2 Mega (S.'/O.
2 drive da 1,2 Mega (8" convertibile in
IBM 34/36, ecc.).
- hard-disk da IO o 20 Mega con unità di
back-up
- schede di interfaccia oltre allo standard
(Centronics): RS-232 (c IEEE 488)
- vari tipi di stampanti, tra cui;
• ad aghi 80 col. 160 cps
• ad aghi 132 col. 160 cps
• a margherita 80 col. 4 passi di scrittura,
Il personal computer Casio FP-60(X) S,
grazie alle sue eccezionali caratteristiche di
velocità, precisione, capacità grafica e
scientifica, si pone al top della gamma
Clasio, ideale trait d'union tra Personal c
Micro Computers.
Grazie al favorevolissimo rapporto prezzo/
prestazioni, è lo strumento ideale per le
applicazioni gestionali, anche in situazioni di
rapido sviluppo imprenditoriale, c per
l'Office Automation t(uale terminale
intelligente.
E il prodotto tecnologicamente più avanzato
del colosso mondiale dell'elettronica che -
34 anni fa - ha 'inventato' la moderna
calcolatrice, stimolando una rivoluzione di
cui ancora oggi si stenta a 'capire' le
proporzioni.
L'enorme affidabilità dei suoi prodotti -
in Italia - è garantita dalla Diiron, azienda
leader nella distribuzione di consumer
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Hisoft PqscqI
per Spectrum
di Maurizio Bergami
Un computer sen:a programmi, .ti dice, è
(/uasi come un'automobile senza le ruote.
Da questo punto di vista lo Spectrum è un
calcolatore quasi perfetto, disponendo di
una libreria software vasti.csima ed economi-
ca. che comprende non solamentegiochi. ma
anche programmi decisamente poco usuali
per un home: word processar, spreadsheet,
database, numerosi linguaggi in alternativa
al Basic residente e tanti altri utilissimi pac-
kage.
La qualità di questi prodotti, poi, è in
generale molto elevata, tanto da far dimen-
ticare qualche volta che lo Spectrum costa
meno di mezzo milione.
In queste pagine vogliamo dunque presen-
tarvi uno di questi programmi, e precisa-
mente un nuovo linguaggio di programma-
zione. Dopo il Forili , provato il mese scorso .
ecco la volta del Pascal, il famosissimo lin-
guaggio ideato da! professor Niklaus Wirth.
che ha avuto in questi ultimi anni una straor-
dinaria diffusione.
Il Pascal prodotto dalla Hisoft è una
versione estremamente completa del Pa-
scal descritto nello standard di Jensen e
Wirth.
L’unica vera omissione è quella relativa
ai nie; una mancanza purtroppo obbligata,
dato che la memoria di massa a cassetta
non permetterebbe altrimenti. Per adesso è
possibile solamente salvare su nastro delle
variabili tramite la procedura TOUT. ma
la Hisoft ha già in cantiere una nuova ver-
sione che, grazie ai microdrive, permetterà
l'uso dei file sequenziali.
Secondo quanto dichiarato dal manuale
il compilatore occupa circa I2K. lasciando
cosi ampio spazio per il programma finale:
questo naturalmente sullo Spectrum 48K.
dato che la versione inespansa, con i suoi 8
kbyte di RAM libera (gli altri 8 sono occu-
pati in permanenza dalla pagina grafica)
non consentirebbe nemmeno di caricare il
linguaggio.
Nella versione attuale il Pascal Hisoft
viene fornito su cassetta: l'uso dei micro-
drive è comunque previsto e si può effet-
tuare con facilità una copia del compilato-
re su microcartuccia. Il tempo di carica-
mento è comunque piuttosto breve anche
da nastro ed il vantaggio offerto dai micro-
drive è soprattutto in termini di comodità
d'uso, incomparabilmente superiore ri-
spetto alle cassette audio.
Il manuale fornito con il compilatore é
(cosa rara) molto completo: consta di una
settantina di pagine, che descrivono tutte
le caratteristiche della specifica versione
del Pascal. Anche in questo caso non si
tratta di un tutorial, e chi non conosce già il
linguaggio dovrà necessariamente procu-
rarsi uno dei tanti eccellenti libri dedicati
alla programmazione in Pascal, molti dei
quali sono in lingua italiana.
Al manuale è imputabile, purtroppo,
una certa mancanza di chiarezza, dovuta
principalmente ad una eccessiva concisio-
ne: chi è abitualo solamente al Basic potrà
incontrare una certa difficoltà nel com-
prendere il modo esalto di sfruttare a pieno
le possibilità offerte dal compilatore Hi-
Soft.
L’uso
Il compilatore è registrato su nastro in
due parti: la prima è il solito, brevissimo,
caricatore in Basic, mentre la seconda è
costituita dal compilatore vero e proprio e
daU'editor. entrambi interamente in lin-
guaggio macchina.
Al termine del caricamento compaiono
sullo schermo alcune domande relative alla
scelta della RAMTOP e dello spazio da
riservare alla tavola dei simboli: a meno di
esigenze particolari conviene rispondere
semplicemente premendo ENTER, in mo-
do da assegnare un opportuno valore di
default.
A questo punto sìa il compilatore che
l’editor vengono rilocati dopo la tavola dei
sìmboli e l'esecuzione passa all'editor.
L'editor fornito assieme al compilatore
è dì linea, proprio come quello standard
72
MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984
dello Speclrum, ma mollo più completo e
versatile. Dispone infatti di una lunga serie
di comandi che permettono di editare co-
modamente il testo e che comprendono tra
l'altro la numerazione e la rìnumerazione
automatica delle linee, la possibilità di can-
cellare blocchi di istruzioni e Tutilissimo
FIND, che ricerca una stringa specificata
airintemo del programma.
Naturalmente i comandi Pascal vanno
digitali per esteso, non essendoci niente di
simile ai sistema di "single key entry" ca-
ratteristico del Basic Sinclair: intelligente-
mente i programmatori della Hisoft hanno
mantenuto il caratteristico click che ac-
compagna la pressione di ogni tasto, utilis-
simo per evitare false battute, fin troppo
facili con la perfida tastiera dello Spec-
Terminato l'editing del programma si
può procedere alla fase della compilazione,
che avviene direttamente in ambiente edi-
tor con il comando diretto C. Volendo si
può far partire la compilazione da una li-
nea diversa dalla prima, semplicemente
specificandone il numero.
Se il compilatore incontra errori sintatti-
ci si ferma producendo un apposito codice
e mostrando sul video la linea responsabi-
le. A questo punto è possibile editare la
linea in questione o la precedente oppure,
ancora, continuare la compilazione. I codi-
Prodonorc:
HISOFT
lì Goost<Krt. Cheddingian
Leighlon Buzzard, Btds
Tei. 102961 66S99S
2S surline
ci di errore sono molli, 70 per la precisione,
in ogni caso troppi per riuscire a ricordar-
ne il significato.
Sarebbe molto meglio se il compilatore
stampasse i messaggi, invece dei semplici
codici, ma prima di criticare troppo la scel-
ta della Hisoft bisogna tenere presente che
ciò permette di risparmiare più di un kbyte
di preziosa memoria.
Se non ci sono errori, invece, viene pro-
dotto il listalo del programma con gii indi-
rizzi in memoria di ogni linea e l'indirizzo
finale.
Terminata le fase di compilazione si può
far girare immediatamente il codice ogget-
to. cioè il linguaggio macchina prodotto
dal compilatore, rispondendo affermativa-
menle alla domanda "Run
Il programma può essere compilato an-
che usando il comando T, che. a differenza
di quello appena esaminato, effettua un
salvataggio su nastro al termine della com-
pilazione. Il programma viene salvato co-
me blocco a sé stante, che non necessita del
compilatore per poter girare. Per impiega-
re successivamente il codice oggetto basta
caricarlo in memoria con un LOAD " "
CODE e mandarlo in esecuzione con un
RANDOMIZE USR 24068.
Naturalmente è possibile salvare su na-
stro anche il programma sorgente, usando
il comando P,n,m,s. che registra su cassetta
(o microdrive) le linee d irogramma com-
prese tra n e m. In questo caso per ricarica-
re il programma è necessario avere già in
memoria il compilatore e l'editor.
Caratteristiche
Essendo stato progettato in generale per
i computer dotati di Z80 e non specificata-
mente per lo Spectrum, il Pascal Hisoft
non supporta direttamente né il suono né
la grafica del blackbox Sinclair.
Questo significa soltanto che non sono
disponibili direttamente dei comandi per
disegnaresullo schermo ad alta risoluzione
o per azionare l'altoparlantino, non che le
due cose siano impossibili.
Il manuale riporta infatti alcune proce-
dure in linguaggio macchina che permetto-
no di ottenere sia una sorta di BEEP che i
comandi grafici PLOT e LINE. Inoltre,
con l'attuale release, viene fornito un com-
pleto package grafico tipo turtle.
MCmicfocompuler n. 34 - otiobre 1984
73
Hisofi Pasca! per Spedrum
In generale viene spiegato come si può
riuscire a sfruttare in ambiente Pascal le
routine della ROM. cosa questa che farà
felici i programmatori più smaliziati.
Tra le procedure a disposizione dell'u-
tente che permettono di sfruttare le parti-
colari caratteristiche della macchina usata
ci sono anche le fatidiche PEEK e POKE,
anche se il loro funzionamento è legger-
mente diverso da quello classico.
La POKE non si limita a modificare una
sola cella di memoria, ma è capace di scri-
vere un'intera espressione a partire da un
certo indirizzo. La PEEK. dal canto suo.
può leggere piùcelle di memoria consecuti-
ve e fornire il risultato direttamente nel
tipo specificato. Ad esempio, se a partire
dall'indirizzo 5000h ci fossero i valori SO.
61. 73. 63. 61. 6C. che in codice ASCII
corrispondono ai caratteri P. a. s. c. a. I . la
linea WRITE (PEEK(SSOOO). ARRAY
(1..6) OF CHAR)) darebbe come risultato
proprio "Pascal".
Conclusioni
A dispetto della sua economicità. la qua-
lità del software della Hisoft. ed in partico-
lare quella di questo Pascal, é eccezional-
mente elevata.
Si tratta di un prodotto altamente pro-
fessionale. per il quale le 25 sterline richie-
ste (poco più di sessantamila lire) sono una
cifra veramente irrisoria.
I limiti del Pascal Hisoft sono imposti
quasi esclusivamente dalla macchina, ed in
particolare dalla mancanza dei floppy
disk; l'arrivo dei microdrive è comunque
un miglioramento e la versione attuale (re-
lease 1.6). pur non permettendo ancora di
utilizzare file sequenziali, è caratterizzata
da un'estrema comodità d'uso.
Sicuramente un acquisto consigliabile,
che permette tra l'altro allo Spectrum di
essere impiegato come supporto domestico
a tutti i (numerosissimi) corsi di program-
mazione universitari e non che hanno
adottato il Pascal come linguaggio fonda-
mentale. MC
74
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
personal kid...
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I le della maneggevo-
I lezzaedclcmentarictà
dei comandi, contrapposte ad una
tecnologia tanto avanzata.
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la sua qualità di essere “alla mano”
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ti segue anclie se non hai mai usato
un personal) con rassortimcnto dei
programmi che vanno dalla contabilità alla ge-
stione di magazzino; dal trattamento dei testi ai
programmi tecnico-scientifici, a una vasta gam-
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aperta al suo pubblico.
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HP 150 è facilmente collegabile anche
come terminale coi principali elaboratori, e gra-
zie al sistenra operativo MS/DOS* ti permette
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di Francesco Petroni
Finestre sul vìdeo in Basic con PC IBM
Le nuove generazioni eii sojhvare integra-
lo. realizzalo specifìcamenie per le macchi-
ne !6 hit. fanno largo uso ilei sistema di
visualizzazione per finestre, consistente nel
creare più output di formata e contenuto va-
riabile. visualizzabili contemporaneamente
sul monitor con una gerarchia che permette
di vedere il documento "che sta sopra" e
nello stesso tempo di controllare parte dei
documenti .witosianii.
Viene cosi a cadere un 'altra caratteristica
storica de! microcompuler e cioè la rigidità
del formato di uscita alfanumerica.
Fino a cinque anni fa si disquisiva sulla
convenienza di utilizzare un formato di 16
righe per 64 colonne del TRS80. un formato
di 24 righe per 40 dei! 'A pple ll.oun formato
24 per 80 tipico dei terminali dei mainframe
e derivante dal formato delle vecchie schede
meccanografiche che cosi venivano sostitui-
te teoricamente da una riga di monitor.
H formato 24 per 80 è quindi più profes-
sionale ma é sicuramente esuberante in caso
di maschere per l'input di pochi dati o insuf-
ficiente in caso di lavoro su gran mole di
dati, come ad esempio nell'uso di un foglio
elettronico.
Un altro elemento di disagio si ha quando
si considera anche l'uscita. su stanipanle che
a sua volta può avere i più svariati formati.
E quindi anche i più costosi sistemi di
videoscrittura ricorrono a trucchi, come lo
secoli laterale e la numerazione delle colon-
ne. per uniformare l'uscita su monitor con
quella della stampante. Con la diffusione dei
monitor graftei e con il loro uso anche nel
Soft di base oltre che in quella applicativo il
vincolo de! formato non é più cosi rigido: si
lavora con le finestre, ognuna delle quali
lavora con un proprio formato e un proprio
contenuto e ognuna delle quali si può aprire
e chiudere a piacimento.
La funzione finestra è ad esempio presen-
te nel PCOS Basic deil'Olivetti M20 ed è
anche molto potente in quanto con comodi
comandi di linguaggio genera le operazioni
di aperturalchiusura. dimensionamento e di
uso di questa o quella finestra.
La gestione delle finestre va quindi fatta a
livello di .sistema operativo o a livello di
linguaggio interprete. La gestione tramile
suhrouiine in Ba.sic è possibile, ma a causa
della sua lentezza può essere limitata a po-
che finestre che lavorino contemporanea-
mente.
Cosa si può fare in Basic
L'argomento che trattiamo è proprio
questo; vedremo, usando un IBM PC, co-
me da Basic si possono usare, creare fine-
IBB REM CinqueF'S9ine
1 IQ CLS : REM tlain
120 READ XI, Y1 , X. Y,At X2-Xl*Xiy2-Yl*Y
130 IF Xl=0 THEN END
140 GOSUB 20O:G0SUB 300:GOTO 120
200 REM Csatruziane Cornice
210 FOR X-X1*1 TQ X2-1:L0CATE Yl.Xs FRINT CHR» (196) : NEXT X
220 FQR X-X1*1 TO X2-l:L0CATE Y2,X: PRINT CHR* ( 196 ) s NEXT X
230 FQR Y=Y1-M TQ Y2-U1.0CATE Y,X1: PRINT CHR* ( 179 >! NEXT Y
240 FQR Y=Vl-t-l TO Y2-tlLaCATE Y.XZt PRINT CHR* ( 1 79 1 s NEXT Y
250 LOCATE Yl.XljPRINT CHR» (218) ! LOCATE Y2,X2sPRINT CHR*(217)
260 LOCATE Y2.XliPRINT CHR* ( 192) i LOCATE Yl.X2iPRINT CHR* ( 191 ): RETURN
300 REM Scrittura
310 FOR X=Xl + l TQ X2-1SF0R Y=Y1-*1 TO Y2-HL0CATE Y.XiPRINT CHR»(A)
320 NEXT YiNEXT XiRETURN
400 REM
410 DATA 1,2,40, 13,49
420 DATA 10,4.40,18,50
430 DATA 30,6,30.17,51
440 DATA 50,1,30.20,52
450 DATA 22,0.40,11,53
460 DATA 0.0. 0,0.0
78
MCmicfocomputer n. 34 - ottobre 1984
IBfi} REM creazione di una -finestra
110 CLS: Xl>2St yi>l: X0*‘S4: Y0-12iB«-STRINGS (B0,32)
120 A*="MCmicrocomputer"i X 2 =X 1 ■^X 08 V 2 =Y 1 -»Y 0 «GOSUB 300
130 REM spostamento
140 LOCATE 24,liPRINT " immetti cod. "5
150 I»=INKEY»; IF 1*="” THEN 130
160 ON VAL(IS> EOSUB 210,220,230,240,150,250,260,270,280
170 GOTO 150
200 REM Parametri Spostamenti
210 Yl»Yl-»2i Xl»Xl-3:GOSUB 300:RETURN
220 Y1«Y1*2«G0SUB 300»RETURN
230 Yl=Yl-»2l Xl = Xl-*-3lQOSUB 300:RETURN
240 Xl=Xl-3tG0SUB 300iRETURN
250 Xl=Xl-»3sG0SUB 300»RETURN
260 Yt=Yl-2l X1=X1-3:G05UB 300JRETURN
270 Yl«Yl- 2 sQ 0 SUB 300sRETURN
2S0 Yl=Yl-2l Xl=Xl-f3sG0SUB 300«RETURN
300 REM cornice
310 X2»Xl-fX0i Y2'=Yl-fYO
320 FOR X-X1-»! TD X2-1«L0CATE Yl,Xi PRINT CHR* < 196} t NEXT X
330 FOR X-Xl-H TO X2-1:L0CATE Y2,X: PRINT CHR$ C 196 )! NEXT X
340 FOR Y-Yl-^1 TD Y2-1;L0CATE Y,X1: PRINT CHR* ( 1 79) 1 NEXT Y
350 FOR Y-Yl-M TO Y2-lsL0CATE Y,X2« PRINT CHR» < 1 79) 1 NEXT Y
360 LOCATE Y1,X1:PR1NT CHR» (21 B> : LOCATE Y2,X2iPRINT CHR*(217)
370 LOCATE Y2,Xl!PRINT CHR* ( 192) : LOCATE V1,X2:PRINT CHR»(191)
360 REM cancellazione
390 FOR Y=Y1-H TO Y2-1SL0CATE Y,Xl*ltPRINT LEFT* ( B*. X0- 1 ) : NEXT Y
400 REM scritte
410 FOR Y=Y1-H TO Y2-lsF0R X=Xl-»2 TO X2 STEP IB
420 LOCATE Y.XsPRINT A*:NEXT XsNEXT YiRETURN
Sire, memorizzarle, spostarle sul video,
combinarle con altre, ecc.
Come noto il Basic è estremamente po>
lente nella gestione dei dati sotto forma di
stringa e quindi le modalità di manipola-
zione dei dati da visualizzare e/o già visua-
lizzali sono molteplici.
Le istruzioni di cui l'advanced Basic di-
spone e che possono essere utilizzale nei
vari problemi che ci si presentano sono:
— tutte le funzioni di stringa
— la funzione di posizionamento su video
LOCATE Y,X
— la funzione di lettura da una posizione
sul video A = SCREEN (Y.X) che cioè,
legge il codice ASCII presente in quella
posizione del video
— A = PEEK (LOC) che fa la stessa cosa
in quanto legge il codice ASCII del caratte-
re presente nella cella LOC della memoria.
Se LOC è una locazione interna alla video
memory l'A corrisponde al carattere visua-
lizzato.
Inoltre il BASIC del PC comprende un
set di 256 caratteri, di cui molli grafici,
ciascuno dei quali è visualizzabile in 11
modi differenti: per leggere anche la moda-
lità di visualizzazione dal video occorre
quindi leggere due dati, carattere visualiz-
zato e modalità di visualizzazione. In fase
di scrittura si risparmia in quanto la moda-
lità di visualizzazione se è comune a più
caratteri può essere fornita una sola volta
(si pensi alia riga titolo, scritta con caratte-
re intenso).
Anche per memorizzare il contenuto
delle varie finestre si possono seguire varie
strade. Quella di memorizzare i dati in ma-
trici numeriche rettangolari il cui elemento
rappresenta il codice del carattere ASCII
corrispondente, 0 di memorizzare diretta-
mente il carattere come siringa, oppure si
può rendere stringa un'intera riga della fi-
nestra 0 se del caso più righe, ecc.
In questo ultimo caso si ha la massima
velocità di scrittura e la massima economia
della memorizzazione.
Le possibilità sono tante e vanno scelte
in funzione degli scopi precisi che si voglio-
no raggiungere.
Utilizzando il PC IBM, ma questo vale
anche per gli altri microcomputer che han-
no set di caratteri comprendenti caratteri
grafici, sì può trattare come stringa un
qualsiasi insieme di caratteri anche grafici
e quindi una intera vìdeata. ad esempio,
può essere memorizzata in un vettore
VS(2S) in cui il singolo elemento VS(I) è
una stringa di 80 caratteri.
In questa maniera si rinuncia a memo-
rizzare la modalità di visualizzazione che
MCmicrocomputer n, 34 - oilobre 1984
79
può essere memorizzata a parte con altri
sistemi.
Va inoltre detto che nessuna deile moda-
lità di visualizzazione viene riportata .su
carta facendo l'hard copy del vìdeo su
printer (inverso, lampeggiante, sottolinea-
to. intenso, ecc.) e qualcuna non può essere
neanche riprodotta in fotografia (ad esem-
pio il lampeggio).
I programmi
Passiamo ad esaminare i programmi di-
mostrativi a corredo delTarticoio, Sono
tutti realizzati con un PC IBM. utilizzalo
in modo alfanumerico.
Anche questa volta il discorso é genera-
lizzabile e trasferibile su qualsiasi altro
computer, si tratta dì utilizzare altri set di
caratteri, altre istruzioni di localizzazione e
di visualizzazione, altri formati video, ma
tutte le problematiche e le soluzioni tecni-
che sono facilmente trasferibili.
Programma cinquepagine
Il programma serve per valutare refllca-
ciadi un sistema a finestre e la leggibilità di
ciascuna di esse.
Innanzitutto è indispensabile utilizzare
delle cornici per ciascuna llnesira: queste
possono essere realizzate con gli opportuni
caratteri grafici. Il problema della sovrap-
posizione tra le cornici potrebbe essere ri-
solto con una subroutine che utilizzi altri
caratteri speciali. Ma il gioco non vale la
candela in quanto la routine di riconosci-
mento sarebbe molto più pesante a fronte
della visualizzazione di qualche carattere
di cui non si sente assolutamente la man-
canza.
Il programma ha una MAIN routineche
legge i DATA e richiama le due subrouii-
DATA sono:
XI, Yl coordinate del vertice in alto a
sinistra della finestra,
X, Y larghezza ed altezza della finestra.
A carattere da visualizzare nella specifica
finestra.
Utilizzeremo anche negli altri program-
mi questo sistema di costruzione delle llne-
stre.
Le variabili X2. Y2 sono le coordinate,
calcolale dal programma, del vertice in
basso a sinistra.
Programma sposta
Questo programma utilizza un'unica fi-
nestra contenente un certo messaggio, che
viene spostata in giro per il video semplice-
mente utilizzando le otto direzioni del ta-
.stierino numerico. Dopo le iniziaiizzazioni
(righe 100- 120)c'é la routineche gestisce
lo spostamento delle finestre (righe
1.10-^280).
Premendo un tasto dei lastierino nume-
rico la finestra si sposta nella direzione
voluta cancellando quello che viene coper-
to dalla nuova posizione e lasciando sco-
perto il resto.
La cancellazione è la routine di riga 380
e la scrittura è quella di riga 400.
Ovviamente la routine di riempimento
può essere sostituita con una qualsiasi del-
le altre viste negli altri programmi.
Programma pagina I
Il secondo programma si svolge in quat-
tro fasi successive.
La prima fase consiste nella creazione di
un istogramma (da riga 100 a riga 250) in
un modo ripreso da programmi pubblicati
nei numeri scorsi. Attorno a questo isto-
gramma viene tracciala una cornice (da
riga 260 a riga 330) utilizzando alcuni ca-
ratteri grafici.
II tutto viene memorizzalo in una matri-
ce di interi di dimensioni pari a quella della
finestra, prelevando il codice ASCII di cia-
scun carattere visualizzato.
La terza fase è la visualizj'a/ione caratte-
re per carattere in una posizione differente.
In sostanza i parametri passati alle istru-
zioni SCREEN (Y.X) c LOCATE (Y.X)
difTeriscono di fattori di spostamento
X3.Y3. Questo sistema è lento in quanto
lavora carattere per carattere .sia in lettura
che in scrittura ed inoltre usa per ciascun
carattere i due byte che servono per un
numero intero.
L'ultima fase consiste nella memorizza-
zione in un file sequenziale (chiamato
PAG. I. DAT) delle dimensioni della ma-
trice e del suo contenuto, in modo da per-
mettere la lettura e la visualizzazione an-
che da altri programmi.
Programma misto
Scopo del programma è quello di visua-
lizzare più pagine realizzate ciascuna con
una modalità dilTerente.
80
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
S NT-2sB*>STRIN6*(E
a READ R»:SOSUB 17C
I iL*=STRING»<a0, 196) iCLS:FOR !=l TQ ^
tiGOSUB laesFOR L-1 TO NR
r LiGOSUB 190:NEXT I : GOTO 210
a LT*FX-8iY2-yO*FV-li »2-X0*FX:NR-FY-2iLF
5 LOCATE YO.XBlCOLOR 0.7SPRINT CHR*(221)
— — - ì: RETURN
CHRS(222>iiCOLOR 7
a REFI scrittura riga
a LOCATE YO+L.XOlPRINT CHR» < 179) i LEFT* (R»*B». LR) I CHR$ ( 179) IRETURN
a LOCATE Y 2 .X 01 PRINT CHR» ( 192) s LEFT» <L*. LR) | CHR» <21 7> s RETURN
a REI1 programma di lettura e visualizzazione files seq.
a BOSUS ^OOiOPEN "PAG1.DAT" FOR INPUT AS *1
a INPUT »1,Y0.X0:FOR Y-0 TO VOiFQR X=0 TO X0i INPUT «l.CX
a LOCATE Y-fS. X*25: PRINT CHR»1CX): NEXT XiNEXT YiCLOSE »1
a BOSUB 3001OPEN "PAG2.DAT" FOR INPUT AS #1
a POR V-1 TO 14:INPUT «1,A«ILDCATE l»V,6tPRINT A«sNEXT VlCLOSE MI
a GOSUB 300JOPEN "PAG3.DAT" FOR INPUT AS MI
a INPUT *1,AS:L0CATE 12,1:PRINT ASsCLOSE HI
a I»=INKEY»lIF I»«"- THEN 290 ELSE CLSs END
1-1NKEY»1IF I*-"'- THEN 300 ELSE RETURN
310 REFI data
1, VENDITA e
I DATA
9 DATA
9 DATA
9 DATA
a thisifma pnt sempHn per n
La modalità più semplice è quella di in-
serire caratterìsliche e contenuto di una
fmeslra direttamente all'interno del pro-
gramma con le istruzioni DATA.
Le caratteristiche, che vengono ovvia-
mente lette da apposite istruzioni di
READ, sono:
NP numero della pagina;
FX, FY dimensioni della finestra;
XO . YQ posiz-ione del vertice in atto a
sinistra;
TS titolo della finestra;
Il contenuto viene letto con un loop di
lunghezza pari al numero delle righe, che
cosi vengono lette una per una.
La visualizzazione di ciascuna llnesira
cosi immagazzinata avviene in tre fasi
successive;
tìtolo (righe 140-160),
corpo del testo (righe 170-180)
ultima riga (righe 190-200)
La cornice viene disegnata contestual-
mente in ciascuna fase.
Olire a due pagine cosi realizzate il
programma MISTO visualizza tre altre
pagine provenienti dai file sequenziali, e
abbiamo visto prima in che modo vengo-
no costruiti.
PAG. 1 DAT contiene una finestra co-
struita carattere per carattere (righe 220-
240);
PAG. 2 DAT contiene una finestra co-
struita riga per riga (righe 250-260);
PAG. 3 DAT contiene una finestra co-
stituita da un solo carattere (righe 270-
280)
Per far avanzare il programma occorre
premere un tasto qualsiasi (riga 290) e
così pure per farlo finire (riga 300).
È evidente lo scopo dimostrativo di
tale programma in quanto non ha senso
"collezionare" un insieme di modi diffe-
renti di risolvere lo stesso problema.
Programma pagina 2
Il programma consiste nella realizza-
zione. eseguita al solito modo, di un isto-
gramma. inserito al solito modo, in una
cornice (righe 200-220).
L'utilizzazione degli istogrammi oriz-
zontali comporta, sul vìdeo alfanumeri-
co. il vantaggio dì una maggiore defini-
zione (fino ad oltre I SO gradini) in quan-
to rende possibile anche l'uso del mezzo
carattere CHR$(22I).
Cioè se il dato da visualizzare ha for-
mato intermedio tra due colonne, con il
mezzo carattere si evidenzia tale gradino
intermedio.
Nella parte finale (righe 230-240) viene
costruito un vettore di stringhe AS( V)cui
corrisponde riga per riga rislogramma.
Questo viene prima visualizzalo di
nuovo in maniera veloce, trattandosi di
poche stringhe, e poi viene memorizzato
nel file sequenziale PAG. 2 DAT come
sequenza di stringhe, anche questa volta
in vista di una loro utilizzazione successi-
MCmicrocompuler n. 34 • ottobre 1984
81
Programma pagina 3
Il programma consiste nella creazione
di una finestra che rappresenta una scac-
chiera (righe 100-190) c nella composi-
zione di una stringa A$, comprendente
tutta la finestra (200-210). nella sua ripe-
tuta visualizzazione (220-230) eseguita
per vedere se ha funzionato e nella me-
morizzazione della stringa nel file se-
quenziale PAG 3. DAT (240-250).
È una esasperazione dei concetti pre-
cedenti. Si ha la massima economia di
memoria e la massima velocità di visua-
lizzazione, ma é ben raro che una intera
finestra possa essere contenuta in un'uni-
ca stringa.
Gli ultimi due programmi
Non hanno uno specìfico significato
pratico nè alcun aspetto grafico, ma rap-
presentano delle utility.
Il primo (SUGIU di fig. 14) espone un
metodo, abbastanza elementare, per ot-
tenere lo scroll di un lesto più lungo del
Figura 13 - Pagina 3 - Oa'pui w . i*». Qur.ua è un un,ra
siringa, canitnrnie imiamenir anclir ilei laraiirn "a
raro", f iiainiJi può essere miuilit^aia solo a sinislra sul
vuleo.
formato video, su e giù per il video.
Il lesto è costruito in modo random
(righe 120-130).
Vengono visualizzale 22 righe per vol-
ta; premendo U scorrono in su e premen-
do D scorrono in giù.
La riga 140 contiene una istruzione ne-
cessaria per lo svuotamento del buffer di
tastiera da eseguire prima deirimmissìo-
ne del codice U/D.
Infatti poiché questo avviene via IN-
KEY5, un'eventuale sporcizia del buffer
potrebbe infastidire il programma.
La routine di visualizzazione (righe
190-200) fa vedere le 22 righe indicate dal
contatore P.
L’ultimo programma serve per indica-
re la locazione di memoria che definisce
la window ottenibile via SW sul PC IBM.
POKE&H005B.YI - Y1 ideniifica il nu-
mero di righe da tenere fisse in alto sul
video durante lo scroll;
POKE &H005C.Y2 - stesso discorso per
le righe in fondo alla pagina;
POKE &H0029.X • in questo caso ri-
mangono bloccate le colonne a partire
dalla X-ma fino alla 80-ma
Il programma gioca un po' con le fine-
stre facendoci scorrere un loop di conteg-
gi (riga 170). Poi. prima di finire mette le
cose a posto (riga 160). MC
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Jkjfph /k, MùcwlMk
lutti Imipefi un wedmd
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CORSI DI BASIC APPLESOFT
Imzìunio in questo numero unii niiuvii se-
rie ili articoli riguardami i microprocessori
ed in particolare il popolarissimo ZHO.
Cerclierenio di spiegare ne! miglior modo
possibile l'oncL'iii in alcuni casi anche piutto-
sto complessi, ri volgendoci principalmente a
quei lettori le sono tanti...) che sì .stanno
avvicinando al mondo dei computer e voglio-
no .saperne qualcosa in più.
Non di rado infatti .si acquista o si riceve
in regalo un personal computer e lo si (sal-
to-) utilizza quasi escliisiranienie come vi-
deogame. senza creare nulla di "proprio".
Si può diventare super-esperti nella di-
struzione di alieni, senza però nemmeno pre-
occuparsi di coiu>.scere quello che c 'è effelli-
vameme "dentro" al nostro personal.
Parecchi, per fortuna, dopo un po ' deside-
rano saperne qualcosa in più: armati di cac-
ciavite aprono il proprio l ompuier-scalola
nera, trovando una miriade di componenti
elettronici, per lo più circuiti integrali di
grosse dimensioni, a 40 se non a 64 piedini.
Per conoscere questi complessi circuiti
occorre un po ' di buona volontà di apprendi-
mento, qualche cognizione di algebra hook'-
ano. un minimo di cono.scenze di elettronica
e soprailutio questa serie di articoli. ..
Il microprocessore
Innanzi tutto diamo una generica spiegu-
di Pierlui(!i Panunzi
prima parte
zinne del termine: per microprocessore si
intende un circuito comprendente un com-
plesso insieme di elementi e funzioni logi-
che completamente programmabili, al cen-
tro delle quali c'é un'unità di calcolo e di
supervisione. Gli enormi progressi della
tecnologia hanno permesso in questi ultimi
anni di raggruppare tutte queste funzioni
in un solo circuito: in più la programma-
zione comporla cosi enormi polenzialità.
che solo dopo un attento studio si possono
apprezzare e sfruttare in pieno.
in sostanza il microprocessore (e d'ora
in poi ci riferiremo allo Z80) e costituito da
un insieme di registri ad 8 o 16 bit. un'unità
logico-aritmetica (ALU). un circuito di de-
codifica e lemporizzazione c dei buffer di
interfaccia con il mondo esterno (fig. l).
In parole (molto) povere l'unità logico-
aritmetica é quella che si occupa di eseguire
un certo tipo di operazioni (somme, sottra-
zioni. confronti, and. or, shifi. operazioni
di input oulput. ecc.) "su" operandi che
possono essere contenuti nei registri inter-
ni oppure nella memoria esterna: il tutto al
rigoroso scandire di un clock e con la con-
temporanea ricezione ed emissione di op-
portuni segnali da e verso il mondo ester-
Anche se a prima vista può sembrare
strano, lo Z80 da solo, anche se corretta-
mente alimentato, non fa niente: necessita
di parecchi circuiti ad esso collegati.
Innanzitutto ha bisogno di un circuito di
lemporizzazione (clock); poi una certa
quantità di memoria con relativi circuiti di
selezione ed interfacciamento, nonché di
un certo numero di porte di interfaccia
vera e propria "verso di noi", attraverso
una tastiera, un display, un tubo a raggi
catodici con relativo controllore, ecc. (fig.
2 ).
Ecco che senza accorgercene abbiamo
descrìtto la struttura interna di un personal
computer...
Abbiamo parlato di memoria: lo Z80
necessita di un certo numero di celle (a 8
bit) per immagazzinare i dati elaborati (fi-
noa 64kbytedi RAM), nonché di un certo
numero di celle contenenti il programma
da eseguire (alcune decine di kbyte di
ROM o EPROM).
Ed é proprio in questi kbyte di EPROM
che risiede quello che si è soliti chiamare il
software di base o meglio il firmware del-
l'appiarecchio.
In sostanza questi termini si rircnscono
all'in.sieme di routine, subrouiine. tabelle
varie, messaggi, che permettono il funzio-
namento di tutto il sistema: tali routine per
l'appunto sono tutte in linguaggio macchi-
Ecco che per capirne il significato ed il
tipo di operazioni che compiono, bisogna
84
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Bus Bus
'ALVI, un eireuUo di decodifica islru:iimi e dì conirolh, buffer di inler/accia con componenii rsrerni.
imparare a lavorare in un linguaggio nuo-
vo. f>en diverso ad esempio dal Basic: il
linguaggio macchina. Bisogna cioè impa-
rare ad armeggiare con siringhe di 8 bit W
(0 e 1 ) oppure con valori csadecimali. sfrut-
tando le caralterisliclie di un linguaggio
simbolico, l'asscmbler. Ancora meglio si
trutta di lavorare con un linguaggio a "bas-
so livello", strettamente vicino alla costitu-
?ione fisica della macchina (l'hardware).
ottenendo programmi strettamente dedi-
cati e velocissimi.
Rassicuriamo subito i lettori; l'assem-
bler si impara più facilmente di quanto si
possa credere e le soddisfazioni che se ne
ricavano ripagano ampiamente i necessari
sforzi preliminari.
Struttura dello Z80
Abbiamo detto che lo Z80 po.ssiede al
suo interno alcuni registri; facendo riferi-
mento alla figura 3. vediamo che esistono
due "set" di registri "gemelli" (chiamali
Figura 2- Schema di immiema con Z30 formalo da. un alimenlaiore ed un clock, lo Z80 con buffer esumi, i&ie banchi di memoria I KAM e ROMìEPHOM I, una porla di
InputiOuiput ( PtOì. circuiti di selezione e decodifica indirizzi.
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
8 bit
8 b
8 kif
g b;^
FLA&
A
A'
PttIMAZI
B
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e
secowwzi
D
E
D
E
»
" 1 ^
lé bit-
\6 b
16
IX
ly
1
R
PC
SP
Figura 3 - 1 rfgislri drilo ZSO I
dhida
omir
gruppi
principali, seco
ndari.
/ ulllilà generale.
principali e secondari) più qualche altro.
In particolare abbiamo questi due sei
formali ognuno da:
-- un accumulatore (A) ad 8 bit
— tre coppie dì registri a 16 bit (BC. DE.
HL) ognuna delle quali scindibile a sua
volta in coppie di registri ad 8 bit. arrivan-
do cosi a 6 regi-stri (B.C.D.E.H.L).
Come si può notare in figura, pratica-
mente "abbinato" all'accumulatore c'c
uno speciale registro ad 8 bit contenente i
"flag" o segnalatori, che indicano l'avve-
rarsi di certe condizioni durante il funzio-
namento e dei quali ci occuperemo in se-
guilo.
Per quanto riguarda gli altri registri ab-
biamo:
— una coppia di registri indice a 16 bit
(IX. lY)
— una coppia dì registri ad 8 bit (R.I)
dedicati a particolarissime funzioni c dei
quali non ci occuperemo molto presto
— un registro a 16 bit chiamato Program
Counier (PC), che contiene memorizzalo
istante per istante l'indirizzo di memoria
dell'istruzione che lo Z80 sta eseguendo
— un registro a 16 bit rappresentante lo
Siack Pointer (SPI che conosceremo nelle
prossime puntale.
Un esempio
Prima di entrare ne! vivo dell'assembler
cerchiamo di capire qual è la ftiosolla im-
posta dal microprocessore; volendo com-
piere una certa operazione vediamo che
cosa succede aH'intemo e all'esterno dello
Z80. Come primo esempio prendiamone
uno facile facile, un’operazione (banalissi-
ma) di caricamento del contenuto di una
certa cella di memoria nell'accumulatore.
Innanzitutto questa cella di memoria
avrà un certo indirizzo, che per esempio
poniamo pari a 100: il suo contenuto (8 bit)
avrà un valore qualsiasi compreso tra 0 e
255; è proprio questo valore che desideria-
mo ‘‘estrarre" dalla cella e depositare nel-
l'accumulatore.
Per far eseguire alio Z80 tale operazione,
esso dovrà trovare ad un certo punto del
programma l'istruzione:
LD A, (100)
della quale andiamo subito a vedere il si-
gnificato.
Innanzitutto "LD” indica che ci si riferi-
sce ad un'operazione di caricamento (Lo-
aD), del quale dobbiamo precisare la cella
di partenza e quella di arrivo. Net nostro
caso la cella “sorgente" è quella avente
indirizzo 100, mentre la "destinazione" è
l'accumulatore (“A").
L'istruzione LD A. (100) significa perciò
"carica (LoaD) l’accumulatore (A) con (,)
il contenuto della cella di indirizzo l()0
{“( 100)“)". Abbiamo sottolinealo che a noi
interessa il “contenuto" della cella 100 e
ciò è stato indicato “simbolicamente" met-
tendo il valore deH'indìrizzo tra parentesi
tonde.
Se non avessimo messo le parentesi
(“LD A, lOO”) avremmo indicato tutt’ai-
tra operazione: quella di immettere neU’ac-
cumulatore il "valore” 100.
Nel primo caso si parla di operazione
con riferimento alla memoria, mentre nel
secondo caso si tratta di un cosiddetto “ca-
ricamento immediato".
Già da queste due semplici istruzioni
vediamo quella che è la struttura di una
generica istruzione in assembler. Essa è
formata da una prima parte chiamata “Op
Code" (Codice Operativo) che rappresenta
un comando; nel nostro caso è LD cioè
"carica”. La seconda parte dell'Istruzione
prende il nome di “Operand” (Operando)
ed indica appunto qual è o quali sono gli
operandi sui quali o per mezzo dei quali
viene eseguita l'operazione.
Vediamo perciò ora altri esempi di ope-
razioni simili a queste già viste, che pren-
dono il nome di "istruzioni di trasferimen-
to” e che coinvolgono come sorgente e/o
destinazione uno dei registri ad 8 bit pri-
mari e cioè A.B.C.D.E.H.L.
Possiamo inventarci così una serie di 49
istruzioni difTerenti. tante quante sono le
possibili combinazioni di tali registri presi
a coppia: abbiamo cosi ad esempio LD
C,D come pure LD H.Bed anche LD B,A.
Tra l'altro sono previste istruzioni del
tipo LD A, A. oppure LD E.E apparente-
mente inutili (ma nemmeno tanto “appa-
rentemente'’....), ma evidentemente esi-
stenti solo per il gioco delle varie possibili-
tà.
Andando avanti possiamo applicare
quanto visto per l'accumulatore agli altri
registri ad 8 bit (gli ormai noti B.C.D.
E,H,L): si possono infatti caricare valori
immediati in Cali registri (ad esempio LD
E. 5 oppure LD B.O), ma NON si possono
caricare direttamente j contenuti di loca-
zioni di memoria (ad esempio NON esiste
l'istruzione LD D. (408)).
Viceversa, tornando aH’accumulatore, è
possibile inviarne il contenuto ad una cella
di memoria con un'istruzione de! tipo:
LO (5558).A
che significa, come oramai abbiamo già
capito, “carica nella cella di indirizzo 5SS8
il contenuto dell'accumulatore".
C'è subito da notare che in questo caso
l'uso delle parentesi tonde è dettato dalla
regola dì indicare i contenuti di celle di
memoria tra parentesi: a differenza però
del primo caso visto, eliminando le paren-
tesi tonde non otteniamo una nuova istru-
zione.
Infatti un'ipotetica LD 44. A non avreb-
be alcun senso logico: ancora nessuno è
riuscito a porre il contenuto dell'accumu-
latore in un "valore”...
Concludiamo perciò con questi primi
esempi la puntata iniziale; nella prossima
daremo un'occhiata ai vari tipi di indiriz-
zamento possibili con il set di istruzioni
dello Z80.
Daremo presto, tra Tallro. un risvolto
pratico al discorso, riferendoci ad una
macchina basata su Z80. MC
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CORSI DI BASIC APPLESOFT
Porlo più FORTH
di Raffaello De Masi
Cominciamo
a programmare
Finora ahhUmio imparalo a ilc/ìiiirc nuo-
re parole uiilizzaniln le uoril .e : . La cosa
era molto .semplice, /acile e rapida ed ha
permesso al solilo programmatore in Basic
della domenica I ed anche a ipiello più e.sper-
lo/ di scoprire un modo più eccihmie o.
almeno, più comodo di programmare. Tutto
ciò va hene finché .si la.scia aece.so il compu-
ter ma quando lo sispvgne e si dovrà riutiliz-
zarlo in un secondo tempo si ricono.sce la
necessiiéi di salvare, in qualche modo, le
nord già definite e compilate. .Anzi, potrei’-
he e.s.sere ancora più utile .salvare una copia
del lesto delle parole f il codice .sorgente i nel
caso, mollo probabile . di dover e.seguire mo-
dilìclie alle fa.si operative ed. eventualmente,
eseguire una rieompilazione.
Per quest'ultimo caso lutti i .sistemi
FORTI! comprendono un programma od
utility varie destinale a modilìclle del lesto.
Questo programma non ha .specifiche ben
determinate e varia da .sistema a sistema ma
con.sente di operare sul codice .sorgente, .se
ancora disponibile. Per Usuo it.so. che va dal
semplice utilizzo delle frecce di. spostamento
del cursore fino a n ord i F. S. T. E. TILL.
ecc. ! clic eseguono operazioni ben precise, è
opportuno rifarsi ai singoli manuali d'u.so.
Ciononostante rimane il problema della
conservazione di quanto si è redatto e compi-
lato. Poiché, in genere, il FORTH viene
/ornilo come un programma in l.M da cari-
care da disco e le nuove parole, dopo la
compilazione, entrano a far parte, a tutti gli
effetti, del linguaggio sie.s.so. un metodo ab-
bastanza ovvio, una volta eseguila la reda-
zione e la compilazione di una nuova word, è
quello di .salvare tutta il linguaggio su disco
a fine operazione. Ciò. evidentemente, por-
terebbe a terribile con/u.sione dopo poche
.sedute, ed all'accumulo di tanto di quel ciar-
pame che il .sLsiema andrebbe in tilt dopo
poco tempo. Inoltre il linguaggio ste.s.so. on-
de evitare rivendite non autorizzate, è ven-
duto generalmente cbiii.so ed incopiabile:
ancora, questo metodo non con.senic il. salva-
taggio del codice .sorgente, ben più chiaro,
utile, e .signi/ìcativo del codice oggetto. Ci
deve essere, periamo, un metodo migliore
per memorizzare t no.siri dati e le nostre
word. Inoltre, /inora, abbiamo utilizzato il
nostro computer .solo culcuUitor-like. vale a
dire come e.secutore di ordini da tastiera,
anche se ruf/inaii c complessi. Un computer
è perù utile soprattutto perché elabora dati
con programmi già e.sisienti. .A ciò risponde
quanto diremo ade.s.so.
La memoria a disco
Qualsiasi sistema FORTH ha in pratica
la necessità di disporre di una memoria a
disco. Come Leo Scanlon. nei suo interes-
sante libro -FORTH PROGRAM-
MING", che rappresenta davvero la bib-
hia del Ibrlhista, dice, sebbene il linguag-
gio FORTH possa ben esistere senza una
memoria a disco, è altrettanto vero che c
ben dilTicilc pensare le due cose divise. In
effetti, l'u.so della memoria a disco é para-
gonabile. usando refricace esempio del pu-
pillo di More. Leo Brodic, ad un archivio a
tamburo. In pratica basta girare il cilindro
(il dischetto) per reperire, in un tempo ra-
gionevolmente breve, l'informazione desi-
derata, vale a dire leggere o scrivere infor-
mazioni diverse. Tale precisazione è im-
portante in quanto consente al dizionario
di ricevere nuove word sia dalla tastiera,
come abbiamo fatto finora, sia da un disco
su cui tali word erano già state memorizza-
le. Vale a dire che è possibile conservare su
disco le nostre definizioni ed utilizzarle
quando ci servono e. ancora, cancellarle
quando non ci occorrono più.
Ma procediamo con ordine: i dischetti
sono divisi in unità, chiamate blocchi. Il
numero di blocchi di possibile inserimento
sul dischetto è diretta funzione della con-
formazione del sistema e va generalmente.
per floppy da 5" l 4. da XO a .''4(1 a seconda
del tipo di densità e faccia di regi.sirazionc.
Ogni blocco contiene 1024 informazioni
elementari ocaratteri (valca dire I Kbyic)
ordinale in 16 linee di (>4 caratteri ciascuna
(altre conformazioni adottano misure di-
verse) cosi che un blocco copre lutto uno
schema o screen (ricordate questa parola,
la useremo mollo in seguilo!). Ogni blocco
vuoto si presenta come nella figura I . vale
a dire compitstn da 16 righe (da 0 a 15)
destinate ad accogliere ordini diversi. Ge-
neralmente per prassi consolidala la riga 0
c riservata ai commenti. Questi (vedi tlg. 1 )
vanno inseriti ira parentesi tonde la prima
delle quali separala dal lesto dutt'ìniman-
cabile spazio. I commenti possono essere
lunghi quanto si vuole e espandersi su di-
verse righe utilizzando volta per volta le
parentesi necessarie. La parentesi di chiu-
cessariamente .separata dal lesto.
Riprendiamo per un momento la se-
quenza della fìlu.strocca iililiz/ata il nume-
ro scorso ed immaginiamo di volerla tra-
sformare in programma (l'ig. 2) da conser-
vare ed utilizzare alla bisogna. È iniporlan-
le. per far que.slo. imparare ad utilizzare
una nuova struttura. Il computer ed il di-
sco, anzi, per la precisione, gli screen cd i
block hanno come aree di frontiera i cosid-
detti block buffer, anch'essi ampi 1024
byte. Essi funzionano da veri e propri ma-
gazzini, consentendo scambi da e per la
tastiera, il monitor e la mcniorni di massa.
Alcuni .sistemi Forlh possiedono diversi
block buffer, altri non nehannopiùdidue.
Caricare un blocco è mollo semplice: basta
individuare il numero e battere questo se-
guilo da LOAD. In ogni sistema esiste un
identificatore, che contiene il numero del
hliKco presente in memoria ed un flag di
stalo indicante se il blocco eventualmente
presente in memoria è stalo modificato do-
po il caricamento.
Al momento del LOAD. il master Forth
controlla il programma in memoria. Se il
programma da caricare è già presente in
qualche buffer viene restituito mimediata-
mente il messaggio OK. In caso contrario,
il sistema Forlh controlla il llag dell'ultimo
buffer caricato in memoria e, nel caso que-
sto evidenzi cambtamenii o sovrascriliure.
il blocco viene riscritto su disco prima che
quello da caricare sia effettivamente trasfe-
rito in memoria. Questa tecnica evita per-
dila di dati per cancellazione o sovrascrit-
Se però vogliamo creare un programma
originale ed immagazzinarlo su disco, oc-
corre eseguire una serie di operazioni che
possono essere cosi riassunte:
- ripulire tulli i block buffer
- selezionare lo screen destinalo ad acco-
gliere il programma
• battere relTeiiivo programma
- copiarlo su disco
- richiamare il programma dal disco. Que-
sta operazione consente la compilazione
delle word presenti nel programma ed il
loro inseriniento nel dizionario
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
ESTRATTO DEL CATALOGO GENERALE
iul >
33 a
tictlici
: GIOWNNI ;
! PRinOUERSO Oh, che bel castello " CR ;
: SECONDOVERSO msrcondi ronderà " CR s
; TERZOUERSO . " marcondj ronda ' " CR f
: PRIMftSTROFA PRIMQyERSD SECONDDVERSQ PRIMOVERSO TERZQVERSO ;
: NICOLA :
: QUARTOVERSO . " e’ piu’ bello il nostro “ CR ;
: SECONDASTROFA QUARTOVERSO SECONDOVERSO QUARTOVERSO TERZOVERSO j
! FILASTROCCA PRIHASTROFA SECONDASTROFA 5
qualsiasi momento, dà un elenco completo
delle word compilate, ivi eomprc.se anche
quelle specillche del linguaggio (requircd
vvords). Se si vuole evitare Tinutile elencoo
di lutie le parole, ma si vuol solo sapere se
una determinata word esiste già in diziona-
rio. basta eseguire:
wwwwwww
dove wwwwwww rappresenta il nome del-
la word ricercala. Se questa esiste avremo
il solito messaggio OK allrimenli avremo
raltretianio usuale? preceduto dalla paro-
la non trovata. In più. in caso positivo,
viene aggiunto, in TÒS Tindirizzo (in deci-
male) della word.
Un programma può essere lungo più di
unosereen. La tecnica di deposito è sempre
la stessa; rmilo uno screen si usa quello
successivo. Per caricare invece un pro-
gramma presente, ad esempio, nei blocchi
17. 18 e 19 occorre eseguire:
17 LOAD 18 LOAD 19 LOAD
E però possibile ottenere lo stesso risul-
tato inserendo, alla fine di lutti gli screen
da caricare consecutivamente, tranne l'ul-
timo. la word;
Questa word avvisa il sistema operativo
di caricare e compilare anche il blocco se-
guente.
piu HIKIH
Un'altra preziosa utility, che va posta
dopo la word precedente é la
, S
Questa interrompe rinierprelazione del-
lo sereen fino alla fine, È mollo utile per
separare definizioni da commenti alla line
dei programmi.
Ancora, rallretianlo utile word
n INDEX
causa il listing della sola prima riga del
blocco n. Se si é avuta l'accortezza di riser-
vare la prima riga per commenti esplicativi
del programma, appare più che chiara la
uliliià di tale parola.
Ad esempio, se non si ricorda in quale
blocco tra il 20 ed il 2Ì é sialo immagazzi-
nato un certo programma basta battere
20 21 22 23 INDEX
per listare sullo schermo le prime righe di
tali blocchi. Pratico, no?
Con quello che abbiamo finora dello
dovrebbe essere chiaro cd agevole redigere,
salvare ed uiilizzare un programma. Per
questa volta basta; la prossima tocchere-
mo un argomento delicato, molto interes-
sante. estremamente dibaltuilo da Korihi-
sii e non. c che forse rappresenta il vero
tallone d'Achille dì questo linguaggio, dal-
le tante prerogative entusiasmanti
E aspettiamo sempre le vostre lettere
con i commenti e le richieste di chiarimenti.
Prima 0 poi. faremo una pau.sa nella nostra
trattazione per dedicare una puntala ad
ulteriori spiegazioni sugli argomenti che ci
avrete segnalalo. MC
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Alcune nozioni
Memorizzare è un lermine abhasianza
generico e significa sosianzialmenie "con-
servare delle informazioni da qualche parte"
da cui possono essere prelevale a! momento
opportuno. Un numero telefonico può ad
esempio essere... tenuto a niente memoriz-
zandolo in qualche angolino del nostro cer-
vello oppure può essere trascritto sulle pagi-
ne di una agenda telefonica: una canzone la
troviamo conservala su nastro magnetico o
su disco e possiamo riascoltarla in qualun-
que momento se in possesso del riproduttore
adeguato.
Nel campo dell'elettronica digitale, ciò
che può essere conservato è rappresentato
da una informazione binaria. Sul significato
di "informazione binaria" abbiamo insisti-
to molto in diverse date ed in diverse sezioni
della rivista ma riteniamo che una breve
rivisitazione di qualche nozione fondamen-
tale giovi ai nostri lettori: gli esempi saranno
i solili, che rivelano sempre la loro efficacia.
Tutti i circuiti digitali funzionano ba-
sandosi su un'informazione elementare
{hit) che è costituita dalla presenza o dal-
l'assenza di tensione in un certo punto del
circuito. Le condizioni possibili sono quin-
di solamente due e possono essere assunte
strutturalmente in maniera mutuamente
esclusiva; questo significa praticamente
che nello stesso punto di un circuito ed al
medesimo istante può es.sere presente una
tensione (che per comodità supporremo
positiva) o può non essere presenta una
tensione e naturalmente le due condizioni
non possono verificarsi contemporanea-
Possiamo convenzionalmente chiamare
condizione logica I o stato logico I la pre-
senza di tensione in un certo punto ed in
contrapposizione definiremo condizione
logica Q a stato logico (f l'assenza di ten-
sione nel medesimo punto. La figura I
schematizza quanto descritto. Combinan-
do insieme le varie condizioni logiche pre-
senti in diversi punti di un circuito, possia-
mo ottenere deile informazioni più com-
plesse che chiameremo parole digitali, vedi
la figura 2.
Nelle macchine sequenziali quali i com-
puter. lo scopo degli elementi che costitui-
scono la memoria del sistema è quello di
conservare dei gruppi più o meno grandi di
parole digitali rappresentanti un insieme di
dati a cui è possibile accedere ogni qual
volta lo si desideri. Cominciamo con lo
spendere qualche parola sul concetto di
indirizzo e di indìrizzabililà della memoria
di un computer guardando più da vicino i
computer supportati da microprocessori.
Essi contengono uno spazio di memoria in
cui si possono scrivere e leggere dei dati. In
tale spazio vengono scritte e rilette le infor-
mazioni che compongono il programma
che la macchina dovrà elaborare oppure i
dati utili all'esatto svolgimento del pro-
gramma stesso. A questa memoria, che
potremo chiamare working stare, la mac-
china accede a velocità abbastanza elevata,
diciamo dai 2S0 nanosecondi ai 2 microse-
condi. per prelevare e conservare dati che
possiamo supporre essere, senza perdite di
generalità, insieme di otto bit, cioè otto di
quelle informazioni elementari a cui accen-
navamo sopra, unite a formare una parola
digitale che prende il nome di byte.
93
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
£ ..nihmunJ,. mii.TOi- r'U inlormiziimi hinurn- .-hnìi-man (A//- /H.iMumri Mh- puruh’ iUiilali
in qw.ui ligyru. tempri- uni letempiii titilli inierrullori. e rapprtwnlalu hi panila hmimii Olili.
figura : -
La memoria di cui stiamo parlando può
essere pensata composta da un certo nu-
mero di locazioni adiacenti, ciascuna im-
mediatamente accessibile perché dotala dì
un elemento unico che la contraddistingue:
tale elemento prende il nome di indirizzo. Il
tutto può essere schematizzalo come nella
figura 3; in essa la memoria é rappresenta-
la da un insieme di caselle, ciascuna delle
quali contiene una parola che può essere
A questo punto l'osservazione più inte-
ressante da fare su un tipo di “magazzino"
cosi costituito é che. una volta specificato
l'indirizzo, il tempo che si impiega per de-
positare un'informazione o prelevarla nel-
la singola cella, cioè il tempo di accesso, è lo
stesso qualunque sia la locazione su cui
vogliamo operare. É proprio questo il pun-
to su cui abbiamo voluto far convergere le
nostre quattro chiacchiere, abbiamo volu-
to cioè evidenziare un concetto mollo im-
portante e cioè quello di accesso casuale
alla memoria. A questo proposito possia-
mo definire come memoria ad accesso ca-
.sualc quella memoria in cui. una volta spe-
cificato l'indirizzo a cui si vuole accedere
per prelevare o per depositare un'informa-
zione. il tempo impiegato è lo stesso qua-
lunque sia la locazione indirizzata.
Una memoria non ad accesso casuale
può essere ad accesso seriale. L'esempio
più immediato è rappresentato dal nastro
magnetico su cui conserviamo dei dati o
dei programmi; intuitivamente si com-
prende che un dato che si trova all'inizio
del nastro viene letto prima di uno che si
trova a metà od alla fine e lo stesso dicasi
per una operazione di scrittura. Per una
a semiconduttore che hanno determinato
una svolta molto importante nella riduzio-
ne delle dimensioni e del costo di un com-
puter.
Le memorie a semiconduttore
Esse sono sostanzialmente di due tipi;
memorie a leiiuralscriiiura e memorie ii .so-
la leliura.
Quelle del primo tipo vengono comune-
mente denominate RAM o rwidom-access
memory che letteralmente si traduce me-
moria ad accesso casuale: in esse i dati pos-
sono essere sia scritti che letti a seconda del
tipo di operazione che viene selezionala.
Quelle del secondo tipo hanno nomi di-
versi dipendentemente dal modo in cui i
dati vengono “scritti" in esse aU'origine e
sono: ROM o rcad aniy memory {memoria
a sola lettura); PROM o programmahlc
readonìy memory (ROM programmabile);
EPROM o erasahle programmahle reati
oniy memory (PROM cancellabile); EA-
ROM 0 eleiirlcally ulierahle read oniy me-
mnry (ROM alterabile elettricamente).
La prima cosa da notare è che anche le
memorie del secondo tipo illustralo, come
quelle del primo tipo, sono ad acce.sso ca-
suale nella funzione che svolgono: il tempo
di lettura è lo stessa qualunque sia hi loca-
zione in cui si vuole leggere una volta che
ne è stato specificalo l'indirizzo. Come al-
tra cosa diciamo che. benché non specifica-
to, anche la ROM é naturalmente pro-
grammabile solo che la programmazione,
a differenza delle altre memorie a sola let-
tura. è effettuata durante il priK-esso di
costruzione (programmazione per ma-
scheraiura). Le ROM sono generalmente
utilizzate quando se ne ha necessità per
grossi quantitativi essendo il costo dì av-
viamento della produzione notevolmente
elevato.
Molto meno incidono sul costo di un
ripescata indirizzando il sistema verso di
essa. L'indirizzo può essere assegnato in
questo modo; se numeriamo le caselle rap-
presentanti le righe della matrice così otte-
nuta con numeri crescenti e le colonne con
lettere progressive dell'alfabeto, cosi come
si fa nel gioco della battaglia navale, ogni
locazione risulta ben specificala dall'Incro-
cio di due qualsiasi degli elementi di identi-
ficazione (lettera e numero). In altre parole
con "locazione Al" intenderemo sempre
indicare la prima casella in allo a sinistra,
con "locazione CS" la terza casella della
terza fila e cosi via in maniera inconfondi-
bile.
memoria di questo genere il tempo di ac-
cesso può essere solo un tempo di ucce.s.so
medio nel senso che se il nastro dura ad
esempio 100 secondi, avrà un tempo di
accesso medio di 50 secondi (vedi figura 4).
Come detto in precedenza, una macchi-
na di calcolo si appoggia per effettuare il
proprio lavoro interno su una memoria ad
accesso casuale a cui accede velocemente
mentre per la manipolazione di grosse moli
di dati utilizza una memoria cosiddetta a
medio lermine quale ad esempio un'unità a
dischi.
Senza divagare oltre vogliamo ora .sof-
fermarci sulle memorie ad accesso casuale
circuito in piccola serie le PROM. La fun-
zione é sempre quella di memorie in cui si
può solamente leggere una volta program-
mate. ma hanno un corso di programma-
zione dilTerente dalle ROM, Quando una
PROM "vergine" esce dalla fabbrica ogni
sua locazione può essere assimilata ad un
circuito come quello rappresentato in figu-
ra 5a. In tuie circuito le lampadine sono
originarianicnlc tutte accese c possiamo
idealizzare che esse rappresentino la parola
Il 1 1 1 1 1 1. Se ora premiamo il primo, il
secondo, il sesto e l'ottavo pulsante otter-
remo di bruciare j rclulìvi fusibili c quando
lutti I pulsanti saranno rilasciati, la parola
94
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
MCmnrofacili
11111111
che leggeremo sarà 0011 1010. Nelle
PROM vergini, ogni locazione contiene
una parola formata da tutti “1" ed “alle
spalle" di ogni ”1 " c’è un inicrofusihile in-
tatto. Bruciando i microfusibili voluti, con
procedimento che discuteremo più avanti,
otterremo di trasformare gli ”1" in "0”. e
quindi di programmare te varie locazioni
nel modo opportuno. Naturalmente ab-
biamo dato una descrizione molto somma-
ria che comunque può essere utile come
primo approccio a questo tipo di memorie
dando una rudimentale idea sul modo in
cui esse vengono programmate.
Più avanti nella nostra descrizione tro-
viamo le EPROM che hanno la prerogati-
va di poter essere cancellate e riprogram-
mate se necessario. Brevemente diremo
che le EPROM non contengono microfusi-
bili da bruciare ma si avvalgono per la
programmazione di una tecnica che per-
mette di modificare in maniera quasi-per-
manente la struttura interna del compo-
nente in modo da ottenere nelle locazioni
desiderate le opportune parole binarie. Ta-
li componenti possiedono sul contenitore
una finestra di quarzo la quale, se sottopo-
sta per un certo periodo di tempo ad illumi-
na/ione di raggi ultravioletti, permette la
cancellazione di tutte le informazioni con-
tenute nella memoria mettendola nelle
condizioni di poter essere riprogrammata.
Come ultimi elementi, tra quelli da noi
indicati, ci sono le EAROM simili alle
EPROM ma con la differenza che possono
essere cancellate molto più facilmente e
cioè applicando una tensione, detta lensio-
ne di cancellazione, su un apposito piedino
del dispositivo.
Non richiedendo sul contenitore la pre-
senza della finestra di quarzo, esse risulta-
no meno costose delle EPROM.
Un'altra differenza sostanziale tra le
memorie RAM e tutti i tipi di ROM de-
scritti è che le prime mantengono l’infor-
mazione memorizzata fintantoché sono
alimentate, cioè finché è presente tensione
nel circuito mentre le altre conservano l’in-
formazione anche se non alimentate.
È bene aggiungere ancora per quel che
riguarda le RAM che queste possono esse-
re di due tipi e cioè statiche o dinamiche-,
sono entrambi dispositivi "volatili” nel
senso specificato sopra, solo che i primi,
cioè le memorie statiche, non danno più
problemi nel mantenimento dell’informa-
zione una volta che quest'ultima è stata
memorizzata in esse mentre le RAM dina-
miche tenderebbero a perdere i dati, anche
con la corrente attaccata, se questi ultimi
non fossero periodicamente rinfrescali in
memoria ad intervalli dì circa 2 millisecon-
di. Un ciclo di rinfrescamento (refreshing)
in pratica conferma di volta in volta dati in
memoria che altrimenti scomparirebbero.
Sembrerebbe a questo punto più conve-
niente utilizzare nei propri progetti delle
RAM statiche e se questo è vero da un
punto di vista costruttivo, lo è un po’ meno
da un punto di vista economico costando
le memorie statiche molto di più rispetto a
quelle dinamiche. Inoltre le singole celle di
una RAM dinamica sono costruttivamen-
te meno complesse ed occupano, diciamo
cosi, meno spazio aH'inlemo del chip su cui
viene fabbricata la memoria ed in propor-
zione, a parità di dimensioni del chip, se la
memoria è dinamica, essa contiene circa il
doppio delle informazioni rispetto ad una
memoria statica. Proponendoci di tornare
a parlare più in detta^io in altra occasione
dì questo argomento, approfondiamone
un altro a cui abbiamo accennato più volte
nel corso dell’articolo.
Programmiamo una memoria
Abbiamo parlalo di memorie e della lo-
ro programmazione ma non abbiamo an-
cora bene specificato che cosa significhi
programmare una memoria e quali siano le
operazioni da svolgere per ottenere tale
scopo. Per rimanere nello stile dell'artìcolo
cercheremo di spiegare queste cose con
semplici esempi ed in modo non mollo
rigoroso in maniera tale che possano essere
alla portala di chiunque.
Riferendoci per generalità ad una me-
moria a lettura / scrittura, cominciamo col
dire che la programmazione di una memo-
MDTDrDTOrDTOrQrCh
PRIMA PAROLA
OTTAVA PAROLA
MCmicrocompuler n. 34 • ottobre 1984
ria consiste sostanzialmente nella memo-
rizzazione di dati aH'intemo di essa.
Supponiamo dì avere a disposizione per
i nostri esperimenti una ipotetica RAM 8
X 8; questo significa che disponiamo di un
dispositivo capace di conservare 8 parole
digitali ciascuna composta da 8 bit (vedi
figura 6). Naturalmente, anche se non
esplicitamente specificato, non é detto che
le memorie debbano necessariamente con-
tenere sempre parole da un byte (8 bit) ma
possono contenere anche parole di altre
dimensioni. Come potrete semplicemente
verificare, la nostra RAM contiene 64 cel-
lette elementari ognuna delle quali é capa-
ce di contenere uno solo dei bit costituenti
l'informazione digitale. Se vogliamo con-
servare la parola ”00101 101" nella prima
fila di otto cellette elementari, dovremo
naturalmente conservare il primo bit. uno
"0” nel nostro caso, nella prima cella della
prima fila; il secondo bit, un altro zero,
nella seconda cella sempre della prima fila:
il terzo bit, un "I" questa volta, nella terza
cella e cosi vìa fino al completamento della
fila che corrisponde al completo inseri-
mento del dato in memoria. Possiamo im-
maginare di compiere, sempre nella nostra
ipotetica memoria 8 x 8, le seguenti ope-
razioni per raggiungere il risultato descrit-
to (si faccia riferimento alla figura 7): per
prima cosa poniamo il dato da memorizza-
re sugli otto terminali di ingresso dati dopo
di che premiamo per un attimo il pulsanle
contrassegnato dal numero I (7a); compiu-
te tali operazioni ci ritroveremo nelle con-
dizioni della figura 7b. cioè con il dato
memorizzato nella prima fila. Come tra-
spare da quanto detto, l'ingresso dei dati é
unico mentre la fila in cui lo si vuole con-
servare viene selezionata dal pulsante pre-
muto. Una fila di otto bit prende il nome di
D-D-D-D-D-D-D-D
registro di memoria: la nostra memoria
possiede quindi otto registri. Per effettuare
una operazione di lettura possiamo imma-
ginare che ogni qual volta noi premiamo
USCITA DATI
fieiim s - l
'irta RAM
un pulsante, sui terminali di "uscita datC'
compaia la parola contenuta nel registro a
cui corrisponde il pulsante. Riguardo alle
considerazioni elettriche per il momento vi
basti sapere che in ogni cella si può imma-
ginare contenuto un circuito simile a quel-
lo della figura I con l'interruttore che apre
il circuito, (togliendo cosi tensione dai capi
della lampadina) in corrispondenza ad uno
"0" posto sull'ingresso dati della memoria
e che lo chiude in corrispondenza ad un
"1" logico.
Per essere leggermente più rigorosi dia-
mo una occhiata alla struttura schematiz-
zala in figura 8 la quale rappresenta la
nostra RAM 8 x 8 in maniera abbastanza
simile alle memorie reali.
Le operazioni di lettura e di scrittura
sono pressappoco le seguenti: per la scrit-
tura si pone per prima cosa il dato che
vogliamo registrare sui terminali di "in-
gresso dati"; poi si pone sull'ingresso indi-
rizzi l'indirizzo del registro in cui si vuole
memorizzare il dato posto sui terminali di
"ingresso dati". Questa volta la fila di celle
su cui vogliamo agire è identificala indirei-
tamenle da un numero binario di Ire bil.
Con tre bit si possono ottenere otto diverse
combinazioni e precisamente
0 000 4 100
1 001 S 101
2 010 6 HO
3 Oli 7 HI
ciascuna delle quali, grazie ad un apposito
decodificatore, identifica un registro diver-
so.
A questo punto per poter effettuare la
scrittura non ci resta altro da fare che pro-
vocare la adeguala variazione di livello sul
terminale "scrittura" mandandolo ad
esempio dal livello "0" al livello "l" (cioè
da 0 volt a -1-5 voli).
Per rileggere il dato le operazioni sono
analoghe e cioè bisogna selezionare il regi-
stro da cui si vuol leggere ponendo l'ade-
guala combinazione sull'ingresso degli in-
dirizzi e poi abilitare adeguatamente il ter-
minale di “lettura" per veder comparire in
uscita il contenuto del registro selezionato.
Un'ultima considerazione vogliamo far-
la sul terminale "selezione del chip": esso
serve, quando in un circuito siano presenti
più chip di memoria, a selezionarne uno in
particolare, abilitando appunto il termina-
le in questione ponendolo nella opportuna
condizione logica. Si tenga ancora presen-
te che quando le linee di indirizzo aumen-
tano molto, i terminali di ingresso ed uscita
dati vengono tenuti in comune ed è una
adeguata logica di controllo che discrimi-
na quando essi sono ingressi o quando
sono uscite.
Per quanto riguarda la scrittura nelle
ROM programmabili dairulcnle (PROM,
tPROM ecc.)essa avviene sostanzialmen-
te nello stesso modo che in una RA M solo
che. dopo aver specificato dati ed indiriz-
zo. si manda su un apposito terminale un
impulso ad elevala tensione, tipicamente
intorno ai 25 volt, per ottenere la memoriz-
zazione permanente. Iè€
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Data Base
Data Base Management System:
le fasi della realizzazione
di Andrea de Prisco
Conlinua il nostro piccolo viaggio nel montio elei Data Base.
Dopo aver introdotto il concello di dolo,
leggermenie più esleso di quello adoperalo generalnmile in Basic,
in questo numero analizzeremo un po' più da vicino
le tre fasi della reedizzazione di una buse di dati
presso una qualsiasi azienda.
con particolari riferimenti all'esempio della biblioteca già visto il mese .scorso.
Seconda parte
Raccolta dei requisiti
Si parte dai Bisogni degli Utenti: dò che
I comniiilenlì della Base vogliono auloma-
tiMare. Generalmente le basidi dati vengo-
no installale in posti dove già esiste un
sistema informativo: combinazione di ri-
sorse umane e materiali c di procedure or-
gani/yate per la raccolta, archiviazione
elaborazione e scambio dell'informazione.
In mento all'esempio della biblioteca, gli
addetti ai prestiti e consultazioni maneg-
giano informazione anche senza l'ausilio
di computer. L'insieme di schedari, regi-
stri. gli elenchi (cartacei) di tutti gli utenti
sono "informazione" allo stesso modo dei
milioni 0 miliardi di bit sparsi su una unità
a dischi rigidi. Non bisogna mischiare le
due cose. Quando salta fuori il computer,
si parla di sistema informatico, come soi-
loinsicme di sistema informativo, finaliz-
z.ato al trattamento automatico dell'infor-
mazione.
II primo vero e proprio passo verso l'au-
lomazione é la Raccolta dei Requisiti: in
questa fusesi analizzano le procedure (ma-
nuali) già esistenti, estraendo il comporta-
mento che dovrà avere il sistema da realiz-
zare. l-a buona riuscita di questa fase sta
tutta nella abilità di chi la cura. Si tratta di
compiere vere e proprie indagini sul com-
portamento della attività non automatiz-
zala: scoprire cosa effeilivamcnie vale la
pena di far fare a un computer, quali nuove
priKedure inserire, di cosa il futuro utente
della base di dati avrà bisogno ed altro. Il
tutto interrogando gli “omini" del luogo
(gli addetti, per intenderci) che di solito
sono un po' restii a dare informazioni. Es-
senzialmente per due molivi: primo, l'inna-
ta paura della macchina che fa cose da
uomini: in secondo luogo chiunque ha ben
imparato il suo mestiere difTicilmente svela
isuoi trucchi. E cosi la prima cosa da fare è
familiarizzare coi dipendenti della società
committente ...
Raccolti tutti i requisiti, il passo succes-
sivo è estrarre da questi:
• Le categorie di dati che andranno trat-
tati dal sistema informatico.
• Le condizioni che devono soddisfare i
dati perché siano significativi.
• Le procedure aziendali da aulomaliz-
• Parametri quantitativi sul volume di
dati da trattare.
• Grado di privatezza e sicurezza dei
dati.
Per quanto riguarda il primo punto c'è
ben poco da dire. Di solito i dati trattati dal
sistema informatico sono direttamente
ereditali dui sistema informativo già esi-
stente. con al più nuove classi, se necessa-
rie. a causa di inserimento di nuove proce-
dure non contemplate precedentemente.
Il secondo punto riguarda i co.siddelli
vincoli di integrità: opportune specifiche
alte a rendere quanto più signiricaiivi e
reali i dati mantenuti. Tanto per fare un
esempio, un vincolo di integrità potrebbe
essere il controllo sulla data di riconsegna
di un libro, necessariamente successiva a
quella di prestilo. Sembrerebbe una cosa
inutile, ma serve, insieme agli altri vincoli
descrivibili, a minimizzare possibili errori
fra i dati.
il terzo punto va analizzato ponendo
l'attenzione su cosa devono fare le varie
procedure più che sul come farlo. È solo
nella fase di realizzazione vera e propria
che verranno descritti i funzionamenti.
Per quanto riguarda i parametri quanti-
tativi sul volume di dati, la cosa che biso-
gna maggiormente considerare é il loro
tasso di crescita e la frequenza di atti vazio-
ne delle procedure aziendali. In alcuni casi,
la mole di dati iniziali è solo una frazione
dei dati effettivamente usati in seguito dal-
la base.
L'ultimo punto riguarda la privatezza e
la sicurezza dei dati. Più che ad una biblio-
teca proviamo a pensare a una banca, e a
che cosa potrebbe succedere se i dati non
fossero abha.slanza al sicuro. Cosa direste
se un giorno andando in banca dovessero
comunicarvi che non .sanno più quanta
avete in deposito?
Sicurezza tanto contro inconvenienti in-
volontari. quanto contro quelli a carattere
piraleggiante.
Compresa accidentale mancanza di elet-
tricità. sul più bello di una modifica alla
base di dati.
Progetta/ione
Dopo la fase di raccolta e definizione dei
requisiti, si passa al progetto concettuale
della base di dati.
Purtroppo non e.sistc un'unica definizio-
ne di progetto concettuale: uno dei pumi di
accordo é che il progetto non sia troppo
orientato ad aspetti realizzativi, ma sia
usalo essenzialmente per verificare la con-
gruenza con i requisiti specificati, nonché
come mezzo di comunicazione non ambi-
guo tra i progettisti e con il committente
della base di dati.
Vengono partoriti i vari schemi, tra cui
quelli che mettono in luce le associazioni
tra dati.
È que.sto il punto cardine di lutto il di-
scorso: il vero passo in avanti portato dal-
l'introduzione sul mercato dei sistemi di
gestione per basi di dati è la possibilità di
agire simultaneamente su più insiemi di
MCmicfOComputer n 34 • ottobre 1984
dati, correlali tra loro. Con i normali sisie-
mi di archiviazione, dò non era possibile.
L'insieme o era unico, o la corrcla/ione Ira
insiemi di dati doveva essere realizzata dal
programmatore a livello di software. La
domanda comunque resta sempre: perché
organizzare dati in più insiemi e correlarli
tra loro?
Tanto pcrcambiarc. il motivo principale
è niinimi/atarc la ridondanza, ossia ripeti-
zioni di dati (di informazione) con ovvio
spreco di memoria. Oltre a questo, una
migliore organizzazione degli stessi per-
mette di sfruttare facilmente nuove proce-
dure non utilizzate precedentemente- Per
chiarire meglio questo concetto, facciamo
un ulteriore esempio. Immaginiamo di vo-
ler costruire una mini base di dati su un
insieme di indirizzi e numeri telefonici dei
nostri conoscenti, sparsi un po' in tutta
Italia, ma con ovvi picchi nella nostra città.
Ogni registrazione (elemento registralo)
sarà composta dai seguenti campi:
Cognome
Recapito
N. Civico
Telefono
Prefìsso
C.A.P.
Città
È chiaro che se conosciamo 50 persone a
Bergamo. 25 a Chicli e 30 a Callanissetla.
nel nostro insieme di dati la sequenza Cit-
là = Bergamo. C.A.P. = 24100. Prefis-
so =035 sarà inutilmente ripetuta 50 volle,
cosi come per Chicli e Callanissetla e loro
relativi C.A.P. e Prefissi.
Se scomponiamo il nostro insieme di in-
dirizzi in due insiemi. Località e semi-indi-
rizzi, potremo risparmiare un po' di me-
moria (nel riquadro i coniicmi). L'insieme
dei semi-indirizzi sarà composto dai se-
guenti campi:
Nome
Cognome
Recapito
N. Civico
Telefono
SiglaCittà
Mentre l'insieme delle località, dai campi.
SiglaCittà
NomeCiltà
Prefisso
C.A.P.
Per ogni conoscente di Bergamo basterà
specificare BG. nel campo SiglaCittà. Per
quelli di Chicli e Callanissetla. nspeiiiva-
mcnlcCH eCL- Il nostro insieme di locali-
tà sarà composto da soli tre elementi:
SiglaCittà = BG
NomeCitlà = Bergamo
Prefisso = 035
C.A.P. = 24100
SiglaCittà=CH
NomeCitlà = Chicli
Prefisso = 0871
C.A.P. = 66100
SiglaCiltà=CL
NomeCitlà = Caltanisscila
Prefisso=0934
C-A-P. = 93100
La correlazione tra dati è rappresentata
dal comune campo SiglaCittà nei due in-
siemi. Nella costruzione della Base di Dati,
si specifica che SiglaCittà non è normalissi-
mo campo, ma un puntatore aU'insieme
Località. Automaticamente, il sistema, ad
ogni interrogazione suH'indirizzo di un de-
terminalo conoscente, ricostruirà l'cnnu-
pla completa, agendo su tuU'edue le classi,
restituendo:
Nome
Cognome
Recapito
N. Civico
Telefono
SiglaCittà
NomeCiltà
Prefisso
C-A.P-
Come si può notare, pur avendo rispar-
miato un bel po' di spazio, non abbiamo
rinunciato a nulla, anzi, abbiamo anche
l'informazione circa la sigla automobilisti-
ca.
Per quanto riguarda l'aspetto procedu-
rale. se abbiamo conoscenti in tutta Italia
(forse a questo punto è meglio parlare di
clienti di qualche ditta, per essere più reali),
organizzando in questo modo i dati, po-
tremmo usare Tinformazione in nostro
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
Qualche calcolo
Ncirurlicolo di questo mese e su quello del
numero scorso è stalo più volte ripetuto che
orgum/zundo dati in più classi (se c il caso,
anche compiendo scomposizioni) c possibile
rispurmiure un po' di spazio su disco. L'esem-
pio trattalo riguarda un indirizzario: la classe
degli indirÌ7.zi c stala suddivisa nelle due classi
Semi-indirizzi c Città:
SEMI
INDIRIZZI
! CITTA’ !
I !
La classe Città contiene Nome. Prefisso.
C.A.P. c sigla automobilislica di tulle le città
italiane (o solo di alcune, volendo). La classe
dei Semi-indiriz/i. per ogni persona, nomo,
cognome, recapito, telefono e sigla della città
in cui abitano.
Inutile dire che se dobbiamo inserire un
indirizzo di qualeuno che non abiui in città,
nulla ci vieta di inventarci cx-novo sigle auto-
mobilistiche (un paio di caratteri del nome). A
noi imercs-sa risparmiare spazio, non fare a
tulli i costi qualcosa di giuridicamente corret-
rucciumo qualche calcolo: supponiamo di
dover registrare 80 indirizzi di Roma. S di
Viterbo. 4 di Firenze, .t di Modena. Essendo
cosi limitato l'insieme di città usate, inserire-
mo nella classe Città soliamo Roma. Viterbo.
Firenzee Modena. Per ogni Città, stimiamo di
adoperare 1 8 byte (2 per la sigla. 7 per il nome.
4 per il prefisso. 5 per il C.A.P. I- In tutto 72
byte occupali dalla classe Città. Per ogni Se-
mi-indirizzo ci serviranno 10 byte per memo-
rizj'iirc il nome, 10 per il cognome. 15 per la
via. 3 per il n. civico. 7 per il telefono e 2 per la
sigla della città in cui si abita.
In tutto fa:
(RO-i-5-l-4-(-3) X (IO-l-IO-l-l5-l-3-t-7-l-2) =
4324 byte occupati dalla classe Semi-indirizzi;
sommando a questi i 72 byte dell'ultra classe fa
4396 byte per memorizzare la nostra piccola
Proviamo ora a calcolare lo spazio che
avremmo occupato senza la suddivisione nelle
due classi. Per ogni registrazione ci servono IO
byte per il nome, 10 per il cognome. 15 per la
via. 3 per il n. civico. 7 per il telefono, 4 per il
prefisso, 7 per la città e 5 per il C.A.P.. In lutto:
(80-I-S-I-4-I-3) X (10-I-I0-I-I5-I-3-I-7-I-4-I-7
-f5) = 5612 byte
... delti anche 1288 byte butiaii (30"„).
quanti cfrellivamenlc se nc sprecano per mc-
moriz.zare inuiilmemc in più 79 volle Roma.
79 volte 06. 79 volle 00100 ecc. ecc-
100
possesso per conoscere ad esempio il
C-A.P. di qualche ciità senza necessaria-
mente ricorrere a qualche elemento che
abita li.
Rcaliz/a/ione
Dopo la definizione dei vari schemi, del-
le classi di dati che useremo, delle varie
procedureche saranno utilizzate con la Ba-
se di Dati, inizia la vera e propria fase di
realizzazione. È solo in questo momento
che entrano in hallo le caratteristiche speci-
fiche del sistema di gestione per basi di dati
da noi utilizzalo. L’ultimo passo dipende
cioè dallo specifico linguaggio adottato.
Come già anticipato nel numero scorso, un
SGBD c paragonabile a un potentissimo
linguaggio di programmazione, partico-
lurmcntc orientato al trattamento dei dati.
Gli operatori disponibili sono a decine, e
tulli dalla potenza incredibile. La fase di
realizzazione, dopo aver eseguito una buo-
na raccolta e definizione dei requisiti c un
buon progetto concettuale, diventa la più
facile delle tre operazioni.
Il programmatore (quasi) non deve far
altro che tradurre in un linguaggio più pre-
ciso quanto partorito nelle due precedenti
fasi. Oggi, installare una base di dati non
vuol dire organizzare informazione su me-
moria di massa. Niente problemi di Sorl
(ordinamento), raccolta, verifica e recupe-
ro dei dati: a tutto questo pensa il sistema.
Anzi, la tendenza attuale è proprio quella
di ottenere l'iodipendenza delle applicazio-
ni dall'organizzazione fisica e logica dei
dati. Indipendenza fisica vuol dire che .se
un sistema é Data Base non dovremo mai
sentirci limitati da come vengono organiz-
zali fisicamente su disco i dati. Se vogliamo
trattare rinformazione in un determinato
modo, il sistema non deve impedircelo.
L'indipendenza logica é un po' più com-
plicala da spiegare e allo stesso tempo an-
che più difficile da garantire. In parole po-
vere. dopo aver progettalo e realizzato una
Base di Dati secondo uno schema logico,
modifiche a questo non devono ripercuo-
tersi anche sui programmi applicativi (pro-
cedure) già scritte.
Sempreehé le modifiche non siano radi-
cali.
Meno parole ...
Con gli elementi in nostro possesso, pos-
.siamo divertirci un po' a simulare l'instal-
lazione di una Base di Dati presso una
biblioteca. La prima operazione che com-
piremo è quella dì definire le categorie di
dati da trattare. Immaginiamo che possa
usufruire della biblioteca qualsiasi cittadi-
no dotato di regolare documento di rico-
noscimento. È possibile consultare qual-
siasi libro o pubblicazione c prendere in
prestito per un limitalo numero di giorni
(diciamo al più 10 gg.) solo un soltoinsìc-
medel materiale in possesso della bibliote-
ca. Ciò per evitare che te.sti di particolare
interesse siano non disponibili per la con-
sultazione. Inoltre, se un lesto non é pre-
sente. l'utente può lasciare una prenotazio-
ne che blocca il testo al momento della
riconsegna per 24 ore. tempo massimo
concesso per il nuovo ritiro, .senza che altri
glielo "rubino".
Tra i vincoli che imporremo: ogni utente
non può prendere in possesso più di Ire
libri e non gli vengono più concessi prestiti
se precedentemente ha riconsegnato un li-
bro con più di due giorni di ritardo.
1 dati che iralteremo riguardano i mate-
riali in possesso della biblioteca, la lista di
lutti gli utenti che consultano o prendono
in prestito libri o pubblicazioni, tulle le
prenotazioni e l'insieme dei materiali in
prestito. La situazione è mostrala in figura
I ed èia stessa vista nel numero scorso, con
la sola aggiunta dei nomi delle associazioni
tra oggetti di classi diverse.
Di maggiore rilevanza è curare l'aspetto
procedurale: quale sarà il comportamento
della basedi dati una volta funzionante. Le
principali operazioni che verranno svolle
saranno appunto quelle inerenti prestili,
consultazioni e restituzione dei materiali.
Oltre a queste, la possibilità di conoscere la
lista dei libri che dovrebbero essere resti-
tuiti in giornata (di ogni libro prestato si
conosce la data di restituzione), la lista
degli utenti ritardatari, i lesti maggiormen-
te richiesti ed altro. Inutile dire che il siste-
ma dovrà auiomutìcamcnle stabilire se
concedere o meno un prestilo. In altre pa-
role, oltre a sapere se il libro sia o no pre-
sente tra gli scalTali. deve controllare i
quattro seguenti vincoli;
• Il testo è tra quelli prestabili.
• L'utente non ha più di due testi già in
prestito-
• L'utente non é un rilardalario.
• Il lesto non è stalo già prenotato da
qualcuno (o la prenotazione è scaduta).
Ai momento della riconsegna, il sistema
esegue le due seguenti operazioni:
•Toglie il testo dalla classe dei Materiali
Prestali.
• Controlla che non siano passali più di
l2giornidalladaiudi consegna (altrimenti
segnala l'utente nella cla.ssc come utente
ritardatario).
Per questo mese ci fermiamo qui. Sul
prossimo numero vedremo come sia possi-
bile realizzare una tale base col modello
semantico dei dati sfruttato dal Basic-mi-
calanto e dai linguaggi SGBD deirullima
generazione. Teniamo a ricordarvi che il
Basic-micalanio. seppur inventato di sana
pianta per mostrare come si operi su insie-
mi di regi-sirazioni. non dilTerisce mollo dai
sistemi dì gestione per basì dì dati oggi in
commercio: il suo uso é particolarmente
adatto a noi (Basic-dipendenti) maledetta-
mente abituati ai numero linea e ai GOTO.
MCmicrocompuier n, 34 - ottobre 1984
101
Vferbatim
Datalife
Diablo i
1
Stampanti '
EPSON 1 GRn^TEC
Computcrs ^Bi (
p Stampanti Plotters / Digitizers
datasouth
Olympia
StampantP
Terminali Video
Stampanti a margherita
SCEUIE OBBLIGAIE
PERCQMBIIIAZIQNI
VraCENTI.
Per ulteriori informazioni e per conoscere l’indirizzò del
RIVENDITORE più vicino, rivolgersi a TREPIU’
di Maurizio Bergami
Le variabili di sistema
bassa dello schermo ed il colore di BORDER.
Ecco il significato degli otto bit che la compongono.
I primi tre sono per l'INK della i-ona bassa dello schermo: i
secondi Ire invece per il colore di PAPER della slessa zona, colore
che è uguale a quello di BORDER. Infine gli ultimi due bit
controllano rispettivamente il BRIGHT ed il ELASH sempre del
lower scrcen.
Con questa variabile é quindi possibilemodificarei colori delle
zone dello schermo interessale con una semplice POKEc addirit-
tura avere le linee di input lampeggianti o più luminose.
Ecco come si può fare;
POKE 23624, a- <colore di BORDER> + <colore di INK > . CLS
perottenere gli effetti di FLASHe, oBRIGHTbi.sognaaggiunce-
re 128 (FLASH ile o 64 (BRIGHI 1),
Proviamo un esempio tanto per chiarire le idee: supponiamo di
volere un BORDER blue, per le righe di input, un INK magenta.
I colori corrispondenti a blu e magenta sono l e 3. quindi
dovremo fare:
POKE 23624, 8-t 3: CLS. Cioè POKE 23624, 11 CLS
purtroppo il colore del bordo rimarrà invariato lino alla successi-
va pressione di un tasto quai.siasi; perchè i Ire colori cambino
contemporaneamente conviene allora far precedere la POKE da
un BORDER appropriato (BORDER I m questo caso).
II programmino che segue permette di giocare un po' con
BORDCR per provare varie combinazioni di colore.
Cominuiumo il nostro "rìaggin". iitiziaio il mese scorso, all'iii-
lento lidie variahiU di sistema dello .‘>yJÉ’[7r«Hi.
Le variahiU di sLstema, tu ricordiamo per dii avesse perso la
pianala precedente, .sono delle celle di memoria dove il computer
memorizza i dati di cui ha bisogna per liaizionare corrctiamenie: ad
esempio il valore della RA,\fTOP. i colori di BORDER. INK e
PA PER. l'indirizzo al gitale inizia U programma Basir e mollissime
altre informazioni.
2.3621/2 PF*C
Contiene il numero della linea di programma in corso di esecu-
10 INPUT "LOUItf »Cfttft INK ? '■
; LowmK
00 INPUT "Low«r tcr««n paper ?
Loupaper
30 LET va L«8« lowpapcr -f Loitfin K
40 INPUT "FLASH ? (a/n) "jfl
50 INPUT "'BRIGHT 7 ta/n)
60 IF f*»"'a" THEN LET vaL«vaL +
1S8
70 IF bt*""a" THEN LET wai«vai.+
64
80 BORDER Lowpapar; POKE 03604
2,3623 SIBPPC
Contiene il numero dello statemeni in esecuzione, ovviamente
all'interno della linea sopra menzionata.
Sin questa variabile che la precedente sono di ben poca utilità
per il programmatore. L'unico uso che ci viene in mente è in
unione ad ERR NR per forzare dei me.ssaggi di errore. Come
ricorderete, qucsl'ultima variabile contiene il numero corrispon-
dente al messaggio di errore che viene stampalo sullo schermo,
meno I. Nel caso di un errore 7 (RETURN without GOSLIB)
ERR NR conterrebbe quindi il numero 6. Se non si verificano
errori (repori 0 OK) contiene invece 255.
Per ottenere un dclerniinalo messaggio di errore basta allora
POKare in ERR NR il numero voluto, ricordandosi di sottrarre
l. e poi assicurarsi che il programma termini senza errori.
Il modo più semplice è probabilmente questo:
POKE 23610, < CODICE ERRORE - 1 > GOTO 9999 9999 REM
La linea ha il solo scopo di impedire che il GOTO produ-
ca il messaggio 0 OK.
In questo modo. però, nel messaggio di errore comparirà il
numero di linea 9999. Per forzare ancoe il numero di linea si
possono appunto sfruttare PPC’ c SUBPPC: se N è il numero di
linea desiderato basta trasformare la linea 9999 in
9999 POKE 23621. N - 2S6-INT (N/256),
POKE 23622, INT (N/256):
POKE 23623, <numero di stalement>
23624 BORPRCR
Questa viiriabile controlla gli aitrihuli di colore della parte
2-3625/6 KPPC
Contiene il numero delia linea sulla quale si trova il cursore.
Modificando il valore di EPPC da programma non si ottiene
alcun effetto visibile, però può ugualmente servire nei programmi
nei quali occorre spesso modificare una linea (ad esempio per
cambiare una funzione delìnibile). Posizionando il cursore al
punto giusto nel corso del programma sarà possibile editare la
linea semplicemente premendo EDIT all'arresto delfesecuzione.
2.3627/8 VARS
È il puntatore alla zona di memoria nella quale sono contenute
le variabili del programma Basic. Il manuale riporta, al capitolo
24, il modo in cui esse sono codificale in quest'arca.
2,3629/.3fl DF-ST
Contiene l'indirizzo in memoria della variabile che viene asse-
gnata con un LEI- Se la variabile è già csisienle allora DESI
punta alla sua posizione nell'area variabili, altrimenti punta all'i-
nizio del suo nome nell'area di programma.
In 10 LET A = 0. ad esempio. DESI punterebbe all'indirizzo
della lettera A (ovviamente solo se la linea non fosse stata già
eseguita in precedenza).
Si può sfruttare DESI per trovare l'indirizzo di una variabile
numerica in questo modo:
10 LET A-0
20 LETAMA
30 PRINT PEEK 23629 256 • PEEK 23630
MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984
103
236.15/6 PROG
L'indirizzo iniziale del programma Basic; punta al primo dei
due byte che contengono il numero di linea della prima linea di
programma. Senza microdrive collegatiquestoindirizzoò23755-
POKando in entrambi questi byte il numero Osi ottiene una linea
iniziale che non é possibile né editare né cancellare e nella quale si
pu(S inserire qualche messaggio di copyright. Per far ciò prima si
scrive la linea normalmente, mettendo il messaggio ad esempio
sotto l'orma di REM. poi:
POKE n , 0 - POKEn + 1,0
dove n - PEEK 23635 + 256 • PEEK 23636
Naturalmente questa forma di proiezione è cITicacc solo fino
ad un certo punto, perché basta cambiare un'altra volta il nume-
ro della linea sfruttando le stesse informazioni per renderla nuo-
vamente cdilabile.
Dal momento che la zona variabili, della quale abbiamo già
parlato, risiede in memoria esattamente sotto l'area Basic, é
possìbile conoscere molto semplicemente quanto spazio occupa il
programma con la linea:
LET lunghezza = PEEK 23627 4 256 • PEEK 23628 - PEEK
23635 - 256 • PEEK 23636 : PRINT "Il programma Basic occupa"
lunghezza; "byte"
2.1637/8 NXTLIN
L'indirìz/o della linea di programma successiva a quella in
esecuzione. Èuiile soprattutto a chi è solilo inserire suhrouline in
linguaggio macchina in linee REM (pessima abitudine, questa,
almeno sullo Spectrum.* Sullo ZX tfl era molto più efficace, ma
sul fratellino minore dello Spectrum. tra le altre cose, il program-
ma iniziava ad un indirizzo fisso in memoria).
Si fa cosi:
9900 LET A = USR (PEEK 23637 + 256 • PEEK 23638 + 5)
9910 REM . ... (linguaggio macchina)
Aggiungendo una linea 9920 RETURN si ottiene una subrou-
line in L M richiamabile da Basic semplicemente con un GOTO
9‘XK).
236.19/40 DATADD
E un puntatore all'ultimo elemento dell'ultima lista di DATA
Iella (il carattere di ENTER oppure la virgola). Se non é siala
ancora eseguita alcuna istruzione di READ (oppure dopo un
RESTORE od un RUN) punta al byte che precede immediata-
mente l'area Basic, cioè il CHRS 12K (80 h) che marca la fine della
zona di ehannel ini'ormalion.
2.1641/2 LINE
Punta alla zona di memoria che risiede dopo quella destinata
alle variabili e che contiene le linee (oi comandi) in fase di editing.
Grazie a questa variabile si può calcolare sia Io spazio occupa-
lo da programma e variabili sìa dalle variabili solamente: basta
sottrarre airindìrìzzo che contiene, quelli puntati da PROG u da
VARS (naturalmente dopo che il programma abbia girato alme-
no una volta).
LETprogrvar = PEEK 23641 256 • PEEK 23642 - PEEK 23635 - 256 •
PEEK 23636; PRINT "Programma e variabili occupano" ' progvar :
byte "
LETvar = PEEK 23641 + 256 ■ PEEK 23642 • PEEK 23627 - 256 • PEEK
23628 PRINT "Le variabili occupano" ' var ; "byte"
23641/2 LINE
Punta alla zona di memoria che risiede dopo quella destinata
alle variabili e checontìene le lìnee (oi comandi) in fase di editing.
Grazie a questa variabile si può calcolare sìa lo spazio occupa-
lo da programma e variabili sia dalle variabili solamente: basta
sottrarre aH'indirizzo checontìene. quelli puntati da PROG o da
VARS (naturalmente dopo che il programma abbia giralo alme-
no una volta).
LETprogrvar - PEEK 23641 -i- 2S6 • PEEK 23642 - PEEK 23635 - 256 •
PEEK 23636 PRINT "Programma e variabili occupano" ' progvar :
"byte "
LET var = PEEK 23641 + 256 • PEEK 23642 • PEEK 23627 - 256 • PEEK
23628 PRINT “Le variabili occupano" ' var ; "byle"
2.1658 FLAGS2
Il bit .Idi questa variabile segnala se le maiuscole sono attiva te;
in altre parole se si è o meno in condizione di CAP.S LOCK.
Per selezionare da programma le maiuscole si può quindi fare:
POKE 23658, 8
per tornare alle minuscole:
POKE 23658. 0
Ciò implica, naturalmente, che gli altri hit siano a 0: dì solito è
cosi, ma in qualche caso le due POKE possono provocare qual-
che strano elTello collaterale. Per essere sicuri di non aver proble-
mi conviene allora controllare prima il contenuto di (-'LAG.S 2
con una PEEK.
2.3659 DF SZ
Contiene il numero di linee (di solilo 2) della parte ba.ssa dello
schermo, riservata normalmente all'INPUT cd ai messaggi dei
I vecchi possessori di uno ZX 81 avranno già pensalo alla
possibilità di ridurre DF SZ a zero per poter ulilizziirc anche le
ultime due linee: chi ci ha provato avrà constatato come il sistema
obietti violentemente al tentativo rispondendo con un blocco al
quale non si può rimediare se non scollegando ralimcniazione (c
perdendo lutto il contenuto della RAM).
Quello che provoca il blocco dello Spectrum non é tuttavia
risiruzione POKE 23659. 0. che effettivamente permetterebbe di
scrivere nella venliduesima e vcntilrecsima linea, ma il fallo che
appena il sistema operativo prova a scrivere qualcosa in quella
zona (ad esempio il classico rcporl 0 OK al termine dell'esecuzio-
ne) non trova più lo spazio disponibile e va in crash.
La soluzione al problema è quella di riportare DF .SZ alla
normalità con un POKE 23659.2 subito dopo aver elTetiua togli
opportuni PRINT- Inoltre occorre evitare che lo Spectrum tenti
di scrivere qualcosa nelle ultime due linee mentre DF SZ vale
ancora 0: questa possibilità sì verifica se sì ferma il programma
con un BREAK, se lo schermo si riempie e lo Spectrum prova a
chiedere "Scroll?" e co.si via.
Da notare che PRINT AT accetta solo numeri di linea fino a
22. quindi PRINT AT 23. ... non funziona; si può in ogni caso
aggirare il problema e riuscire a scrivere direttamente sull'ultima
linea con PRINT AT 22.31 '.
Ecco un brevissimo programma dimostrativo:
le POKC 83669,0
20 FOR i»Z TO 23
30 PRINT i
40 NEXT i
60 PRUSE 1: PAUSE 0
60 POKE 83669,8
11 l'atto che il sistema si blocchi quando DF SZ vale Oc si prova
a fermare l'esecuzione con un BREAK mette a disposizione del
programmatore un metodo semplice per la proiezione dei pro-
grammi. usalo anche da alcune software house professionali,
come la Melbourne House in Hungry Horaee.
Basta infatti aggiungere al programmino Basic che carica lo
SCREENS introduttivo ed il programma vero e proprio in lin-
guaggio macchina la linea l POKE 23659.0. In questo modo, se si
prova a dare il BREAK per riuscire a vedere quale indirizzo é
contenuto nella linea -. RANDOMIZE USR <ind. > (o simila-
re) che manda in esecuzione la parte in L M. il sistema si blocca
senza scampo.
I furbi, però, possono sempre caricare la parte Basic con un
MERGE che impedisce l'aulorun dei programmi, ed esami-
narsi il listalo in tutta comodità.
Terminiamo questa chiacchierala su DK SZ osservando che
esiste un modo molto più semplice di scrivere nelle ultime due
linee dello schermo: ricordando che lo sircam 1 (vedi la puntala
precedente, variabile STRMS) è connesso al ehannel K (parte
inferiore dello schermo), basta fare PRINT 5 1; ...
104
MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984
Olire alla maggiore praticità questo secondo metodo ha il
vantaggio di non provocare crash indesiderali.
23662/3 01.DPPC
Contiene il numero di linea alla quale salta, dopo un BREAK.
il comando CONTINllE;
23663 OSPPC
Numero dello statement al quale salta CONTINUE. aH'inler-
no della linea sopra menzionala. Sia questa variabile che la
precedente possono essere usale in fase di debugging per far
ripartire un programma, dopo un BREAK, alla linea ed allo
statement desiderati: un semplice GOTO ... non permetterebbe di
selezionare anche lo statement.
2.3670/1 SEED
Contiene il seme per la generazione dei successivo numero
casuale. Subito dopo l'accensione vale 0 e può essere modificato
con l'istruzione RANDOMiZE <numero> o semplicemente
con RANDOMIZE. Nel primo caso in SEED viene memorizzalo
il numero specificato, altrimenti II contenuto dei primi due byte di
FRAMES. Ogni volta che viene usala la funzione RND. SEED
viene modificato in base alla formula;
SEED (75 ■ (SEED - 1) mod 65537 - 1
il valore prodotto da RND altro non è se non SEED diviso per
655.36.
23672/3/4 FRAMES
È un contutore del tempo trascorso dal momento dell'accen-
sione. misurato in cinquantesimi di secondo. Può essere usato
come timer, ncordando però che il conteggio viene arrestato in
tKcasione di operazioni di SAVE. LOAD e BEEP.
Abbiamo già parlato di FRAMES in TulloSpcclrum di marzo;
in quella puntala, alla quale vi rimandiamo per un'analisi detta-
gliala delle possibilità offerte da questa variabile, sono presenti
alcuni programmi dimostrativi che permettono di u.sare lo Spec-
irum sia come orologio che come cronometro.
2.367.V6 IDG
Contiene Tindirizzo del primo dei caratteri grafici definibili
(all'accensione vale 32600 per lo Spectrum 16 K e 65368 per il 48
K). E lo stesso numero ottenibile con USR "a", espressione
pcrfellamcnle equivalente a PEEK 2.3675 -i- 256 • PEEK 23676.
POKando UDG con un valore più altosi possono guadagnare
un po' dì bytes dì memoria, fino ad un massimo di 168: bisogna
però ricordarsi di spostare successivamente la RAMTOPal valo-
re POKalo meno I , Raramente, tuttavia, ci si trova cosi a corto di
memoria da dover impiegare anche i bytes riservali ai caratteri
ridefinibili.
È più utile invece fare il contrario e predisporre in memoria più
di un set di caratteri grafici, selezionando quello desideralo al
momento di usarlo.
Per ogni set di UDG é necessario riservare 168 byte.
Una piccola nota per quello che riguarda il salvataggio degli
UDG su nastro: in numerosi programmi i caratteri grafici vengo-
no richiamali dal programma principale con un LOAD CO-
DE; conviene invece usure l'istruzione LOAD "" CODE USR
"a" che. anche se è un po' più lunga, permette di leggere i
programmi senza problemi, qualunque sia la versione di memo-
ria con la quale sono stali registrati.
2.3677/8 COORD.S
Non si tratta di una variabile a due byte quanto di due variabili
separate, che contengono rispcllivamenie le coordinate X e Y
deirullimo punto ploltalo. POKE 2.3677.X ; POKE 23678.y posi-
ziona il cursore grafico alle coordinate x.y ma, a differenza di
PLOT x.y non accende il punto specificato.
2.3679 P POSN
Contiene il valore 33 meno il numero di colonna al quale
apparirà il successivo carattere (non sullo schermo ma sulla
stampante). Modificare la variabile con una POKE non provoca
tuttavia un cambiamento della posizione di LPRINT se non si
modifica contemporaneamente anche PR CC (vedi sotto).
2.3680 PR CC
Contiene il byte meno significativo dell'indirizzo del printer
buffer al quale andrà il successivo carattere da stampare: in altre
parole contiene 23269 + il numero della colonna da stampare.
POKando PR CC si può cffeitivamente modificare la successiva
posizione di stampa, purché si modifichi contemporaneamente
anche P POSN. altrimenti il sistema non riconoscerà la fine della
linea in modo corretto.
2.3681
Il manuale dice di questa variabile che non è usala: in realtà
essa contiene il numero 91. cioè il byte allo deH'indirizzo del
printer buffer. Può essere impiegala per usi propri, ad esempio
per passare dei parametri ad una routine in linguaggio macchina,
a patto di non usare contemporaneamente la stampante. In
questo caso, infatti, il sistema operativo ripristinerebbe automa-
ticamente il vecchio valore.
2-3684/5 DE CC
Indiri/.zo dell'attuale po.sizione di PRINT all'interno del di-
splay file. Modificare questa variabile per cambiare la posizione
dì stampa épiulloslocomplicato. a causa della singolare organiz-
zazione del display file dello Spectrum.
Se la posizione di PRINT é Y.X allora si ha;
DF CC - 204$ • INT (Y/8 + 8) t (Y - 8 • INT (Y/8) ) • 32 + X
2-3688/9 S POSN
Anche in questo caso non si tratta dì una variabile a due byte
ma di due variabili; la prima contiene 33 meno l'attuale colonna
di stampa, la seconda contiene 24 meno l'attuale riga di stampa.
La prima delle due risulta molto utile durante la stampa di frasi
per evitare che una parola venga spezzata alla fine di una riga:
basta confrontare la sua lunghezza con il valore contenuto in
2.3688 meno I.
Il contenuto di 2.3689 può invece essere sfruttato per ripuli-
re automaticamente lo schermo prima che appaia la scritta
"scroll IF PEEK 23689 = 3 THEN CLS
23692 SCR CT
Contiene il numero di linee, più I. che verranno automatica-
mente scrollate prima che compaia il classico prompt in fondo
allo schermo. Normalmente vale I (cioè il prompt compare appe-
na lo schermo è pieno), ma può essere portato fino a 255.
Inserendo un'istruzione di POKE 23692.255 in un punto ese-
guilo spesso dal programma, in modo che SCR CT non raggiun-
ga mai il valore I. si ottiene uno scroll automatico.
I possessori di ZX 81 passali allo SFKX'trum spesso si lamentano
della mancanza, su quest'ultimo, dell'istruzione SCROLL. che
produceva lo scroll di una sìngola linea verso l'ulto. Lo stesso
risultato si può ottenere grazie ad una routine presente in ROM.
Provale questo programmino:
B PRINT PT 10,®
10 POR i al TO 10
20 RRNDOHXZE USR 35S2: PRINT R
10 . 0 ;
30 PRINT i
40 POR Jal TO 100
la routine delia ROM viene richiamala dall'islruzione RANDO-
MIZE USR 3528; il PRINT immediatamente successivo (si noti
il ;) serve ad evitare che lo scroll sia di due linee.
Un po' meno utile è la possibilità di far comparire a volontà la
scritta "scroll in ogni caso si fa cosi; RANDOMIZE USR
321.3.
MCmicfocompuler n. 34 • ottobre 1984
105
23693 ATTR P
Contiene i colori permanenti di IN K e PAPER; inoltre segnala
le sìIiia7Ìoni (sempre permanenti) di FLASH c BRICHT.
Ecco il signiricuto dei vari hit:
I primi ire bitcontengono il colore di INK espresso in binario; i
secondi tre quello di PAPER, infine i bit 6 e 7 vengono settati
rispettivamente in conditone di BRIGHT I e FLASH 1.
Per selezionare i vari colori dello schermo si può quindi usare
una singola POKE in questo modo:
POKE 23693,8 • < colore di PAPER > + < colore di INK>
per ottenere gli elTelti di FLASH ero BRIGHT bisogna sommare
al valore da POKare 128 e o 64.
23695 ATTR T
Contiene i colori temporanei, quelli cioè specificati nei singoli
statement di PRINT. Normalmente vale 56.
Modificarne il valore non ha alcun elTeuo visibile.
2.3696 MASK T
È l'equivalenie di MASK P per i parametri temporanei. Come
nel caso di ATTR T. modificarne il valore non serve praiicamen-
23697 P FLAG
Contiene 8 flag usa
significalo:
per la stampa sullo schermo; eccone il
hit 7
bit 6
hit 5
hit A
bit 3
bit 2
bit 1
biro
qicàl.
'
1 p'nrcn r «
LCT V« i.«a«p«ptr +inii
INPUT ::fu0|h_ 7_ ci/n) . f •
IP ThEN LET V*I.SV«U
POKE 23693, V«l: CL6
23694 MASK P
Questa variabile permette alio Spectrum di sapere quali attri-
buti usare nella stampa sullo schermo quando viene specificato il
parametro 8. che (vedi pagina 1 1 1 del manuale) ha il signi ficaio di
"Irasparenlc".
II significato dei bit che la compongono é riportato nella figura
sotiosianie
Normalmente, quando è specificato INK 8 i bit 0. 1 e 2 sono
lutti e tre settati; analogamente per bit 4. 5 e 6 quando viene
specificato PAPER 8.
Sellando solo alcuni dei hit che compongono questi due grup-
pi. è tuttavia possibile limitare refTeiio di "trasparenza" a solo
alcuni dei colori primari (blu. rosso e verde).
Nella tabella che segue sono riportale le corrispondenze bit co-
lore. oltre ai valori da POKare in MASK P per ottenere un
determinalo enèlio: segliefTeili desidera ti sono più di uno si deve
usare la somma dei rispettivi valori.
in pratica questi llag controllano le funzioni OVER 1. INVER-
SE I. INK 9 e PAPER 9. Perognunacisonodueflag. per indicare
se si tratta di un effetto permanente o temporaneo.
La tabella che segue permette di conoscere i valori da inserire in
P FLAG. per ottenere uno degli effetti sopra citali, senza dover
ricorrere al corrispondente statement Basic; anche in questo caso
SCSi vogliono attivare più funzioni contemporaneamente bisogna
sommare i corrispettivi valori.
Que.sia variabile, che il manuale dichiara non utilizzabile, do-
vrebbe in realtà servire per il controllo da parte dell'utente degli
iniorrupi non mascherabili. La routine relativa è infatti presente
in ROM a partire daH'indirizzo 0066 h. ma un bug la rende
inutilizzabile. L'arrivo di un interrupl non ma.scherabile ha infin-
ti il solo effetto di provocare un restart del sistema quando NMI
ADD ha il valore!), mentre in teoria, avrebbe dovuto generare un
salto aH'indirizzo puntalo da NMI ADD (sotto la condizione
NMI ADD <> 0).
23730/1 RAMTOP
Punta al byte che precede la zona dei caratteri grafici. Abbas-
sandone il valore si può riservare un'arca di memoria per even-
tuali routine linguaggio macchina. Dal momento poiché il NEW
non ripristina il vecchio valore, si possono immagazzinare in
quella zona anche dati da passare al programma che si carica
successivamente. MC
106
MCmicrocompuier n 34 - oilobre 1984
DISPONIBILE
PC ALPHATRONIC
BIBLIOTECA PROGRAMMI ALPHATRONIC
Contabilità generale: Partitari - Situazione contabile • Registri IVA - Denunce e allegati annuali IVA.
Contabilità semplificata: Registri IVA • Riepiloghi periodici - Situazione contabile - Elenco clienti e fornitori
Paghe e stipendi; Cedolino - Quadrature - Elaborazioni mensili - Servizi annuali,
Amministrazione condominiale: Ripartizione - Acconti - Spese - Fornitori
Magazzino e fatturazione: Gestione preventivi; conferma d’ordine, bolle in automatico con fatturazione
(immediata, differita, accompagnatoria) in codice alfanumerico - Listino - Giornale - Inventari valorizzati: prezzi
di acquisto - Inventari valorizzati; prezzi di vendita - tratte e ricevute bancarie - Statistica di vendita.
Legge 373; Calcolo e progettazione delle dispersioni termiche di un edificio.
Programmi di utilità: Cross-reterence - Dump memorta/disco - Routine in assembler - Auto-index.
Gestione Periti Inlortunistica: gestione tempario ed emissione automatica perizie, stampa
inviti, stampa parcelle e fatture, situazione pagamenti con assicurazioni, ricerca su archivio storico.
Gestione Aziende Vitivinicole: gestione prodotti iniziali e finali, emissione bolle e fatture - vuoti
e cauzioni - aggiornamenti e stampa registri.
Mercati Ortofrutticoli: Gestione partite, ordini, fatture, clienti, fornitori, stampe riepilogative di fine giornata,
trasmissione dati per studi commerciali.
Ottici e Lenti Corneali: Gestione archivio clienti con prima e successive prescrizioni. Gestione magazzini: Lenti
corneali - Ottica - Materiali - Sbozzi e semilavorati. Statistiche.
Ingegneria in regime sismico • Data Base - Text editor - Mailing lisi - Alberghi
Case di spedizionieri e trasporti • Controlli numerici - Laboratori analisi
Collegamento HP-3000 come terminale Intelligente - Gestione assicurazioni - Medicaldata
Word-processing (utilizzabile con Triumph-Adler SE 1010 o SE 1005) - Ingegneria Civile/2
Disponibili schede di tipo: Parallela - Grafica ad alta risoluzione - Seriale - Orologio - Eprom Programmer
RIVENDITORI AUTORIZZATI TRIUMPH-ADLER:
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VIAREGGIO (LU) LOGICA COMPUTER s.a.s.
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Via Fratti 165 • Tel. 0584 / 42704 - 32353
Via Tiburtina 75 - Tel. 085/50843 • 54800
Via dei Giardini 16/a • Tel. 0862/315754
Via Accademia dei Virtuosi 7 - Tel. 06/5410273
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risorfxj. ick.H' 0 Koliizinni
L’RS 232 del VIC 20 (e del 64)
Uno fra gli Mandarci di trasmissione più
diffusi nel campo delle comunicazioni é
forse lo standard di fatto RS 232.
Noi abbiamo già esaminato questo siste-
ma di comunicazione in generale in un arti-
colo apparso sul numero 32 di MC ed a
quest'ultimo si può fare riferimento per
ulteriori chiarimenti. Oggi daremo qualche
informazione sulla uscita RS 232 presente
sul Vie che è praticamente identica a quel-
la del C 64 c sul modo in cui essa può essere
utilizzata dall'utente.
Senza entrare troppo nei dettagli comin-
ciamo col dire che tramite una porta RS
232 si possono inviare dei dati in maniera
seriale. Questo signiftea che un byte non
viene trasmesso inviando contemporanea-
mente in u.scita gli otto bit che lo compon-
gono ma ciascuno di essi è inviato separa-
tamente. In altre parole gli otto bit da tra-
smettere vengono posti in un registro e da
qui prelevati uno per uno per essere tra-
smessi.
Questo modo di operare permeile di ri-
sparmiare selle linee per effettuare la tra-
smissione; infatti dato che cia.scun bit è
prelevato sequenzialmente, per effettuare
la trasmissione seriale basta utilizzare una
sola linea su cui far veicolare tutta finfor-
mazione. Di fatto quindi per effettuare una'
comunicazione seriale bastano tre fili: uno
per la trasmissione, uno per la ricezione ed
uno di massa.
L'R.S 232 fissa, oltre al modo in cui deb-
bono essere trasmessi I dati, il tipo di con-
nettore. un Cannon a 25 poli, con la confi-
gurazione dei terminali del connettore
stesso relativamente ai segnali che veicola-
no attraverso essi e le proprietà elettriche
di tali segnali; vediamo quali sono tali pro-
prietà. Come ormai saprete benissimo, tra-
smettere delle informazioni consiste nel co-
municare al ricevente due distinti livelli di
tensione che rappresentano lo "zero” e
r"uno" binari- Nell’RS 232 lo stato logico
I è rappresentato da una tensione più ne-
gativa di -3 volt (fino a -25 volt) e lo stalo
logico 0 da una tensione più positiva di 3
volt (fino a -t-25 volt). E comunque abba-
stanza consueto utilizzare per i due stali
suddetti le due tensioni di - 1 2 volt e -f i 2
volt rappresentanti rispettivamente l'I e lo
I).
Rd ora veniamo al VIC
Come già detto, il VIC (o il C 64) è in
grado di comunicare con l’esterno tramite
lo standard RS 232 sia nel modo più sem-
plice. cioè impiegando tre linee, due per I
dati ed una di massa, che in maniera più
complessa mediante l'utili/zo. olire alle li-
nee indicate, di ulteriori linee tra cui quelle
dì handshake e quelle dì controllo. Il primo
modo di trasmissione potremo chiamarlo
-THREE LINE INTERKACE" ed il se-
condo "X LINE INTERFACE".
Normalmente per effettuare una tra-
smissione e ricezione seriale viene impiega-
to un chip specializzato il quale provvede
alle opportune codifichc aggiungendo al-
l'informazione i bit di START. STOP e di
PARITÀ in trasmissione ed operando gli
opportuni controlli sulle parole ricevute
rivelando eventuali errori.
In origine anche sul VIC doveva essere
presente uno di questi chip specializzali.
rUART 6551 della MOS Technology
(UART sta per Universal Asynchronous
Transmiiier and Receiver: Riceirasmetii-
tore Universale Sincrono-Asincrono) ma
pare che Tiniegraio in questione non sia
stato messo a punto in tempo debito, cioè
in tempo per f uscita del VIC 20 sul merca-
to ed in virtù di ciò la Commodore dovette
risolvere in altro modo il problema dell'RS
232. Si pen.sò allora di simulare via soft-
ware. sotto la gestione del sistema operativo
della macchina, tutte le funzioni del 6551 ed
I risultati sono stati .soddisfacenti al punto
da indurre i costruttori ad impiegare tale
sistema anche sui Commodore 64.
Naturalmente un mezzo fisico di input
output è sempre necessarioe quello utilizza-
to nel Vie 20 è il VIA 6522 (Adattatore
Versatile d'interfaccia), integralo su cui ab-
biamo ampiamente discusso in queste pagi-
ne (nel C 64 è presente un CIA 6526). Co-
munque per chi non ci ha seguito negli scor-
si articoli diciamo che il circuito integrato in
questione possiede due porle parallele bidi-
rezionali le quali vengono utilizzate perl'in-
gresso'uscitj parallelo di parole di otto bit;
le porle vengono configurate come ingressi
0 come uscite agendo su di un apposito
registro chiamato appunto REGISTRO
DIREZIONE DATI ed i dati stessi venao-
no depositati nel REGISTRO D'INGRÈS-
SO USCITA. Due linee mollo importanti
possedute dal VIA in questione sono quelle
per i segnali di handshake; da una vengono
inviali tali segnali c sull'altra vengono rice-
vuti cd opportunamente analizzati. Non ci
soffermeremo oltre sulle moltissime possi-
bilità di questo integralo (che come già det-
to abbiamo analizzalo abbastanza a fondo
in altra sede); accenniamo semplicemente
ad un altro registro in esso contenuto che si
rivela mollo utile per cffciiuare delle tra-
smissioni seriali e precisamente lo SHIFT
REGISTER che provvede ad inviare in
uscita, serializzati, i dati posti in esso sotto il
controllo di un clock esterno o del clock del
sistema sies-so. Chiudiamo questa breve pa-
rentesi sul 6522 evidenziando una difficoltà
che sorge prelevando direllamenie dalle
uscitedì tale integrato i segnali pcrl'RS 232.
1 livelli di lensionechc l'integrato in questio-
ne invia sui propri terminali sono 0 volt per
lo stato logico "0" e -t-5 voli per lo stato
logico "1" e lo stesso dicasi per i livelli di
tensione applicabili in ingresso. Ora. richie-
dendo lo standard RS 2.32 per funzionare
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
109
correllamente anche dei livelli di lensione
negativi rispetto alla massa, i terminali del
VIA non potranno e.ssere direttamente col-
legati ad una periferica che usa il sistema di
comunicazione RS 232 ma devono essere
fatti passare attraverso un'apposiia inter-
faccia che adatti le caratteristiche elettriche
dei due sistemi sia in ingresso che in uscita.
In altre parole lo stalo logico "0" in uscita
sudò non vogliamo però soffermarci più di
tanto. Come seconda cosa (figura 2) ce
bLsogno di un dispositivo che abbia come
ingresso i livelli TTL provenienti dalle linee
del VIA e come uscita i livelli RS 232 com-
patibili. questo in trasmissione. In ricezione
è invece necessario un dispositivo che elTct-
lui il processo contrario c cioè trasformi i
livelli RS 232 in livelli TTL compatibili che
vanno benissimo per il 6522 (6526). Anche
la trasformazione dei livelli di lensione non
dal VIA deve essere trasformato in una len-
sione maggiore di + 3 volt mentre allo .stato
logico '■ I " deve corrispondere una lensione
inferiore a -3 volt. Queste condizioni non
sono comunque molto dilTicili da ottenere.
La prima cosa di cui si ha bisogno (Opra
1 ). è una tensione negativa ed una positiva
rispetto a massa le quali possono e.ssere
ricavate per mezzo di un’alimentazione
esterna od in modo appena appena più
complesso manipolando opportunamente
le tensioni che la macchina stessa fornisce:
presenta eccessivi problemi e può essere ef-
fettuata mediante l'utilizzo di transistor o di
amplificatori operazionali. Riteniamo co-
munque che il modo più elegante sia quello
di utilizzare dei circuiti integrali specializza-
ti allo scopo quali gli MC 1488 ed MC 1489
della Motorola che sono rispettivamente
dei convertitori di livello da TTL ad RS 232
e da RS 232 a TTL. Per ulteriori chiarimenti
si guardi la figura 3.
A questo punto, supposto presente lo sta-
dio di interfaccia descritto, vediamo in qual
I registri del 6551 ed il canale seriale
Abbiamo dello che non potendo dispor-
re deU'integraio 6551. i progettisti della
Commodore hanno emulalo le funzioni da
quest'ultimo svolte avvalendosi del soft-
ware e con il mezzo fisico di ingresso/usci-
ta rappresentato da uno dei 6522 contenuti
airinlerno del VIC (6526 per il C64). Le
fondamentali funzioni di invio e ricezione
dati neH'inlegrato "vero" sarebbero siale
controllale da due registri: il REGISTRO
DI CONTROLLO ed il REGISTRO DI
COMANDO. Nelle attuali condizioni tali
registri sono sostituiti da due locazioni di
memoria RAM della macchina e su di essi
si opera da programma per configurare il
sistema secondo le proprie esigenze e ve-
dremo fra poco come (sia per il VIC che per
il CM).
Il registro di controllo deH'apparenlc
6551. detto lo PSEUDO REGISTRO DI
CONTROLLO, è rappre.sentalo dalla lo-
cazione di memoria S0293 (659 decimale)
mentre lo PSEUDO REGISTRO DI CO-
MANDO è rappresentalo dalla locazione
di memoria $0294 (660 decimale). Prima
però di utilizzare questi registri vediamo
un attimo come viene inviato serialmente
un carattere.
Una delle prime cose da stabilire é la
velocità di trasmissione della parola. Dob-
biamo in pratica controllare quanti bit al
secondo è in grado di ricevere la periferica
a cui vogliamo collegarci (oppure a che
velocità invia essa stessa le informazioni).
La velocità con cui vengono scambiate in-
formazioni si misura in BAUD che teorica-
mente è definito come l'inverso della dura-
ta deH'unttà o dell'impulso più corto di
ciascun carattere.
110
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
Se questa definizione può sembrare
complicala "arroiondatela" a quesi'altra:
BAUD RATE = numero di bit al secondo
che vengono trasmessi. Per fare un esem-
pio, se utilizziamo una telescrivente che
funziona a IO caratteri al secondo ed ogni
carattere è composto da 1 1 bit. essa in un
secondo sarà in grado di manipolare IO
caratteri x II bit per ogni carattere = HO
bit per secondo o. per dirla in altro modo.
1 IO BAUD-
Katto ciò possiamo fissare il numero di
bit componenti la parola (esclusi per il mo-
mento i bit di controllo); sul canale RS 232
il Vie (C 64) può inviare da 5 ad 8 bit per
biamo inviare II carattere lOOOIOl ed ag-
giungiamo un bit di parità pari esso diven-
ta lOOOIOll mentre se vi aggiungiamo un
bit di parità dispari esso diventa 10001 010;
la macchina ricevente sa se il numero di hit
che riceverà contiene un numero di "r'
pari 0 disparì e contandoli potrà rilevare
un eventuale errore di ordine pari che sì sia
verificato durante il tragitto del dato. An-
che le operazioni dì parità si effettuano
mediante la manipolazione di uno dei regi-
stri a cui abbiamo accennato. Tali registri
controllano inoltre il modo di trasmissio-
ne. cioè se cs.so debba essere FULL DU-
PLEX 0 HALF DUPLEX. Nel primo mo-
roie nel secondo modo, se un terminale che
sta ricevendo un'informazione si trova nel-
la neces.sità di dover a sua volta trasmette-
re. esso deve aspettare che l'informazione
che sta ricevendo sia terminata prima di
poter avviare la sua trasmissione. Nel pri-
mo modo invece quest'ultima operazione
può e.ssere effettuata in un qualunque mo-
mento. Dopo tutte queste parole facciamo
un esempio concreto; supponiamo di voler
inviare un carattere in cpdice ASCII; esso
sarà composto da 7 bit (figura 4). Se il
carattere è ad esempio il decimale 65 che in
binario è 1000001 . il treno di impulsi, dopo
aver aggiunto due bit di STOP ed uno di
PARITÀ DISPARI avrà la forma indicala
in una delle illustrazioni deU'articolo. Non
ei resta ora che spiegare in dettaglio le
funzioni de! REGISTRO D! CONTROL-
LO e di quello di COMANDO ed in segui-
lo dare un esempio su come essi possano
essere programmati.
Gli pseudo registri del 6551
ufjiD n tifoso
"UT
PldlT* STOP STOP
hltur.i •! - Lsrmpio <li mxin del caruiirrr IIHICOflI in minio <
ripowéaliwllohunalranmionedaallouhauoel'iimndii
torauere 0 cui urne ut letnmir ogg^mmo m hu di parila un
iiueslo uno due! Dopo i hil di Miip la linru lama alla m,
p.irola In altri termini, in base al codice di
trasmissione scelto, risulta definita la lun-
ghezza della parola da inviare. Bisogna a
questo punto porre nel carattere che stia-
mo man mano definendo dei bit. uno o
due. detti bit di STOP che permettono a chi
riceve di stabilire il momento in cui é termi-
nato uno dei caratteri trasmessi e sta per
incominciarne un altro; anche questa è una
delle operazioni che si effettuano program-
mando uno dei due PSEUDO REGISTRI
del 6551. A questo punto, sempre nel ca-
rattere che vogliamo spedire dobbiamo ag-
giungere un bit tramite il quale chi riceve
possa stabilire se durante il percorso qual-
che disturbo impulsivo ha modificalo il
carattere inviato o se esso viene ricevuto
cosi come è stato inviato: tale bit prende il
nome di bit di PARITÀ. Si deve decidere,
prima deU'apposizione di questo bit se la
parità debba essere di tipo pari o dì tipo
dispari alTìnché la macchina ricevente pos-
sa effettuare correttamente le operazioni dì
controllo. Per maggiori delucidazioni sul
controllo dì parità si consulti l'artìcolo
"Spediamo i bit" apparso su MC numero
32. Sull'argomento diciamo comunque
brevemente che raggiungere un bit di pari-
tà pari rende il numero di “ 1 ” contenuti nel
carattere inviato in numero pari mentre
aggiungendo un bit di parità disparì, il nu-
mero di "1" contenuti nel carattere diventa
dispari. In altre parole, se ad esempio dob-
do i dati vengono trasmessi e ricevuti con-
temporaneamente sulle apposite linee
mentre nel secondo si effettua la ricezione
alternandosi alla trasmissione. In altre pa-
Cominciamo dalla descrizione dello
pseudo registro di CONTROLLO simula-
to dalla locazione di memoria S0293 che
equivale in decimale al registro 659.
Tale registro (figura 5) è ad otto hit (che
d'ora in poi numereremo da 0 a 7) e ciascu-
no dì essi possiede una funzione specìfica
abilitando operazioni diverse a seconda
che si trovi in condizione logica " 1 " od in
dallo pKuih regiuro
RE(m>TKO ùl CONTfKOLLO
MCmicrocomputer n, 34 - ottobre 1984
111
~ >^XIX
(3=3 LINEE
•^ = X LINFE
0 = F\)LL ì>onex
A ' HfìLF Ù<J RLE %
o--Pfì^m oiifi&ìLiTfirf)
i : PtìkITtì /)%un/)Tfì
00
: PfìKnn
RtìAl
OY
s Ppunf)
j>ii>RaAi
= B/T 0i
l CONTAOLLO DI PRAtTf)
- %!T 01
Pfikn/> 0 \ Ol^AòlLITRTO
REGISTRO ùl COMRSÙO
condizione logica "O"; esaminiamo lali
funzioni in dettaglio.
Bit 7: determina il numero di bit di stop
che devono essere introdotti nella parola
che si -Sta trasmettendo. Se si trova in con-
dizione I vengono introdotti 2 bit di stop
altrimenti ne viene introdotto uno solo,
Bit 6-5: stabiliscono il numero di hit da
cui deve essere costituito il carallcre invia-
to (ad esempio 7 bit per il codice ASCII)
secondo le seguenti modalità:
00 parola di 8 bit:
01 parola di 7 bit:
10 parola di 6 bit:
1 1 parola di S bit:
Bit 4: non utilizzato.
Bit 3-2-I-0: regolano la velocità di tra-
smissione come indicalo di seguito:
0001 50 baud
0010 75 baud
0011 no baud
0100 135 baud
OIDI 150 baud
0110 .300 baud
01 1 1 600 baud
1000 1200 baud
IODI 1800 baud
1010 2400 baud
Altre combinazioni per velocità fino a
19200 baud non sono implementabili sul
Vie,
Veniamo ora alla descrizione delle fun-
zioni svolte dallo pseudo registro di CO-
MANDO allocato a 50294 (660 decimale)
dipendentemente dallo stato dei suoi bil
(figura 6).
Bit 0: definisce il tipo di interfaccia. Se
tale bit si trova a 0 il modo di trasmissione
è a tre linee mentre se si trova ad I la
trasmissione avviene su più linee (X LINE
INTERFACE):
Bil 3-2-1: non utilizzati:
Bit 4: stabilisce il tipo di duplex. Se è a 0
viene abilitata la trasmissione in FULL
DUPLEX mentre se si trova ad I quella in
HALF DUPLEX:
Bil 5: stabilisce se nella parola debba
essere o no applicata la parità. La condi-
zioneO di tale bit esclude! bil di parità nella
parola inviala mentre la condizione I per-
mette l'apposizione di bil di parità con le
modalità regolate dai bit 7 e 6 che analiz-
ziamo di seguito.
Bit 7-6: valgono le seguenti condizioni a
seconda delle combinazioni implementate
00 parità dispari
01 parità pari
10 I inviato sistematicamente, controllo
di parità disabilitato
1 1 0 invialo .sistematicamente, controllo
di parità disabilitalo.
A questo punto, cioè dopo aver descritto
gli pseudo registri, esaminiamo come
esempio un'applicazione teorica. Suppo-
niamo di dover inviare una parola di 7 bit
con 2 bit di stop ed alla velocità di 300
baud: le condizioni volute si ottengono po-
nendo il bil 7 del registro in questione ad I:
il numero di bit da cui deve essere formata
la parola è deciso dui bil 6c 5chc in questo
caso assumeranno la combinazione 01 : in
ultimo, la velocità di trasmissione è deter-
minata dalla combinazione 01 10 dei bit 3-
2-1-0. Il contenuto del bil 4 del registro di
controllo é irrilevante quindi possiamo
considerarlo 0. Affiancando l'insieme di
condizioni determinate e considerando il
bit 4 a zero, otterremo la parola binaria di
8 bit lOIOOl IO che in decimale equivale ai
numero 166; è questo il numero che dovrà
essere contenuto nella locazione 659 per
.sortire l'elTetto desiderato. In maniera
analoga si agisce sul registro di comando
scegliendo in maniera adeguata le varie
opzioni per ottenere le altre modalità di
trasmissione desiderate. Se ad esempio non
vogliamo nessun controllo di parità porre-
mo i bit 7-6-5 del registro in questione a
zero; se desideriamo comunicare in half
duplex e a tre linee porremo il bit 4 ad uno
ed il bit 0 a zero. Il contenuto dei bit 3-2-1 è
irrilevante quindi potremo considerarlo 0.
La parola binarla risultante nelle condizio-
ni descritte è OOOIOOOO che equivale a 32
decimale.
Uso del canale RS 232
Non ci resta che impiegare qualche pa-
rola sul modo in cui trasmettere e ricevere
dati sul canale RS 232.
Una volta stabiliti i contenuti del regi-
stro di controllo c del registro di comando,
la sintassi dei comandi è simile u quella
usata per la gestione dei file (OPEN.
PRINT5.INPUTS. GETìE.CLOSE,CMD).
La forma esatta per l'apertura c la se-
guente:
OPEN nf.2.0 CHRS(ctrl) + CIIR$(cmd)
dove "nrèil numero di file logico: "etri" è
il contenuto del registro di controllo e
"cmd" il contenuto di quello di comando.
Lo stesso file viene chiuso da CLOSE nf.
1 dati possono e.ssere trasmessi per mez-
zo del "PRlNTiT e ricevuti con "GET5"
cosi come avviene per un qualunque file.
Riservandoci di ritornare suH'argomenlo
con qualche esempio esplicativo vi diamo
appuntamento al prossimo numero. 4AC
112
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
n. BmESTBAlj: di BO DBCGRAMMI su CASSETTA!!
NASTBO + MAiraALE IN T TATTAT Tn A UT. SO.OOO,
SOIA 1.000 UBE A !nt06BAMMA!!
COMMODOKB 64 In. questa raccolta 80 fantastici programmll
Vi ricordiamo la WOHEIT: 14 comandi shunti al basic residente
per li debug e la programmazione grafica, TTSEB-GALC: Una versione
Programma 8000 del famoso foglio elettronico, SIMULA: un comple-
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computer, SFEED-CAK: una, appassionante gara automobilistica ad
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COMMODORE 64
16 K di ROM
n Basic e il Sistema Operativo: come funzionano
di Andrea de Prisco
Dopo aver parlato di grajìca, suono e disco,
questo mese daremo un'occhiata a/l'ìiilerno del 64.
ponendo particolare attenzione all'archilellura del sistema
e al /itnzionamenio dal punto di vista .software.
Il tutto come introduzione ai pros.simi articoli,
in cui presenteremo un tool t .4DP che con le sue 511 e più istruzioni
permetterà un uso molto .semplificato delle periferiche Commodore:
Disco. Plotter e le stampanti MPS Hdi e MPS !<t)2.
Smancttnmania
Il Commodore ft4 potrebbe essere elelto.
senza troppi sforzi, il computer da smanet-
latore per eccellenza. Grazie alla sua archi-
tettura. e per come c sialo partorito da
mamma Commodore, si presta mollo bene
a nioditlche di vario genere, da quelle hard-
ware a quelle di livello più morbido, soft-
ware. È una macchina aperta, come si suol
dire. Lo testimonia anche il fatto che tutte
le -sue effettive caratteristiche non stino di-
rettamente utilizzabili da tastiera o da Ba-
sic. ma in alcuni casi è necessaria una sera e
propria cultura sugli inlerrupt e esperienza
di programmazione in linguaggio macchi-
na per sfruttarle appieno.
Basta citare lo scroiling line, l'alia riso-
luzione. i caratteri mullicolor. nemmeno
citati sul manuale di istruzione dato col
computer. Fortunatamente i libri sul 64 si
contano a decine, non ultima la Program-
mers Rcference Guide, della Commodore
stessa, che dà una descrizione abbastanza
precisa dd 7()"„ della macchina.
E il rimanente .11)",,?
Questo è il problema! Andiamo dunque
a incominciare.
L'architettura
il sistema 64. macchina e relative perife-
riche eollegate. per come c organizjtato ha
mollo dei computer più seri, i •'veri" com-
puter. Ciò che manca è una maggiore velo-
cità di esecuzione, specialmente perquanio
riguarda i trasferimenti di dati tra le varie
unita. Probabilmente questa esasperante
lentezza è dovuta airintcrfacciamcnlo ira
device secondo un protocollo di comunica-
zione misto di RS-232 e IEEE-488. Face-
vano meglio a lasciare il protocollo usalo
dai Pel: IEEE-488 e basta!
Punto forte del 64 è invece l'archiietiura
interna, in parlicolar modo la gestione dei
video da parte deirintegralo 6567 (o VIC
II) di cui abbiamo ampiamente parlalo nei
numeri scorsi. La tendenza attuale nella
costruzione di un computer è di far fare
meno roba possibile al microprocessore,
per lasciarlo dedicare maggiormente ai
programmi dell'utente. Si provvede cioè a
organizzare un computer in tante unità
interagenti più che vedere un solo capo (il
microprwessore) che fa tutto. Repubblica
con consiglio dei ministri più che dittatura
monarchica, in altre parole.
Il ministro della pubblica visualizzazio-
ne è il VIC II. quello degli esteri l'integralo
6526 (si occupa deirinierfacciamcnio con
rcslerno). Inutile dire che il presidente del
consiglio è il 6510. il microprocessore.
In figura 1 è mostrata la mappa della
memoria del 64, al momento dell'accensio-
ne. Agendo opporiunanienle su alcuni bil
del byte I c a livello hard su alcuni conialli
della porta espansioni, è possibile manipo-
lare tale configurazione. Tutta la memoria
è lunga in tutto 64 K byte, quanti ne può
indirizzare il 6510. Il primo K contiene le
variabili di sistema, un insieme di informa-
zioni sullo stato di tutta la macchina. Se-
gue un altro K di mappa video, la zona di
memoria immagine di quanto visualizitato
sullo schermo. Poi abbiamo K byte di
Ram per mantenere programmi utente e
relative variabili. Di seguilo 8 K byte di
memoria a sola lettura (Rom) contenenti
l'interprete del linguaggio Basic. Trovia-
mo poi 4 K Ram liberi, dove è possibile
inserire programmini in linguaggio mac-
china Di seguilo u questi sono locati ■
registri dei processori ausiliari del 64: il
Vie II. il SII) ll'inicgralo del suono) e i
due CIA (Coniplex Interface Adapter) che
gestiscono l'interfacciamento col "resto
del mondo" e la tastiera. In fondo, altri 8 K
byte di Rom contenenti il sistema operati-
vo. un insieme di routine in linguaggio
macchina. Ci occuperemo per l'appunto di
quc.sii 16 K byte di Rom, dopo aver parla-
lo un po' di inlerrupt e di programmazione
parallela.
(ìli Intcrrupt
Tutti (o quasi) gli inlcgrali del Commo-
dore 64 lavorano in sincronia Ira loro gra-
115
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
zie iid un orologio interno detto clock che
ud intervalli di tempo regolari, dell'ordine
di un milionesimo di secondo, emette un
impulso. Grazie al cltKk. ad esempio, è
possibile che più processori accedano alla
memoria (che può esaudire una sola richie-
sta di dato per volta) scongiurando perico-
lose collisioni. Un esempio tipico è quello
del Vie 11: per visualizzare la schermala .su
video, deve continuamente accedere alla
mappa video per sapere appunto cosa mo-
strare. Questo avviene continuamente. Se
■Priniiamo" qualcosa, il 6510. tra le latiic
cose che fa (le analizzeremo meglio in se-
guilo) riversa nella mappa video i dati
stampali- La sincronia tra VlC II e 6510 è
ottenuta proprio riTerendosi continuamen-
te al clock; il 6567 accede alla memoria
quando il microprocessore non lo fa. e vi-
ceversa. Come dire che si sono spaniti il
tempo. Questo é un caso di programma-
zione parallela: in uno stesso istante, due
processi sono in opera; quello relativo alla
visualizzazione da parte del VIC li e ciò
che il microprocessore sta. dal canto suo.
svolgendo. Due processori, due proce.ssi.
Almeno da quanto risulta dal discorso
appena fatto. Per la precisione, le cose non
vanno proprio cosi; c'è un ulteriore livello,
volutamente non consideralo. Il 6510. seb-
bene "un" (quantitativamente) processore,
generalmente esegue in parallelo due pro-
grammi. Parallelamente, non nel vero sen-
so della parola: questo ulteriore livello è
simulalo grazie al meccanismo degli inter-
rupi.
Ogni 60-csimodi secondo, al 6510 giun-
ge un altro segnate: un'interruzione da par-
te del CIA n. I. A seguito di questa, il
microprocessore molla tutto ed esegue il
programma di manipolazione ddl'iiUerru-
zione. per poi ritornare al programma in-
terrotto. al termine. Pas.sato un altro 60-
csimo di secondo, il tutto si ripete. Solo in
alcuni casi l'inicrru/ione può essere igno-
rata. ad esempio quando si sia dialogando
con periferiche esterne e non si vuole per-
dere tempo. Il sistema operativo questo lo
fa automaticamente: ogni volta che é invo-
cata una qualsiasi routine che riguarda
rinpul'Outpul. il comando SEI (SEI In-
terrupt disable) rende sordo il 6510 alle
interruzioni mascherabiii. Al termine della
routine, il comando CLI (Cl.car Inlerrupi
disable) nprislina le inicmi/ioni.
Il programma di manipola/ione delle in-
terruzioni serve essenzialmente per due
scopi: scandire la tastiera se è stato premu-
to qualche tasto e aggiornare l'orologio
interno (variabili TI e TIS).
Tulti sanno che il Commodore 64 ha
l'orologio. La variabile TI. qualsiasi cosa
si stia facendo (tranne l'LOlé automaiica-
menle incrementala ogni 60-csimo di se-
condo. Anche se è in esecuzione un pro-
gramma Basic. Ciò dimostra che il 6510.
oltre ad eseguire (tramite interprete) pro-
grammi Basic, ■■parallelamente'' inercmen-
ta l'orologio.
In figura 2 c mostrata la matrice dei
tasti. 64 in lutto. Per la scansione della
tastiera sono utilizzali due registri del CIA
n. 1: uno come Input e uno come Output.
Un registro Output può essere visto come
un insieme di H fili elettrici (numerali dal) a
7) sui quali ci può essere o no presente
tensione. Un registro di input può ricono-
scere su <^ali degli K UN è presente una
tensione. E anche possibile usare un regi-
stro in pane come input e in parte come
output.
Dando uno sguardo alla figura 2. la
scansione avviene a grandi lince cosi:
1 ) Sia A = 7.
2) Si manda tensione al filo A del regi-
stro Output.
3) Se nel registro Input è rilevala una
tensione è stato premuto un tasto della
colonna A (la riga si stabilisce controllan-
do nel registro Input quale degli X fili porta
corrente). Si esce dalla routine.
4) Sia A = A-l-
5) Se A5 =0 si toma al punto 2.
6) Fine.
Anche la scansione della tastiera è tangi-
bilmente all'opera, anche se non ce nc ac-
corgiamo. Prova ne dà la pressione del
tasto Run'Slop. durante l’esecuzione di un
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
/6A di ROM
programma Basic. Si ferma l'esecuzione,
quindi il processore se n'è accorio!
La locazione di memoria 203. contiene
coslanlcmente il codice del tasto premuto,
secondo la matrice di figura 2:
codice = riga + colonna • 8
ad esempio, il tasto 4 sta sulla colonna I,
riga 3; il suo codice é 3 + I *8 = 1 1 .
Digitate il seguente programmino c pi-
giale qualche tasto:
10 PRINT PEEK (203)
20 GOTO 10
vedrete i codici dei tasti premuti. Per
risalire dal codice tasto premuto aireffeiti-
vo codice ASCII, il sistema operativo si
avvale di 4 tabelle (codice tastiera, codice
ASCII), rispettivamente per i tasti u.saii
normalmente, shiftati, preceduti dal logo
Commodore o da CTRL. La pressione di
questi tre tasti "prefisso" è segnalala dal
byte 653.
L'unico tasto non compreso nella matri-
ce è il Re.store: logicamente non fa parte
della tastiera, è diretlamcnlc collegato al
piedino NMI del 6510. Vedremo più avan-
ti il suo funzionamento.
L'accensione c il Reset
Al momento dell'accensione, prima del
fantomatico READY, si susseguono al-
l'inlerno del 64 una serie di operazioni di
inizializzazione. Lo stesso avviene se si re-
setta il sistema ponendo per qualche atti-
mo un piccolo ponticello elettrico Irai con-
tatti I e 3 della U.ser Port.
L'ìnìzializzazionc riguarda essenzial-
mente le variabili di sistema e i vari proces-
sori ausiliari. Quando il 6510 riceve un
Reset, blocca tutto ed esegue un apposito
programma, sullo stile delle interruzioni.
Le sostanziali (uniche) differenze sono che
non é possibile mascherare un Reset e che
al termine non si ritorna al punto interrot-
to.
Il programma di Reset essenzialmente
compie queste operazioni:
I ) Disabilita le interruzioni (quando re-
setla non vuol essere disturbalo ...).
2) Controlla che non siano presenti Car-
iridge (in caso affermativo il controllo pas-
sa a questa e ... generalmente appare la
scritta PRESS PIRE BUTTON!).
3) Inizializza i registri dei 2 CIA.
4) Inizializza le variabili dì sistema.
5) Inizializza il timer delle interruzioni.
6) Abilita le interruzioni.
7) Stampa Commodore Basic v2 ecc.
8) Stampa Ready.
9) Attende la pressione del [RETURN]
per eseguire lince Basic.
Notare che dal passo 6 in poi. è già attiva
la scansione della tastiera: solo per questo
MCmicrocomputer a 34 - ottobre 1984
è lecito il passo 9 che controlla la pressione
del [RETURN].
Il tasto Restore. direttamente collegato
al piedino NMI del microprocessore, cor-
risponde anch'esso ad una richiesta di in-
terruzione, anche se nel 64 è assimilabile di
più a un "semi-reset". NMI sta per Inter-
rupl Non Mascherabile. e il nome sottoli-
nea ['obbligo da parte del 65 10 ad accoglie-
rlo.
Ogni volta che tocchiamo il Restore. il
microprocessore molla lutto ed esegue il
programma dell'NMI.
Per questo motivo è sconsigliabile pre-
merlo mentre é in corso un'operazione di
1,0. può far perdere tempo e far rompere
la sincronìa di scambio di segnali tra unità
e periferica.
Teniamo a evidenziare che ba.sta preme-
re solo il Restore per provocare rinlerru-
È aH'interno del programma di manipo-
lazione NMI che si controlla che sia pre-
muto anche il Run'Siop: in caso negativo,
si ritorna al programma interrotto senza
riìnizializzare le variabili di sistema.
Cursore lampeggiante
Immaginiamo ora di trovarci davanti al
computer, subito dopo l'accensione. Sotto
la scritta Ready, il cursore sta lampeggian-
do.
Sappiamo che il sistema é in grado di
riconoscere i tasti premuti, grazie alla scan-
sione della tastiera, e pazientemente atten-
de un [RETURN] per eseguire linee Basic.
Digitiamo:
10 PRINT "CIAO "
chiusi gli apici battiamo [RETURN],
Come arcinoto abbiamo inserito una linea
Basic in memoria. Analizziamo cosa è av-
venuto. passo-passo. aH'inlerno del 64.
Oltre che su video, quando scriviamo
qualcosa, automaticamente "carichiamo"
11 buffer di Input, un insieme di 80 byte
locati a partire da $0200. 512 in decimale.
Battendo [RETURN], il 64 sa già che ab-
biamo a che fare con una linea Basic e non
con un comando diretto. Ciò é importante,
essendo diverso il comportamento delta
macchina nei due casi. Ritorniamo alla no-
stra lìnea 10.
Inizia la fase di tokenizzazione: per ri-
sparmiare spazio in memoria le parole
chiave del Basic sono trasformate in codici
a un solo byte.
In figura 3 è riportata la lista delle parole
riservale del Basic con relativi codici To-
ken. Chiaramente, tutto ciò che non é sta-
tement Basic, occupa un byte per ogni ca-
rattere, secondo la codifica ASCII.
Per la tokenizzazione il sistema operati-
vo usa una tabella locala a partire dall'in-
dirizzo hex SA09E. dove sono elencate in
ordine tutte le parole chiave.
Trovalo l'opportuno spazio, la linea (lo-
kenizzala) viene trasferita in memoria.
Supposto che era la prima linea battuta,
verrà inserita a partire dali'indirizzo deci-
male 2049. Se avevamo già in memoria
qualcosa, il problema era un po' più grave,
essendo necessario creare lo spazio per in-
serire la nuova linea nella posizione corret-
ta-
li lutto si conclude saltando al pezzetti-
no dì interprete Basic che implementa l'i-
struzione CLR. Infatti, inserendo una li-
nea, si perde il contenuto di tutte le variabi-
li.
117
Proviamo ora a digitare RUN.ea batte-
re nuovamente [RFTLIRNI.
Siamo nel caso di comando diretto, an-
ch'esso posto nel Basic input buflera parti-
re dalla locazione 512. Per uniformità di
comportamento, sebbene sarebbe super-
fluo dal punto di vista logico, anche i co-
mandi diretti vengono prima tokeni//aii e
poi eseguili. A lokenizzazione avvenuta, è
invocata un’altra routine, della Execule
Slatemenls: non fa altro che prelevare un
codice loken e passare il controllo al pez-
zettino di interprete Basic che implementa
l'istruzione
Anche per questo scopo è usata una ta-
bella. al codice token è soUratto 1 28 e som-
malo 40972 e 40973 per ottenere i due byte
dove é conservato l’indirizzo di partenza
del pezzettino di interprete che implementa
ristruzionc da eseguire.
Quando si esegue un list. bisogna ricon-
vertire i codici loken nelle relative stringhe-
comando.
Per far questo è nuovamente utilizzala la
tabella delle istruzioni locata a SA09E: da-
to il codice token. sottratto ad esso 1 28. si
ottiene la posizione relativa nella tabella.
Tutte le parole chiave sono separate tra
loro usando l’ultimo carattere del nome
shiftato.
In figura 4 é mostrato come un program-
ma Basic occupa la memoria. La locuzione
2048. la prima disponibile, deve contenere
sempre 0, pena messaggi di errore al primo
Run o New dato. Segue la prima linea
inserita, a partire quindi dalla locazione
2049.
I primi due byte di ogni linea, sono il
puntatore alla linea successiva, e conten-
gono una coppia di zeri se la linea é vuota.
Sono usali dal sistema per ripescare più o
meno velocemente una linea Basic diversa
dalla prima o dalla successiva (mollo fre-
quente quando avviene un salto).
I successivi due byte contengono il nu-
mero linea, codificato in binario, parte
ha.ssa nel primo dei due byte c parte alla
nell’altro. Di seguilo é posta la linea Basic
tokeniz.zata. Come terminaiore é u.sato lo
0.
Adiacenti al programma Basic, sono po-
ste le variabili usale. Per questo motivo,
quando si inserisce una nuova linea, per
evitare di perderne qualcuna è meglio per-
derle tutte.
Sembrerebbe un dLscorso strano, ma dal
punto di vista informatico regge perfelta-
L'ADP Basic
Nei prossimi numeri, vedremo come é
possibile manipolare l’interprete Basic per
aggiungere, nuovi comandi direttamente
eseguibili da tastiera o da programma.
Come esempio verrà presentato un po-
tente Tool di istruzioni per facilitare l’uso
delle periferiche Commodore; Disco. Plot-
ter. MPS 801 c MPS 802- Qualche nome in
anteprima?
CAT
DSAVE
DLOAD
BSAVE
BLOAD
DISKNAME
FLASH
RANCE
PAGING
USING
OUT
LPRINT
HCOPY
MOVE
DRAW
CHARSIZE
COLOR
e tante altre
A proposito; ADP Basic sta per Advan-
ced Disk Printers Basic e non per Andrea
de Prisco Basic, come (.- e forse hanno
ragione) i maligni potrebbero pensare (!).
MCmicfocompuler n. 34 - ottobre 1984
Monitor Cabel.
Il prezzo più c
erfezione.
MC3700
'' Ingressi: PAL/C-64;
RGB; PAL/RGB.
Risoluzione da:
OaSOO PKEL
da:
orizz.
625 a 32 KHz.
nsione venie 50/60 Hz.
Se per il vostro
home-personal computer
utilizzate lo schermo
del televisore, riflettete.
Con meno di quello che pensate
potete avere un monitor Cabel
La nuova serie MC 3700 unisce al
raffinato design caratteristiche di assoluta avanguardia:
basso consumo, alta risoluzione, affidabilità, video
orientabile, comandi frontali e non sul retro.
Aggiungiamo che la serie
MC 3700 può collegarsi con tutti
i personal e home computerà
e funzionare con segnali
provenienti da
telecamere, videoregistratori
e sintonizzatori TV.
Scegliere un Cabel, anche per applicazioni speciali,
significa scegliere monitors monocromatici e a colori
apprezzati dal mercato professionale di tutt'Europa.
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Elenco del software disponibile
su cassetta o minifloppy
Per ovviare alte difficoltà
incontrate da molli lettori
nella digitazione dei listati
pubblicati nelle varie
rubriche di software sulla
rivista, da alcuni mesi
MCmicrocompuler mette a
disposizione i programmi più
significativi direttamente su
supporlo magnetico.
Riepiloghiamo qui a fianco i
programmi disponibili per le
varie macchine, ricordando
che i titoli non sono previsti
per computer diversi da
quelli indicati.
Il numero della rivista su cui
viene descritto ciascun
programma è riportato
nell'apposita colonna:
consigliamo gli interessati di
procurarsi i relativi numeri
arretrati, eventualmente
rivolgendosi al nostro
Servizio Arretrati
utilizzando il tagliando
pubblicato in fondo alla
rivista.
Per l'ordinazione inviare Timporlo (a
mezzo assegno, c/c o vaglia postale)
alla Technimedia srl. Via Valsolda
135. 00141 Roma.
Le cassette utilizzate sono Busf C-60
Compusetle II; i miniOoppy sono
Basf singola faccia singola densità.
Codice
Titolo programma
MC n.
Prezzo
Note
APPLE II !
DA2/00
Shape Tablet
22
15000
DA2/01
Motopiuro
26
15000
DA2/02
4DEBUG
28
15000
DA2/03
EDIT f INPUT
29
15000
DA2/0A
Basic modulare
34
15000
CCm)D0RE 6A !
C6A/01
Briscola
25
17000
C6A/02
Serpentone
29
17000
C6A/03
Othello
29
17000
C6A/0A
Chase
33
17000
C6A/05
Spreadsheet
34
30000
CCWODORE VIC-20 !
CVC/01
VIC-Maze
19
17000
Config. base
CVC/02
Pic-Man
23
17000
Conflg. base
CVC/03
Briscola
25
17000
Config. base
CVC/OA
Grand Prix
28
17000
Config. base
CVC/05
Frogger
26
17000
RAM: almeno + 3 K
CVC/06
Invàderà
29
23000
RAM: + 16 K
CVC/07
Othello
29
17000
RAM: + 16 K
CVC/08
SKI
31
17000
Config. base
CVC/09
VIC-quiz
32
17000
RAM: almeno + 8 K
CVC/10
Zlgurat
33
17000
Config. base
DVC/01
EXMA
27/28
15000
RAM: ■» 16 K
SINCLAIR SPECTRUM !
CSS/01
TRIUB
28
17000
CSS/02
SCT di caratteri
27/29
17000
CSS/03
Grafica TREDIM
29
17000
CSS/OA
Ippica
30
17000
CSS/05
Grsqshic-Comp
32
17000
CSS/06
Macchina del tempo
34
17000
TEXAS TI-99/AA !
CT9/01
Macchina del tempo
27
17000
CT9/02
Simon
29
17000
CT9/03
Babilonia
30
17000
crg/OA
Labirinto 30
31
17000
CT9/05
Piramide di lunnuh
33
17000
Extended Basic
CT9/06
Scrabble
34
17000
Nota:
l'iniziale del codice e' C per le cassette, D
per i minifloppy
120
MCmicrocomputer n. 34 • ottobre 1984
di Y'alter Di Dio
Basic modulare
ili Tiliii Cosumiini - Pescara
l -Il liiifiiuiggio. per permcilere iiiui huona
progrummaiimc. ikte necessvrUmieiile pre-
seiiiurc un complelo sci di istruzioni sirullii-
raic im allo livello di inodidariià, in modo
da poter dividere i programmi in un prò-
graminu principale e una serie di sollopro-
grummi paramelrid.
/ soitoprogrammi rendono più facile e l'i'-
locc la realizzazione di un programma: inol-
tre i programmi risultano più eomprensihiii
c lucili da modilìcare.
Come dello, un programma presenta una
.serie di soiioprograinini paramelrid. / pa-
rametri dichiarali in un sniioprogramma .so-
no detti formali, quelli che compaiono nelle
chiamate sono detti attuali I o e ffettivi /:na-
luralmenie ci deve essere corrispondenza ira
di loro, .sia nel numero che nel tipo.
Per quanta riguarda le altre variabili,
quelle dichiarale nel programma principale
sono delle globuli mentre quelle dichiarale
nel soUoprogramma .sono delle locali.
Quindi in un sattoprogramma vi possono
cs.sere Ire tipi di variabili: i parametri for-
mali. le variabili locali e le variabili globali.
I parametri lormali sono di due tipi: valo-
re e variabile. Nel primo caso viene a.s.segna-
10 al parametro formale il valore del para-
metro aiitiale. che quindi deve essere iin'e-
spre.s.sione: nel .secondo caso, invece, tramile
11 parametro formale si agisce direliamenie
sul parametro attuale, che quindi deve e.ssere
una variabile.
Vii esempio per chiarire tulio quello detto
Jinora: due muirid po.s.sono es.sere visualiz-
zale con una .sies.sa routine passando la ma-
irice e le dimensioni. Bisogna però fare ai-
lenzione: in ca.so di parametro formale va-
riabile. se .si eseguono delle operazioni su di
esso .si perde il valore originale.
In pratica, in questo modo, .si aggiungono
comandi a quelli già e.sislenii: quindi .si po.s-
sono preparare biblioteche di routine, ad
esempio per operazioni con matrici, che pos-
sono essere riutilizzate in qualsiasi momen-
Questo programma è disponibile
su cassetta presso la redazione.
Vedere l'elenco
dei programmi disponibili e
le istruzioni per l'acquisto a pag. 120.
to. La modularità, unita alla possibilità da
parte di una routine di richiamare se stessa,
permette la ricor.sivitù, mollo utile per deter-
minale applicazioni.
[| Basic
Visti questi vantaggi, si è cercato di por-
tarli sul Basic ed infatti oggi sono presenti
diversi Basic strutturali, che però devono
essere divisi in due tipi ben distinti.
Da una parte i compilali, che sono com-
pleti sia per la strutturazione che per la
modularità, però perdono il vantaggio es-
senziale del Basic, cioè la praticità; dall'al-
tra i non compilali, che .sono strutturati ma
non risolvono il problema della modulari-
tà. Quindi, anche se questi ultimi migliora-
no nettamente il Basic, i soitoprogrammi
non sono completamente indipendenti,
con tutte le conseguenze negative che que-
sto comporla.
Il metodo che descriviamo risolve lutti i
casi di variabili locali e parametri formali
valore e variabile, sia per le variabili sem-
plici che per gli array; quindi è possibile
avere un Basic strutturato e modulare sen-
za bisogno di compilazione e. per giunta,
sfruttando l'organizzazione attuale delle
variabili.
La chiamata di una generica routine per
il display di una matrice potrebbe avere
questo aspetto:
50 ....
55 GOSUB MAT-DISPLAY(A.M.N)
60 ....
300 ROUTINE MAT-D1SPLAY(VARAA():P,Q)
305 VAR l.J
310 POH 1 = 1 TO P
315 POH J = 1 TO Q
320 PRINTTAB(6-|J-1)-H);AA(I,J);
325 NEXT J
330 PHINT
335 NEXT I
340 RETURN
È evidente la maggior chiarezza del lista-
lo e la completa indipendenza di un sotto-
programma dal programma principale.
Prima di andare avanti, abbiamo ritenu-
to utile stabilire una convenzione per snel-
lire il discorso. Le variabili locali e i para-
metri formali valore li indicheremo con la
sigla LOC. mentre con la sigla VAR ci
riferiremo ai parametri formali variabile. I
primi sono iraltali insieme perché consi-
stono entrambi nella inizializzazione di
nuove variabili, con la differenza che nei
secondi viene ripre.so un valore. Invece nei
caso VAR non c'è nuova occupazione di
memoria.
Metodo teorico
A questo punto un rapido richiamo alla
gestione delle variabili in Applesoft. Ci so-
no due zone: una per le variabili semplici e
un'altra per gli array. In pagina zero ci
sono tre puntatori: lomem. che punta all'i-
nizio della zona variabili semplici, il punta-
tore inizio array e il puntatore l'ino array.
Quando viene inizializzaia una variabile
viene posta in coda a quelle del suo tipo.
Vediamo ora il metodo usato. Innanzi-
tutto c'c bisogno di uno stack per il quale
verrà utilizzata pag. 3; vedremo poi cosa vi
verrà immagazzinato. Vediamo ora come
realizzare i casi LOC e VAR visti prima.
Caso LOC
Per risolvere lutti i casi bisognava trova-
re un sistema per rendere dinamica l'allo-
cazione statica delle variabili.
Ecco come si procede per le variabili
semplici; alla partenza del programma vie-
ne spostato in avanti LOMEM. lasciando
una certa zona libera (vedi fìg. I); non è
necessario che questa zona sia molto gran-
de. perché viene occupala e rilasciata ad
ogni entrala e uscita di routine.
Se per chiamate successive dovesse iK-
cuparsi tutta, un controllo provvederà a
.spostare le variabili in avanti per aumentar-
la. Quando si inizializzano delle variabili
tipo LOC. queste vengono poste davanti a
LOMEM. questo spostalo all'indietro e lo
spostamento immagazzinalo nello stack.
In questo modo, quando il Basic scorre
le variabili, troverà prima le locali; se ve ne
erano altre con lo stesso nome rimarranno
temporaneamente nascoste. All'uscita dal-
la routine ci sarà un rilascio di memoria.
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
121
122
MCmicrocomputer n 34 - oltonre 1984
APPLE
spostando LOMEM in avanti per quante
sono stale le variabili iniziali/zatc.
Per quanto riguarda gli array il metodo é
identico ma. ad ogni ìnizializzazione. biso-
gna prima spostare m avanti quelli già esi-
stenti per fare spazio. Quindi il metodo
pt'lrebbeessercvelocizzatosesi modificas-
se all' indietro la lettura degli array da parte
del Basic (vedi fìg. 2). in modo che i nuovi
array LOC sarebbero accatastati in coda a
quelli già presenti, rendendo il tempo ne-
cessario indipendente dalia lunghezza de-
gli array giù dimensionali.
Caso V.AR
Occupiamoci ora del caso VAR. Il pa.s-
saggio di un parametro variabile si olliene
sostituendo il nome del parametro formale
al nome del parametro attuale, cioè della
variabile globale su cui si vuole agire.
In questo modo, di volta in volta, si
potrà agire dairinterno di una routine sul
parametro attuale desiderato. Ad ogni so-
stituzione viene immagazzinato nello siack
prima il nome del parametro formale e poi
quello del parametro attuale- Il numero di
byte occupati nello siack per tutte le sosti-
tuzioni è uguale perciò al numero dei para-
metri pas,sati per quattro.
Un ulteriore problema che bisognava ri-
solvere era quello che si presentava se tra le
variabili globali, davanti alla variabile da
passare, ve ne era già qualcuna con lo stes-
so nome di un parametro formule, di cui
non avrebbe picrmesso la lettura. Questo
problema è. stato risolto sostituendo al pri-
mo byte del nome della variabile che inter-
feriva un codice (livello di chiamata) in
modo tale che il Basic non la riconoscesse c
quindi la ignorasse.
In questo modo si risolve il problema
delle variabili che interferiscono e ci si può
spingere a più livelli ritrovando poi in usci-
ta tulle le informazioni nel modo più o|v
poriuno per ripristinare la situazione ini-
ziale.
Tulle questo sostituzioni devono essere
immagazzinate nello siack. I codici utili
sono 64 (65 è il codice ASCII della A),
raddoppiabili considerando anche i nega-
(ivi; quindi la massima profondità di chia-
mala é più che sufficiente per qualsiasi tipo
di programma.
Il procedimento è identico sia per le va-
riabili semplici che per gli array.
Il programma
Innanzitutto alcune puntualizzazioni.
La realizzazione del metodo teorico è
stata fatta con routine in B.ASIC. dato il
carattere puramente dimo.slralivo del pro-
gramma. Quindi le chiamate e le dichiara-
zioni dei sotloprogrammi non potevano
essere come quelle definitive viste nell’in-
troduzione. ma si è dovuto ricorrere a
qualche espediente. Comunque ciò che si
voleva dimostrare rimane invariato, in
quanto si può vedere come le routine siano
completamente indipendenti dal program-
ma principale.
Per non appesantire troppo il program-
ma non abbiamo preso in considerazione i
controlli come ad esempio quello necessa-
rio nel caso VAR per evitare lo scorrimen-
todi tutti gli array. Inoitreabbìamo tenuto
comodi due casi dei quattro possibili: ca.so
LOC per le variabili semplici, caso VAR
per gli array. Di conseguenza nella routine
fattoriale viene utilizzata una variabile glo-
bale. cosa non necessaria .se Timplcmema-
zione fosse stata completa.
Il programma si divìde in due pani: le
routine del sistema, che devono essere sem-
pre presenti e. da linea 2000. il programma
dimostrativo con le sue subroutinc.
Lo siack è in pagina 3: dato che i primi
due byte sono riservali ad altro, in cfTelli
iniz-ia dalla locazione 770.
Alla partenza il .sistema sposta in avanti
LOMEM di 256 byte, in modo che ci sia
spazio per accatastare fino a 36 variabili di
tipo LOC. e inizializza le variabili del siste-
ma: poi salta al programma principale.
Il programma principale richiama le
routine passandogli i parametri: all’ingres-
so della routine c’é la dichiarazione dei
parametri formali e delle variabili locali,
nella stringa VLS. Poi si richiama il siste-
ma. in particolare la routine entrata, che
provvede a fare tutto quello che abbiamo
visto prima in teoria. Al ritorno, .se c’erano
dei parametri valore, vengono ripresi. Pri-
ma di uscire dalla routine viene richiamato
dì nuovo il sislcmu che ripristina la situa-
zione di ingresso.
Ci sono delle regole da rispcilarc per la
chiamala e per la forma delle routine.
Pcr quanto riguarda la chiamala le rego-
le sono:
1) la stringa PA$, che contiene i nomi
degli array da passare, non deve contenere
INIZIO VERSO PI LETTURA IDEALE
LOMEM ARRAY < O
i I -■ l“"'T~
VKRS" PI LETTURA ARRAY ARRAY LOC.
spazi e i nomi delle variabili devono essere
separati da virgola.
2) I valori devono essere a.sscgnali a va-
riabili iniziami per K. che dovranno essere
riuliliz.7.ate nella routine.
Per quanto riguarda le routine le regole
sono:
I ) la stringa VLS deve contenere nell’or-
dine prima la dicitura VAR;, poi il nome
delle variabili con le regole di PAS. la sbar-
ra. la dicitura LOC:. i nomi delle variabili
con le solile regole. Per separatore dei no-
mi delle variabili si può usare anche il trat-
tino, che conviene usare per chiarezza per
separare nel caso LOC i parametri formuli
dalle variabili locali. Se c presente solo uno
dei casi LOC o VAR non bisogna usare la
sbarra.
2) Subito dopo devono essere ripresi i
valori passali mettendo i parametri valore
formali uguali ai corrispettivi Kn.
Conclusioni
I I metodo proposto .sfrutta al massimo il
BASIC già presente, in modo che sia suffi-
ciente un programma esterno per renderlo
modulare. Infatti, come visto, il metodo
agisce uH’enlrata e all'uscita di una routine
mentre perii resto il BASIC agisce normal-
Potendo modificare alcune routine del
BASIC (come avevamo visto prima per il
Irallamcnto degli array. ma ce ne sono
delle altre) il metodo potrebbe essere anco-
ra miglioralo.
Comunque, anche per questo metodo, ci
sono delle velocizzazioni, come ad esempio
immagazzinare nello slack. per il caso
VAR. la locazione del nome sostituito in
modo che in uscita la risuslilu/ione dei
nomi delle variabili avverrà direllamenle
per indirizzo di memoria.
Non si è preso in considerazione il caso
parametro formale funzione. Dato che le
funzioni sono tenute tra le variabili (rap-
presentano l'ullimu combinazione di
ASCII positivi c negativi), il passaggio di
una funzione come parametro c possibile
ed equivale in pratica al caso VAR
Concludendo, abbiamo visto come la
modularità sia possibile su un linguaggio
Questo programma, come dello prima,
é stato realizzato principalmente come di-
mostrazione pratica del metodo teorico.
Comunque può essere anche utilizzato per
fare vostri programmi; basterà raggruppa-
re tutte le variabili del sistema in modo che
inizino per una stessa lettera, ad esempio S.
In questo mixJo durante i programmi si
dovrà solo fare attenzione a non usare va-
riabili iniziami per S e K, che come abbia-
mo visto servono per passare valori.
MCmicrocompuler o 34 - ottobre 1984
123
QUOTAZIONI
CENTRO
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Scheda orologio/calendano 99.000
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Pagamento anticipato a mezzo di vaglia o assegno. Le spese di spedizione sono addebitate in contrassegno.
Eccovi come tulli ì mesi ut solilo appiiniu-
melilo con il safiiyare per il VIC hmatuci
! programmi che vi proponiamo guesio
mese sono due: il primo permeile di gestire i
curaileri del VIC come degli sprile e sarà
mollo appresalo da chi ama ideare dei vide-
ogame menire il secondo è un gioco che vede
due astronavi darsi baituglia nello spazio.
Vie SPRITE
di .Uassimo Guido
Taverneiie di Ciimiana ITO)
Mi chiamo Massimo Gaido. studio du
perito elettronico a Torino c da circa un
anno sono entrato nel mondo afTascinante
della micro-informatica. Dopo aver com-
prato un Vie 20. ho trovalo in MCmicro-
computer una fonte di informazione com-
pleta e varia che. oltre ad ottimi giochi
presenta programmi potenti come Math-
Pack. Basai ed Othello. Entusiasta della
vostra rivista, ho deciso di spedirvi questo
mio lavoro sviluppato so di un VIC 20 e
scritto completamente ih linguaggio mac-
china.
Si tratta di un supporto software per la
programmazione di giochi di movimento
capace di gestire il movimento di 9 caratte-
ri. senza creare alterazioni nella pagina
grafica di sfondo. Ho chiamato questo
programma VIC Sprite in analogia agli
sprile gestiti sul CBM 64.
Il programma
Le prime tre righe contengono delle
istruzioni di REM ed un certo numero di
punti e servono ad occupare lo spazio di
memoria nel quale verrà memorizzato il
programma in LM composto da tre routi-
ne. Alla lìnea IO vi è la modifica del punta-
tore di inizio memoria, byte 4.1 e 44. che
viene aggiornato alla locazione seguente
l'ultimo punto della linea 2 ottenendo cosi
la cancellazione delle prime tre righe del
listato ed una zona di memoria libera in
testa al programma. Con la linea 20 vengo-
no letti i dati, con la 30 vengono trasforma-
ti da esadecimale in decimale (con un salto
alla riga 1000) ed in seguito memorizzati
nelle opportune locazioni. La linea 40 pre-
dispone la routine di Inizializzazione dei-
l'interrupt all'inizio della routine di gestio-
ne degli sprite. La linea 50 fa in modo che
la routine di gestione po.ssa eseguire i salti
necessari per il suo funzionamento a se-
conda della memoria di cui dispone la
macchina. La linea 60 forza nel bulTer di
tastiera il comando LOAD RUN che ser-
ve per caricare un eventuale programma di
gioco.
Gestione degli Sprite
Ad ogni sprite sono dedicati 10 registri
rappresentati da 10 locazioni di memoria.
Al primo sprite corrispondono le locazioni
di memoria da 673 a 682, al secondo quelle
che vanno da 683 a 692 e cosi via di 1 0 in 10
fino alla locazione 762. Que.sti 10 registri
svolgono le seguenti funzioni:
Registro ii. I e n. 2 ■ sono locazioni ri-
servate alla routine di gestione e corrispon-
dono ai byte 673 e 674 per il primo sprite.
683 e 684 per il secondo e cosi via.
Registro n. 3 - contiene il valore del ca-
rattere di sfondo che si trova sopra o sotto
lo sprite a seconda della priorità che ad
esso viene assegnata. Corrisponde al byte
675 per il primo sprite. al byte 685 per il
secondo ecc.
Regisiron.4 - contiene il codice del co-
lore del carattere di sfondo che sì trova
sotto 0 sopra lo sprite a seconda della sua
priorità: corrisponde al byte 676 per il pri-
mo sprite. 686 per il secondo ecc.
Registro n. 5 - contiene il valore del
byte basso della posizione dello schermo
nella quale si trova lo sprite: byte 677 per il
primo .sprite e cosi via di 10 in 10.
Registro n. 6 - contiene il valore del
byte alto della posizione dello schermo nel-
la quale si trova lo sprite; corrisponde al
byte 678 per il primo sprite e co.si via.
Registro n.7 - se tale registro contiene 1
lo sprile viene visualizzalo mentre se con-
tiene 0 lo sprile è invisibile.
Registro n. M - determina la priorità
dello sprite sullo sfondo: il contenuto di
tale registro può variare da 0 a 9. Quando
due 0 più sprite si sovrappongono si vedrà
quella a priorità più elevata. Il valore 0 nel
registro in questione fa si che lo sprite sia
visibile su uno spazio mentre viene nasco-
sto da ogni altro carattere.
Registro n. 'V - deve contenere il codice
dello sprite (carattere) che verrà impresso
LOCPZIONI Ù5-BTE DALLO
òPR\T£ U. i
673
RlSERVOffl
i
fa'M
RISERVATO
i
6 75
VALORE PEL cfl«flrT£RE
SOPRA 0 Sotto lo
spRire
3
676
COLORE DELCARATTeRE
SOPRA 0 SOTTO LO
.6PRITE
M
67T
BTTE BASSO DELLA
POSIZIONE DELLO
SPRITE SULLO SCHERMO
5
67 ò
ÒTTE ALTO DELLA
POSIZIONE DfLLO
SPRITE SULLO SCHERMO
6
673
SPRITE VlSUflUlZZATfl
0= SPRITE INVISIBILE
7
630
PRIORITÀ' -f-r-3
-Ih- 3 PASSA SOPRA
0 passa sotto
8
68^
CODICE DELIO SPftlTf
DA VISUALIZZARE
9
682
COLORE DELLO SPRITE
4 -r
io
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
125
sulli) schermo. È chiaro che si possono
visualizzare sprite definiti dairuiente nella
memoria RAM.
Rcnisiro n. IO - determina il colore del-
lo sprite e può avere un valore compreso
tra (I e 15.
L^o del prui’raninia
II programma presentato è adatto per
essere inserito in una catena di overlay. Si
può ad esempio memorizzare la schermata
iniziale, poi VIC Sprite e per ultimo il pro-
gramma di gioco. In quesl'ullimo si può
attivare la roulincdi gestione con una SYS
Il dove
Il = PEEK(43) + PEEK(44) » 256-96
La stessa routine si disattiva con SYS IR
dove
IR = PEEK(43) + PEEK(44) * 256-55
Si presti attenzione al fatto che la routi-
ne di gestione utilizza alcune locazioni di
memoria come puntatori che quindi non
dovranno essere modificate da un eventua-
le programma di gioco. Le locazioni in
questione sono 251. 252. 253. 254. 784.
785.
In chiusura colgo loccasionc per porre
una domanda a proposito del programma
Oihello: in linea 870 vi é una POKE
25600 + 1, qualcosa .... ma con un VIC +
I6K la memoria non finiscealla locazione
24575? Nel programma non vi sono istru-
zioni PEEK che leggono in quellarea di
memoria: é una svista di Andrea De Prisco
oppure sono necessari 24K di espansione?
Il programma inviato dai nostro lettore
risulterà molto utile per ehi si diletta nella
1201
1202
1203
1205
1206
1209
120B
120II
1210
1212
1214
1216
1219
121B
121C
121F
1221
1223
1226
1228
122R
1221)
122F
1232
1235
1238
123E
123C
123F
1241
1243
1246
1248
124R
124C
124F
1250
1253
1255
1257
125R
125C
125E
1260
1263
1266
1268
126R
1261)
I26F
1271
1274
1276
1277
R2 00
18
£H RI 02
69 FF
85 FE
ED R2 02
65 FD
85 FC
R0 00
ED R3 02
91 FE
18
ED RI 02
69 FF
35 FE
ED R2 02
65 FE
35 FC
ED R4 02
91 FE
BD RS 02
9D RI 02
BD R6 02
9D R2 02
18
ED RI 02
69 FF
85 FB
BD R2 02
65 FE
85 FC
E1 FB
9D fì4 02
18
BD RI 02
69 FF
85 FB
BD R2 02
65 FD
85 FC
E1 FB
9D R3 02
BD R7 02
C9 00
F0 20
BD RS 02
C9 00
F0 2E
ED R9 02
91 FE
18
I RI 02
PHR
CLD
LDX
CLC
LDR
RDC
STA
LDR
RDC
STR
LDV
LDR
STR
CLC
LDR
RDC
STR
LDR
RDC
STR
LDR
STR
LDR
STR
LDR
STR
CLC
LDR
RDC
STR
LDR
RDC
STR
LDR
STR
CLC
LDR
RDC
STR
LDR
RDC
STR
LDR
STR
LDR
CMP
EEQ
LDR
CMP
BEQ
LDR
STA
CLC
LDR
#$00
$82R1>X
#$FF
*FB
$02R2.X
$FD
*FC
#$00
$02R3.X
$02fil.X
#$FF
$FB
$02R2.X
$FE
ÌFC
$02R4,X
<$FB),V
$02R5>X
$02R1.X
$02R6.X
$02R2jX
$02Rl.X
#$FF
$FB
$02R2>X
$FE
$FC
<$FB).V
$02R4.X
$02RÌ.X
#$FF
SFB
S02R2.X
$FD
$FC
$02R3-X
$02R7.X
#$00
$128R
$02R8.X
#$00
$129F
$02R9.X
<$FB>.V
$02R1;X
;h
;x
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;=#"
;i4
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;i+
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;n
;l
il.
;14
;8
127R
127C
127E
1281
1233
1285
1288
128R
12SB
128C
12SD
123E
128F
1290
1291
1292
1293
1294
1296
1298
129B
129C
129F
12R2
12R4
12R6
12R7
12R9
12RR
12RC
12RF
12B1
12B4
12B6
12B8
12BB
12BC
12BE
12C1
12C2
12C4
12C6
12C8
12CR
12CC
12CE
12D0
12D1
12D2
12D3
12DS
12D8
12DR
12DD
12DE
69 FF
35 FB
BD R2
65 FE
85 FC
BD RR
91 FB
E8
E8
E0 59
10 03
6C 10
68
4C BF
BD R3
C9 20
F0 CE
18
98 E1
78
R9 01
8D 14
R9 12
8D 15
R2 5R
R9 00
9D RI
CR
D0 Ffl
RE 38
CR
86 FD
R9 93
85 FE
E0 0F
F0 04
E6 FE
E6 FE
58
60
8D 14
R9 Efl
8D 15
02
02
03
ER
02
03
03
02
02
03
03
RDC
STA
LDR
RDC
STA
LDR
STA
INX
INX
INX
INX
INX
INX
INX
INX
INX
INX
CPX
EPL
JMP
PLR
JMP
LDR
CMP
BEQ
CLC
BCC
SEI
LDR
STR
LDR
STR
LDX
LDR
STA
DEX
ENE
LDX
DEX
STX
LDR
STA
CPX
BEQ
INC
INC
CLI
RTS
SEI
LDR
STR
LDR
STA
CLI
RTS
#$FF
$FB
$02R2.X
$FE
$FC
$02RR.X
t;$FB)/V
#$59
$129E
C$0310)
$ERBF
$02R3>X
#$20
$1271
$128R
#$01
$0314
#$12
$0315
#$5R
#$00
$02R1^X
$12B8
$0238
$FD
#$93
$FE
#$0F
$12D0
$FE
$FE
#$BF
$0314
#$ER
$0315
~ir
y.i
=4"
14
I
I
I
I
.0#
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; I
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;-4#
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;-5#
. „2
j
P4
.r
j
& I
>3
y.it
126
MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984
vie
2 REM..
10 IM=PEEKi4‘li*256*PEEK(43^ t1t1»IMt264 P0KE44 . tlM/256 P0K£43.m-IHT<t1M/256^»25e
20 PORI=IMTOIt1*50e RERDfi* IFR*=''»"THEH40
30 &Oaj81000 POKEI.H NEXT
40 POKeimir0-I(1'INTat1/'256>»25& P0KEin+173,It1/2S6
50 I(1=in*4 P0KE735, in.'256 P0KE784, JM-IHT' IMX256 j»256
60 P0KE198.7 P0KE631.76 POKE632.207 P0KE633. 13 P0KE634 .82-P0KE635. 2J3 P0KE636.13
110 DftTFiFB,18.IlD.Fll.02.69.PP.85.FB.BIi,R2.02,S5.FE.e5.FC.BIl.M4.02.91.FB.BD,(=l5.O2.
90
120 DflTRRl.e2.BD'Fl6.02.£<II.R2.e2. 18.BD.m.02.6B.FF,8S.FB.BD.F12.e2-6S-FE.8S.FC.Bl'
FB
130 DFiTfl9L.ft4.02,I8,BB.fll.02.69.FF-85.F6.BD-a2.02.65.FIl-85.FC.Bl-FB.9D.fl3-02,BD.
140 BFITFie2,C9.e0.Fe.20.BD>08-02.C9.0e.F0,2E>BD.FI9,e2.91.FB. 18.BD.R1 >02.69<FF.85>
FB
150 IlFiTRBD.R2.02.65.FE.85.FC.BI<>nFi>02.31.FB.E8/E8.E8.E&.E8^E3.Ee.ES^E&.Ed;E0,S9.
180 IiFITFI86.FB.fì9.S3.85.FE.E0.OF.F0,04.E6,F£.E6.FE,S3,6e
190 DflTfl78,fì9.BF.8D,14-03-fl9,ER-8S. 15.03.58,60.»
1000 fi»flSC<fi»J-48 B=l3SCfRI0HT*<0*. 10-48 N=B«7*' B>9;*16»<Fl+7*< fi>9) ) RETURH
creazione dì giochi. Gli sprile (così li chia-
ma il nostro amico) non .sono altro che i
caratteri rappresentati sulla tastiera del
computer per i quali è possibile program-
mare il movimento per mezzo del pro-
gramma proposto. Naturalmente possono
anche essere dellniii dei caratteri dall'uien-
le secondo le sue esigenze.
Ogni spritc è manipolato tramite IO lo-
cazioni di memoria ed il numero comples-
sivo degli sprile di cui si può usufruire è 9.
Nella llgura di pag. 1 25 riportiamo la map-
pa dei dieci registri che controllano il pri-
mo degli elementi in questione: il secondo
gruppo di registri comincia dalla locazione
68.1 decimale e cosi via per 9 blocchi conse-
Lo spritc può essere reso visibile od invi-
sibile a seconda del valore (0 o 1 ) contenu-
to nel registro 7 ed inoltre incontrando un
altro caraiicre vi passerà sopra o sotto a
seconda della priorità posseduta.
Riguardo alla posizione occupala dal
carattere sullo schermo, essa c controllata
dai registri 5 e 6 m questi termini: incre-
mentando il valore del registro 5 da 0 a 255
otterremo di far muovere il carattere sullo
schermo di 255 posizioni partendo dallan-
golo in allo a sinistra.
\ questo punto per proseguire nello
spostamento bisognerà azzerare il registro
in questione e cominciare ad incrementare
quello successivo memorizzando in esso il
numero 1. incrementandolo poi con passo
A conti falli, se P è la posizione in cui
vogliamo visualizzare lo spnte. a cui corri-
sponderà un numero di riga NR ed uno di
colonna NC. dovremo memorizzare nel re-
gistro 5 il valore P-INT (P 256) x 256 c nel
registro 6 il valore P 256.
A questo punto riteniamo che non ci sia
più niente da dire sulfargomenlo essendo
10 REM - DEMO SPRITE -
20 P(»(E36S79.2D
30 FùR!=lTOe REflDfl$<I) NE!<T
40 PRINT"3
50 PRINT”* "
60 INPUT'TTBPRITE N. ’’,N: PRINT" W
70 1FN=0THENEND
80 IFN>9THEN40
90 R=667+10W.fi^R
100 F0RI=RT0R+5
110 PRINTRtCI-R*I)
120 INPUT" T.V
130 POKEI.V
140 NE8T PRINT
150 F0RI=flT0P+5 PRIMTI,P£EK<I):N£XT
160 G£TZ*.IFZ$=’’"THEH160
170 IFN-9THSNEN5
180 GOTO40
190 DfiTRPOS.CLO BVT£>.POS.<HI BVTE5
200 DfiTRV/NV (1 0 0).PRIORITR'(l-9>
210 DRTRCOD. CRR.. COLORE <1-16V
rr,,xmnmuulmunfrauv,iiU’rhuk'lim::<aw,hT!l,Spnie
abbastanza chiaro rurticolo del lettore e
mollo esplicativo il nostro disegno.
Del programma riportiamo il listato in
assembler cd il relativo caricatore in Basic
oltre ad un programmino che abbiamo im-
provvisalo per permettervi una verifica di
quanto esposto.
Riguardo al quesito posto sul program-
ma Othello dobbiamo dire che si tratta di
una svista di Andrea De Prisco (abbastan-
za comprensibile vista la lunghezza del
programma!) derivante da un ‘'rimasu-
glio" di una versione precedente del pro-
gramma approntata abbastanza in fretta
per un torneo svoltosi in Francia a cui
ADP ha partecipalo. La linea non crea
però problemi perché, come ha notalo il
signor Massimo Gaido. essa non viene
considerala durante lo svolgimento del
programma.
I Duello siderale
di nanih Bvrsimi - Panna
Duello siderale è un gioco per due perso-
ne: un giocatore gioca per mezzo del joy-
stick e l'altro utilizzando la tastiera.
Lo scopo del gioco è di far perdere ener-
gia all'avversario fino a farlo esplodere
quando questa diventa inferiore a zero. Per
usare l'astronave di sinistra si usa la tastie-
ra premendo ì seguenti tasti:
per una rotazione antioraria dell'aslro-
per una rotazione oraria
■■ o "z" per sparare
"shilì" per avanzare.
Il fuoco é rappresentalo da una corta
raffica. L'astronave destra, come accenna-
lo. é comandata dal joystick e per questa il
fuoco consiste in un invisibile campo di
forza nelle otto posizioni adiacenti l'astro-
nave. che si manifesta solo quando la navi-
cella avversaria si trova nella zona interes-
sata. AH'inizìodel giocosi hanno 300 unità
di energia e se ne perdono 5 ogni volta che
si spara e 50 quando si c colpiti; se ne
guadagnano invece 25 colpendo il nemico.
Inoltre bisogna stare allenti a non sbattere
contro gli asteroidi per evitare una fine
prematura; il numero di questi ultimi può
essere variato manipolando la linea 99 de!
programma.
Le istruzioni per la guida dell'astronuve
di sinistra sono contenute nelle linee da l(K)
a 190; in esse J contiene il valore del byte
197 che legge, tra gli altri, anche ì tasti di
rotazione e di fuoco. A legge invece il valo-
re del byte 653 il quale controlla ravvenuta
pressione del tasto "ShUPT" ed I è sia il
valore da "pokare" sia l'indice del vettore
D che contiene l'incremento da dare a PO.
variabile che contiene l'indirizzo dell'a-
sironavc. La guida deU'astronave destra é
contenuta nelle linee da 200 a 332. Stavolta
J é la somma dei contenuti dei byte 37137 e
37152 che contengono il valore del joy-
stick: ho ritenuto questo metodo più prati-
co che considerare i due byte separatamen-
te. L'indirizzo della navicella è contenuto
in PS ed il valore da "pokare" é DS.
Concludo dicendo che la navicella non
può emettere il campo di energia stando
sulla prima o sull'ultima riga.
Segue il riepilogo delle linee più signifi-
cative del programma-
lo crea caratteri
88 input nomi
90 iniz.ializ. variabili, dimensiona-
mento vettori, ecc.
99 asteroidi
100 movimento astronave sinistra
200 movimento astronave destra
335 scrive e controlla energia
1000 fuoco astronave sinistra
3000 fuoco astronave destra
5(HM) messaggio finale
l(H«)() scritta d'inizio
MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984
127
vie 20
Commcnli
Il gioco proposto "gira” sul VlC ine-
spanso- Chi possiede un'espansione da SK
o più e vuole evitare di sfilarla dalla porta
posteriore della macchina può digitare;
POKE642.0: POKE643.30:POKE648.30:
SYS58232 <relurn>
prima di caricare in memoria il program-
ma per porre il computer nelle condizioni
1 REFI CUELLO SICERRLE
Z REM DI D. BERSRFIl
3 REFI
9 GOSUBliSaQd
10 F0RT»716ST07319
30 REFIim POKET.fi.NEXT
30 F0RT»7424T07431 POKET.0 NEXT
40 DRTRie.SE.Se. 188. 124. 124. 103. 68. 3. 15. 27.E2.S.S. 4. 0
50 DRTR8. 249. 248. 124.46,124.248.240.0.2.6.62.26. 14.6.2
60 DRTR6S. 108. 124. 124.188.56.56.16.0.32.96.96.124.216.240.192
70 DRTR0. 30. 62. 124. 232. 124. 62. 30. 192. 240. 216. 124,96.96.32.0
80 DRTR30. 19. 57, 107. 65, 86. 105. 30, 68. 170, 17. 0,68. 170. 17.0. 0,0, 0,24. 24. 0.0.0
82 0RTR16. 16. 16. 56. 166,254.254.238,238.254,254,186.56.16. 16. 16.0. 15.7, 31 . 126. 31 .
7.15
84 DRTR0.12e.U2.124.63.124.U2.120,132,98.127.62,52. 184.112,32.32. 112.184.52,62
.127.98
86 DRTfil32,4, 14,29 • 44 . 124, 254 , 70, 33, 33, 70, 254. 124,44,29.14,4
88 INFUT"7'LRVER 1 (I■I■■■■■■DI<:F1RX 6 LETTERE>iniHai" , RS 1FLEN(RS»6T1CM88
89 INPUT'’7LRVER 2 1I0IIIIIIII«‘ MRX 6 LETTERE'IIUEdll" . B* 1FL£N(BS»6THEFIS9
90 P0KE36869,255:P0K£36S79, 12 PRINT"T BIF1D<7> 1=0 P0=7944 : PS=7899- POKE650, 128- E
1=300
95 D<8J=-22 DU)=-21 D<2)»1 :D(3>»23 Dt4>»22 :D(S;»21 D<6>=-1 -D<7>»-23 DS’ll E2=30
0
99 FORV.1TOI0 POKE7702*RNDUJ*434,S HEXT POKE36878.10
100 J=PE£K(I97)lFJ=é4TF€N125
110 IFJ=29THENI=I-1 IF1=-1THEHI=7
120 IFJ»37THENI=1+1 IF1=8TF«KI=0
125 P0KEPV.32 IFPEEK<PO>O32THEMEl=-100
13© POKEPO.l
150 PV=P0:R=PEEK(6S3) 1FR=0THEN190
160 IFR=1THEHPO=PO+DCI>
170 IFPO<7702THENPO=PO4484
180 IFPO>8185THENPO=PO-484
190 IFJ=30OR-J=33THeHDOSUB:000
200 Pbl=PS
210 P0XE37154. 127 J=PEEKC37137)*PEEK<371S2) P0KE37154, 255' IFJ=373THEK295
220 IFJ«369THEHPS=PS-22-DS=ll OOTO300
230 IF J»365THENPS»PS+22 ^ DS»12 6070300
240 IFJ=357THENPS=PS-1 BS=13 ■ GOTO300
250 IFJ»245THENPS=PS+1 DS=14 GOTO300
260 IFJ=353THENPS=PS-23:DS=i5 GCITO300
270 IFJ=349THENPS=PS*21 DS=ló GOTO300
280 IFJ=237THENPS»PS*23 DS=17 6QTO300
290 IFJ=241TH£HPS=PS-21 D$=I8
295 IFPEEK(37137lC100RNDP8>7723RNDPS<8164THEH6OSUB3000
300 IFPS<7702TF€NPS=P3*4S4
310 IFPS>8185Tl«NPS=P8--484
330 P0KEPW.32 IFPEEK<PS)O32THENE2«-10e
332 POKEPS.DS
335 PRINT"a
337 IFEKeORE2<0TKEN5e00
340 PRINT'aWflt.El" '’B*;E2 GOTO:00
1 000 P0KE36876 . 250 • P0KE36877 . 252 - E 1«E 1 -5 K=P0*D CI) FORT» 1 T05 : IFI08 1 85ORKC7702THE
K1040
1020 IFK=PSTHEHEl»El*3e:£2=E2-50
1830 POKEIC.IB K=K*DCI) NEXT
1040 K=PO+Da) FORT=lTO5;lFK>8ia5ORK<7702THENPOKE36877.e:POKE36876.0 RETURN
1060 P0KEK.32 K=K+D<n NEXT
1070 POKEPS.DS POKE36077,0-POKE36376.0 RETURN
3000 E2=£2-5 PÙKE35874,200PCfl<E36375-220
3001 P=P0 IFPS-l=PORPS+l=PORPS-21=PORPS-22=PORP3-23=PORPS*21=PCftPS»22=PORPS+23=P
THEH305e
3020 POKE36874.0 POKE36875,0 RETURN
3050 P0KEP0.9 F0RT»IT075 NEXT ' PClKEPO, I El»El-50 ; E2=e2*30- P0KÉ3687S. 0 POKE36874.0
RETlfffN
5008 IFEK0THEFIPRlNT‘aa*'lHCE "B* POKEPV. 170
5001 IFE2C0THEFIPRINT"«S»'INCE "R* POKEPS.170
5010 FORT=15TO0STEP-1 PCKE36377, 200*T»3 PCKE36878.T FORV=1TO50 NEXTV.T POKE198.0
5011 6ETJ* lFJ*=""THEN5eiI
5012 PRINT"n" POKE36869.240 PÙKE198.0 PCS<E36877,0 RUN88
10000 PRIHT"n"
10001 FOPV=I0TO0STEP-l PÙKE36878.V PDKE36877. 150*V»5 P0KE36S76. 1S0*V*5 F0RT=1T06
0 NEXTT.V
10005 PRiNT"«a>r I I r" I i ",
10010 PR1NT"II II II I I I I
10020 PRINT"M II I l~ I I I I ",
10033 POKE36876.0 FORV«15TO0STEP-1 TOKE36878, V P0KE36877, 190*V»4 FORT-1TO30 NEXT
T.V
10034 FORT=1TO1000 NEXT
10035 FORV=10TO8STEP-1 P0KE36878,V PDKE3SS77, 1S0»V*5 P0KE36876. 150»V*5 F0RT=1T06
0 NEXTT.V
10640 PRiNT'tìiiuat iKru'iuni r
10850 PRiFiT' M, 1 1- rat— 1 NHL mr"
10070 PQKE36876.0 FORV=15TO0STEP-1 PDKE36878.V P0KE36877, 190»V»4 FClRT=lTO30 NEXT
18080 PRlKT'ana'N TRSTO per INI21RRE “
10090 GETJ* IFJ$="'THEN10090
11000 PCKE36877. 8 RETURN
in cui si trova quando non è presente alcu-
na espansione.
Il gioco si svolge tra due giocatori, cia-
scuno comandante di un'astronave. Dopo
il RUN comparirà sullo schermo il titolo
del gioco e si chiederà, dopo aver premuto
un tasto, di introdurre i nomi dei due gio-
catori dopo di che. premendo < return >
comparirà il campo di battaglia cosparso
di asteroidi, le due astronavi poste ai due
iati del teleschermo cd il gioco potrà inco-
minciare. proseguendo fino a quando una
delle due navi spaziali non verrà distrutta.
a = CTRL + 2
a = CTRL + 5
a = CLR HOME
jfl = CRSR VERT.
H = CRSR QRIZZ.
Il = SHIFT + CRSR QRIZZ.
_^=SHIFT + CLR HOME
A volte dopo aver caricalo il program-
ma e dato il RUN. può capitare die lastro-
nave di destra non riuscirà ad essere mano-
vrala per mezzo del joystick: basterà allora
arrestare il programma con <run-stop
restore> e riavviarlo con RUN perché lut-
to cominci a svolgersi correttamente.
Gli asteroidi sono [Issi sullo schermo ed
il loro numero può essere variato agendo
•sul ciclo di FOR ... NEXT della linea 9^;
inoltre se durante il suo cammino una delle
due navi scomparirà da una parte dello
schermo, essa comparirà dall'altra.
La trascrizione del programma non do-
vrebbe presentare problemi; le linee "stra-
ne" da 10005 a 10030 e da 10040 a 10050
servono per imprimere sullo schermo il ti-
tolo introduttivo al gioco, quindi chi non
riesce a decifrarle può ometterle o sostitui-
rle con altre di propria creazione.
Buon divertimento. MC
Inviate i vostri programmi
Alcuni lettori ci chiedono come sottopor-
re I loro programmi a MC. É semplicissimo:
registrale i vostri lavori su cassetta o disco
(se il programma c proprio molto corto può
bastare il semplice listalo: ceno. la cassetta
non guasta mai...), corredateli dciropportu-
na documentazione c spedile il tulio alla
redazione, indicando magari sulla bu.siu la
rubrica interessata. Tulli i programmi che
arrivano sono esaminati cd i migliori pubbli-
Purtroppo non possiamo resliluirc. per
ragioni organizzaiivc. il maierialc che ci vie-
ne invialo, anche in caso di mancala pubbli-
cazione. Ricordatevi che migliore è la docu-
mentazione. maggiore c la possibilità che il
vostro lavoro venga pubblicalo.
Soprattuiio non dimenticale di Indicare II
vostro nome ed Indirizzo e. se possibile, il
numero (elefonico. Ah. quasi dimenticava-
mo: naturalmente è previsto un compenso,
che varia normalmente tra le 30 e le 100.000
lire, a seconda della qualità del lavoro invia-
lo
126
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
r
Via Val Cristallina. 3 - 00141 Roma (Italia) - Tel. (06) 8170841 - Telex 612556 SVPT I
SOFTWARE E HARDWARE
PER PC IBM
SOFTWARE
C40PL4M
E un pfogramma ctie permeile, tranvie un digihzer o un mouse, di
arctirviare, modilicare. ingrandire disegni tecnici Bi-dimensionah con
una risoluzione che può arrivare Imo a 67.500 punti.
MCS SYSTEM 325
La Computer Aided Design a 3 dimensioni sul vostro PC' Accetta
input da digiiizer o "space labiei" ed una volta disegnato, potete
ruotare, ingrandire lutto od una parie, traslarlo. cancellare linee,
inserire commenti lame proiezioni nei 3 assi .
ENCORE!
In soli 256KS di memoria un completo sistema di analisi finanziaria
che rivoluziona il concetto di loglio elettronico' E possiDiie avere dei
gratici su video e plotter interagendo con il programma m inglese
OPEN ACCESS
Sei programmi m uno' £ un insieme integrato di 6 procedure di word
processing, database relazionale, loglio di calcolo elettronico, grafi-
ca di istogrammi 3-dimensionali, comunicazioni via modem, analisi e
pianilicazioni di tempi e costi. E prevista anche una versione m
DBASE DOOR
Per gli utenti DBase II' tutti i modelli di stampe, tabulati ottenuti
mediante la sola descrizione del " reporr desideralo, senza avere più
bisogno di lavorare col codice DBase li. E possibile lavorare su due
archivi contemporaneamente e avere totali, subtotali, medie ecc.
064SE WINDOW
Per gli utenti DBase II qualsiasi numero di database può essere
relazionato l'un l'altro attraverso un campo che richiama il o i record
di un altro database Oltre a cercare, cancellare, aggiungere e stam-
pare record. DB Window permette di trastenre dai< ad altri Database
POWER-BASE
E un database che, oltre ad esplicare funzioni tipiche del genere,
campi liberi ad accesso muliichiave. strutture ad albero binario,
tunzioni matematiche Ira campi, ha la possibilità di definire dei
soMoinsiemi, nell'ambito di ogni record, cui è possibile accedere
mediante lo zoom, prerogativa unica di questo programma.
MONEY TRACK
E un programma particolarmente indicato per tenere traccia di re-
cord finanziari con una capacità di 99 tondi. 99 volumi d'atfan e 900
conti da libro mastro: registra fino a 4.000 transazioni per anno
fiscale suddivisibili in più categorie: altre caratteristiche sono qua-
dratura del bilancio e del singolo conto
TECHNICAL INVESTOR
Il programma e articolalo su diverse procedure che consentono
ali'uienie di elaborare dati finanziari che può inserire o ricevere da
altri grandi computer (Dow Jones. The Bouree. CompuServe etc ). e
possibile inoltre ottenere sullo schermo Imo a 4 grafici contempora-
neamente dei iisjiiati elaborati
CHABT-MASTEft
Per I vostri grafici: questo programma vi oltre la possibilità di avere
barre, linee o lo "Scaiier Óiagram" Imo a 600 valori da pioitare su
lucido o carta normale, aggiungendo spiegazioni in qualsiasi punto
in 8 caratteri diversi, potete persine ruotarlo'
SIGN-MASTER
Per creare lesti grafici quante volle avete avuto difficoltà a creare
tabelle, schemmi riepilogativi con ciire. lettere o graiici'’ Con questo
programma lo potrete lare perfino su lucido, plolter o stampante
PMSII
Realizza una completa analisi ira le vane possibilità di sviluppo di un
progetto, con i tempi delle varie fasi e le relative spese allo scopo di
ottimizzare le sequenze di lavoro
MATCNPOfNT/86
Grazie a questo sollware potrete far girare i vostri programmi m
CP/M-86 sul vostro IBM PC senza dover comprare il sistema operati-
vo vero e proprio. Compatibilita 100%'
UCSD P-SYSTEM
Un nuovo compilatore Pascal, il più veloce sul mercato perteilamenle
compatibile per i vosln file 25% m più di spazio per il vostrodischeiio
NUMBER CRUNCHER STATISTICAL SYSTEM
Un programma di analisi slaiistica che svolge tulle le funzioni di
questo genere di lavoro analisi correlazionale. regressione multipla,
analisi della varianza è possibile inoltre avere grafici sullo schermo
ed I dati possono essere regisiral nel database integralo
PROOFWRITER
E un pacchetto Word Processing e Program Editing comprensivo
tacile da imparare e guidato da menu crealo per usi accademici,
scientifici, multilingue e per applicazioni riguardanti gli altari
HARDWARE
ACCEi-ERATOfl
Rimpiazza l'8088-5MHz del PC con un 8086-iDMHz. viene oitenuio un
reale parallelismo di 16 biis Permeile di accelerare di Ire volle il
tempo richiesto al run dei vari programmi come per esempio il Lolus
1.2.3
CAPTAIN MULTIFUNCTION
Scheda che oltre un'espansme di memoria (0. 384 KB), una porta
parallela ed una seriale, un clock calendario con batteria autonoma
(con sollware relativo), un chip Pai (S 300) al fine di efielluare
proiezioni del software a differenti livelli, tale chip e programmabile
dalla SVPT o daH'ulenie
OfSTANCE TENDER BOARD
Permeile di efielluare misure di distanza e comunicarle al PC, ellel-
tuafìno a 10 letture per secondo, con una risoluzione da 3 mm a 300
E-t EEPROM PROGRAMMERIREADER BOARD
Programmaiore/lellore di Eprom Imo a 64 Kbyles.
VOICE RECOGNITION BOARD
Permeile il colloquio uomo-macchina, riconosce Imo a 200 parole
con un'accuratezza del 98% (Speaker dependenil
INTERN4L REMOVABLE HARD DISK IN PC
Hard Disk facilmente installabile nel PC. nella locazione destinata al
drive del floppy La capacità di memorizzazione (5 MByles) è 30 volle
superiore a quella del floppy, il tempo di risposta 9 volle più veloce
LAB MASTER
Convertitore analogico/digilaie che include 16 canali di 12 bils A/D
ognuno: veiocilà di conversione 30KHz: 12canali D/A, 5 timer. 3 porte
parallele a 8 bits. E disponibile, come opzione, il paccheiio sollware
Labpac
MICROSPOOLER
BuMer da interporre fra computer e stampante al Ime di minimizzare
la perdita di tempo nel Iraslenmenio dati e permeilere l'impiego
coniemporaneo delta CPU e della PRINTER
SHARED DEVICE CONTROLLER BOARD
Permeile a 4 PC di utilizzare m comune una stampante parallela
Per ricevere il catalogo completo e ulteriori informazioni scrivere o telefonare a:
SVPT 00141 Roma - Via Val Cristallina, 3 - Tel, (06) 8170841.
□□□
Ij.pBOTAGON'S^'^gNTANN..
CERA UNA VOLTA UN PERSONAL. OGGI CÈ DM V.
Decision Mate V è il nuovo personal NCR creato
pensando a domani. Perché DM V possiede particolari ca-
ratteristiche che lo rendono unico nel suo genere; due mi-
croprocessori a 8 (Z80) e 16 bit (8088) e, da oggi, anche il
potente M68008.
La memoria centrale si espande fino a 512 KB; il video
ha una grafica (640x400 pixels) gestita da un processore da
32 KB di RAM nella versione monocromatica e da 96 KB m
quella a colon; entrambi sono compresi nel sistema di base.
Ma soprattutto DM V è stato progettato per dialogare
con un'intera rete di personal. Tramite le unità "file server"
MODUS o MICROMODUS dalO a 196 MB di memoria di
massa, DM V può scambiare informazioni con un massimo
di 64 computers.
DM V supporta CP/M80, CP/M86, MS-DOS 2.0, P-
SYSTEM e mette a disposizione una biblioteca di oltre 100
pacchetti standard NCR,
DM Vè il personal di oggi che può fermare il tempo
perché vi offre g aranzia di compatibilità e di continuità nel
futuro , a tutela del vostro investimento.
DM V PRENDE A CUORE IL VOSTRO LAVORO.
Decision Mate V risolve davvero tutti i problemi di
automazione dell'ufficio perché è un'intera famiglia di com-
puters, differenziati nei dettagli per rispondere alle vostre
esigenze specifiche.
DM V è il protagonista del mondo dei personal per-
ché DM V è NCR: da cent'anni il protagonista dell'informa-
tica e sempre più m linea con le esigenze del futuro.
NCR - INDEPENDENT MARKETING DIVISION - 20143 Milano - Viale Cassala. 22 - Tel, 02/838741 (20 linee) - Telex 320395
NCR è sulle Pagine Gialle di tutta Italia.
cura di Leo Sorgi
Con grande gaudio vi (iniiunciamo la /ine
di buona pano dei problemi derivami dai
euraneri speciali dei computer Commodore:
d’ora in avartii, infalli, useremo una . speciale
imerfaccia che al loro posto molte una sigla
tra virgolelle, per cui la Q in campo inverso
diventa CD fCursor Down/, il cuoricino
diventa CS Idear Screen) e cosi via. Dato
che la cosa si ottiene via hardware, i listali
rimangono completamente attendibili, a dif~
ferenza di quanto accade in altre riviste dove
le correzioni vengono apportate manual-
mente o tramile un programma I sistemi non
completamente afiìdahilii.
Pubblichiamo a parte una lista delle equi-
valenze con i nuovi caratteri speciali, oltre
ad una prova deWinterfuccetta Cardi o ( leg-
gete i reportage dalle mostre? Era nello
.Kcorso CES. MC ih.
li software riguarda un eccellente pro-
gramma realizzalo dal nostro amico Gior-
gio Leo RutigHuno. apparso su MC più volte
— Super List. RTTY — dei quale continuia-
mo ad apprezzare i lavori, davvero profes-
sionali anche nella documentazione. Stavol-
ta ci propone uno Spreadsheet . ovvero un
tabellone elettronica: la co.sa eccellente di
questo programma é che è scritto imeramen-
le in Ba.sk. per di più opportunameme com-
mentato. e cosi assume un elevatissimo valo-
re didattico. Torniamo al programma: il
formato della pagina a dispo.sizione è
26 X 52 in cui lo schermo è una finestra
4 X 20. Le particolarità di questo pacchetto
.sono molteplici, niu lascia ben volemicri la
parola alTariicolo delTauiore, che è il ma-
nuale del programma. Prima, però, una no-
ta: Spreadsheet è disponibile tra le cas.setie
di ,MC ad un prezzo un po' più elevalo del
solilo, perché queste vengono fornite in un
lato del programma in Basic, e nell 'altro del
suo compilato — con ogni probabilità rea-
lizzato con il Petspeed — che risolve molli
dei problemi di velocità intrinseci a! Basic.
I "labdloni elcltronici" hanno avuto,
negli ultimi tempi, un merilatissimo suc-
cesso. Visitale e similari (Calcstar. Mulii-
plan, VisiOn) presentano |■imporlantissi-
mo merito di aver avvicinato il computer
ad una sfera di utilizzatori non-program-
malori c di aver contribuito ad una mag-
giore difl'usione di queste macchine. Ciò
perché consentono di ottenere ottimi risul-
tati grazie ad una eccezionale flessibiliià
operativa unita ad una enorme semplicità
di uso. Gli Spreadsheet, infatti, non richie-
dono conoscenze specifiche di program-
mazione. necessitano di un periodo di train-
ing mollo limitalo, hanno comandi sem-
plici da ricordare ma estremamente effi-
cienli. impegnano poco l'utilizzatore per-
ché il loro approccio alla soluzione del pro-
blema è estremamente naturale. L'unica
"nota dolens" della situazione è. purtrop-
po. il prezzo. Un "tabellone elettronico"
costa cifre notevoli, che non ne giustifica-
no l'acquisto a scopo hobbistico.
Proprio per questo motivo un po' di
tempo fa un mio amico, affascinalo dalle
prestazioni del Visicalc. ma leggermente
intimorito dal suo prezzo mi chiese: 'Per-
ché non ne fai una versione (magari un
tantino ridotta) per il 64?'. Così, un po' per
gioco, un po' per realizzare qualcosa di
nuovo (o di vecchio?), nacque il program-
ma “SPREADSHEET". Poiché il fine pri-
mario del programma risulta essere quello
didattico, ho preferito scriverlo interamen-
te in Basic evitando routine assembler an-
che per le cose più ovvie (come, ad esem-
pio. la gestione del video).
— TUTTI I CODICI DI CONTROLLO —
ECCO I COLORI CBM
CAR. CODICE PREMERE FUNZIONE
■
<eK>
U4
3H+1
NERO
{UH}
•5
5H+2
BIANCO
.'a
{RD>
SS
SH+3
ROSSO 1
{CY}
159
SH+4
CYAN*
^1
{PU>
156
5H+5
PORPORA
il
<GN>
30
SH+6
'■^ERDE
3
IBL)
31
SH+7
BLU
{VL}
158
5H+8
giallo
{0R>
129
CBM+1
ARANCIO
K
<BR>
149
CBM+2
MARRONE
{LR>
150
CBM+3
ROSSO 2
S
{Gl}
151
CBM+4
GRIGIO 1
{QE}
152
CBM+5
GRIGIO 2
II
{LG}
153
CBM+6
VERDE 2
n
{LB>
154
CBM+7
BLU 2
{G3}
155
CBM+P
GRIGIO 3'
tz
III ih .wr
CURSORE E SCHERMO
CAR.
CODICE
PREMERE 1
^UNZIONE
L
{HM}
19
HOME
HOME
W
{SC}
147
5H+ HOME
CLR
a
{CR>
29
CUR. 1
CUR.DES
u
{CL}
IS"^
SH+CUR, 1
CUR. SIN
c
{CD>
17
CUR. 2
CUR. GIU
ts.
f rij }
145
SH+CUR, 2
CUR. SU
CAR. '
CODICE
PREMERE
FUNZIONE
■
{FI}
133
FI
FI
B
{F2>
137
3H+F1
F2
H
•'=■3}
iP4
F3
F3
II
{F4}
136
SH+F3
F4
R
<F5}
135
F5
F5
II
{F6>
139
5H+F^
F6
R
{F7}
136
F7
F7
m
{F8>
140
SH+F7
FB
li
{RV>
IB
CTL+ 9
RV SI
■
{R0>
146
CTL+ 0
RV NO
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
131
Questo ha leggermente rallentalo l'ese-
cuzione. ma contribuisce fortemente alla
comprensibilità del programma stesso.
Uno spreadsheet, infatti, è un insieme
estremamente complesso.
Per chi non lo conosce per ntente diro
che il programma trasforma il calcolatore
in un grosso tabellone, di cui lo schermo c
una finestra, composto da una serie dì ca-
selle. individuate da una lettera (la colon-
na) c due cifre (la riga). In ognuna di queste
caselle è possibile inserire tre distìnti tipi di
dati: dati alfabetici, ovvero etichette utili
solo a rendere più compren.sihili i dati con-
tenuti nel tabellone, numeri, formule. Que-
sti ultimi due elementi sono la forza princi-
pale del sistema di calcolo. Una formula
può richiamare il con tenuto di al tre caselle.
Ad esempio, se io volessi addizionare il
contenuto della casella B2.'^ a quello della
casella AI2 e metterne il contenuto nella
cella D33, dov rei mettere nella cella D33 la
formula ■B23-1- AI2'. A questo punto, sta-
bilita la correlazione tra due caselle, mi c
sufficienie modidcare il valore dei numero
(o della formula) contenuta in una delie
due caselle B23 o AI2per vedere cambiare
anche quella della celia D33.
Questo esempio, anche se estremamente
semplice, consente di rendersi conto della
estrema potenza del mezzo Spreadsheet.
Moltissimi problemi, infatti, trovano solu-
zione naturale e semplice, senza richiedere
sforzi di programmazione. Bilanci familia-
ri, calcoli condominiali, previsioni di spesa
c altro, senza limili alla fantasia.
Lo spreadsheet, inoltre, implementa al-
cuni altri comandi accessori per semplin-
carne l'uso. Ad esempio la possibilità di
posizionare il cursore su una cella qualsia-
si, di stampare il tabellone, di conservare c
richiamare i dati. eie. In Sprcadshcci la
struttura dei comandi ricorda molto quella
del Visicalc. con alcune limitazioni dovute
al tipo ni imposiazione scelta.
Il programma
Il programma è logicamente suddiviso
in vari blocchi:
analizzatore di comandi (linee 120-
1970): rappresenta il corpo principale del
programma. .Scopo è quello di interpretare
correttamente i comandi, rifiutarli se errali
e trasferire il comando alla routine che
esegue le elaborazioni connesse al coman-
do stesso;
gestione video (linee 2000-2h40), che
esegue tulle le operazioni sulla finestra vi-
deo: scrolling. aggiornamento del displav e
delle celle dopo il calcolo, posizionamento
del cursore:
- elaborazione calcoli (linee 2880-4040).
che effettua tulli i calcoli connessi alla ge-
stioncdel tabellone, gestisce stack e funzio-
ni complesse, ed clTcìtua una diagnostica
sulle formule impostate;
- gestione errori (lince 4050-4260). che
comunica eventuali errori alfoperalore so-
132
MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984
COMMODO'’^ M
Spendendo l'elaborarione del labdlonc
— iniziaiizzazionc (linee 4300-4430). che
efTeitua le operazioni di assegnazione ini-
ziale dì valori pre-definiti ad alcune varia-
bili.
i. Il display
Quesio programma iraslbrma il display
del calcolatore in una lìnesira mobile su di
un tabellone eleiironico che può essere
scritto, letto e modificato.
FORMATO DEL DISPLAY
linea editing I
linea editing 2
A B C' D
TABELLONE
19
20
linea messaggi I
linea messaggi 2 STATUS
Come é possibile vedere il tabellone è
organizzalo in righe (numerate da I a 52) e
in colonne (26. denominate A..Z). Lo
schermo è una finestra sul tabellone larga 4
caselle e alla 20. Le celle sono denominale
da una lettera rircrila alla 1“ colonna e da
due cifre indicanti la riga. La prima in alto
diventa quindi AUl. rullima in basso ZS2.
Lo zero è significativo; Al non viene infatti
accettalo. In ogni cella è possibile .scrivere
un titolo, una cifra o una formula. La cella
in cui si trova il cursore viene evidenziala
in revene. Le due linee in alto (linea editing
I e 2) servono per passare dati al program-
ma. La linea in basso, invece, viene utiliz-
zata da! programma per comunicare con
l'operatore. Nella parte sinistra appaiono
richieste e messaggi di errore. Nella parte
destra invece appaiono degli indicatori che
permettono aH’opcratore di conoscere im-
mediatamente alcuni parametri del pro-
gramma:
STATUS;
calcolo n
memoria libera
ordine di calcolo
M 9» C V ! A23
I
calcolo manuale; appare quando viene abi-
litalo il calcolo manuale (comando MM)
memoria lìbera: indicazione percentuale dì
memoria ancora disponibile per i dati del
tabellone.
ordine calcolo; C colonne (defaull), R ri-
ghe
tipo di cella: I etichetta. V formula
tipo di lavoro: questo cara nere indica che il
programma effettua un lavoro e non può
accettare comandi. 'S' indica movimento
dati e gestione display. indica fase di
calcolo. indica save.'load dati da memo-
ria di massa
MCmicrocompuler n 34 • ottobre 1984
seie p
seae v
seee <
» XS*XS TQ XB*BlPOKE X
H ♦♦♦ REF9ESH DISPLAY
BIDRlSStNEXT^OX"
-CHRt(XS«63> '
Af>HID((STIII(Y9),2l llE LENIAtXS THEN
mFOR XS«FX TO FX+3iAI»C»<X5,V5-n*' •
:btm(v(xs,v8-i) I .s+iv(x8,vs-i
itNEXTiPRIN
> POKESeiS.Si IFRIXTHENPDXESeiS. ts
e POKESeiS.SEiIFRIXTHENPQKESeiS.lS
e POKE EeiS.FNFieiiPDKE SeiT.lSiRETURN
e REM
e REM ♦+♦ POSiriDNAHEMO CURSORE
e REM
e PRiNT CLfi :OF>eiPoxE sese.BS
» SDBUB merPOKE SeSe.SSi RETURN
B REM
B REM ♦♦+ UPD CELLA CORRENTE
6 PKE 2
B IF PEEX(2ei9)>SS THEN AtaHIDB (STRB (V
e PRINT •(HMHCDJ'iFOR V8"l TO lUY-FY+l ) iPRINT '
1 TO UX-FXiPRlNT MCRHCRMCRKCRHCRHCRMC
Bi LEFTB (BL*. 9-LENl A») J • (RO) ■ ;
B49B REM ♦♦+ EDITA ENTRY LINE
ssee REM
SSie XS-l:PRINT '(HM)-:
S3Se POKE ieS3+XS,PEEKUeS3'»xS< OR ise
S33B SET ARiIF A*.-' THEN S33B
3310 POKE 1033+XS.P£EK'I033+XS' AN013T
' US' THEN X5*XS-1
- THEN XS*XS-2
1 TO YS; I«PEEK'rE»l633' ìA»-A*tCHR
Jl ;POKE S016.FN
COORDINATE
e PRINT C.RTERfO
PRINT A
•A-63
IF AKie OR AXS- THEN 3
PRINT Aȓ:YS*'A-AS>H0
SET A*; ;F a*." THEN 3
A«ASC'Ai);lF A«13 THEN
IF A<ie DR A>!7 THEN 3
PRINT A*;:VS=A-4?v/S:U
A*S--!PRIMT :.»*£RR4'ERRORE I
REM III
REM IM CALCOLO ESPRESSIONI
xS*eìI»e:AFX=e:PAX=e:OPX'9i-3iOP'e'*eiER«-0
y.vSiOOTO e:
AS»33 T
V 3390
F AX064 TWEN 313
- CHECK FUNZIONE
'I ERXPliSDTO 1030
posi/, cursore: cella nella ijuaicc localì//a-
to il cursore-
li cursore viene spostalo sul lahellone
con i normali casti di controllo. In aggiun-
ta. per semplificare le opera /ioni, sonoahi-
lilalì anche questi comandi:
return; porla il cursore in colonna A nella
riga succes.siva a quella in cui si trova al
momento
shifi + rei: porta il cursore nella prima co-
lonna della finestra e nella riga successiva u
quella in cui si trova al momento
home; porla il cursore in AOl
shifi - 1 - home: porta il cursore nella prima
casella della finestra
>CRR: funzione GOTO. Porta il cursore
nella colonna e riga indicate nel comando
(C = colonna. RR = riga).
Tutti i comandi di controllo cursore pro-
vocano lo scrolling automatico della Ime-
slra del display per consentire l'adutta-
mcnlo alle varie situazioni.
2. C^asellc e contenuto
Una volta visto come spostare il cursore
nellambito deH'iniero tabellone *é ora la
volta di provare a modificarne il contenu-
to. Una casella dello SPREADSHEET
può contenere fino ad 80 caratteri. Questi
caratteri possono costituire etichette o
espressioni.
Etichette
L'etichetta è una stringa di caratteri con
scopo puramente descrittivo. Serve a sem-
plificare la comprensione dei dati del tabel-
lone e non viene manipolata dal program-
ma. Per introdurre un'etichetta nella casel-
la. battere Il programma riconosce il
comando con il messaggio ‘ENTRY LA-
BEL' nella riga in basso. Poiché il pro-
gramma visualizza solamente i primi nove
caratteri di una etichetta é conveniente li-
mitarne la lunghezza allo stretto necessa-
rio. al fine di evitare spreco di memoria.
Una cella, comunque, può contenere fino
ad 80 caratteri di etichetta che vengono
memorìzzaiti anche se non sono coslanlc-
mcnlc visualuizali sullo schcrmo.
Espressìoni
La reale potenza di questo programma è
nella possibilità di definire in maniera libe-
ra correlazioni tra te varie caselle. Queste
vengono definite utilizzando nel calcolo
del contenuto di una casella, I valori di
altre caselle del lahellone. Per fare ciò c
sufficiente indicare al programma di voler
inserire una e.spressionc battendo il tasto
’V. Il programma riconosce il comando
con il messaggio ‘ENTRY VALUE‘. A
questo punto é possibile introdurre una
formula che. elaborata, dia il valore da
attribuire alla casella. Questa espressione
può essere composta dai quattro operatori
matematici. ( -i- da funzioni, costanti
e riferimenti ad altre celle. Una volta lermi-
nalu l'introduzione della formula questa
viene immediatamente calcolata ed il rela-
tivo valore appare sul tabellone. La lun-
134
MCmicrocompuier n 34 - ollobre 1984
COMMO'>0''E 64
ghezza delia formula è limitata ad 8U carat-
terì. Questo valore è sumcìenle nella stra-
grande maggioranza dei casi. Può comun-
que essere necessario, talvolta, scrivere for-
mule più lunghe. In questo caso sarà neces-
sario scindere la formula in più parti ed
utilizzare più caselle per l'elaborazione di
un solo dato.
Comandi
Il programma SPREADSHEET ha un
esteso set di comandi che consentono di
semplificare l'introduzione, tu mudinca. il
calcolo e la memorizzazione del contenuto
del tabellone. Questi comandi ausiliari
vengono selezionati con il carattere ‘ che
provoca l'apparire nella "linea messaggi 2"
di un elenco dei comandi disponibili;
COMANDI: B C E G M P S
A questo punto è possibile selezionare il
comando desideralo o. premendo RE-
TURN o un tasto non compreso nel set di
comandi, ritornare al modo introduzione/
modifica dati.
In tutti i casi fa pressione del tasto RE-
TURN a livello soiiocomandi provoca il
ritorno al modo principale senza che il sot-
tocomando venga eseguito.
Alcuni di questi sotlocomandi provoca-
no la generazione di un successivo sottoe-
lenco (es. /G 0 /M). Anche in questo caso
la pressione di un tasto non compreso nel
sottoelenco provoca il passaggio a) modo
introduzione/modifica dati.
Vediamo ora tutti i comandi in detta-
glio.
/B (blank) — Provoca la cancellazione
della cella indiriz.zala dal cursore. Non
vengono modificati i valori di altre celle e
non viene ricalcolalo il tabellone.
/C (cancella) — Il comando Cancella
provoca la cancellazione totale di lutti i
dati contenuti nel labellone e dei flag di
stato, resetiando i valori alla condizione di
inizializzazione del programma. Poiché il
comando è potenzialmente pericoloso per
il contenuto del tabellone, il programma
richiede una conferma prima che venga
eseguito. Sulla "linea messaggi 2" appare
la scritta "CANCELLA: CONFERMA
(S/N)". Per confermare battere S. In que-
sto caso il display viene cancellato e il pro-
gramma reinizializzato. Per evitare la can-
cellazione battere un tasto diverso da 'S'.
/E (edita) — Questo comando permette
di editare il contenuto della cella indirizza-
la dal cursore. Questo viene trasferito nella
linea di editing e può essere modificato.
Premendo il tasto l'operazione viene
abortita ed il contenuto della cella rimane
immutato. Se la cella é vuota il comando é
inattivo.
/G (globale) Attraverso /Gé possibile
accedere ad un subsei di comandi che per-
mettono di modificare lo stato di funziona-
mento del programma. Queste modifiche
sono permanenti e vengono memorizzate
MCmfcrocomputer n. 34 - ollobre 1984
135
insieme ai dati sul supporto di massa. Do-
po aver impartito il comando nella "linea
messaggi 2" appare la seguente scritta:
GLOBALE: A C D M N R
che riporta tulli i soitocomundi ncono-
.scìuli. La funzione di questi é lu seguente:
/GA — Seleziona il calcolo automatico
dei tabellone (default). L'abilitazione di
questo parametro provoca il ricalcolo del-
l'intero tabellone ogni qualvolta una cella
contenente una espressione viene modifi-
cata o introdotta. Questa l'unzionulilii è
molto comoda a tabellone completalo, ma
è a volte fastidiosa in fase di creazione. È
quindi conveniente disabilitarla durante la
stesura del tabellone e abilitarla a lavoro
completalo.
/GC — Seleziona il calcolo per colonne
(default). Normalmente il tabellone viene
calcolato percolonne. Nel caso la struttura
richiedesse il calcolo per righe è possibile
modificare l'ordine di calcolo. I) valore in
uso è costantemente indicalo sulla status-
/GD -
Seleziona come i
mette dì variare il tipo di supporti
sa (disco-nastro). Questo flug. a ditlerenza
degli altri del comando 'globale', non viene
memorizzalo .sul supporto di massa.
/GM — Seleziona il calcolo manuale del
tabellone. Quando questo parametro viene
abilitalo il calcolo dei valori delle celle vie-
ne eseguito solo quando richiesto dall'ope-
ratore con il comando “!". È comodo met-
tere il programma in calcolo manuale du-
rante la stesura di un tabellone. Quando
questo parametro é abilitato appare una
'M' alla sinistra della status-line per avvi-
sare l'operatore che il tabellone non viene
ricalcolato automaticamente.
/GN — Seleziona come memoria di
te di*operare con^^ruTitTa^casseUe CN^N.
Questo flag. a differenza degli altri del co-
mando 'globale', non viene memorizzalo
sul supporto di massa.
/GR — Seleziona il calcolo per righe.
Normalmente il tabellone viene calcolalo
per colonne. Nel caso la struttura richie-
desse il calcolo pwr righe è possibile modifi-
care l'ordine di calcolo, li valore in uso c
costantemente indicalo sulla status-line.
/M — (memoria) Anche questo coman-
do ha una lista di sottocomandi che con-
136
MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984
COMMODORE 64
sentono di gestire la memoria a disposizio-
ne del programma:
MEMORIA: A L M
Questo è l'elenco dei sotlocomandi:
/MA — Abilita la gestione automatica
del garbagecolleclion (defaull), Ogni volta
che una cella viene modificata forza un
garbage collection. Questo consente di evi-
tare il blocco del programma ogni qualvol-
ta lo spazio di memoria a disposizione delle
stringhe viene esaurito, ma produce un ri-
lardo di esecuzione di alcuni comandi di-
rettamente proporzionale al numero di cel-
le avvalorate. È molto utile quando il ta-
bellone non è mollo pieno. Se il ritardo
diviene sensibilmente avvertibile è oppor-
tuno disabilitare questa funzione con il co-
mando M M e forzare manualmente il gar-
hage collection con il comando , ML.
/ML — Visualizza la memoria ancora
disponibile (in byte) e forza un garbage
collection. ••• ATTENZIONE *** se il
tabellone è mollo pieno questo comando
può essere eseguilo in un tempo abbastan-
za lungo-
/MM — Abilita la gestione manuale del
garbage collection. L'abiiilazionc di que-
sta funzione impedisce al programma di
conoscere la memoria ancora di.sponibile.
Nellq status line viene quindi visualizzato
■'.’O' al posto del valore percentuale di me-
moria utilizzabile per i dati. Per conoscere
quanto spazio é ancora dedicabile ai dati
del tabellone é possibile usare il comando
ML.
/P (stampa) Questo comando con-
sente di ottenere l'iiardcopy del tabellone
contenuto in memoria. Posizionare il cur-
sore sulla prima cella da stampare e battere
■ P'. Il calcolatore richiederà le coordinate
deifultima cella. Battendo ‘return' il co-
mando viene rifiutato. Vengono stampati
anche i riferimenti delle colonne, in rever-
/S (Salva) Attraverso S è possibile
accedere ad un sotutelenco di comandi che
consentono di gestire la memorizzazione
dei dati del tabellone. Dopo aver battuto il
comando, infatti, apparirà la scritta;
SALVA: L Q S
Questo è l'elenco dei .sotlocomandi:
/.SL — Carica i dati dal supporlo di
massa selezionato. Non elTeiiua cancella-
zione dei tabellone in memoria, per cui i
dati vengono aggiunti a quelli eventual-
mente esistenti. E cosi possibile efietluare
un Merge tra vari file. Il programma, ov-
viamente. rimpiazza i dati esistenti in me-
moria con quelli provenienti dal supporlo
di massa nel caso vi siano coincidenze con i
dati in memoria. Nel caso sia selezionalo il
disco il programma chiede il nome del file
dilli da leggere.
/SQ — Termina l'esecuzione dei pro-
gramma. Poiché questo comando c poten-
zialmente pericoloso per i dati contenuti
nel tabellone viene chiesta conferma con il
messaggio ‘QUIT: CONFERMA (S N)?'.
Battere 'S' per terminare il programma, un
altro tasto per abortire il comando.
/SS — Memorizza i dati sul supporto di
massa selezionato. Se è abilitata la regi-
strazione su disco richiede il nome del file
da registrare. Primadidareil comando /SS
su cassetta é opportuno posizionare il na-
stro al punto desiderato.
':«4*:M+ce6*ce'*ces*:e9*cie
t E • -
1 “ESE: 0’’
2 —
3
4 L'.'CE 18
i TELEFONÒ 128
■’ A'.'TO 238
9 ACQUA ì‘
18 BATE «09. ;38
12 tcitblE 9~8 99.9‘>
380.’
Altri comandi non preceduti dalla
> (GOTO) — Posiziona il cursore alla
casella indicata. Ad esempio per portare il
cursore alla casella J.17 battere
>J37
Valori inesistenti od errati provocano il
messaggio 'ERRORE IN GOTO'.
! (Calcola) Forza il calcolo dcirinlem
tabellone. Può essere usalo quando viene
abilitato il calcolo manuale o quando, in
calcolo aulomalicu. vi siano dei 'riferimen-
ti in avanti'. Nella definizione del tabellone
é possibile, infatti, utilizzare nel calcolo
una casella che non è ancora calcolala. Ad
esempio introducendo nella casella AGI la
formula ‘IIO'COI 12" si avrà che il valore
di CO I utilizzalo nel calcolo dell'espressio-
ne sarà diverso da quello visualizzato sul
tabellone poiché questo valore viene ag-
giornato DOPO il calcolo della cella AGI .
Queste situazioni sonocomunque da evita-
re poiché sono potenzialmente pericolose e
possono portare a resultali imprevedibili.
Per evidenziare l'esistenza di 'riferimenti in
avanti' é sufficiente forzare il calcolo del
tabellone ed osservare se si verificano ag-
giornamenti di valori. In questo caso è op-
portuno rianalizzare il problema e modifi-
care il tabellone in maniera da escludere
questo tipo di situazione.
■]. Espressioni c funziuni
Come abbiamo visto precedentemente
la forza princiisalc del programma c ncllii
possibilità di stabilire corrclu/ioni tra celle
attraverso l'uso di espressioni. Una espres-
sione é costituita da uno o più dei seguenti
elementi:
costante (numero compreso tra
-Ò9999999 e 999999999)
un riferimento ad una cella espresso in
colonna e riga
un operatore aritmetico ( + .")
una funzione (es. ui SIN)
Nel caso nella espressione venga fallo
riferimento ad una cella che contiene una
label, questa viene assunta avere valore
zero. Il programma elTeitua il calcolo delle
espressioni da sinistra verso destra, senza
precedenze- Per stabilirle è necessario uti-
lizzare le parenlesi, Ad esempio l'espres-
sione 3 + 12 3*5 ha come risultalo 25 men-
tre 3-MI2 3*5) viene calcolala come 23.
Nel c-as»> si verifichino errori durame l'cla-
bora/ione di un tabellone il programma
interrompe il calcolo con la segnalazione
della casella in cui si é verificalo rcrrorc e
con il tipo di problema incontralo, ad
esempio: 'AOLDIVISIONE PER ZERO'.
E sulTicienic verificare l'espressione c cor-
reggere rcrrorc. Una cella contenente un
errore viene visualizzala sul tabellone con
il valore lE + 33. Da tener presente che.
poiché il programma ferma rcsccu/ione
dei calcoli nel punto in cui viene rilevalo un
errore, i dati presenti sul taglione non
sono in quel caso attendibili. È necessario
rimuovere la causa dell'errore criclaborare
il tabellone. Deve essere posta allenzione
ai riferimenti circolari, cioè alle espressioni
che richiamano se stesse (direttamente o
mdiretiamentc)ad esempio 'AGI + l'neìla
cella AGI . Queste situazioni possono com-
promettere il risultato del programma poi-
ché presentano valori instabili che variano
ogni volta che il tabellone viene ricaleola-
lo, anche se non sono stale fatte modifiche
Segue un elcneo delle funzioni rieono-
sciute dal programma.
«SIN(xi seno ingonometrieo dcH'argo-
menio
«COS(\) coseno irigonomelrico dcH'ar-
gomentv'
«iTAN(xl tangente trigonometrica del-
l'argomemo
'«ASN(x) inverso funzione seno
■i(ACS(x) inverso funzione coseno
luATN(x) inverso funzione tangente
(tutte le funzioni trigonometriche lavora-
no in gradi se.ssagesim.)
niABS(\» ritorna il valore assoluto del-
l'argomento
■(' EXP(\I ritorna c (2.7 1 S2. ) elevato al-
l'argomenlo
•Il INT(x) ritorna rinlcrno piu grande mi-
nore deirargomenlo
Il LGD(\) ritorna il logaritmo in base li)
deH'argomento
i>SQR(x) ritorna la radice quadrala del-
l'argomemo. MC
Questo programma é disponibile su
cassetta presso la redazione. Vedere l'e-
lenco dei programmi disponibili e le
istruzioni per l'acquisto a pag. 120.
MCmicrocomputer n 3<5 - ottobre 1984
137
Eccoli lii nuovo a! consudo appuniamen-
lo con la rubrica di soflware dedicala al
conipulcr Sinclair.
Qiie.Uii mese vi proponiamo due liliali: un
adreniure game ed un calcolatore di hioril-
L'uvveniiira è l'ormai famosa Macchina
del tempo, pubblicala sul numero di febbraio
nella versione per il TI 99 4A ed ora fedel-
mente tradotta per il computer Sinclair. No-
nosianie la sua .semplicità ha ollenulo un
grande .succe.s.so ira i po.s.sessori del TI. chia-
ro .se.gno che la Onora .scarsa diffusione delle
avvenliire in Italia è dovuta principalmenie
alla cono.scenra della lingua ingle.se che que-
.sii giochi, quasi nuli di provenienza anglo-
.sa.ssone. purtroppo richiedono.
La Macchina del tempo è invece un'a\‘-
veniura iiulianis.sima e cosiiiui.sce un 'eccel-
lente approccio a! mondo magico degli ad-
veniiire game.
Il programma per il calcolo dei bioritmi
non nere.s.siia di troppe introduzioni: oggi si
parla tantissimo di bioritmi ed anche coloro
che .si dichiarano .scenici riguardo alla e ffet-
tiva validità di que.sta teoria sono di .solilo
piuttosto ciirio.si di cono.scere i loro giorni
Macchina del tempo
di Rino Ragucci - Napoli
l lettori di MC dovrebbero ormai sapere
che cos'é un avventura, dal momento che
ne abbiamo parlato spesso nella rubrìca
dedicata ai giochi. Visto, tuttavia, che si
tratta di una novità per le pagine riservate
al Software Sinclair, ecco una breve spie-
gazione; un'avventura è un viaggio in un
mondo fantastico; un mondo nel quale ci
possiamo trasferire grazie al calcolatore,
che diventa le nostre orecchie, i nostri oc-
chi e le nostre mani. E il computer a muo-
versi ed a eseguire tutte le azioni che gli
vengono ordinate attraverso la tastiera.
Questo programma é disponibile su
cassetta presso la redazione. Vedere l'e-
lenco dei programmi disponìbili e le
istruzioni per l'acquisto a pag. 120.
mentre il giocatore partecipa allo svolgi-
mento deiravventura grazie ai messaggi
che via vìa compaiono sullo schermo.
Ogni viaggio ha uno scopo ben preciso.
In questo caso ci si ritrova sperduti in un
lontano passalo: per tornare alla civiltà
bisogna riuscire a trovare la macchina del
tempo, abbandonata da qualche parte nel-
la foresta, e. soprattutto, rimetterla in gra-
do di funzionare, dal momento che non ha
energia sufliciente per avviarsi.
L'impresa, ve ne accorgerete subito, è
tult'allro che facile e per arrivare alla line
dovrete armarvi di pazienza e buona vo-
lontà ... se mai ci arriverete, beninteso,
perché anche la Macchina del tempo, come
ogni avventura che si rispetti, presenta un
certo numero di insidie mortali! Fortuna-
tamente è sempre il computer a morire ...
1 comandi vanno impartiti sotto forma
dì frasi normalissime, composte da un ver-
bo. un artìcolo ed un oggetto.
I verbi che il programma riconosce so-
PRENDI
PIGLIA
POSA
LASCIA
BUTTA
APRI
nutrì
ALIMENTA
NUOTA
ROMPI
ACCENDI
LEGGI
SBLOCCA
INSERISCI
Per spostarsi basta specificare l’iniziale
del punto cardinale verso il quale ci si vuo-
le muovere: N (nord). S (sud). E (est) ed O
(ovest). Gli altri comandi di spostamento
sono SALI. SCENDI ed INTORNO.
Completano la lista alcuni comandi co-
stituiti da una sola parola: AIUTO, per
quando siete in crisi .... GUARDA E VE-
DI. che danno una descrizione del luogo
dove ci si trova ed INVENTARIO, che
fornisce un elenco degli oggetti che il com-
puter “porta" con sé.
Non sempre il calcolatore sarà in grado
di eseguire quello che gli direte dì fare,
magari a causa dell'uso di un verbo odi un
vocabolo a lui sconosciuto oppure perché
ciò che gli avete chiesto è proprio impossi-
cura di Maurizio Bergami
bile: in entrambi! casi vi opporrà un garba-
to ma fermo rifiuto con un apposito mes-
saggio.
Come abbiamo già accennato, la Mac-
china del tempo è un'avventura abbastan-
za semplice; può però risultare decisamen-
te complicala per chi non nc ha mai giocata
una. Prima, quindi, di iniziare a sbattere la
testa al muro oppure ad insultare il povero
redattore convinti che il programma sia
pieno di bug. vi consigliamo di andare a
vedere la mappa completa dell'avvenlura
pubblicala ad Aprile (pag. 9(i) oppure,
estrema risorsa, di leggervi la soluzione
completa sul numero di giugno (pag. 151).
Beh. a questo punto non vi rimane altro
che copiare il listato (oppure comprare la
cassetta) e mettervi a giocare. Se poi. oltre
al sollazzo, vi interessa anche raspeilo tec-
nico del programma, ecco le note che l'au-
tore ha inviato assieme al programma; si
tratta di alcune utili osservazioni sul pro-
blema della conversione di un listato da TI
Basic a Sinclair Basic.
! due principali problemi per la conversio-
ne dell'avventura “Macchina del tempo"
di Fabio Schiatiarella. apparsa su MC n"
27. sono consistiti, emblematicamente,
nelle forse due maggiori carenze del Basic
dello Speelrum: la lunghezza fissa degli
elementi delle matrici stringa e l'assenza
dell'istruzione ELSE, intensamente usata
nel programma. Del resto, la presenza di
queste caratteristiche, ne! Basic TI stand-
ard. è assurdamente accompagnata dal-
l'impossibilità di linee mullìslruzione e ad-
dirittura dall'obbligatorietà, come nei Ba-
sic primitivi, del GO TO dopo il THEN (e
l'ELSEldi una IF. In compenso i due com-
puter vanno d'accordo sulla velocità essen-
do entrambi piuttosto lenti: il ciclo FOR I
= I TO l()0(H):NEXT I impiega -M" sullo
Speelrum e circa .50" nel Texas (contro i
IO" del Vicei9"deirAcquarius). Potrebbe
pertanto sembrare che si tratta di due mac-
chine piene di difetti, eppure non c co.si.
Il programma assegnava (linea .‘'(MI) alla
matrice OS(N) la lista degli oggetti che
avrebbe dovuto poi riconoscere negli ordi-
ni del giocatore (percs. “LA CORDA" e il
138
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
SPECTRUM
1 REM ***********************
S REM « *
3 REM * MflCCMINR DEL TEMPO ♦
4 . REM * *
5 REM ***********************
6 REM
9 DIM OS(12,14.>; DIM L C13) ; P
OKE 23609,30; POKE 23658,3; REM
MRCCMINfi DEL TEMPO
10 LET LET FED=0; LET I
=0: LET SETs2
14 INK 1: GO SUB 8000; PAPER 7
: BORDER 7; CLS
15 GO SUB 5000
20 LET NO»0; LET UE»NO; LET Efl
■NO; LET SQaNO; LET UPeNO; LET D
0=N0; LET L*=""
31 GO SUB 1* iSET»l) +1000* liSETs
21 +1030* (SETa31 +1060* (SETs41 +109
0* (SETaS) +1150* (SETsS) +1180* CSET
=7) +1120* (SET =8) +1210* (SET =9) +12
40* (SETsl0) +1270* CSETall) +1300» (
SET = 12) +1330* (SET = 13) +1360* (SET =
14) +1390* (SETslS) +1420* (SET»16) +
1450* (SET=17) +1480* (SETslB)
40 CLS ; BEEP .1,20
41 PRINT ' ' ' 'L«' '
60 LET FOUNDaO
61 LET TROU«0
62 FOR N«1 TO 11-(SET<>7)
63 IF LiN) OSET TMEN GO TO 70
64 IF FOUND TMEN GO TO 68
86 PRINT "Di intsressante qui
intorno vedo"'' prpeR 4;"»*«**«*
*****«»"
67 LET FOUNDa-1
68 PRINT 0t(N)
69 LET TROUsl
70 NEXT N
72 IF TROUaO TMEN 60 TO 90
80 GO TO 100
90 IF R$<>"GURRDR" OR FOUND TM
EN GO TO 100
91 PRINT "Non vedo nuki.4 di &p
ec ia te"
100 INPUT "Cosa devo fare? "jl$
102 IF 1*«"" TMEN 00 TO 100
103 PRINT
105 IF SET <>10 OR RND<a.9S TMEN
GO TO 108
106 BEEP .1,20; PRINT "IL CANE
SI E' SUEGLIATO E TI MR SBRANATO
107 GO TO 9000
108 GO SUB 500
110 IF A»«"N" AND NO TMEN LET 8
ET «NO; 60 TO 20
120 IF A»«"S" AND SO TMEN LET S
ET «SO; 60 TO 20
130 IF A»«"0" AND UE TMEN LET S
ETaUE; 60 TO 20
140 IF A$«"E" AND EA TMEN LET S
ETaEA; 60 TO 20
1S0 IF A*«"SCENDI" AND DO TMEN
LET SETbDO; 60 TO 20
155 IF A$="5ALI" TMEN 60 TO 610
0
160 IF A»«"G1RA" TMEN GO TO 40
170 IF A$«"A1UT0" TMEN BEEP .1,
20: PRINT "NESSUNO PUÒ' AIUTARTI
GO TO 100
IF A$«"PRE
TMEN 60 TO 2000
190 IF At>"POSA" OR RCa"LASCIA"
OR A$="8UTTA" TMEN 60 TO 4500
200 IF ACs"APRI" TMEN GO TO 250
210 IF A$="GUARDA" TMEN BEEP .1
.20; PRINT L$'; 60 TO 60
215 IF A*a"NUOTA" TMEN GO TO 40
00
220 IF A»*"R0MP1" OR A$»"5PACCA
" TMEN GO TO 6000
226 IF A$«"ACCENDI" TMEN 60 TO
7500
230 IF A»»"LEGGI" TMEN 60 TO 65
00
240 IF A*a"SBLOCCA" TMEN 60 TO
3000
250 IF A$a"INUENTARIO" TMEN 60
SUB 5500; 60 TO 100
260 IF A$=" INSERISCI" TMEN GO T
0 7000
275 IF A*="BASTA" TMEN GO TO 90
00
490 IF LEN (Af)=l TMEN BEEP .1,
20; PRINT INK 2; "NON POSSO"; 60
TO 100
498 BEEP .1,20; PRINT INK 2j"N0
N POSSO: non conosco questa pa
rota oppure non so applicarla in
questo contesto.": GO to 100
500 LET SP=0: LET A*s""; LET B$
'S03 FOR N=1 TO LEN 1$
504 IF I$(N TO N) s" " AND (NOT
SP) TMEN LET SP=1: GO TO 520
510 IF NOT SP TMEN LET ASsA$+I$
IN TO N)
515 IF SP TMEN LET B»=B$+I*(N T
0 N)
520 NEXT N
525 IF BiO"" TMEN GO SUB 9100
530 RETURN
1000 LET LS*"SEI NELLR FORESTA.
CI SONO SENTIERI CM
E CONDUCONO A NORD E A SUD."
1010 LET N0»15
1011 LET S0=3
1020 RETURN
1030 LET L*="SEI NELLA FORESTA
, 01 SONO SENTIERI UERSO NORD
E UERSO EST E UNA RADURA A OUES
T . "
1040 LET N0b2: LET UE»4: LET EA»
5
1050 RETURN
1080 LET L«b"SEI NELLR RRDURR . N
EL MEZZO C'E'LR MflCCMINR DEL
TEMPO PRIVA PERO'DI ENERGIA. L'
USCITA E' A EST"
1070 LET EA*3: RETURN
1090 LET L«b"SEI nella FORESTA.
C'E' UN SENTIERO NELLR DIRE
ZIONE EST -OVEST."
1100 LET UE*3: LET EAa8; RETURN
1120 LET L$«"SEI NELLR FORESTA.
DA UNA RADURA A NORD PUOI
VEDERE UN LAGO. I SENTIERI PU
NTANO A EST EA OVEST.C'E' UNA GR
OTTA A SUD."
1122 LET EA«12: LET UE«5; LET SO
■6: RETURN
1150 LET L|«"SEI IN UNA PICCOLA
CAVERNA. LA LUCE VIENE DA NORD.
C'E' UNA PIC-COLA PORTA A OVEST
E UNA APERTU-RA A SUD"
USI LET 50*7
1152 LET no»8; RETURN
1180 LET l«»"SEI IN UN AMPIA CRV
ERNR.C'E' UN BAULE IN UN ANGOLO
E UNO SCMELE-TRO LI' VICINO. L'U
SCITA E' A NORD”
1190 LET N0*6: RETURN
1210 LET L«*"NON VEDO NIENTE t"
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
139
12S0 LET UP>6: RETURN
1S40 LET L$b"SEI in un LUNGO CUN
ICOLO. PUOI UDIRE IL SUONO DELL
'RCOUfl CHE GGCCIOLR. R NORD C'
E' UNR SCRLfi"
1241 LET L««L|-*>’' CON UN GROSSO C
RNE flODORMENTRTO SULL'ULTIMO GRR
DINO . "
1250 LET S0«9: RETURN
1270 LET Lf»"SEI SU UN'ISOLR NEL
CENTRO DEL LRGO. C'E' UN flPERT
URR NEL TER-RENO CON UNR SCRLR
DENTRO. "
1260 LET DO*10; RETURN
1300 LET L|b'-SEI RCCRNTO RD UN L
RGO CON UN ISOLR NEL MEZZO. R 0
UEST C'E' LR PORESTfl,"
1301 LET L«aL|4'"R NORD C'E' UN
R ZONR SRSSOSR."
1310 LET N0*13; LET UE«8; RETURN
1330 LET L$*"SEI IN UNR PIETRRIR
. IL LRGO E' R QUEST, R NORD C
'E' UNA ZONR PALUDOSA, L'USCITA
E' R SUD E R NORD"
1340 LET N0sl4: LET S0«12: RETUR
N
1360 POKE 23692,-1: PRINT RT 20,
0; INK 2; FLASH lj"Sono apptna f
mito neu.« SA66IE H06ILI
1362 POR Usi TO 18; BEEP .2,U
1363 PRINT TRB Jj INK RND*5,"1GL
UGÉ" : NEXT J; GO TO 9000
1390 LET L$»"SEI TRA DEI CESPUGL
I. IL LAGO E' R EST, L
R FORESTA E' R SUD E C'E' UN PRR
TO A NORD."
1400 LET NOaie
1401 LET S0s2: RETURN
1420 LET L*="5EI IN UN PRATO, I
L LAGO E' A SUD EST. R SUD
CI SONO DEI CESPUGLI E RD EST C
'E' UNA TORRE"
1430 LET ER»17; LET SO-IS; RETUR
N
1450 LET LS>"SEI RI PIEDI DI UNR
TORRE. NON UEDO NESSUNA PO
RTR. R QUEST C'E' IL PRATO, RD E
ST UNA ZONR PALUDOSA."
1460 LET UE=16: LET ERb 14; LET U
Psl8: RETURN
1430 LET Lt="SEI IN CIMA ALLA TO
RRE. R SUD POSSO UEDERE IL
LRGO CON LAISOLR IN MEZZO E
LR FORESTA ACCANTO. AL CENTRO
DELLA PIATTA-FORMA C'E' UNO S
CRI6N0 DI CRISTALLO RL CUI IN
TERNO TRASPR-RE UNR CHIfiUE D'ORO
1490 LET D0sl7; RETURN
2000 IF I<5 TMEN GO TO 2003
2001 BEEP .1,20: PRINT "NON RIE
SCO A PORTARE PIU' DI QUESTO !
2002 GO TO 100
2003 IF B*<>"" TMEN GO TO 2006
2004 BEEP .1,20: PRINT R$j" COSA
'’?" ; GO TO 100
2006 LET FQUNDS0
2007 FOR Nsl TO 12
2008 ■ " "
R I>=5 TMÉ-. -
2009 BEEP .1,20; PRINT "OK..-
2010 LET FOUNDal: LET L(N)«0; LE
T 1=1+1
2015 NEXT N
2020 IF NOT (FOUND) TMEN BEEP .1
,20: PRINT "IMPOSSIBILE !"
2030 GO TO 100
2500 IF B$<>"" TMEN 60 TO 2505
2501 BEEP .1,20; INPUT "APRO COS
A?";6S: GO SUB 9100
2502 GO TO 2500
2505 IF B$( TO 8) <>"Lfi PORTA" OR
SET=6 TMEN GO TO 2508
2506 BEEP .1,20; PRINT "QUALE PO
RTR?"
2507 GO TO 100
2508 IF BS( TO 8)<>"LR PORTA" OR
UND TMEN GO TO 2511
2509 BEEP .1,20; PRINT "E' BLOCC
ATR CON UN CATENACCIO I": GO TO
100
2511 IF B$( TO 8) <>"LA PORTA" TM
EN GO TO 2515
2512 BEEP .1,20; PRINT "C'E' UNR
SCRLR CHE SCENDE SOTTO."
2513 LET D0=9: GO TO 100
2518 IF BiC TO 3)<>"IL BRULÉ" OR
UNC TMEN GO TO 2521
2519 BEEP .1,20; PRINT "E' BLOCC
ATO CON UN CATENACCIO !"; GO TO
100
2521 IF B$( TO 8)0 "IL BAULE" TM
EN GO TO 498
2522 BEEP .1,20; PRINT "OK": LET
L(ll) =SET: GO TO 100
3000 IF B$="" TMEN BEEP .1,20; I
NPUT "APRO COSA ?"JB*; GO TO 300
0
3005 GO SUB 9100: IF B>( TO 6)0
"LA PORTA" OR SET=6 TMEN GO TO 3
008
3006 BEEP .1,20; PRINT "QUALE PO
RTR ?" ; GO TO 100
3008 IF L(7) TMEN GO TO 498
3010 IF B$( TO 8) 0"LR PORTA" AN
D Sii TO 13)<)"IL CATENACCIO" OR
SET06 TMEN GO TO 3015
3011 LET UND=1
3012 BEEP .1,20; PRINT "CLICK! L
A SERRATURA E' SCATTATA!"; GO TO
100
3015 IF B*( TO 8)o"lL BAULE" OR
SET»? TMEN GO TO 3020
3016 BEEP .1,20; PRINT "QUALE BR
ULE ?"; GO TO 100
3020 IF BK( TO 8)<>"IL BAULE" RN
0 B«( TO 13)0"IL CATENACCIO" OR
SET 07 TMEN GO TO 498
3021 LET UNCal
3022 BEEP .1,20: PRINT "CLUNK! L
A SERRATURA E' SCATTATA!"
3023 GO TO 100
3600 IF 8«<>"" TMEN 60 TO 3510
3501 BEEP .1,20: INPUT "NUTRIRE
CHI ? ";B$: GO SUB 9100
3502 GO TO 3500
3510 IF B|( TO 7)»"IL CANE" TMEN
GO TO 3520
3511 BEEP .1,20: PRINT "STRI SCM
ERZANDO SPERO!"
3512 GO TO 498
3620 IF SET«10 TMEN GO TO 3530
3521 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E'
NESSUN CANE QUI !"
3522 GO TO 100
3530 IF L(12)«0 TMEN GO TO 3640
3531 BEEP .1,20; PRINT "NON MO C
ISO PER CANI CON ME !"
3532 00 TO 100
3540 LET I«I-1; LET FED=1; LET U
Psll
140
MCmicrocompuler n 34 - oltobre 1984
SPgCTWUW
3543 BEEP .1,20: PRINT "MUNCH.MU
NCH! "
3544 LET L(12) >7
3546 GO TO 100
3550 00 TO 496
4000 IF NOT (6ETb 8 OR SET«11 OR
SET»ia OR SET*13 OR SETslS OR SE
T«16) TMEN GO TO 4010
4001 BEEP .1,20: PRINT "L'flCOUfl
E' TROPPO FREODR 1"
4002 GO TO 100
4010 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E'
RCOUR ! "
4011 GO TO 100
4500 LET FOUND>0
4601 POR N-1 TO 12
4502 IF 0$(N) <>6C OR L (N) <>0 THE
N 00 TO 4507
4503 BEEP .1,20: PRINT "OK.."
4504 LET L(N)»SET; LET FOUNOsl;
LET 1=1-1
4507 IP TMEN GO TO 4S10
4506 BEEP .1,20: PRINT Rf ; " COSR
4509 GO TO 100
4510 NEXT N
4520 IP FOUND TMEN 00 TO 4530
4521 BEEP .1,20; PRINT "NON HO "
; Bf, " CON ME i "
4530 GO TO 100
5000 LET UND«0: LET UNCb0
5020 RESTORE 5030
5030 DRTR "LR COROR" , 13 , "LR PIET
RR" , 13, "LR SCRLfl" , 12 , "L ' RNELLO" ,
5, "IL FUCILE" , 15, "LR SPINA", 16
5035 DRTR "LR CHIRUE" , 1000 , "LR T
0RCIR",6,"LE BATTERIE", 11, "IL TR
ONCO" , il , " IL MANOSCRITTO" , 1, "UN
OSSO" , 7
5040 POR N=1 TO 12
5041 READ 0$ (N) , L (N)
5042 NEXT N
5080 RETURN
5500 LET POUND=0; LET TROU=0
5502 POR N=1 TO 12
5503 IF LiN) TMEN GO TO 5530
5505 IF FOUND TMEN GO TO 5520
5506 BEEP .1,20; PRINT "HO LE SE
GUENTI COSE. . ."
5507 LET FOUNOsl
5520 PRINT " ";0*(N)
5521 LET TROUal
5530 NEXT N
5540 IF FOUND OR TROU TMEN 00 TO
5550
5541 BEEP .1,20: PRINT "NON MO N
ULLR CON ME ! "
5550 RETURN
6000 IF B»<>"" TMEN GO TO 6010
6002 BEEP .1,20: PRINT R(; " COSA
??": INPUT B$
6003 GO TO 6000
6010 60 SUB 9100: IF (B$( TO 12)
<>"IL CRISTALLO") AND <:Bt( TO 10
)<>"L0 SCRIGNO") OR iSETolB) TM
EN GO TO 498
6020 IF L(2)s0 TMEN GO TQ 6030
6021 BEEP .1,20: PRINT "NON PUOI
DIRMI ";Rt'"IL CRISTALLO SE NON
MO NULLA PER FARLO ■ ! "
6022 GO TO 100
6030 BEEP .1,20; PRINT "SMRSMITI
NKLE! "
6031 LET 1=1-1; LET L(7)=SET; LE
T Li2) =SET
6034 GO TO 100
6100 IF SET=10 TMEN 60 TO 6200
6105 IF SET 0 17 RND UP TMEN LET
SET=UP; GO TO 20
OR SET 0 17 TMEN G
6110 IF L (
0 TO 6120
6111 BEEP .1,20: PRINT "NON C'E'
MANIERA DI SALIRE!"
6112 GO TO 100
6120 IF UPo0 TMEN LET SET«UP; G
0 TO 20
6130 BEEP .1,20; PRINT "NON POSS
0 SALIREI "
6131 GO TO 100
6200 IF FED TMEN GO TO 6210
6201 BEEP .1,20: PRINT "C'E' IL
CANE DI MEZZO !"
6202 GO TO 100
6210 LET SET«11
6211 GO TO 20
6220 GO TO 498
6500 IF B*0"" TMEN GO TO 6510
6501 BEEP .1,20: INPUT "LEGGO CO
SA? ";BS
6502 GO TO 6500
6510 IF BfO"IL MANOSCRITTO" THE
N GO TO 498
6520 IP L(11)=0 TMEN GO TO 6530
6521 BEEP .1,20: PRINT "NON MO "
èsla GO TO 100
6530 BEEP .1,20: PRINT "DICE: PP
3-TM ISOLA 7"
6531 GO TO 100
7000 IF L(9) OR SET04 TMEN GO T
0 498
7002 LET L$«"MAI RISOLTO CON PI
ENO SUCCESSO L'AUUENTURA"
7003 BORDER 0: PAPER 0: CLS : PA
USE 10: PRINT AT 9,0;
7004 FOR Z»1 TO 43
7006 PRINT FLASH 1; INK RND*5+2;
L$ (Z TO Z) ; : PAUSE 10
7006 PAUSE 8
7010 NEXT Z
7011 GO TO 9000
7423 GO TO 40
7500 IF B*<>"" TMEN 00 TO 7510
7501 BEEP .1,20: INPUT "ACCENDO
COSA ? ";B*
7502 GO TO 7500
7510 IF L(8) TMEN 00 TO 498
7520 IF SET 09 TMEN GO TO 7530
7521 LET NO«10
UN CUNICOLO UMIDO A NORD.
7525 GO TO 40
7530 BEEP .1,20: PRINT "NON HR G
lOUATO MOLTO"
7531 GO TO 100
8000 BORDER 7: PAPER 7: CLS : PR
INT INK 2;''''" MACCHINA D
EL TEMP0";RT 5,7; FLASH li OUER
1 ; " ■'
80i'0 ì^rinT "SEI Bloccato in
UN PASSATO OSCURO E LONTANO."
;''';"Cerca La via d*L ritorno a
LLa tua civiltà'."
8020 PRINT PREMI UN TASTO
PER COMINCIARE": PAUSE 0
8500 RETURN
9000 INPUT "UUOI GIOCRRE ANCORA?
(Y/N) •• ; A$
9010 IF A»s"Y" TMEN GO TO 9
9020 STOP
9100 IF LEN B$>=14 TMEN RETURN
9110 FOR 2=1 TO 14-LEN B$: LET B
$=B*+" ": NEXT Z: RETURN
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
141
•'MANOSCRITTO"), che sono stringhe
ili iunghez/a diversa. L’uso obbligato, per
loSpceirum. di una matrice OS(N.I4). sur-
dimcnsionula alla maggiore lunghezza dei
sostantivi (appunto 14 per la presenza de
IL MANOSCRITTO") creava dei pro-
blemi poi nella fase di riconoscimento del-
riNPlJT da tastiera. Infatti nel cestire il
comando "PRENDI LA CHIAVE" risul-
tava. dopo la separazione deil'INPlT. in
un confronto (linea 200«). "LA CHIAVE"
"L.A CHlAVEbbbbb" c il comando
non veniva e.seguito. Allora tramite la cre-
azione della .subroutine VlOO ho "allunga-
lo". con gli spazi necessari, la prima strin-
ga "LA CHIAVE" proveniente da tastie-
ra. per ottenere l'uguagiian/a vera.
Spessissimo ho dovuto convertire bloc-
chi di istruzioni del tipo;
45«2 (OS(N) BJ).(L(N) - 0) THEN 4503 ELSE
4507
4503 istruzione 1
4504 istruzione 2
4507 istruzione puntata dall'ELSE
Quando le istruzioni tra 450? e 4507
esclusa erano poche e semplici ho procedu-
Bìoritmi
tlì Gianni Fogagnoio - Parahiago- 1 MI)
Qualcuno ci crede, qualche altro no. un
po’ come per l'oroscopo. A differenza di
quest’ultimo, poi. il calcolo dei bioritmi é
abbastanza facile ( basta applicare una for-
muletta). anche se è piuttosto noioso.
Proprio il lavoro adatto per un personal
computer, direte. Detto fatto: ceco un cal-
colatoredi bioritmi per il nostro infaticabi-
le Spcctrum. Si tratta di un programma
molto completo che non si limita al sempli-
ce tracciamento delle curve bioritmiche ma
fornisce anche altre utili informazioni.
La teoria dei bioritmi è una teoria mo-
derna risalente al secolo scorso.
Mediante ricerche su diversi gruppi di
studenti, tre professori universitari giunse-
ro alla scoperta dell'esistenza di cicli ritmi-
ci aH’interno della vita umana.
Furono scoperti tre differenti cicli: quel-
lo FISICO (di 23 giorni), quello EMOTI-
VO (di 26 giorni) e quello INTELLETTI-
VO (di 33 giorni).
In ogni ciclo i diversi giorni possono
essere considerati alti, bassi o crìtici.
I giorni alti sono quelli più favorevoli,
perché il soggetto è più dinamico perché ha
disponibilità di energia.
I giorni bassi sono invece giorni di recu-
pero. durante i quali il soggetto immagaz-
zina di nuovo energia. I giorni critici, mol-
lo importanti, sono situati a cavallo Ira la
parte alta e quella bassa del ciclo.
Come dice il nome stesso, questi sono
giorni CRITICI; bisogna usare particolare
lo come segue:
4502 IF (0$(N)-BJ) ANO (L(N)-0) THEN
istruz 1: istruz. 2; .
4507 istruzione puntata dall’ELSE
Altrimenti, se le istruzioni da 450,3 a
4.51)7 esclusa erano molle o complesse (al-
tre IF per cs.) si ha:
4502 IF NOT ((OS(N)-BS) AND (L(N) = 0))
THEN GO TO 4507
4503 istruzione 1
4504 istruzione 2
4507 istruzione puntala dall ELSE
L’uso del "furbo” NOT. per negare la
congiunzione, scarica sul computer parie
del lavoro di conversione ma rende il pro-
gramma meno leggibile, per cui ho preferi-
to applicare le due leggi di De Morgan
sulla negazione di disgiunzioni e congiun-
zioni. NeH’esenipio precedente si usa la
seconda che dice: "La negazione di una
congiunzione tra due proposi/ioni equiva-
le alla disgiunzione delle negazioni delle
singole propo.sizioni". Questo scioglilin-
gua. che lasciava tulli inlcrdclli. quando lo
usavo, anni fa. nd gioco del "telegram-
ma". alTerma solo che se p e q sono due
proposizioni logiche
attenzione poiché la maggior parte degli
incidenti avviene proprio in queste giorna-
te. Ad esempio è stato dimostrato, con
ricerche su campioni statistici, che molta
parte degli incidenti sul lavoro avviene in
giornale emotivamente critiche, quando
cioè il soggetto risulta particolarmente di-
stratto e deconcenlrato. In alcune compa-
gnie aeree americane pare siano riusciti a
ridurre praticamente azero il numero degli
incidenti dovuti ad errore umano facendo
coincidere le giornate di riposo dei piloti
con i loro giorni crìtici...
Il programma
Ecco come si usa II programma: inizial-
mente vengono richieste due date. Non ci
.sono limitazioni ed i bioritmi possono esse-
re calcolati per qualunque data.
Bisogna solo ricordarsi, nello scrìvere gli
anni, di tralasciare le prime due cifre.
Dopo aver introdotto la data di nascita e
la data per la quale si vuole calcolare il
bioritmo, viene presentato sullo schermo
un menu comprendente diverse opzioni:
1. NUMERI GUIDA
1 numeri guida ci danno il numero di
giorni trascorsi dall’inizio deU’ultimo ciclo
ifisico. emotivo o intellettivo).
Essi si ripetono quindi ciclicamente, au-
mentando di una unità al giorno fino a
raggiungere il completamento del ciclo (fis.
= 23. emo. — 28. int. — 33), per poi
ricominciare dai valore 1 al primo giorno
del ciclo successivo.
2. TAVOLE BIORITMICHE
Le tavole bioritmiche danno la possibili-
tà di interpretare i numeri guida, dicendoci
se questi appartengono alla parte alta od
alla parte bassa del ciclo o. infine, se si
tratta di giorni critici.
NOT (p AND q) é la stessa cosa di (Nf)T
p)OR(NOTq)
per cui nel nostro caso la condizione dcl-
riF diventa:
(NOT OS(N) B$) OR (NOT L(N) ^ 0)
0$(N)< .-BS OR L(N)< >0
La prima legge di De Morgan analoga-
mente asserisce:
NOT (p OR q)«. = ' (NOT p) AND (NOT q|
E con ciò tradurre una IF contenente
una ELSE sullo Specirum non è piu un
problema.
Sono stato costretto poi a simulare l’i-
struzione:
31 ON SET GOSUB 1.1000,1030. , 1150. ,
1120, ..
con una lunga:
31 GO SUB 1-(SET' 1) * 1000-(SET -2)
t 1030MSET--3)*
non essendo possibile in questo caso fare
qualcosa del tipo:
31 GO SUB A I SET-B
Ho ovviamente cercalo anche di elimi-
nare quanti più possibile GO TO per ren-
dere meno involuto il listalo e ho aggiunto
un po' di suoni c colori.
.3. CURVE BIORITMICHE
Le curve bioritmiche ci danno l’anda-
mento dei tre cicli biorìimici per tutto il
mese comprendente la data bioritmica
.scelta. I tratti di curva positivi indicano
perìodi con disponibilità di energia (fisica,
inlelleiliva od emotiva).
Quando le curve si trovano invece al di
sotto dell'asse delle ascisse il soggetto si
trova in un perìodo di recupero energetico.
In genere i giorni più favorevoli sono
quelli caralierizzaii da un equilibrio psico
fisico (ciclo fisico positivo, ciclo emotivo
negativo) con disponibilità di energia intel-
lettiva. Bisogna invece fare attenzione ai
periodi nei quali tutte le curve sono positi-
ve, Ciò porla, infatti, un eccesso di euforia,
che porta il soggetto a sottovalutare i rischi
ed il pericolo. Le giornate critiche sono
individuate daH’intcrsezionc delle curve
con l'asse delle ascisse.
Commcnio al listato
La parte più interessante c quella della
ELABORAZIONE DATI, basata sull’al-
goritmo pubblicato in MC di maggio |ys,3.
con il quale si può calcolare la differenza di
giorni tra due dale.
(istruzioni l(H) - 200)
Vediamo alcune variabili:
TOT = dà il numero di giorni tra le due
date
TOT I = calcola il numero di giorni tra
la data di na.scita ed il primo giorno del
mese nel quale é contenuta la data hiorii-
mica; serve per il calcolo delle curve biorit-
miche che partono dal primo del mese
FIS. INT. EMO = sono le variabili per
il calcolo dei numeri guida
Le variabili biofi.s. bioemo c bioini non
sono altro che rimerò più vicino di fis*23.
142
MCmicrocompuler n. 34 - ottobre 1984
SpeCTRUM
è **ft*«***ft«««****«ft»»t«t
3 REH * BIORITMI «
4 REM * «
5 REM **««**##•**««**«**#*•»*
B REM
7 BOROER B: PRPER 0: ZNK 7: 0
0 sua 8000
8 BEEP .6,3
10 PRINT RT 16,9; FLASH 1; INK
S;"OATA DI NASCITA”
16 PAUSE S0
80 INPUT "OIORNO ; ";91
30 INPUT ”MESE ;”;«1
36 IF nl<a0 OR Ml>18 THEN 00 T
0 30
40 INPUT "ANNO : “ili
46 IF ll<a0 OR 11 >99 THEN 00 T
0 40
50 CLS : PAUSE 86
56 BEEP .6,8.6
60 PRINT AT 15, 9i FLASH 1; INK
5;”DATA BIORITMICA"
66 PAUSE 80
70 INPUT "GIORNO ; ";98
80 INPUT "MESE : ";k 8
86 IF nSoO OR •ia>ia THEN 00 T
0 80
86 INPUT "ANNO : "iia
88 IF ia<«0 OR 18>99 THEN 00 T
0 86
90 IF «a<ai THEN 00 TO 66
91 CLS : BEEP .6,8
98 PRINT AT 16,9; FLASH 1; INK
4;” PLEASE - UAlT "
94
95
96 REM ELABORAZIONE DATI
97
100 LET di r> (ia>-al) «366
110 DIM n(iai: DIM 9(18)
IIS RESTORE 8960
180 FOR n>l TO la
130 LET » (fi) -n
140 READ ■
150 LET 9 (n) all
160 NEXT n
180 FOR nal TO la
190 LET xan (n)
195 LET ua9(n)
800 IF nlaX THEN LET ICa^
aio IF n8ax THEN LET piua^
aao NEXT n
300 LET lOladi f-ftC-9l
310 LET t0tat0l4.piU4-984l
600 FOR nail TO 12
610 FOR na4 TO 100 STEP 4
680 IF llan THEN LET tOtatot4l
630 NEXT n
640 NEXT ■
660 LET tOtlatOt.fa«l
700 LET fi»alot,/a3-INT (lot/83)
710 LET «MOatOt/aB-INT (101/86)
716 LET intaloi/33-INT dol/33)
780 LET inlalot/33-INT (101/33)
730 LET f i»laloll/83-lNT (1011/
83)
740 LET t»Olal011/a6*INT (lOll/
86)
750 LET inllalOll/33-INT doli/
33)
765 LET biOfilaINT (.6«rift*a3)
IF piOMSaO THEN LET biOfiSaaS
760 LET biOtbOalNT (.54tli0ia8)
IF biotnoao THEN LET biOtbOaaS
765 LET biOinlaiNT (.5+inli33).
IF biOiniaO THEN LET bi0inla33
770 LET biorillaINT (.64rill«83
): IF biOfiSlaO THEN LET biofisl
*83
776 LET bìOtbOl-INT ( . 5«lltO 1«88
) : IF biOlbOlaO THEN LET biOlMOl
*88
780 LET biOinilaiNT (.6«inil»33
) : IF biOinil-0 THEN LET biOiflll
*33
790
791
798 REM MENU'
793
600 FOR nal TO 16: BEEP .l.H: N
EXT n
810 CLS ; PRINT AT 1,11; FLASH
1; INK 6; "* MENU' ♦“
680 PRINT AT 6,8; FLASH 1; INK
6;"G": PRINT AT 6,4; ”« NUMERI OU
IDA"
830 PRINT AT 9,8) FLASH 1; INK
6;”T“: PRINT AT 9,4;”* TAUOLE B1
ORITMICHE”
640 PRINT AT 18,8; FLASH 1; INK
6;”B": PRINT AT 18,4;"* CURUE B
lORlTMICME"
860 PRINT AT 14,6;"PER L'INTERO
MESE"
860 PRINT AT 17,8; FLASH 1; INK
^6^;;N": PRINT AT 17,4;"* NUÓUA D
670 PRINT AT 80,8; FLASH 1; INK
6;”M": PRINT AT 80,4;"* RITORNO
AL MENU ' ”
880 LET CtaINKEYS
890 IF C«*"9" THEN 00 TO 1000
900 IF CKa"l” THEN 00 TO 8000
910 IF C8*"b" THEN 00 TO 3000
930 IF ‘ ■■ “
940 00 '
990
991
998 REM NUMERI GUIDA
993
1000 CLS : BEEP .6,3
1010 PAINT AT 1,8; FLASH 1; INK
6; "NUMERI GUIDA BIORITMICI"
1080 PRINT AT 3,11; FLASH 1; INK
6; "DEL "; 98 ; "-";i»2; "-";i8
1030 PRINT AT 6,3; "CICLO FISICO"
; AT 8,85; bio f is
1040 PRINT AT 18,3; "CICLO EMOTIU
0";AT 18,88;bi0ftb0
1050 PRINT AT 16,3; "CICLO INTELL
ETTIUO",AT 16,a5;bi0ini
1060 PAUSE 100
1070 PRINT AT 81,1, INK 6; "PER T
ORNARE AL MENU' PREMERE m''
1080 LET ItalNKEYI
1090 IF l|a"K" THEN BEEP .6,5: 0
0 TO 610
1100 00 TO 1080
1990
1991
1998 REM TAUOLE BIORITMICHE
1993
8000 CLS BEEP .5,3: FOR na0 TO
31
8010 PRINT INK 4;AT 6,n;"-"
8080 PRINT INK 4;AT 10,n;">"
8030 PRINT INK 4;AT 16,n;"-“
8035 IF n>*7 THEN PRINT INK 4;AT
a,n;
8040 NEXT n
8065 IF n>»3 THEN PRINT INK 4;AT
n,is; "! "
8070 IF n>*3 THEN PRINT INK 4;AT
n,83; "! "
8100 NEXT n
8110 PRINT INK 4;AT 7 , 1 ; " C ICLO" ;
AT 9,1; "FI51C0";AT 18,1; "CICLO";
AT 14, 0; "EMOTIUO"; RT 17,1; "CICLO
" i AT 19,0; "INTELL, "
MCmicrocompuier n. 34 • ottobre 1984
143
SPECTRUM
2120 PRINT INK *;RT 4, S; "CRITICI
2130 PRINT ;RT 0,1*; INK 6;”NUMC
RI CUIOfl";fiT 3,16; INK *; "FRUORE
-";RT *,17; "COLI"
21*0 PRINT INK *;RT 3,a6;”DI";RT
*,2*; "RECUPERO"
2160 PRINT RT 7,ll;"l";RT 12,11;
"1";RT 17,11;"!"
2168 PRINT RT 9 , 9; " 12-13" ; RT l*,
10;"1S";RT 19,9; "17-18"
2160 PRINT RT 8,17:" 2-ll";RT 13
,17;" a-l*";RT 18,17;" 2-16"
2170 PRINT RT 8 , 25; " l*-23 " ; RT 13
,26, "16-28";RT i8 , 25; " 19-33"
2160 PRU6E 100
2190 PRINT RT 21,1; INK 6; "PER T
ORNRRE Rl MENU 'PREMERE M"
0 TO 610
2220 GO TO 2200
2990
2991
2992 REM CURUE 8I0RITMICHE
2993
3000 CLS ; 6EEP .5,3: PRINT RT 8
,8; FLR8M l; INK 6; "CURUE BIORIT
MICME";RT il,ll;"ORL l-";«a;"-";
*2
3027 PRUSE 0
3030 IF n2a* OR Ki2«e OR M2a9 OR
«2all THEN LET na30: GO TO 3200
30*0 IF n2<>2 THEN LET na31: GO
TO 3200
30*5 LET n-ae
3050 FOR ria* TO 100 5TEP *
3060 IF «2an THEN LET nan-fl
3070 NEXT tu
3200 6EEP .5,8: CL6 : PRINT RT 0
.10, flRSM 1; INK 2; 8RIGMT 1; "C
ICLO FISICO"
3300 GO SUB 7000
3310 FOR »al TO D
3320 LET Xa9*SIN ( ( ( bi 0 f i S If S ) -2
) /23*2*PI)
3330 PRINT OUER 1; INK 2; BRIGMT
l; RT 21-X-10 ,»-l;
33*0 NEXT s
33*2 GO SUB 7030
33*6 PRUSE 100: PRINT RT 21,9; "P
REMERE ENTER"
3350 PRUSE 0
3390 BEEP .5,5: CLS : PRINT RT 0
.9; FLRSM l; INK S; "CICLO EMOTIU
0 "
3*00 GO SUB 7000
3*10 FOR sai TO n
3*20 LET Xa9«SlN ( ( ( bi 0«<no 14S ) -2
) /28*2*PI)
3*30 PRINT OUER 1; INK 5;RT 21-X
-10,S-1;
3**0 NEXT s
3**2 GO SUB 7030
3**6 PRUSE 100: PRINT RT 21,9; "P
REMERE ENTER"
3*50 PRUSE 0
3*90 BEEP .5,5: CLS : PRINT RT 0
,7; FLRSM 1; INK *; "CICLO INTELL
ETTIUO"
3500 GO SUB 7000
3510 POR Sai TO n
3520 LET xaQsSIN ( ( ( biO i n 1 1-»S ) -2
) /33*2«PI)
3530 PRINT OUER 1; INK *;RT 21-X
-10,S-l; "••"
35*0 NEXT S
35*2 GO SUB 7030
35*6 PRUSE 100: PRINT RT 21,1; "P
ER TORNRRE RL MENU ' PREMERE M"
3600 LET MalNKEYl
3610 IF THEN BEEP .5,7: 0
0 TO 810
3620 GO TO 3600
6990
6991
6992 REM ASSI PER LE CURUE BIO.
69B3
7000 FOR baO TO n-1
7010 PRINT RT ll,b;"-"
7020 NEXT b
7025 RETURN
7030 PRINT OUER 1;RT 12,0;"’";flT
12,9 ; "«";rt 12,19;
70*0 IF n2<>2 THEN PRINT RT 12,2
9, "*" : 00 TO 7100
7050 PRINT RT 12,27; ”M"
7100 RETURN
7990
7991
7992 REM GRAFICA DEFINITA
7993
8000 FOR Sa0 TO 7
8010 READ m
8020 POKE USA "C "41,11
8030 NEXT S
8100 FOR Sb0 TO 7
8110 READ b
8120 POKE USR "u"4S,ni; REM "UNO"
8130 NEXT S
8200 FOR SaO TO 7
8210 READ »
8220 POKE USR "d"4S,b: REM "DIEC
I"
8230 NEXT S
8300 FOR Sa0 TO 7
8310 READ a
8320 POKE USR REM "UENT
I"
8330 NEXT S
8*00 POR Sa0 TO 7
6*10 READ n
8*20 POKE USR "V'4S,K: REM "TREN
TR"
8*30 NEXT s
8500 FOR Sa0 TO 7
8510 READ a
8520 POKE USR "h"4S,b: REM "UENT
OTTO"
8530 NEXT S
8900 DATA 0 , 0 , 0 , *6 , *6 , O , 0 , O
8910 DATA 8, 2*. 8,8, 8, 0,0,0
8920 DATA *6 , 106 , *2 , *2 ,*6,0 ,0,0
8930 DATA 238, *2, 23*. 138, 238, 0,0
,0
89*0 DATA 233, *2, 23*, *2, 238, 0,0,
0
8950 DATA 238 , *2 , 238 , 138 , 238 , 0 , 0
,0
8960 DATA 0,31,59,90,120,161,161
,2 12, 2*3, 273, 30*. 33*
9000 RETURN
emo»28. inl»33- Avrei potuto dicliiarurle
subito (evitando lìs. ini, emoi ma ho prde-
rilo cosi per maggior ehiare//a.
Lo Messo discorso vale per tu variabile X
airisiruzionc 3320 (settore delle CURVE
BIORITMICHE), E ■
I definita per
ehiare//a nella PRINT successiva. bioritmiche sono i Ire colori iniernu/ionali
Per il disegno delle curve bioritmiche che individuano i tre cicli hiorilmici. Il ci-
sono ricorso ad alcuni caratteri grafici che c!o fisico, di-segnalo in rosso, può dare
ho lascialo indicati nelle isirit/ioni KlX)0 e qualche problema di chiare//a. nonostan-
seguenti- te l’uso di BRIGHT I . Naturalmente nulla
1 colori INK della PRINT delle c
mpcdiscc di scegliere altri colori.
144
MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984
le
t\ MANNESMANN
V TALLy
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presso
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per pollice.
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- Interfaccia seriale RS 232
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MT 440 L/D
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- Stampa: a 2/4 colori
- Interfaccia: Seriale 24 V / RS - 232 o parallela standard
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computer molto spesso fa
sorgere dei problemi: o
spendere troppo in
rapporto al costo del
computer o acquistare una
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può creare problemi
di funzionamento.
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‘"tally
cura di Fabio Schiaiiarella
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Scrabble
di Pietro l'igonc ~ Borgo ìerce/li
Prenwiiitimo miuiiiziluiio che il computer
non prende parie attivo nel gioco, ma si
limila a .wolgere la funzione di un lahellanc
elettronico che faciiili la composizione delle
parole, e a calcolare e tenere il conto dei
punteggi. Nonostante ciò il programma ri-
sulla assai interessante ed e.'iiremamenie cu-
rato per quanto riguarda Ut gra/kv e la fles-
sihiliià e comodità d'uso: esso consente a!
possessore de! TI Wt4.A di poter giocare ad
uno ■lei più apprezzali e diffusi giochi da
tavolo... .senza dover comprare la relativa
.scatola. U.S.SUÌ co.sio.sa e priva di alcune co-
modità come il calcolo automatico del pun-
teggio.
Lo Scarabeo (Scrabble nei paesi anglo-
sassoni) può essere giocato, in questa ver-
sione. da due fino a sei persone: consiste
nel formare su un tavoliere parole leggibili
in orizzontale o verticale, come negli .sche-
mi di parole crociate. Ogni giocatore è con-
traddistinto dal diverso colore del 'leggio',
cioè di quella linea posta sotto il tavoliere
dove compaiono i messaggi del calcolatore
per l'utente.
I Composizione della parola Una
volta apparse sul leggio le lettere a disposi-
zione del giocatore, egli può provare a
comporre parole mediante la tastiera. Ogni
lettera viene stampata maiuscola se il gio-
catore la possiede, minuscola in caso con-
trario. Mediante i tasti posti in basso a
destra, con i segni di 'minore' e 'maggiore',
si può spostare il cursore per effettuare
correzioni; con la barra spaziatrice si can-
cella completamente. Lo scarabeo ha le
funzioni di una malta, cioè chi lo possiede
lo può usare al posto in una qualsiasi altra
lettera. Il calcolatore provvede automati-
camente a usarlo quando nece.ssario. tutta-
via é possibile impostarlo da tastiera: una
volta portato il cursore sotto la lettera da
sostituire, che deve già essere stata impo-
stala. va premuto il tasto posto vicino ad
ENTER . che riporla il segno dei
Se vi sono scarabei sul tavoliere, ogni gioca-
tore al proprio turno può appropriarsene
sostituendoli con la lettera di cui fanno le
veci; ciò viene realizzato impostando la
lettera e premendo
Se tutte le lettere che appaiono sul leggìo
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
147
980 RANDOMIZE
990 PIRST=1
1000 SACSs'aanAAAAAAAAAAABBBBCCCCCCCDDSDEEEEEEEEEEEE
FFFFeeSGHHIl II III II I I ILLLLLL
1010 SAC*=SAC*S.-MMMMMMNNNNNNQOOOOOOaOOOOPPFPOeRRRRRR
RSSSSSSSTTTTTTTUUUU00VU7Z-
1020 REM CICLO PRIVC.
1030 FOR PL=0 TO PL«RS-1
1040 SCR=0
toso REM ASSEGNA LETTERE
1060 LEG5=LETT*(PL1
1070 FOR AS=LENILEG*)TO 7
1080 IF SAC*=" THE!' ''30
1090 P=INT(RND*LENISAC«I »11
1100 LEGSì:LEGSIiSEGS I SACS, P, 1 I
120 NEXT AS
130 GOSUB 3920
140 LETT*(PLI=LEG*
ISO REM CDMF07. PAROLA
160 CALL SOUMD(2CO,3O0,3)
170 '.EG^^.ETTSIPL)
180 FOR P=0 TO 1
210 GOTO 1230
220 CALL HCHFRtSCARtP, 1 1 .SCARIP.2) , 64)
230 NEXT P
240 PAR»=‘-
250 CALL HCHAR122, 1 . 32,961
260 CUR=13
270 CALL hCHAR I24.C0B.6: '
320 !=■ R=3Z THEN IJ ’O
330 IF R»59 THEN 1610
34C IF R=13 THEN 1E40
390 IF (R<69>* (R>90ITHEN 1280
360 IF IR=741* (R=7S) • (R=87l* (R=
CALL HCHAR(24,CUP,32)
380 CALL GCHAR123,CUP,C1
E-PARSbCHRS i P
=89) THEN 1280
S20 GOTO 1270
530 IF CUP=13 THEN
CALL HCHAR124.C
350 CUR=CUR-1
560 GOTO 1270
570 IF CUR=13+LEN(P
CALL HCKAR<24,C
590 CUR-C'JR*!
600 GOTO 127.0
610 IP LEN<PAR«1 >1
640 CALL 0CHAR<23,]
690 IF SCAR(R.O) OC
660 CALL HCHARISCAF
670 SCAR(R,OI>0
680 LE0«*LE6«b’«'
690 GOTO 1130
MI ,SCAR(R,2) ,ASC (1
1700 NEXT R
1720 IF POSILEGS, 1 l>0 THEN 1280
1730 CALL GCHARI23.CUR,CI
1740 IF C«32 THEN 1280
1730 FOR e-O TO 1
1760 IF SCARtS.OlOO THEN 1820
1770 SCAR(0,OI>CUR-!2
1780 R>Ct32*IC>90)
1790 CALL HCHARI22,CUR,64)
1800 8CR-1
1810 GOTO 1370
1820 NEXT a
1830 GOTO 1160
1840 REM PAROLA IMPOSTATA
leso CALL S0UNDI4O0, 400,3)
1860 RIM«bLETT«<PL)
1870 IF PAR«='- THEN 1160
1880 IF PAR*=*P8S‘ THEN 3020
1890 IF PAR»0‘CMB- THEN 2000
1910 FOR C-l TO 8
1920 L>ASC <SE6aiRIM*,C, 1 ) )
1930 IF (L-631 *<L*69) *(L«731 *IL“79)* (L=85)THEN 1950
1940 RaR41
1990 NEXT C
1960 IP IR<>8)#(ROO)-POS<RIM», -«-.IITHEN 1160
1970 SAC>=SAC*t<LETTaiPL)
1980 LETT*(PL)«'*
1990 GOTO 3020
2000 REM POSIZIONAMENTO
2010 Y-ll
2020 X-14
2030 BUF-62
2040 SX«0
2090 SY-0
2060 CALL GCHARIY,X,BF1I
2070 CALL HCHARCY,X,BUF)
2080 BUF'BFI
2090 CALL KEY(3,R,N)
2100 IF BUF062 THEN 2140
2110 IF R>32 THEN 1160
2120 IF R-79 THEN 2390
2130 IF Rc86 THEN 2370
2140 IF P<>68 THEN 2170
2190 SX>1
2170 IF R083 THEN 2200
2180 8X— I
2190 GOTO 2290
2200 IF ROB8 THEN 2230
2210 SY=>1
2220 GOTO 2230
2230 IF R069 THEN 2040
2260 Y-Y4SY
2270 IF CX<>3)*IX<>23)*CY<>2)*IYOZO)THEN 2310
2280 X-X-SX
2290 Y-Y-SY
2300 GOTO 2040
2310 IF BUF>62 THEN 2040
2320 CALL HCHAR 1Y-8Y, X-SX , BUF I
2330 GOTO 2030
2340 REM SCRITT. SUL TAO.
2360
2380
GOTO 2380
SY-l
EN>-1
2400 IF SCAR(R,0X20 THEN 2420
2410 CALL HCHAR<SCAR(R, 1 1 , SCAR IR,2) ,SCAR<R, 0) 1
2420 NEXT R
2430 FOR R»1 TO LEN(PARS)
2440 CALL 6CHAR(Y,X,CI
2490 D-ASC <8E6«(PAR*, R. 1 1 I
2460 IF C-D THEN 2690
MCmicrocompuier n ■ oiiobre 1964
•n-99>4»
TF .r-T-7..,r>*d..fr^«i.TUCM Tdin
3230 PUN=PUN«VL<C-641»P
24B0 rOR S>0 TO l
3240 GOTO 3130
2490 IF SCAR<S,OI>R THEN 2330
3250 IF LEN(LEG»)<Z THEN 3370
2300 flEXT 6
3260 PUN9PUN68
2310 P>POS(RIM*,CHRS(DI ,11
3270 IF LEG*O"SCARABE0‘ THEN 3290
2330 PaPOSIRlMa, *B* , 1 )
3290 LE66=LEG*l<" ■ItSTRSIPUN)
2340 IF P=0 THEN 3410
2330 POR B«0 TO l
3310 CALL SOUND 1 150,300, 3)
2360 IF <SCARIB,0)<>0l*(SCAR(S,0)ORITHEN 2620
3320 CALL KEYI3,R,N>
2370 SCARIQ,0)-e
3330 IF 9=78 THEN 3380
2380 SCARia, 1I«Y
3340 IF R< >83 THEN 3320
2390 SCARIQ,2)>X
3330 CALL SOUND 1300, 400 , 3 )
2600 8CR>1
3360 PUNTI=PUNT1«PUN
2610 GOTO 2640
3370 RETURN
2620 NEXT Q
3380 PUNTI=0
2630 GOTO 3410
3390 GOTO 3370
2640 RlnS-SEGBIRIHC, l,P-lll>SEG6(RIM«,P*l,LENIRim)-l)
2630 CALI. HCHARIY.X.DI
3410 REM CANCELLAZIONE
2670 TV(0,EN1«Y
2680 TV( 1,EN)fX
3440 X=TVU,RI
2690 X»X+SX
3450 P=T8L1Y-3,X-6I
re orsn tufm Tdan
3470 P=33
2720 REM ASSE6NAZ. PUNTI
2730 Y=TU(0,0l
3490 FOR 8=0 TO l
3500 IF ISCARIQ, 1) OYl* ISCARIQ.ZIOXITHEN 3320
2730 PUNT1=0
3510 SCAR(0,0)-0
2760 GOSUB 3040
2770 IF PUNTILO THEN 3410
3330 NEXT R
2780 SY«1-SY
2790 SX-l-SX
2800 FOR D»0 TO EN
3360 REM FINE PARTITA
3370 FOR P=0 TO PLYRS-l
2830 GOSUB 3040
3590 PUN=0
2840 IF PUNTI=0 THEN 3410
3600 FOR R=i TO LEN (LETT* I P 1 1
-t* , n n-ftcr ,«>err= M CT-r= / D , r, i * >
2860 LETT6IPLI3RIMS
2870 IF EN<3 THEN 294©
2880 PUN»<EN-4)620-]-'l«SCR
2890 LEG8>'ABBUONO DI 'bSTR«(PUN)
3660 NEXT P
2910 CALL S0UNS(4O0,3O0,3)
3670 CALL CLEAR
2920 CALL SOUND ( 300 , ’OO , 35
3680 FOR P=0 TO PLYRS-l
2930 PUNTI=PUNTI*PUN
2940 PT(PL)-PTIPLI*PUNTI
2930 LEG6-’punt»gglo : ■ tSTR» IPT (PL M
3710 PRINT : : :
2960 GOSUB 3920
3720 CALL HCHAR(23.6,P*8«110,22)
2970 FOR R=1 TO SO
3730 PRINT TABI IO) IPTIP) I -PUNTI'
2980 NEXT R
3740 CALL HCHAR (24 , 6, P*8« 1 1 0. 22)
2990 IF (LETT«(PL)=* ■ 1#(SACS=" • 1 THEN 3360
3000 CALL HCHAR<22, 1 ,32,961
3010 FIRST-0
3770 'OR Q=l TO 4000
3020 NEXT PL
3780 NEXT 8
3790 PRINT 'UN'ALTRA PARTITA ? (5/NI'
3030 REM VALTDAZ. E P.TI
3810 IF R=83 THEN 3840
3060 LEG»=‘*
3070 PUN>0
3830 STOP
3080 0=1 «FIRST
3090 Y-Y-SY
3850 LETT»<P)="
3100 X=X-SX
3110 CALL 6CHAR(Y,X,CI
3120 IF IC>63)*IC<91)THEN 3090
3880 SCAR(0.0)-0
3130 X«X*SX
3890 SCARC1.0)=0
3140 Y«Y«SY
3900 GOTO 230
3910 REM .=—=■=—=====
3160 CALL OCHARIY,X,CI
3920 REM SUB PRINT LECS
3170 IF (C<64l «10901 THEN 3250
3930 CALL COLOR (13 , 5, COL tPL ) >
3180 LE0«-LEG«t<CHR6<CI
3940 CALL HCHAR(21, 7, 129,20)
3190 IF ITBLI Y-3,X-6) < > 136) * ( TBL ( Y-3, X-6) < >137) THEN
3930 FOR P»l TO LENCLEG»)
3210
3960 CALL HCHAR (2 1 , ] 6-1 EN (LEGS ) /2«P, A"-C (SEG« ( LEGC, P,
3200 P=TBHY-3,X-6)-134
1 ) ) )
3210 IF TBL<Y-3,X-6) <144 THEN 3230
3970 NEXT P
3220 a.Q*(TBLIY-3,X-6l-142)
3980 RETURN
MCmicrocomputer n 34 - ottobre 1984
iono solo vocali o solo consonanti, scn/a
scarabei, il guscaiorc può farle sostituire,
saltando però il turno; per farlo si imposta
la parola-chiave ’CMB' esi preme EN-
TER . Mediante la parola-chiave 'l’SS'
SI passa la mano. Impostata la propria pa-
rola, premendo FìNTER si passa alla
fase successiva.
2 Posi/ionamcnio della parola
Una volta composta, la parola va disposta
sul tavoliere. Il primo gii>catorc la dispone
in on/zoniale o in verticale, in modo che
copra lo scarabeo centrale. Ogni successiv-
va parola deve avere in comune almeno
una lettera con le parole già esistenti, e
anche questa viene conteggiata nel punteg-
gio; CI SI può addirittura limitare ad ag-
giungere qualche lettera a una parola già
presente, per esempio trasformando CON-
TA in SCONTARE, totalizzando sempre
il punteggio della parola intera. E fonda-
mentale che ogni lettera ehc sia adiacente
ad altre formi con esse parole ammesse; ad
esempio, poniamo che trovandosi già sul
tavoliere le parole .SCONTARE e CAN-
NA. venga composta STANCO;
S|C|0|N|T|A|FÌ[È1
_T A
_C A
loT
m questo caso devono essere valide, e lo
sono infatti, le parole TA (Taranto). AN
(Ancona). NN (cioè 'nessuno' e CA (Ca-
gliari). Anche queste parole vengono con-
teggiale nel punteggio.
Quando SI è premuto ENTER .com-
pare al centro dello schermo un quadratino
lampeggiante; esso deve essere portato me-
diante i quattro tasti con le frecce E. S. De
X nella casella in cui va posta la prima
lettera della parola impostala. Premendo
la lettera O. la parola viene scritta in oriz-
zontale; premendo la V in verticale. Se ci si
accorge di un errore, premendo lo SPA-
ZIO si ritorna alla fase precedente. Il
calcolatore non controlla che venga usata
almeno una lettera preesistente, lasciando
questo compito ai giocatori; è cosi possibi-
le evitare di scrivere la parola completa,
quando si vuole solo aggiungere un prolis-
so 0 suffisso a una già scritta.
Sul tavoliere esistono caselle speciali
contrassegnate con 21.. 3L. .v2 e \.l. Le
prime raddoppiano o triplicano il valore
della leilera che vi .si trova, le altre raddop-
piano c triplicano il punteggio di tutta la
parola. Se una parola copre due o più di
queste ultime, il punteggio loiali/zalo vie-
ne moltiplicalo rispettivamente per quat-
tro e per nove. Viene raddoppiato anche il
punteggio della prima parola posta sul ta-
.3 Convalidaepunieggio Dopoché
il calcolatore ha scritto la parola imposliila
sul tavoliere, presenla una alla volta le pa-
role ehc si vengono a formare, scrivendone
anche il valore. I giocatori devono control-
lare che esse siano ammes.se. e in caso affer-
mativo premere S. Premendo N invece le
lettere appena disposte vengono cancellale
e SI torna alla prima fase.
Sono ammesse tutte le parole della lin-
gua Italiana contemplate in un qualsiasi
dizionario, sia al maschile che al femmini-
le. al singolare ehc al plurale; tulle leeoniu-
ga/ioni dei verbi, anche con prelìssi e suf-
fissi come PARTENDOSENE. PREAV-
VERTITECI. eco., le sigle più comuni e
quelle delle province italiane. Non sono
ammesse voci arcaiche, dialettali, poeli-
ehe. diminutivi, vc/zeggiuiivi ccc. ne i nomi
propri, né quelli storici o geograllei e nep-
pure le parole del gergo tecnico o scieniin-
Vicnc infine presentato il punteggio to-
tale. Vi sono premi particolari se si usano
in una sola volta 8. 7 o 6 lettere, rispettiva-
mente di .30, 30 c 10 punti; chi compone poi
la parola SCARABEO guadagna 100 pun-
ti. Tutti questi premi sono maggiorali di 10
se non é stalo usato lo scarabeo.
La mano passa ora al giocatore successi-
vo; le lettere non utilizzale rimangono c
verranno reintegrate nella mano successi-
va fino al numero di otto.
4 Fine del gioco Quando sono
esaurite tutte le lettere disponibili, si eonii-
nua con quelle rimaste ai giocatori. La par-
lila Unisce quando uno di essi rimane senza
più lettere. A questo punto questi totalizza
un punteggio pari al valore delle lettere
rimaste ai suoi avversari, mentre a questi
viene sottrailo l'equivalenlc delle Icllerc
che ancora possiedono. Lo scarabeo viene
conteggiato per trenta punti. I risultati
vengono calcolati aulomatieamcnle e ven-
gono stampali i vari punteggi, ognuno
contornalo da strisce del colore ehc con-
iruddisiingue il giocatore. Vince ehi. indi-
pendentemente dalla chiusura, totalizza il
punteggio più allo.
.Analisi del programma
Il programma é organizzato in blocchi
che vengono eseguiti in sequenza: una
REM posta aU'inizio di ogni blocco indica
la funzione che esso svolge.
Meglio che dall'analisi dei listalo, il fun-
zionamento si comprende dalla spiegazio-
ne dell'uso delle variabili.
Le matrici LETT$(5). PT(5). COL(5)
contengono rispettivamente le lettere ri-
maste ad ogni giocatore dalla mano prece-
dente. il punteggio ed il codice del colore
che contraddistingue i gioc-aiuri.
VL(26) contiene il valore delle singole
lettere. VL e COL vengono inizializzale
alle lince 140-220.
TBL(16.16) contiene alle locazioni cor-
rispondenti alle caselle speciali il codice del
carattere che le rappresenta sullo schermo.
Viene sfruttata la simmeiricità della posi-
zione di queste caselle per rinizializza/ione
che avviene alle linee 520-940 conlempora-
ncumenic alla loro stampa sullo schermo.
SACS rappresenta il 'sacchetto' dal qua-
le vengono estratte le lettere. Ogni lettera
vi compare un numero di volte pari alla
quantità riportata nella tuhcllina. A causa
della sua lunghezza questa stringa é mizia-
lizzata in due istruzioni, la KKH) c la 1010.
LEGS contiene la stringa da stampare
sul leggio, e funziona quindi da parametro
per la subroutine di linea .3920. Nelle linee
da 1 150 a !8.30viene utilizzala per determi-
nare le lettere di cui dispone il giocatore per
comporre la sua parola.
P.AR5 è la parola composta dal giocalo-
re. mentre RI MS contiene le lettere rimaste
inutilizzate.
In SCAR(x.O) c memorizzalo il codice
ASCII delia lettera sosiiiuiia dallo scara-
beo. in SCARtx.l ) e SCAR(x,2) le coordi-
nale della locazione dello schermo dove
esso si trova. Quando però SCARiv.tì)
contiene un numero minore di 20. questo
indica la posizione della lettera da sostitui-
re con lo scarabeo nella parola che è stala
appena impostata. Lo scarabeo è rappre-
sentalo dal carattere di codice (>4, cioè la
'chiocciolina'
SCR c un riag. posto a 1 scé stato usalo
uno scarabeo nell'ultima parola imposia-
TV( 1.7) contiene le coordinale delle let-
tere che sono stale po.sle sul tavoliere nella
mano corrente. EN è il numero di queste
lettere meno uno.
X e Y sono le coordinale generiche di
una locazione di schermo.
SX ed SY contengono fincremenlo da
dare ad esse per determinare la successiva
locazione da prendere in esame.
Nella battitura del programma va posta
attenzione alle lince .380 e 410. Nella pri-
ma. l'istruzione DATA deve essere scritta
cosi com'é. senza saltare virgole: la stringa
delia seconda è formata da: .3 spazi, 17
punti interrogativi, 2 spazi. I colori che ho
usalo sono quelli che danno un'immagine
migliore sul mio TV; su TV diversi, o parti-
colarmente su monitor monocromatici,
possono non essere tali, ma modificarli
non dovrebbe dare alcuna dinìcolià.
Questo programma é disponibile su
cassetta presso la redazione. Vedere l'e-
lenco dei programmi disponibili e le
istruzioni per l'acquisto a pag. 120.
150
MCrmcrocompuler n 34 - ottobre 1984
T1-99/4A
Usare le sprite col TI Basic!
tU Riccardo Testo - Cuneo
Credevamo che oramai fosse sialo delio
luna: che fosse già sialo svelalo, scrino e
ri.scrillo luna quello che c'era di segreio.
anormale, curioso, nan-scriiio-siii-manuali.
ed in ogni caso ulile, riguardo al sLsiema
operaliro ed al hasic del TI W in versione
non e.spunsa. Eravamo giunti alla conclusio-
ne che con il T! W base non fosse proprio
possibile ottenere di più di ciò che era previ-
sto dal basic residente e descriiio nel manua-
le. E in vece le cose non sianno proprio così, e
con grande piacere pubblichiamo . in pane in
questo numero, in pane nel prossimo, la
ricca documenia:ione inviaiaci da questo
lellore di Cuneo: ma. sallando ogni altro
convenevole, passiamo a raccontarvi le novi-
Nei manuali forniti dalla Texas Instru-
ments insieme al TI W ed ai suoi accessori
viene più volte ripetuto che non c possibile
utilizzare le sprite a meno di non avere a
disposizione il modulo Exiended Basic op-
pure quello Mini Memor>. o peggio anco-
ra sistema a dischi, espansione di memoria
e assembler. Come potrete rendervi conto
tra poco questa informazione è vera .solo in
parte. Vedrete come, ingannando il siste-
ma operativo e l'interprete Basic, è possibi-
le ottenere e manipolare le sprite anche con
il TI Basic residente e con la macchina in
configurazione minima avendo come uni-
ca espansione il registratore a cassette. Vi
avvertiamo .subito a scanso di equivoci che
le sprite cosi ottenute non hanno la stessa
versatilità di quelle producibili con l'exien-
ded Basic il quale fornisce una gamma ve-
ramente completa di istruzioni per muo-
verle in ogni direzione in maniera indipen-
dente dal programma, ingrandirle, verifi-
carne la posizione o la sovrapposizione.
Nonostante ciò queste sprite ottenibili con
il solo TI Basic godono di alcune notevoli
proprietà: non vengono influenzate dagli
altri caratteri i quali vi scorrono sotto sen-
za cancellarle, possono essere poste in un
qualsiasi punto dello schermo airinlemo
di un sistema di coordinate con 192 x 256
posizioni, permettono di realizzare, sebbe-
ne attraverso un apposito programma, il
movimento di oggetti "pixel per pixel”,
evitando il fastidioso elTetto dello sfarfal-
lio che si ha spostando una figura alfinter-
no del reticolo 24 x 32 delle posizioni di
Ci sembra che ciò ampli di molto le pos-
sibilità del programmalore.
É possibile per esempio .sfruttando il fal-
lo che sprite e caratteri normali si sovrap-
pongono senza cancellarsi tra loro, poter
disegnare scenari e fondali per i vo.stri gio-
chi senza che questi vengano cancellali du-
rante l'azione.
Prima di cominciare a iraliare l'argo-
nienlo vero e proprio, consigliamo a colo-
ro che posseggono qualche espansione del
computer e che vogliano sperimentare
quanto detto nell'articolo, di disconneitere
ogni dispositivo esterno alla macchina,
tranne il registratore a cassette. Questo in
quanto un dispositivo esterno può alterare
la mappa della memoria del computer.
In questo numero ci soffermeremo prin-
cipalmente sul come creare le sprite, sul
prossimo daremo una ampia spiegazione
sul perché è possibile mediante i soUerfugi
appresso spiegali ottenere reffeuo deside-
rato. Se quindi qualcuno troverà a traiti
oscuro l'argomento di questo articolo, ab-
bia la pazienza di aspettare un mese e tutto
.sarà spiegato in dettaglio.
È possibile utilizzare le sprite spostando
la loro mappa di definizione (la cosiddetta
SPRITE ATTRIBUTE LIST) nella me-
moria. sovrapponendola a quella dei ca-
ratteri definibili dairutenle. Per fare que-
sto dobbiamo agire sui VDP write oniy
registers. Il TI Basic non ci fornisce nessun
mezzo per farlo (ciò è permesso solo a chi
possiede il modulo Mini Memory median-
te l'istruzione CALL PEEKV come vedre-
mo tra poco). Esiste però una maniera per
arrivare lo stesso ai VDP regisler. essa
sfrutta la particolare maniera con cui ven-
gono registrati i programmi dal TI 99.
Quando un programma viene riversato su
cassetta esso è preceduto da una sorta di
“heuder” di alcuni byte che contengono
alcune informazioni sulle dimensioni del
programma. Manipolando queste infor-
mazioni è possibile oltrepassare il limite
inferiore della memoria ed andare a scrive-
re nei VDP regislcr
Poiché le modalilàcon cui vengono regi-
strati i file su cassetta sono analoghe a
quelle per i programmi, noi ci serviremo di
un record di un file per scrivere un falso
header. Ci occorrerà dunque un program-
ma generatore di file per poter produrre un
record su cassetta da poter poi usare come
falso programma. Tale programma gene-
ratore c mostrato in ligura l . Nel prossimo
numero ne analizzeremo in dettaglio il fun-
zionamento. Grazie all'Input di linea IO si
potrebbe virtualmente scrivere in ognuno
degli 8 registri del VDP; in pratica solo il 5
é utilizzabile perché gli altri o vengono
riportati al valore standard dal sistema
operativo (1.2. .3.4.7). oppure sono comun-
que inutilizzabili per deficienze del TI Ba-
sic (0.6). Il regi.slro 5 indica il punto d'ini-
zio della mappa delle sprite. Il valore di
default eòe quesl'ullimo viene sempre
ripristinalo premendo QUIT ; inserendo 1 4
la mappa viene posta in corrispondenza ai
caratteri 128—143. inserendo 15 in corri-
spondenza ai caratteri 144.. .159. Per i no-
stri scopi i valori che inseriremo in input
sono 5.15.
Per poter utilizzare le sprite bisogna:
l ) registrare su ca.ssella il finto program-
ma ottenuto mediante il programma gene-
ratore di record sopra descritto.
2) rescllarc memoria ram e puntatori
mediante QUIT o BYE (indispensabile)
IO REM* *
20 REM* GENERATORE FILES *
30 REM* *
40 REM* PER MODIFICARE I «
SO REM* *
60 REM* REGISTRI DEL VDP *
70 REM* *
80 REM* (C) BY TESIOWARE *
90 REM* *
100 CALL CLEAR
110 INPUT 'REGISTROIO-?) ,DAT0«0-255»7
R,D
120 A=1B429- (2S6*R+D>
130 XS-CHR*<0>
140 OPEN *l; *CS1*, OUTPUT, FIXED
150 PRINT ttl:XSt<XSt<XSt(XCt<XSI(X*a(CHR*(INT(A
/2S6) )hCHRS(A)
Figura 1
1 REM CONVERSIONE RAPIDA
2 REM DECIMALE-ESADECIMALE
10 DIM A*(15>,HS(ZSS>
20 POR 1=0 TO 13
30 AS ( I ) =SEG*( '0123456789ABCDEF* , 1 + 1,1)
40 NEXT I
50 POR 1=0 TO 15
60 K=16»I
70 FOR J=0 TO 15
80 HS(K+J)=A«(I)&AS<J)
90 NEXT J
100 NEXT I
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
151
TI-99/4A
3) ricaricare da cassetta il fìnto program-
4) attendere alcuni istanti: quando lo
schermo diventa nero a righe, premere una
lettera ed ENTER {se non dà elTetti ripro-
vare); a questo punto dovrebbe tornare
tutto quasi normale e dovrebbe comparire
il messaggio • MEMORY FULL
5) cancellare il programma con NEW.
Notate che il punto uno non deve essere
ripetuto ogni volta, è sulìiciente registrare
10 pseudoprogramma generatore di sprite
una volta per tulle.
Chi possiede il modulo Mini Memory
può risparmiarsi tutta questa trallla ed in-
serire in lesta al programma la linea
CALI- PEEKV{-753.X)
Ora la mappa delle sprite è spostala in
corrispondenza ai caratteri 144... 159, So-
no accessibili fino a 32 sprite (2 per ogni
carattere); la chiamata è
CALE CHAR( 144. "Y IX I FICI Y2X2
F2C2")
CALL CHARU45. • Y3X3F.3C3Y4X4
F4C4") ecc.
dove Y é la riga (0-191). X è la colonna (0-
255). F è la forma (codice ASCII +96) C è
11 colore (codice Basic meno 1), Tulli i
valori vanno espressi in esadecimale. Se Y
viene posto uguale a 208 (esadecimale DO)
quella e lutle le sprite che seguono non
vengono visualizzatc.
CALL CHAR(144, "D") cancella tutte
CALL CHARU44.-6080AIOFD") po-
siziona una A bianca in mezzo allo scher-
CALL CHAR(144. "OOSOADSOOOSS
A.^06");
CALL CHAR(I45. "D") scrive MC
ros-so in alto.
Scrivendo qualcosa e premendo ripetu-
tamente il tasto ENTER noterete come le
serille scorreranno regolarmente dal basso
verso l'alto ma le sprite rimarranno ferme.
Se queste sprite devono muoversi può
essere conveniente creare un vettore di 256
clementi che esegua una rapida conversio-
ne decimale esadecimale; provate ad esem-
pio il programma di figura 2. Ora è più
semplice usare le sprite. basta inserire tale
routine di conversione nel programma. Ad
esempio la routine di figura 3. abbinata a
quella di figura 2. muove veriicalmenle pi-
xel per pixel una chiocciolina viola.
Come si può vedere la velocità non è
eccessiva, ma i pregi di queste sprite sono
altri, quali la trasparenza, l'assenza di sfar-
fallio. i colori indipendenti, la possibilità di
una regolazione finedella velocità (provate
a considerare come migliorerebbero giochi
come "Pecore nere" o "atterraggio" già
presentati per il TI 99 su questa rivista). Le
altre peculiarità delle TI sprite. quali il mo-
vimento automatico e le possibiliià di in-
grandimento non sono purtroppo accessi-
bili. Come vedete i nuovi orizzonti aperti
da queste interessanti "scoperte" sono no-
tevoli e tutto é aperto ad ulteriori sviluppi.
A questo punto diviene importante il vo-
,stro contributo. Vi invitiamo quindi a pro-
vare. a sperimentare, a trovare utilizzazio-
ni perquanto vi abbiamo proposto. Scrive-
teci levostreideee noi pubblicheremo ogni
nuovo contributo. Vi preai'i'unciamo che
già nel prossimo numero a-dremo più a
fondo neirargomcnto e pubi lichercmo ul-
teriori "novità" riguardanti il TI 99 ed
inoltre un programma che utilizza le sprite
nelle modalità sopra esposte.
Ilo FSsHS ( 128 )kHS (64+96 )&cHS( 14- l)8cH«(20&)
120 FOR Y=0 TO 191
130 CALL CHAR(144,HS(Y)&!FS)
140 NEXT Y
Figura 3
Extended Basic
Scrìtte in movimento
La breve routine che vi prcscniiamo per-
meile di far scorrere sullo schermo da de-
stra verso sinistra una qualunque sequenza
di caratteri. Un simile effeiio viene spesso
usalo nei programmi televisivi per realiz-
zare i titoli di coda durante la sigla finale o
per ncordare il titolo del film clic state
vedendo dopo un intermezzo pubblicita-
rio. Anche se supponiamoche ben pochi di
VOI abbiano a che fare con la televisione, vi
pre.scntiamo questa routine, sorprendente-
mente semplice e breve visto relTeiio che
produce, con la quale potrete rendere un
po’ più sofisticala la presentazione dei vo-
stri programmi.
La routine è realizzata in forma di sotto-
programma ilinee l<MI(l-ll)8l)) per facilitar-
ne al massimo la "irasportabilità" ma nul-
la vi vieta di prendere il bliKco di istruzioni
compreso tra le linee 1010-1070 c inserirlo
direiiamenle neirambiio di un program-
ma. 1 due parametri VEL e MSGS devono
conlenere uno la velocità di scorrimento
della scritta, l'allro la stringa che deve
scorrere sullo schermo. Per la velocità bi-
sogna impostare un valore compreso ira 0
(più lento) e IO (più veloce): la stringa deve
essere lunga un massimo di 227caraUeri. Il
nucleo del programma è costituito dalle
linee 1030 e 1040. Comesi vede leffelto di
scorrimento è ottenuto mostrando in rapi-
da sequenza porzioni della stringa MSGS
olicnule Iraslundo di carattere in carattere
aU'intcrno della stringa stessa. La linea
loto, anche essa fondamentale, serve a lar
entrare inizialmente la scritta dall'esiremi-
là destra dello schermo; la linea 1040 rego-
la la velocità mentre le linee I0.‘'0 e I0(i0
servono ad uscire dalla routine non appena
venga premuto un tasto qualunque. MC
1 REM MESSAGGI CHE SCORRONO
2 REM SULLO SCHERMO IN
3 REM ORIZONTALE
5 CALL CLEAR
IO INPUT 'VELOCITA’ (0-10); ■ : SPEED
20 FRA»=“ATTENZIONE 1 GUARDARE SCORRERE QU
ESTO MESSAGGIO PER PIU’ DI DUE MINUTI P
UO’ FARVI MALE AGLI OCCHI --PREMERE UN TA
STO QUALUNQUE--'
30 CALL MESSA6GI0(SPEED,FRAS>
1000 SUB MESSAG6I0(VEL,MSG«)
1010 MSGSsRPTSC ',28)kMSGS
1020 FOR CICLONI TO LEN(MSGS)
1030 DISPLAY AT (24, 1 ) : SEG*(MS6»,CICLO,28)
1040 FOR RIT=0 TO lO-VEL ; : NEXT RIT
1050 CALL KEY(0,KEY, STATUS)
1060 IF STATUSOO THEN 1080
1070 NEXT CICLO GOTO 1020
1080 SUBEND
152
MCmicrocompuier n 34 - ottobre 1984
Sin da adesso.
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SPECTRAVIDEO
cura di Fabio Marzt
Math-Package
l/i Rohvrw Giorgi
Piunu iJi Conca ( LV i
Gli innumerevoli pregi dello SHARP
PC-ISOO fanno talvolta dimenticare che
esso è uno strumento progettato, innanzi-
tutto. per eseguire calcoli matematici. Il
programma che ho preparato mette in evi-
denza tale caratteristica, essendo rivolto a
tutti coloro che debbano ottenere informa-
zioni sul comportamento di una data fun-
zione; occupa circa 1401) byte e si divide in
4 sezioni principali:
I ) Studio del segno di una funzione, della
derivata prima e seconda {f. fi, f2).
2) Valori assunti da f. fi. f2 in un punto di
data ascissa.
3) Calcolo dei limiti a infinito e a un pun-
to.
4) Calcolo dell'integrale definito su un da-
to intervallo.
La funzione viene memorizzala nella li-
nea 3 sotto forma Y = f(X). Ad esempio ne!
caso della funzione
I ) Si accede a questa sezione con DEF
A: sì preme il tasto adiacente al display
corrispondente all'opzione desiderata (f.
fi. 12); vengono poi richiesti gli estremi
deli'ìntervallo chiuso [A.B] su cui si vuole
lo studio del segno; sul display si avranno i
valori assunti da X in corrispondenza dei
quali f cambia segno (intersezioni con l'as-
se delle X o discontinuità), con i relativi
segni assunti da fa sinistra e a destra di tale
punto (es. con la f precedente e A=-6 e
B = 6 si ha; -i-(0)-(l)-i-; vedi fig. 3); se
f(A) = 0 o f(B)=0 mancherà rispettiva-
mente il segno di sinistra o di destra in
quanto f potrebbe non essere definita all’e-
stemo dì detto intervallo. Da notare che se
si incorre in un ERROR 38, ovvero una
divisione per zero, il programma ovvia al-
l'errore; si consiglia di considerare inter-
valli su cui la fé definita per non incorrere
in ERROR 39.
Per trovare i punti di cambiamento di
segno sì usa il classico metodo dì suddivi-
dere [A.B] in n subìntervalli e sì esamina il
comportamento di f agii estremi di ognuno
di essi; se c'è cambiamento di segno il teo-
rema degli zeri assicura resistenza di alme-
no una radice aH'inlemo del subintervallo
(vedi fig. 4),
2) Si preme DEF S e viene richiesta l'a-
scissa del punto; vengono forniti i valori di
YO. Y 1 . Y2; per calcolare questi valori ven-
gono usate le subroutine "O". " 1 ". "2" che
corrispondono rispettivamente alla fun-
zione. alla derivata prima e seconda. A
questo proposito è bene notare che con "1"
e "2" vengono calcolate le derivate medie
direttamente da f(X). usandole formule! I )
e (2) con h e k molto piccoli e opportuna-
mente scelti; ho provato sperimentalmente
che in questo modo vengono ridotti gli
errori di calcolo.
In queste tre sezioni ì risultali vengono
arrotondali a 2 decimali tramite la subrou-
itne 7: una volta ottenuti i risultati se sì
vuole ripetere una delle varie operazioni
non occorre impostare nuovamente i dati
che non si intende cambiare; basta premere
ENTER c il programma prosegue. Nel ca-
so in cui si voglia passare ad un altra sezio-
ne durante la fase di input si preme CA.
4) DEF X. Questa sezione calcola l'in-
legrale definito con il metodo dei trapezi
infinitesimi; viene richiesto il numero di
suddivisioni dell'ìnlervallo A.B (n. suddi-
visioni. tempo di elaborazione e precisione
del risultalo sono direttamente proporzio-
nali: con N = 100 si hanno già risultali ap-
prezzabili).
Descrizione del programma
I -5 Subroutine "0" in cui é memorizza-
ta la funzione.
7 Subrouiine che arroioiidii a due deci-
mali il valore posto in R.
9-i I Si prende il valore della locazione
&789B corrispondente al codice di errore;
se l'errore è dovuto a una divisione per
zero incrementa la X e prosegue dalla linea
3; altrimenti prende il byte allo e basso
(locazioni &78B4 e &78B5) della linea in
cui si è verificato l'errore c stampa il mes-
saggio usuale.
13 Subrouiine '' I " di calcolo della deri-
vata prima.
15 Subroutine “2" di calcolo della deri-
vata seconda.
17 "S"; inizio sezione 2); si richiede il
valore di XO.
19 Stampa i valori arrotondali a 2 cifre
di YO. Yl. Y2.
21 "A"; viene scelta l'opzione radianti,
utile nei calcoli con funzioni trigonometri-
che.
23 Si attende che vengti premuto un ta-
sto: CA(CL= fine programma F4= stu-
dio di f; F5 = studio di fi; F6= studio di
f2.
25 DS= etichetta della subrouiine cor-
rispondente a f. fi, f2; richiesta ddl'inter-
vallo di studio del segno.
27 Se A> = B ritorna alla linea 25.
29 Divide [A.B] in 25 subintervalli; cal-
cola X (con questa formula vengono ridot-
ti al minimo gli errori dì calcolo); se all'e-
stremo sinistro del subintervallo la f assu-
me valore positivo o negativo va alla linea
33.
31 Caso in cui la f assume valore molto
vicino a zero; prende come segno il punto
medio del subinlcrvallo a meno che non ci
si trovi nell'estremo B (allora T = 44 e
quindi con CHRS (44-44) = CHRS0 non
viene stampalo il segno di destra ri.spelto
alla radice); va alla linea 39.
33 Se non c'é cambiamento di segno o
se sì è aH'intervallo iniziale passa al suhin-
tervallo successivo.
35-37 Caso in cui c'é cambiamento di
segno nel subintervallo precedente; si iriv
va la radice col metodo della bisezione dcl-
l'intervallo (vedi fig. 3).
39 Stampa la radice arrotondala a due
decimali con i rispettivi segni; G=l); se
nella 18" casella del display vi c stampalo
un carattere, attende ENTER per prose-
guire (utile se non si ha la stampante).
41 II segno di fade.stradcl subintervallo
diventa quello di sinistra del subinlcrvallo
successivo: passa al subintervallo successi-
154
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
nftTH PACKAGE
1 ! "e"
3; Y=<X-'2-4*X+4 )/-
f.X''2-XJ
5:RETURN
7:R=]NT CCR#100}
*,5V100:
RETURN
0:U=PEEK &789B:
IF U=38LET X=X
*.01 :GOTO 3
1!:UAIT :PRiNT "
ERROR";U|" IN‘'
5256fPEEK 8.78B
■1*PEEK 8.78B5:
END
13; "r'X=X-H!GOSUB
3:L=-Y:X=X+2^fH:
GOSUB 3:Y=CY-L
X=X-H:
RETURN
15: "2-'G0SUe 3:L=Y
:X=X+2YJ:G0SUB
3:n=Y:X=-X--1YJ:
GOSUB 3:Y-CY-2
*L*n)/J/J-'2:X=
X*2;rJ:RETURN
17: 'S"GOSUB 71 :
Uftl T : INPUT "X
0=-’;x
13:F0R 1=0TO 21
GOSUB STR» 1:9
=Y: GOSUB 7:
PRINT "Y-';STR»
J;'=”;R:nEXT 1
;6aTa 17
2l: ''tì"RPOJAN ;
GOSUB 71 :PRiNT
"STUDIO SEGNO
f fi f2":0N
ERROR GOTO 9
23:00SUB 73: (F K<
20GOTO 23
25:0*=STR4 (KANO
3):CLS : PAUSE
"INTERUALLO ?"
; INPUT "0=";A,
.7:CLs":t,.:C=B-
A: IF C<-0GOTO
25
29:F0R K=0TO 25:X
=A*C»K/25;
GOSUB D*: IF
ABS Y>HGOTO 33
31:F=K<25:R=X:X=X
*C/'50YF; GOSUB
D*; T=SGN YYF-'I
-lYNCT -F:GQTO
39
33: T^SGN Y: IF SYT
>0OR K-06OTO ^
1
35:F=X-C.^25:G=X
37:R-X: IF ABS CF-
G)>1E-4GQSUB D
*:0C7-<SYY>0)>
=X:X=(F*G)^2:
GOTO 37
39:G0SUB 7:PR1NT
CHR* C44-S); "(
";STR* R;
CHR* C44-T>;:G
=0: :F POINT 10
4>0UA1T :PRINT
:UAJT 0
41:S=T:NEXT K: 1F
G-JPRINT "SEtiP
RE "ICHR* (44-
S)|
43:UAIT :PRINT "
f"|0*:GQTQ 21
45: "2"G0SUB 71 :
PAUSE "LiniTE
A ?": PRINT "-I
NF *INF
X0- X0*"
47:G0SUS 73: IF K=
190R K=20GOTO
47
49: E=(-l J-'Kl S-10-'
S6N (19-Kj: IF
K<I9LET Z*=
CHR* f.44-E)*"l
NF":?=0;GOTO 5
5
5]:CLS : INPUT "X0
*";z
53: R=Z: GOSUB 7:Z*
="("+STR* R+")
"+CHR* (44-E)
55:CLS :PR1NT "LI
m X";JGPR1NT "
080808082A1C08
00";:PR]NT Z*l
■' = ”;:U1AJT
S7:E=EtS:x-Z*E:n=
Y: GOSUB 3: IF G
LET G=0: GOTO 5
7
59: IF ABS CY-AKJ
OR ABS Y<1E-2S
LET R=Y: GOSUB
7:PRJNT STRI R
:6QT0 45
61 : IF ABS Y>1E5
PRINT CHR4 (44
-SGN Y)*"INF":
GOTO 45
63: GOTO 57
65: "X”CLS : PAUSE
"INTEGRALI":
INPUT "N. SUDO
IUIS10NI = ";N, "
"B=";B
67:CLS :C=(B-AJ/N
:S=0:X=A:GOSUB
3:R=Y:F0R K=1
TO n:X=A*KYC:
GOSUB 3:S=S+(R
*YV2YC:R=Y:
NEXT K
69:UAIT :PRJNT "I
NTEGRALE=":S:
END
71 :UAJT 0: G=J :H=l
E-7: J=1E-3:CLS
: RETURN
73:K=ASC INKEYS :
IF K(170R K>24
GOTO 73
75: IF K024RETURN
77: END
Figura S ■ Listato dei programma Morh-Package.
vo. se c’é; se non c econtroila se non é siate
stampato nessun valorcdi cambiamento di
segno (G = l). caso in cui la f é sempre
positiva o negativa.
4.T Ricorda lo studio del segno di I'. fi.
□: .se si vuole proseguire torna alla linea
21.
45 “Z"; stampa il nic.ssaggio di defini-
zione dei (asti adiacenti al display.
47 Attende che venga premuto un tasto:
FI = limite a - INF; F2=:a-l- INF; F5 = a
49 In E si ha il segno di S; inSsihaO. ! se
è un limile a XO e IO se è un limite a INF.
51 Se è un limite a XO richiede il valore
di XO.
5.T Stampa la scrittura convenzionale
del limite.
57 Se é un limile a XO. X viene incre-
mentalo 0 decrementalo di un valore sem-
pre più piccolo (avvicinamento a XO ri-
spettivamente da destra o da sinistra); se è
un limite a -INF oa -FiNK. X viene molti-
plicato rispetti vamenlc per -10 o per IO; se
-si è all'inizio viene posto in M il valore
precedente della l'unzione per poter effet-
luare i confronti successivi.
59 Se il valore precedente della l'unzione
non si discosta molto dal precedente, il
limite tende a tale valore; o se il valore della
funzione è molto piccolo allora il limite é
zero; stampa il risultato.
61 Se il valorcdi fé molto grande stam-
pa + 0 -INF a seconda del caso.
63 Ripete i test con i nuovi valori calco-
lati in linea 57 se il limile non é staio trova-
lo: se il limite c stalo trovato c si volesse
continuare con altri limiti basta premere
ENTER.
65 "X"; richiesta di N. A. B.
67 C = altezza del trapezio inlìnitesi-
mo; fa la somma delle aree di ogni Irape-
69 Stampa il risultalo dell'integrale.
7 1 Subrouline che pone WAIT 0; C'LS
:H = IE-7;J = IE-.T;G = I:
73-77 Se il tasto premuto non è fra FI c
F6 o non è CL attende che venga premuto
un tasto; se è CL si lia la line del program-
ma. MC
MCmicfocompuler n. 34 - ottobre 1984
155
stampante Compuprinti
la trasformista.
C’è una nuova linea di stampanti
Compuprint che si rivolge agli
utenti più esigenti grazie ad una
estrema duttilità di impiego;
veramente degna di una
trasformista. 1 nuovi modelli della
serie 1 (Lll I, L12 CQ 1, L32 CQ 1.
34 CQ) sono dotati di una nuova
testina a nove aghi che permette
nuovi standard di definizione.
Le prestazioni grafiche di cui sono
capaci sono realmente elevate.
Offrono infatti una ricca scelta di
caratteri, per avere sempre quello
desiderato nelle dimensioni che
occorrono. 1 modelli CQ
permettono anche una stampa di
qualità, ottenuta con una doppia
passata della testina, per una
migliore veste grafica. Le nuove
Compuprint sono .silenziose e
garantiscono una grande velocità,
ottenuta senza esasperate
sollecitazioni meccaniche, in modo
da assicurare continuità di lavoro,
durata e affidabilità. I nuovi
modelli permettono anche di
stampare sia su foglio singolo che
su modulo continuo senza
limitazioni di carico di lavoro.
L’estrema linearità di progetto
permette alti livelli sia di
prestazioni sia di affidabilità della
parte meccanica.
Questi nuovi modelli
rappresentano l’avanguardia della
nuova generazione di stampanti a
matrice Hone>'well Information
Systems Italia, rinnovate e
migliorate ulteriormente risptetto
alle precedenti. Queste stampanti si
sono rapidamente affermate in
tutto il mondo. Un enorme
sviluppo di questi mercati è stato
registrato proprio negli ultimi anni
grazie alla sempre più vasta
richiesta di stampanti di
dimensioni e costo ridotto, capaci
di adattarsi a tutti i sistemi; mini e
microelaboratori, terminali c
personal computers. Capaci cioè
di rispondere ai nuovi standard e
al software per essi prodotto.
Compuprint è venduta
sul mercato OEM dalla Honewell
Information Systems Italia:
Torino -Tel. 011/5719217
Milano -Tel. 02/69775208
69775204
Padova- Tel . 049/664400
Roma -
Tel. 06/6517245
Napoli -Tel.081/312193
ed è distribuita da: Data Ba.se
Viale Legioni Romane 5
20147 Milano - Tei. 02/4047946
Tl.\. 315206 DAT BAS
SDP Informatica
Parco Primavera E/ 1
81022 Casagiovc (Caserta)
Tel. 0823/468945
cura di Pierluigi Panunzi
SO^
Tutte le cifre del fattoriale
di Gahrieìe Saiiluiiclié
Forte dei Marmi f LL' i
Presentiamo un programma non proprio
utilissimo, ma. come dice iautore. spettato-
lare: si pu.s.umo calcolare tutte le cifre di n!
il programma
L'ulilizzazione é mollo semplice; si im-
posta il valore n e successivamente si pre-
me il tasto A. Dopo alcuni secondi vedre-
mo apparire due volte il valore di n impo-
stato e successivamente una fase di elabo-
razione di durata legala al valore di n, al
termine della quale verrà visualizzato un
numero: tale valore indicherà approssima-
tivamente la durata dell'elaborazione suc-
cessiva. relativa al calcolo vero e proprio
del rultoriale.
Viceversa premendo xot otterremo
un valore intero "m", che dovrà risultare
minore di opportuni valori, per avere alla
fine un risultalo attendibile: si dovrà avere
m <20perlaTI-58
m <50 per la TI-59 con partizione stan-
dard
m <80 per laTI-59con partizione 9 Op
17
Ma per comprendere meglio quanto det-
to tacciamo subito un esempio, riguardan-
te il calcolo di 25!. cioè con n =25,
Si imposta il valore 25 e si preme A: al
termine dcircluborazione sul display ap-
parirà il valore 3.4 (indicante una durata
approssimata di elaborazione di 3 minuti e
40 secondi). Premendo xot otteniamo
un valore di 4. indicante perciò che il risul-
tato sarà esalto.
Giunti a que.sio punto non rimane altro
che premere il tasto C.
Dopo circa 3 minuti e 4» secondi vedre-
mo apparire il numero I551I2I0. le cui
cifre sono le prime 8 dì 25!
Premendo R S si visualizzano altre cifre
c cioè 43330985 che vanno però considera-
le come 9 cifre significative e cioè
0433.^098.5; premendo ancora R S si ottie-
ne 984000000e successivamente il valore di
"pi greco" lampeggiante che indica la fine
della visualizzazione.
Abbiamo perciò ottenuto il valore desi-
25! = 1 55 1 1 2 1 004.3330985984000000
A questo punto possiamo calcolare il
valore "famigerato" di 691: dopo circa 32
minutisi otterrà un risultato che noi ripor-
tiamo in figura 1 .
E da notare che l'ultima serie di cifre è
formata solamente da zeri, mentre sul vi-
sualizzatore si avrà un unico "0".
Per inciso, per visualizzare di nuovo dal-
l'inizio il risultalo, basta premere B e poi
varie volte R, S. fino al valore di "pi greco"
lampeggiante.
Considerazioni
sul calcolo del falloriale
Nella biblioteca di base il programma n.
16 calcola il fattoriale: il metodo usato de-
riva direttamente dalla definizione c cioè
ad esempio 6! = 6x5x4x3x2xl =
720.
Ora quando n>l9 si ha un risultato
erralo in quanto le cifre non nulle di 19!
sono più dì 13.
In definitiva con il Pgm 16 si ottiene:
1 9! = 1 2 1 .645. 100.408.700.000
mentre in realtà (grazie al nostro progrum-
1 9! = 1 2 1 .645. 100.408.832.000
e cioè con il programma di biblioteca si
perdono due cifre significative mentre (ben
più grave!) una terza è addirittura errata.
Que.sto succede perchè il numero massi-
mo di cifre che possono essere contenute in
un registro delle TI è 1 3 eció comporta che.
ad esempio, un numero di 1 1 cifre, molti-
plicalo per uno di 3. dà un risultato di 13 e
non di 14 cifre, perdendosi cosi l'uitima
cifra.
Per ovviare a questo inconveniente, im-
maginiamo di avere un numero N formalo
da più di 13 cifre (ad cs. 45678901
23456789) c di volerlo moltiplicare per un
numero n di 3 cifre (ad cs. 987). Con un po'
di pazienza si può eseguire l'operazione a
mano e si ottiene:
Nxn = 4.508.507.551.851.850.743
Invece possiamo scomporre N in bloc-
chi di al massimo 9 cifre e cioè:
N = NMO'^ -I- N2 = (4567890) •IO'» +
123456789 con
NI = 4567890 ed N2 = 1234567890,
Fatto ciò. possiamo moltiplicare N I cd
N2 per n i cui risultali saranno calcolabili
esattamente dalla calcolatrice in quanto
entrambi di meno di 13 cifre.
Infatti abbiamo che
n X N 1 = 45085074.3(1
nxN2 = 121851850743
A questo punto possiamo dividere tali
due prodotti in blocchi di 9 cifre, ottenen-
do:
nxNI = AM0'’ + A2 = 4-10'' -r
508507430
nxN2 = BI-10'‘-fB2 =
I2M0^ -1-851850743
e dato che
nxN = (nxNl)l()''-H(nxN2)
si ha in definitiva, effettuando delle banali
so.stiiuzionì.
nxN = AM0'»-(-(A2-i-BI)10''-i-B2
Ora scrivendo una di seguilo all'altra le
quantità Al. ( A2-^ B I ) e B2 si ottiene il
risultato riportato in precedenza.
Da notare che tulle le operazioni fin qui
eseguite sono tutte fattibili da parte delle
TI senza errori di arrotondamento, mentre
l'operazione di giustapposizione la dovre-
mo effettuare noi nel iru.scrivere il risultato
via via presentato dal display.
69! = 171 .•122.452.4?9. 141 .311 .372. 468 .33S. 81 1 .272.839.092.2/0.
S44. 893. 520. 369. 393. 648. 040. 923. 275. 279. 754. 140. 647. 424.
OOCI.OOO.ODO.OOO.DOO.OOO.
MCmicrocompuier n. 34 - ottobre 1984
157
SOA
Ancora alcuni dedagli
Con la TI-5S é possibile calcolare fatto-
riali fino a HI!!, con un tempo di elabora-
zione di circa 1 ora e 10 minuti.
Con laTi-59 (con partizione standard) è
possibile calcolare Uno a 224!. con un tem-
po di elaborazione di 6 ore e 40 minuti.
Infine con la partizione massima con-
sentila (9 Op 1 7) e tre piccole modifiche al
programma:
- STO 89 ai passi 124.125
- 9 al passo 132
- 9 al passo 166.
si può arrivare a calcolare fino a 3.34! con
un tempo di elaborazione di ben 16 ore e
Da notare che 101! possiede 160 cifre.
224! ne ha 43 1 , mentre infine 334! ha addi-
rittura 700 cifre.
Per aumentare la velocità di esecuzione
si potrebbero dividere i numeri in gruppi di
IO anziché 9 cifre, sostituendo al 9 dei passi
104 e 128 altrettanti 10. ovviamente otte-
nendosi un allungamento del programma
di due passi.
L'autore consiglia però di lavora re con 9
cifre, perché in questo caso si possono met-
tere facilmente i puntini delle migliaia co-
minciando dal fondo, cosa che non si può
fare lavorando con numeri di 10 cifre.
Chi fosse interessalo, può trovare in fi-
gura 2 il valore corrispondente a 224! MC
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Il 0965/25103
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Via Dante Aligtiieri 4 - lai. 0522/31.965
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06/63.86,096 ■ 63 86146 • COMPUTER
MARKET srl - Pza S Dona Oi Piave 14 - lei
06/79,45 43 a DATA OFFICE spa - Via Sicilia
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M Basic
Per alcune piiniaie c/uesla rubrica sarà
tleJicaia aii'MBasic. il Basic delta Micro-
soli che può ormai essere considerala prati-
camenie uno standard i almeno in ambiente
CP Mi. visto la ipianiiià e varietà delle
macchine che ne fanno uso.
Poco imporla se ogni .singola casa ha ap-
portalo alcune modi/ìche o aggiunie di isiru-
zioni: il nucleo principale, l'idea di ha.se è
sempre la stessa.
Cercheremo, anche con l'aiuio dei lellori.
di .svelare via via i segreti — e perchè no — i
trucchi del mestiere riguardanti t/uesio lin-
guaggio veramente alla portala di tulli,
e.sperii programmatori a neojìli.
Il compilo è alquanto arduo: la versione
5.J/ dell'MBa.sic è lunga qualcosa come
-VA'...
Proprio per cominciare proponiamo subi-
to una modifica assoluiamente originale alla
ver.sione 5.21. non una scopiuzzaiara da ri-
viste americane a inglesi, ma frutto di note-
vole impegno nello. studio del sistema opera-
tivo CP M e dell' M Basic stesso.
Basic & Assembler: la soluzione
Prima di vedere di cosa si tratta, tornia-
mo per un istante al problema che ha poi
originato la soluzione proposta: leggendo i
numeri 19. 20 e 21 di MCmicrocompuler
nella rubrica "I trucchi del CP M". i lettori
SI saranno convinti che il poter lavorare
contemporaneamente in Basic e in lin-
guaggio macchina comporta enormi pro-
blemi. lutto perché ci si ''osiina'" a voler
creare un certo spazio di memoria destina-
lo alle routine in L.M.. posto "in fondo
alla memoria", creando una barriera op-
portuna allo scopo di impedire intrusioni
da parte del Basic-
La soluzione che proponiamo consiste
invece nel riservarsi uno spazio opportuno
proprio alla fine dell'inierpreie MBusic.
"prima" delle zone di buffer e della zona
riservala airulenle.
Ma procediamo con ordine. daH’inizio:
alla chiamala deirinlerprete. il CCP prov-
vede a caricare il programma chiamato
(MBASIC.COM per l'appunto) allocan-
dolo come al solito a partire dalla locazio-
ne esadecimale OlOOH. Terminato il cari-
camento il CCP passa il controllo all'MBa-
sic con un salto alla locazione iniziale.
Tra parentesi si può ancora una volta
notare che anche l'M Basic viene trattato
come un qualsiasi programma in linguag-
gio macchina...
Andiamo ora perciò a vedere cosa succe-
de a partire da tale locazione: a tale scopo
consigliamo i lettori di tenere soli' occhio il
listato.
Tralasciando (per il momento... ) alcune
parli di non immediata interpretazione,
troviamo invece alcuni frammenti di pro-
gramma notevolissimi e sui quali ci soffer-
meremo in dettaglio.
Innanzitutto alla locazione flIOOH c'é
una .1P5D7IH e questo giù spiega il perchè
dell'indirizzo di partenza del disassembla-
to: ricordiamo che stiamo trallando la re-
lease 5.21 e che quindi ci potranno es.scre
lievi differenze con le altre versioni.
Tra gli indirizzi SDB8H (d'ora in poi
sottenderemo con la lettera H che si tratta
di valori esadecimali)e?DB.\H si ha l'inse-
rimento in opportune celle di alcuni indi-
rizzi ricavabili dal BIOS del computer su
cui stiamo lavorando, indirizzi che verran-
no usati per le routine di gestione della
consolle (stalo e 1.0) c della stampante
(stato).
Proseguendo nell’analisi troviamo:
--a 5DEEH viene posta a 256 byte
(0080H) la lunghezza del record costituen-
te un file generico.
— a SEOOH si ottiene l'indirizzo della
massima locazione di RAM a disposizione
del BASIC.
— a 5E06H si pone a 2 il valore del nume-
ro massimo di lile apri bili contemporanea-
mente da programma.
Primadiprosoguireci fermiamo per una
doverosa pausa di riflessione. I lettori
esperti avranno già riconosciuto l'impor-
tanza di questi tre parametri citati: in parti-
colare questi tre parametri possono venire
alterati a piacimento all’atto della chiama-
la dell'MBasic.
In particolare la lunghezza del record
può essere variala inviando, anziché il solo
"MBasic". la stringa MBASIC/S:nnnn do-
ve nnnn rappresenta la nuova lunghezza
desiderala.
Analogamente sì ha se vogliamo abbas-
sare l'indirizzo della massima locazione di
memoria disponibile oppure se vogliamo
avere la possibilità di aprire più di tre file in
un programma scritto in Basic: rispettiva-
mente si dovrà impostare /M:xxxxx c
/F:yy. Da notare cheivalorinmw..v.v.v.v.ve
>'v possono essere indiffcrememcnie deci-
mali 0 esadecìmalì (se preceduti da &II).
Ad esempio si potrà scrivere:
A>MBASIC /M-.&H8000 /F:S /S:I(M>
per avere una zona di memoria limitata a
80(M)H c cinque file aventi record di 100
caratteri.
Ecco che tra gli indirizzi 5E1CH e
5EB7H abbiamo appunto una routine che
legge la stringa di comando per vedere se ti
sono eventuali e in caso affermaliNo
effettuare le modifiche ai valori di dcfaull
in base ai valori impostali.
Dal prossimo numero ci sarà anche il
SOFTWARE MBASIC
Inviateci i vostri programmi
(e routine): come consueto,
quelli pubblicati saranno ricompensali.
Se inviate il dischetto,
non dimenticate di indicare
su quale macchina può essere letto:
in ogni caso, allegale sempre
le spiegazioni e quando possibile il listato.
Al prossimo mese!
160
MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984
5D71 212140 LO
5074 F9 LO
5075 AF XOR
5076 32EC0B LO
3079 229607 LO
SD7C F9 LO
50/0 212208 LO
5080 343A LO
5082 C08B43 CALL
5085 326S0A LO
3088 22810A LO
5088 2A0100 LO
S08E 010300 LO
5091 09 ADD
5092 OD NOP
SD93 00 NOP
SD94 00 NOP
5095 00 NOP
SD74 226E42 LO
5099 224942 LO
SD9C 22A212 LO
5D9F 09 ADD
5DAD OD NOP
50A1 OQ NOP
SDA2 00 NOF>
50A3 00 NOP
SDA4 DO NOP
SDAS DO NOP
5DA6 22E041 LO
50A9 09 ADO
50AA 00 NOP
5DAB 00 NOP
SDAC 00 NOP
5DAD 00 NOP
SOA£ 00 NOP
50AF 00 NOP
5080 22AC41 LO
5083 09 ADD
5084 00 NOP
5085 00 NOP
5086 OD NOP
5087 00 NOP
5088 08 NOP
5089 OD NOP
50BA 222C4I LD
5DB0 OEOC LD
SD8F CD050D CALL
5DC2 32ir08 LO
SDC5 B7 OH
5DC6 211415 LD
5DC9 r.ACrSD JP
SDCC 212122 LD
5DCF 222000 LD
5002 21FEFF LO
5005 229807 LO
5008 AF XOK
5009 329307 LD
SODE 32640A LD
5D0F 32F30B LD
S0E2 32E008 LD
5DE5 3CeAQ7 LD
5DE8 2ID00U LD
5DED 228C07 LD
5DEE 21800D LD
5DF1 22EA0U LD
5DF4 21/AOA LD
5DF7 227B0A LD
5DFA 21E-40A LD
5DFD 224C0B LD
5E0U 260400 LD
5rn3 22760A LD
SEDO 3E03 LD
5E0B 32C4D7 LD
5f0a 21B65E LO
SrOC 229FDA LD
5E11 3AB/5F LO
5EI4 B7 OR
HL.6Q21H
SP,HL
<OSECH> .A
<0796H) .IlL
SP.HL
HL,0822H
(HL) ,3AH
438BH
(0A6SH) .A
(DA81H) ,HL
HL. <OOQ1H>
BC.ODOSH
HL.ec
<426EH>,HL
<424911) ,I(L
<12A2M) .KL
HL.BC
<4IE0H),HL
IIL.QC
SE28 77
SE2C 23
SE2D 23
5E2E 05
5E2F C2295E
5E32 2B
SE33 3600
5E35 229F0A
SE38 217F00
SE3B CD0513
5E3E B7
5E3P CABB5C
5E42 FE2F
5E44 CASOSE
5E47 28
5E48 3622
5E4A D29F0A
5E4D 23
SE4E FE2F
5E50 CASOSE
5E53 C00S13
5E56 87
5E57 C24ESC
SE5A C3B85r.
5L50 3600
5E5F C0D513
SE44 CAA4SE
5E67 TL4D
5UV F5
5F6A CA725L
(4IACH)
HL.ec
.IIL
5E6F L2C9DC
SE72 C0D5I3
5E75 C0C743
5E7B 3A
SE79 CD551C
5E7C FI
(412CHÌ ,HL
C.OCH
0QD5H
Z.SDCFH
HL.2221H
<082010 .IIL
HL.FFFEII
(079810 ,HL
(0793H) .A
(OBPSIO .A
tUBEOH) .A
(07SAIO .A
HL.DOOOII
(07BCIO.HI
<DBEAH> .HL
HL.DA7AII
<DA7BH) .HL
ML.OAl 411
(0B4CH) .ML
HL. (000611)
(UA76HJ .III
3ED9 aA/òOA
5LUC t'O
SrSD 227404
SEC? 3AL407
5EC3 216f50
5i:cB 2 :;a207
5f 15 C2B85f. JP
5E18 3C INC
5E19 32B75E 10
5E1C 2'IDOOO LD
sr.ir 7E LD
SC20 B7 OR
5L21 229FCIA LD
5E?4 CAB85F JP
NZ.SEB8H
(SEIiriO.A
HL.OOllOII
<0A9ni).HI
Z.5EB0II
51-DL
3CC4C17
OC
01AVOO
I 5
HZ.0CC9H
43C7H
orn;
CALL
SECO 0ID200
5CE0 09
5EE4 44
5EE5 40
SEC6 El
5EE7 30
5EC8 CL-055L
SrCD 23
StU 228106
sr I5
3ri6
5F17
5r05 ù ■
sr 36 ;
5F J7 on
■•.r 30 f L,
SI 4C 22V0III
MCmicrocompuler n 34 - ottobre 1984
161
A pariire dail'ullima locazione citala c
(Ino a circa 5F38H ce la pane riguardante
il problema che ci eravamo posto aH'inizio.
In particolare, a partire da una certa loca-
zione (5D6FH che appare neirisiruzione
aU'indirizzo 5EC5H). vengono riservale
tante arce di memoria quanti sono i file
■■gestibili" più 1: l'indirizzo Imalc ottenuto
nella coppia di registri HL c posto (istru-
zione a 5EECH e successiva) nelle locazio-
ni 079AH c OABIH. Conti alla mano, con i
valori di dcfaull (tre file con record di 256
byte) troviamo come "Start of Basic" il
valore 61 AEH effettivamente riscontrabile
creando un semplice programmino e an-
dando a vedere con lo ZSID dove “sta" in
memoria.
Siamo dunque arrivali al punto: voglia-
mo liberare IK per alcune routine in lin-
guaggio macchina? SEMPLICE! Basta va-
riare il valore della locazione iniziale
(5D6FII). aumentandolo di OlOOH ed il
gioco é fatto-.
Almeno cosi sembra. ..
In realtà bisogna farei conti con un fatto
a prima vista spiacevole: la locazione di cui
sopra viene prima della zona che stiamo
esaminando.
In parole povere succede questo: non
appena caricliiamo un programma da di-
schetto o. peggio, abbiamo a che fare con
dei file, la zona di memoria a partire da
quella locazione fatidica viene compieta-
mente modificala! Addio perciò alfinizia-
lìz/a/ione e al bel messaggio di copyright
che appare all’inizio; infatti al contrario di
quanto riportalo nel n. 1.1 di MCmicro-
computer (sempre nella rubrica "I trucchi
del CP, M"). la versione 5.21 non consente
il "recovery automatico" tanto è vero che
uscendo dal Basic con una System o peggio
a causa di infelici spostamenti di dischetti.
NON si può usare rarlificio del program-
ma RECOVERY. COM o X.COM che dir
si voglia, pena un imperterrito inchioda-
mento del .sistema. Ettecredo (come si dice
nella capitale)! Con la X o la RECOVERY
facciamo saltare all'Istruzione OlOtlH e fin
qui va bene: ma dopo non troviamo più il
programma di partenza, bensi residui di
file, byte inutilizzati ed in genere "garba-
ge"...
Tra l'altro in quella zona c'era pure lo
stack (vedi la primissima istruzione)...
Allora, armati di pazienza c di quel cac-
ciavite chiamato ZSID andiamo a "sma-
nettare" il nostro bravo programma da
24K...
L'idea in parole povere è questa: innan-
zitutto spostare una volta per tutte la loca-
zione fatidica in un punto più sicuro (in tal
modo riconquistiamo la possibilità note-
volissima del "recovery") e meglio ancora
decidiamo di poter variare a piacere tale
valore per lasciar posto alle nostre routine
in linguaggio macchina.
Inoltre possiamo addirittura usare quel-
le orribili ma provvidenziali istruzioni
NOP all'inizio del programma per far si
che al recovery si abbia .solo l'OK c non il
messaggio di copyright, fatto che ci con-
sente in questo caso di salvare il nostro
programma eventualmente presente in me-
Dicevamo che vogliamo poter vuriiirv il
valore fatidico di cui sopra: ecco che è nata
cosi una nuova opzione per la stringa di
comando che. in onore ulfidcalore. è stala
chiamata /Piaaaa.
In parole povere umiaéW numero di byte
che desideriamo usare per le no.stre routi-
Vediamo dunque quali sono le modifi-
che da apportare airinlerpretc. modifiche
che è molto semplice elTeltuare con lo
ZSID o il DDT: di seguito indicheremo in
tre colonne l'indirizzo, il valore precedente
ed il valore da immettere, tutti e tre espressi
in esadecimale. Ovviamente, dopo la chia-
mata ZSID MBAS1C.COM. introdurre-
mo i valori desiderati con l’opzione S. se-
guita dall'indirizzo.
Ricapitolando abbiamo:
a) spo.stato lo stack pointer in una zona
"sicura".
b) e I corretto il salto dcH’istruzione
imiOh in ,IP (ll)87Hecioéalla routine che
stampa 'OK'.
d) aggancialo la nostra routine al pro-
gramma esistente.
e) modificalo il valore della locazione "fa-
tidica".
D inserito la nostra routine in I...M.
In particolare il valore immesso al punto
e) è un valore abbastanza "comodo" in
quanto già consente di avere u priori dello
spazio tra 5FF7H e 60FFH a disposizione
per altre routine.
Se tale spazio non interessa si può inseri-
re al punto e) addirittura il valore 5FF7H
in modo tale da non sprecare il minimo
Va da sé che nel messaggio di copyright
e successivamente tramite l'Lsiruzione
FRE(O). compariranno valori di "bytes
l’ree" diversi da quelli che siamo soliti vede-
re abitualmente.
Concludiamo perciò questa prima pun-
tala dedicata all'M Basic, invitando i lettori
ad inviare i propri contributi. MK
5D72 21 B2
5D73 60 63
5DAD 00 3E
!jDA1 od 87
5DA2 00 32
SDA3 00 D1
5DAA 00 01
5DAA OD 3E
LD A,B7H
LD (0101H),A
3FDF .. OC
5FED .. CD
SFE1 . . 05
5FE2 .. 13
5FE3 .. CD
5FE4 . . C7
5FE5 . . A3
5FEÓ . . 3A
5FE7 .. CD
5FE8 .. 55
JP NZ.0CC9H
CALE 1305H
CALE A3C7H
DEFB ’s'
5DAB OD OD
5DAC 00 32
5DAD 00 02
5DAE 00 01
5E70 09 DB
5E71 OC 5F
SECÒ AF 00
5EC7 5D Al
5F0B . . FÉ
5FDC .. 50
5FDD . . C2
5FDE . . C9
LD A,0DM
LD <01 0211), A
5FE9 .. 1C
5FEA .. E5
5FEB . „ 2A
5FEC .. C6
5FED .. 5E
5FEE .. 19
5FEF . . 22
5FFD . . Có
5FF1 . . 5E
5FF2 . . E1
5FF3 . . FI
5FFA . . C3
5FF5 . . 9é
5FF6 .. 5E
CALE 1C55H
PUSH HL
LD HL, (5EC6H)
ADD HL,DE
LD (5ECAH),HL
POP ML
POP AF
JP 5E96H
162
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
^ VINCE
INDURATA
DURARE AL MASSIMO! Resistenza e analisi
meticolosa delle risorse necessarie sono in-
dispensabili. La durata è una caratteristica
vincente dei nuovi supporti magnetici FUJI
“heavy duty", capaci di superare ampiamen-
te i 10 milioni di cicli senza scadimenti in pre-
cisione e qualità! E ciò si deve a due ragioni:
1. Lo sviluppo esclusivo di una struttura tri-
dimensionale per consentire la distribu-
zione uniforme dei dipoli magnetici sul
supporto, che assicura la precisione nel
tempo.
2. Il dimensionamento dei supporti per velo-
cità del 25% più elevate rispetto ai norma-
li “drive”; la resistenza è perciò assai su-
periore rispetto ai comuni “floppy".
Due ragioni per preferire FUJI in durata! ■
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FX-750P, non può proprio fare a meno. Saremmo anzi felici di poter regalar-
gliene uno e Io inviliamo fin d'ora ad una visita ai nostri uffici di Milano
per potergli illustrare di persona tutti i pregi deU‘FX-750P. Usando
il polente e universale linguaggio BASIC con le 68 funzioni
scientifiche e statistiche (e le dieci costanti fisiche) in-
corporate, può per esempio calcolare e ricalcolare
le audiences strepitose dei suoi neiworks per
avere sempre soli' occhio in tempo reale
i termini del suo clamoroso 'sor-
passo', e della sua clamorosa
escalation di tarìITe eco-
sii contatto
L'FX-7S0P è adat-
to sia a problemi
scientifici che alia
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ria, grazie anche al
suo sistema di
ria a RAM Cards
libili da 2 KB (RC-2) o
da 4 KB (RC-41SU cui ven-
gono impressi sia i dati eh
1 programmi. E può essere do-
tato di una stampante con in-
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cassetta i programmi ed i dati,
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1.100.000
Drive por ttappy h' doppia leccia 80 liacce |iaìni sho|
620000
220.000
Slanpgnlt 80 col.
700.000
280.000
Sianpemo 132 ciO.
1 660 000
Alimenleloia SkVITCHING (24*12*^691
398.000
Monilot 9 loslon iitdi alla dal
240.000
Moniloi 12'
220000
Moaitoi 12' IdsIdii vaidi
260000
CPfM user group |64 vpluml so disco 0'
25000
MANNESUANN TALLY
l'ia CmbMsn. 3 - 200S4 Cam IMO
ItOITSUI (Giappone)
mCBM
Vi» M»m Cimi li 3BI4S M4aw
MTBO. 60 col. 60 epa iniirfaccia panOela
Iniailatcit seriale per MTBO
216.000
MC 2100 - 60 col - 120 efsec. (I/F paraUeia senale)
1.106000
MT 1001 80 Col 100 cps pralica iBlarlaccia serìala e paraMa
1.761.080
MC 2200P * 60 col - 180 cfsec. (I/F paiiOeia)
1 370000
MT IODI - 132 Col. ' 180 epa giahta - inierlaccia snaie a paraWa
2.019 000
MC 2200S 80 col - 160 cfsec |VF seriale)
1 530 000
Carìcaloie aolnatito di logli pei MT 1001
601.000
MC 42DOP - 132 cel - 180 c/sac (I/F paraOelal
1 700000
Cancoloia aiKoaiaticD di lo^ per MT280
601.000
MC 42002 • 132 col . 180 c/aec |I|F seriale)
1 860 000
Imioduiioro aoionaiico di logli singolo per MT260
MT 280 ' 132 Col 200 cps ini sonale o poiallelB
MT 4201 ' 132 Col. - 200 epa. gialica - mleilaecia parallela a sonale
601.00D
Nota: preno deio yin 7 bit
3.426.000
3.798.000
3.967200
4 078.000
MOTQROU (U.S.A.)
Moitmii Sp A.
Vi» ùn Muolti, n - dfdarrp
MT 4401 ' 132 Col. - 400 cps. gialica lolerlaccia paiallela o seriale
MT 440 versione OCR-A/OCR-0 Barcode
MT 440F 122 Col. 400 Cps. Siaiapa 4 colori grafica NLO
PIXY3 Ploitor 3 penna 20 caifsee mierfaccia parelele
IB0600D
EXDRsel 103
12900.000
Inierfaccia seriela per plotiei hsy
61.000
EXORsel 165
8124 000
MT 1802 200 cps gialice Hlerfeccia paiaKala o sonale
2.930000
EXDRsel tuo
MT I612KSII - 160 cps. 132 cokHHia - iniertacea sanala
FT 10 ' Teioiinale video. 24 linee. 00 cidonne. fosloro grgiofveide nieifatcit
seriale 2.680.000
MOUSE SYSTEM
f»kai Sri ■ VÌI M. CmUt 7S ■ 30141 Mterw
MT 660 600 Ipa Intertaccia partOela
Inierfatcia senrie per MT 660
672.000
Nola: Prarn legali ade vaiola coneoli
Mod MOUSE ' IBM PC IsohviBit ndoto)
660000
UEMOTECH (GB)
Moiakì Stanmic Kra Tmt S. Amsasn. SS 00134 Bau
Noia pitiio per doXaro L 1700
MULTITECH (Formosa)
doppia 06 232
1.399.000
V. V»Ot 30 ■ 43011 BagnoAi « Aara m
239.000
UP1 sislena CPfMBO colonne celoia per singla Hoppy-diat con mamiali e
1 380.000
Newivoid Woidpiocessng
769 000
2CC 3 scheda 2 88 > CP/M ■ MPF III
140 000
UP2 floppy singMo da 600 K. (QUME) ventola e lino per raddoppiale FOX
J.S. 3 |oy stickfpaddle • MPF III
66.000
sngle lloppy
869000
MAX 2 tastiera Accsieel compoiib
290 ODO
FOX 0 FOX doublé Hoppy-disk 1000 X coaiprendonle FOX S • UPI « VP2
2.693.000
RS 3 interltccia RS 232 s MPF III
140 000
FOX SD COBO FOX 0 oia con 00 sdican disk da 266 K. ei petto di un drive
2.790 080
140.000
SIIIDISK Sdicon disk da 266 K.
1.490 (»0
F 000 doppio dist'diive i MPF III
1 260 000
ME 1 espulsione RAM 64 K.
249.000
10i3sislam Xabec IO Mb s MPF
3.500 000
ME 2 espeosione RAM 128 K.
593000
MIC 601 CPU MIC 601 * Access, base
2680000
RING ROM pei coHeganonio ire MTX
229000
MIC 604 CPU MIC 604 • Access, base
3.410.000
HDX 10 Kaid disk 10 MByle » drhia da 1 MByle « MTX A 8 megaNertz
8900.000
CRT 1 tarniinale > MIC 501/504
1.B40.000
HDX 20 tiard disk 20 MSyla • drive da 1 MByle < MTX A 8 oiogaherti
9.900.000
PC 811 MPF PC/611-120 X RAM- 1 FDD a 360
4660 000
HRX HI-RES graphic systeie • RDX 20
16.000 000
PC 612 MPF PC/612 128X RAM- 2 FDD s 360
6200 000
Tastiera 46 MTX 600 48 K. RAM 1 6 X. dediciie video - 32 X. Besorie uienie
599 000
PC 622 MPF PC/622- 2S6X RAM - 2 FOD a 360
6560.000
Tasliera 60 MTX 612 BO K RAM 16 X dedicala video - 64 X aieiiMna uienie
799.000
PC 632 MPF PC/S32 - 365 X RAM - 2 FOD s 3EO
6.300000
Hegistreioie slieilina recorder dati con itoniioi
73.000
PC 642 MPF PC/542 - 640X RAM - 2 FDQ s 360
6660.000
Slaspuile QMX 60 slaanianla 60 cps 60 col.
980.800
IO s PC sistema Xabec 10 MB ■ MPF PC.
3600.000
Floppy disk FOX tingie Ooppy disk 600 X.
1 196.800
PC sT51 MPF PC-iT/61 128X RAM
9360000
RS 232 doppia mlerlaccis RS 232 'i kus-coniiol per Happy disk
239.000
PC 1 T52 MPF PC-iT/62 250X RAM
9 700.000
PC I T53 MPF PC-sT/63 3B5X RAM
10300.000
PC a T54 MPF PC-iT/64 B40X RAM
11 000.000
CVM PC nonilor col. basculante 13 i PC
1.400.000
Vi» Bosu». I - JSISS Cum»
MEB PCI sclieda espens. da 126X s PC
MEO PC2 scheda esgans da 250X a PC
MEB - PC 3 sclieda espans. da 364X PC
620 000
CFD001 caniiollei floppy 6'. 6*
270.000
1.400000
BUS 12 pana
61 ODO
ACA-PC scheda con 2 RS 232 s PC
270000
MRE nteiasna Rani epron 32 X |8 X slandaidl
196.000
PBA PC Personal Basic s MPF PC
110000
CVP 001 mlerlaccia video 80 • 24 IkH)
296.000
MSD - PC MS DOS t MPF'PC
60000
SMF sclieda mliiFaiuione
130 000
MPF 2 Cmpular/accatsen base * scr.
660.000
SER IDI inieilKCia seriale RS232
i20.no
TEM 1 tesliera osi Moflitack Mod. 1
99000
DCS orologio calendario
136.000
TED 1 lasliert est. dando s MPF II
260.000
IMU mi. musicale
30.000
TED 2 tatliert dattilo i MPF II Mod. 2
220.000
CFD Oli aggionie doppia densiii
330.000
RS 232 C nlartaccia seriale i MPF II
160.000
CPfM
220 000
ST 40 slamo, tantnea Miiltnech 40 C
400 000
174
MCmicrocomputer n. 34 • olloOre 1984
iiiiiiiiiiiii'iiiiiii
12 MBV 12 r wdi A.H. AfriUuM
12 MBA 12 F wbrs A.R. A/nflatu
12 DKV 112 F vtfiA Afnfluu DK
FDI 2 mnrfMtu I Bnv« Disk N. 2
FDD 2 Uopo diti dhtt stia lue
NEC (Giappone)
Gtum Ciurliti ni
Vi B Ctnu P^kgna. 24 ■ 2SIBB Bntoi
i|Hi dMPià. 2BG KB loiaetl.
u iacu. dopcia danalli. B40KB fiuiDail.
ma par nad. SODO a nad. BBDQ
te di panll -BO raipnna 120 api
ta di paini 136 eolliniia 120 epa
: RAM . da 32 a SG KB ROM - lasliaia aifanunianca.
232C - Inlarlaccia fleppr B" a S'I/A
n S'1/4 doppia (afta, doppia derisili. 640KB lomatl.
ti ajqiuniita di 2 aiieifloppr da S'1/4
lì con 2 Beppi B' donna facdi: doppia daosiiB. 2MB loniiiuii
li atgiontiaa di 2 Beppi da S'
lonal Ciwpirlei Pottaiile S0B5 CMOS - 16 KB RAM - 32 KB ROM
gn2ai
J 6281 - Ragisliatora a casselle
4SO.IM10
460 DDQ
300.000
160.000
460.000
7BS.000
770.000
790.000
660.000
7B0.000
1.800.000
410.000
1 . 666.000
SOOOOO
085.000
1.300.000
1.080000
2 . 200.000
500.000
2.01 SODO
2 . 000.000
1.B7S.OOO
3.2B0.000
3150.000
1 560.000
340.000
260.000
OKI (Giappone)
Ttdmrlrai ì/itìe Mibiialian Pii. U2 ■ 2BBS4 Asuji fUII
MudIkw 80 BO cal 80 CPS
Micipline 82 A 80 col. 120 CPS
Micioiiiia 83 A 132 col. 120 CPS
MiciPline 84 132 col. 200 CPS
Mitioline 02 80 col. 160 CPS
Micioline 03 132 col. 160 CPS
OKI 2350 132 col. 350 CPS
OKI 2410 132 ni. 350 CPS NLQ
722 no
1 025 000
1 645.000
2.405.000
1.370.000
1 880.000
5880 000
6295 000
OLIVEni (llalii)
Bivilti S.f.A. ■ hfu
M 10 - 8K RAM
M IO 24K RAM
MI0 32K RAM
M 20 ST veisiona aionolloppy
M 20 ST veiiioita billappy < eip RAM 32K • alaaiponle PO 1460
SoFiweie di base esieso
1 340.000
1 600.000
1 BOO.OOO
5560.000
B.373.000
575.000
OLYMPIA (Germania)
% - Vu Imm. 12 - 20124
Mpd ESW 102 RO Slaap a ainilienlg 17 epa bid. buHei 4K
Mcd. ESW 103 KSR SlmpaiUe a aaipliania 17 cps bid. buliar 4K • tatuei
Mad. ESW 3000 RO Slanpanla a laaiglieiila 35 epa bui. BuHer 4K
Nola: prezzi per QMi a L 500
2.000.000
e 2.400.000
2.500 000
ONYX SYSTEBBS INC. (U.S.A.)
SlrMd Sisum lOP Vii A Carimi 2 - 421BB Ihgsia Imii
C 5001A I92K. 7MB
12.600000
COmPUTER CEHTER
Tla Pollotta 2B. Rlmlnl- toL 0B41 / 78B208
Je mele. . . il soft ware
pappié computar
Macintosh
^MANNESMANN
WIALLY
Commodore
Spectrum
OISTmMTOflI
Verbatim
AOSTA - Informatique
BRESCIA - Il computer
MANTOVA- Antek Computers
RIMIMI - Computer Center
ROMA/LATINA - Easy Byte
TORINO - AB Computer
TORINO -Cominfor
TRENTO -SI. 6E. Computer Shop
HrT<T
m ki
MCmicrocomputer n. 34 - ottobre 1984
risorse, idee e soluzioni.
ei C 8G02
i < Z 8002 - 20818
« C 80D2 40818
G740D ViOsDiiac con 2 joystick
C7420 Modulo eslonsione dome conputii
B7400*C7420
Rogisitatoce 06B20I3DP
Cartucco gioco
18.400.000
17.900.000
17.700.000
20000000
28.500.000
24.700.000
28.800.000
28.800.000
33.300000
35.200.000
40.000. 000
1.800.000
1.800000
498.000
275.000
3.900.000
13.000. 000
18.800.000
1.980.000
2 . 200.000
280.000
230000
480000
90.000
da L 80.000 a L 80.000
P2SOOIM CPU'Monnoi gialico 12' - 84 K8 RAM • 2 nuillloppy da 304 Kb «
laslieiB ilaliana ■ inlerfatcìa sanale CP/M
P2800rM-DS cane P 2800IM con 2 niniOoppy da 604 Kb
P2010 Polalile con 2 nuiilloppy da ISO KB < CPjM * Woidslai e Caicsiai
P2012 Ponaiila con 2 ninilloppy da 040 KB « CPfM « Woidsiai e Caicsiai
P201O-2 Portalila con 2 ninilloppy da 150 KO • CP/M » asiended 1888488 Basic
P2148 duco Ime 10 Mb
P2092 Scheda di Esp. di menuna 286Kb
P2091 Scheda IEEE 488 Cenpiensiva di IEEE 488 basic
P214S OlscD lisso da lOMb loinaltati
PT180Slampanle132Gol 1B8CPS
PHILIPS
smco imii SfA • Vù C. <A Ssmki 22 bis • I0Ì24 lOHIHB
W mv Ì3SSISI lìi 22SS33 5AIH I
P 2012 Panatile con «ideo 3" e 2 Floppy 8' da 840 Kb ce
Con CP/M. TESI {mi laina.al). kVoidStai. CaIcStai
Con CP/M. Scheda lEE 488 e Basic esteso
Scheda 286 Kb agginniivi pei Vimtol Qisk
POLICONSULT Sciemilica
Folicomll SciMliu s.r.t
Vis Pisi ios Imi SS - BOUS Rms
PCS 84088/B 2 diive 500 KB - «ideo
PCS 840D1/B: 2 drne 1 MB - «ideo
PCS 840D2/S: 1 dr. 5DQ KB « M.disk 5.8 MB ' video
PCS 84083/8: I dr. I MB • H. disk 8.B MB video
PCS 84DD4/B; I di. 600 K8 > H.disk 18 MB • «Ideo
PCS 64DQ6/B' 1 di. 1 MB t Hdisk IO MB * «ideo
PCS 84006/8 1 di 1 MB < Hdisk 20 MB «ideo
8.760.000
6.150.000
3.680.000
4.000. 000
4.000 000
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080000
800000
3.480.000
2 . 000 . 000
4.000000
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4.990.000
66DD.0DO
8108.800
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PCS 840Q7/B' 1 di 1 MB • H.disb 29 MB >
dr 508 KB « Hdisk 5.8 MB • «ideo
dr 1 MB • H disk 5.8 MB < «ideo
dr. 500 KB ^ Hdisk 10 MB • video
di. 1 MB ■ Hdisk 18 MS > «ideo
disk 5.8 MB « «ideo
ik 6.8 MB < «Ideo
1 dr 500 KS < H.disk 10 MB • «ideo
1 dr. 1 MB • H.disk 10M8 ■ «idee
1 dr 1 MB ’ H.disk 20 MB « «ideo
1 dr. 1 MB ^ H.disk 29 MB ■ video
CPU280 ■ 84KB « 2 Dri«e do 500 KB ced. ' Moniloi 6' o 9
Piogrennialori di EPRQM
18.500.000
8.900.000
10400.000
13.100.000
13700000
13.700.000
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5800.000
PRINTRONIX (U.S.A.)
¥.PH
Va Essersi Gtnas. SS - 20ISS tlilim
MVP 2
7200.000
Stampame 300 - 300 iPM
11 420.000
Stampanie 600 600 LPM
16560000
Stempanle 3121 1200 LPM
29700000
Stempanle Prinlek 910 - 200 CPS
3.160000
Slaipponte Pnnlek 920 - 340 CPS
4.740.000
Steiirpanle Prinlek 930 - 200 CPS 00 CPS in L.a
3.950000
Priniei PInnei 4160 enulaiiene «eisalec V80
11.200.000
XD 300 . 400 LPM
15250.000
XQ 600 800 LPM
20.300.000
Inlelligeat giephic Precessoi
1 300.000
Mota proni per dollaro a L 1.600
Q.M.S.
m.
Va Ssssrsl Boms, SS - 2BISS ISiIsss
Magnum M 3000 Controller intelliganle gosliona gralica siarnpanio Prinuonix
4 960000
Magnum M 3400
6930.000
Magnum M 2780
6930000
Magnum M 3270
S930.QQD
QUARK (Italia)
Basti siJ. - Vis Ressi. 32 ■ 2BI2S 46/aoo
2010 - ZBO/A - 64 K RAM I disco 10 MB • 1 dn«o 1 MS
7.6DO.QOO
2020 ' Come 2010 ma con 1 disco da 27 MB
9.500.000
VISUAL 60 lomimale video 12' - 28 righe 80 colonne
1 800000
3000 Posto di lavoro con lascierà. Video 15' CPU 64 K8 RAM
2800.000
3001 - Coma 3000 con loslieii 7 losii lunrione seme pad nnmerìco
2400.000
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1 600.000
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2400000
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8.500000
3212 - Unità Wincb pei 6 posi! di làvoio 20 M8 - 1 diivt da 1 MB
10.500.000
ROUND
TilAV hisriisliossi Vii L Di Véla 43 ■ 20B3B Tiairm S.R. /Mll
Mod DXY 101 Pioilei 1 panne
980.000
Mod DXY 800 PIntlei 8 penna
1 400.000
176
MCmicrocompuler n, 34 • ottobre 1984
SAGA (Italia)
SA 6 A SpA Vii Vnua/ii BiSm 24 - 0BIS3 Ami
BIP 40JI 64 K RAM 1 Mindioppy la 400K • vulau 12'
3.900000
BIP 4012 64 K RAM 2 Mmilloppy da 400K • vidau I2~
4600.000
8IP 00 64 K RAM 2 Mmilloppy da BOOK < videa 12'
6600.000
SIP W 64 64 K RAM 1 Mmilloppy 400 K 1 Wmchesiei 6M ■ tideo 12~
7460.000
SIP W 98 64 K RAM 1 MmiRuppy 800 K 1 Wmebeslei 9M > videa 12'
0.600.000
BIP W 98X 266 K RAM 1 Mmitlappy BOOK 1 Winchestai 9M • video 12'
9.960000
Sagalus ned 40 - 64 K RAM 2 nimhoppy da 410 K « videe 12'
6.660.000
SagalQs noi 80 64 K RAM 2 nintflaopy da 800 K • video 12'
7600.000
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150.000
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300 000
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3B0.000
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2BO.OOO
816 000
5.100000
7 000.000
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B1543 Video colDn 640-200 bols - gtabte - 14' - BOO cai>25 Imei
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548.000
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2.390.000
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1.BS0.00D
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IO 000
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200.000
02406 Sisl Dp 0A(6ASIC ^ DISK
120.000
82406 Sin Dp T/BASIC - DISK
120000
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81606 Video colmi 1-14' 640>6DD bois - 00 chES’26 linai - S colmi
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01503 Manoiie addioonala 54Kb
310000
81507 Adallaiere grafico 1 640>600 par nonocioB (scheda)
733 SUO
81604 Adallaiore grafico - 2 ->B colon n Add Adall Gral 1
1.330000
81647 Slanpame 80 col 126 epa giiliea
1 366000
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1 880000
81641 Cavo ohinenlaime
10.800
81646 Cavo stampania
103.000
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103.000
i 82410 Sisl Op CP.'M 86 C/CSASIC 86
606 ODO
82414 Sin. Op MS-DOS. 20 C/7-BASIC16
120000
TRIUMPH AOLER(Garni8nraj
/nuapA AiHef liiln SpA - FWf Mutil. 2BI 2H12S 4ft»/w
Alphiiionic PC
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la unili floppy pei PC
loco 000
2a omii Reppy pei PC
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600000
Alplialronic P?U 64K RAM ROM(MK uMe)<inilè dso 19213
cataidn e 2 uniiè ffiinilloppy dopiui faccia (2<32Q KB|
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P40 CHM P4 < cune P3G,
Al|9iauenic P3 usa P2 U ^ 2 niniOnppy da I Mb
Alpbanuuic P4 csoa P3 * 1 dote wnchesiat da 8 Mb
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079.000
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090.000
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1800000
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000.000
900000
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142000
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353.000
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150.000
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272.900
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04.700
137.300
149 400
512.200
168.000
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255.000
255.000
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659 000
415 000
619.000
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057000
179000
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2.659000
1 045.000
16000
21 000 .
53.000 '
160.000 .'
160.000 :
160000
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266.000 ,
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CE 122 Islanpanla par PC-1211)
PC 1251
CE 126 lUnhà con ncrocassona a sianipanie per PG-1251)
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CE 151 (ispansiDoe 4K par PC 1500)
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199500 ,
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